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Una risposta incerta del cervello alla base dell´autismo

Un gruppo dell´autismo ad alto funzionamento potrebbe derivare da una risposta inattendibile dei potenziali evocati a livello cerebrale.


Autori dello studio: Ilan Dinstein, David J. Heeger, Lauren Lorenzi, Nancy J. Minshew, Rafael Malach, Marlene Behrmann

riportato da David Vagni
Articolo originale: Unreliable Evoked Responses in Autism

Una bassa attendibilità della risposta evocata è evidente in molti sistemi sensoriali nelle persone autistiche, con una maggiore variabilità specifica delle aree sensoriali, anche per stimoli senza apparente valore sociale.




L´autismo è la controparte comportamentale di un insieme di condizioni che modificano l´elaborazione neurologica delle informazioni, ma le caratteristiche di elaborazioni particolari che potrebbero essere anomale nell´autismo sono rimaste in larga parte oscure.


Questo studio suggerisce che una di queste caratteristiche sia la scarsa affidabilità della risposta evocata.


Gli autori hanno confrontato l´ampiezza della risposta corticale e l´affidabilità (la coerenza tra misure) visiva, uditiva, e somato-sensoriale in adulti con autismo ad alto funzionamento ed adulti di controllo, attraverso una serie di scansioni fMRI seriali.


Le ampiezze della risposta sono state statisticamente indistinguibili tra gruppi, ma la variazione della risposta in prove diverse è stata significativamente maggiore nelle persone autistiche con un maggior rumore rispetto a tutti i sistemi sensoriali.


Le differenze di affidabilità nella risposta sono state evidenti solo nelle risposte corticali evocate e non erano presenti durante uno stato di attività o riposo continuativo.


Le deviazioni standard nelle risposte agli stimoli corticali differiva significativamente tra adulti autistici e normale (p < 0,05), così come il rapporto segnale-rumore (P < 0,05).


Questi risultati rivelano che l´elevata variabilità è presente anche per stimoli sensoriali elementari privi di valore sociale sociali, e possono quindi rappresentare una modifica fisiologico sostanziale nell´elaborazione neurale nell´autismo.


La ricerca sull´autismo ha seguito due percorsi distinti.


Un approccio si è concentrata sull´individuazione delle aree del cervello che rispondevano in modo anomalo durante l´esecuzione di compiti sociali o cognitive.


Il secondo approccio è centrato su architettura cerebrale e l´integrità delle connessioni anatomiche e funzionali come la sincronia tra neuroni in diverse parti del cervello.


Entrambi gli approcci hanno generalmente dato poca attenzione a specifiche funzioni di elaborazione neurale che potrebbero essere alla base dell´autismo. Dinstein e colleghi hanno cercato di affrontare la mancanza di informazioni esaminando l´affidabilità delle risposte evocate negli adulti con autismo ad alto funzionamento.


I ricercatori hanno utilizzato la risonanza magnetica funzionale per studiare le risposte corticali visive, uditive, ed i sistemi somato-sensoriali di 14 adulti ad alto funzionamento e 14 adulti senza autismo (di pari QI).


Ogni partecipante allo studio ha completato tre esperimenti che coinvolgevano risposte evocate a diversi tipi di stimoli:
  1. Uno stimolo visivo in movimento che coinvolge i puntini bianchi
  2. Un stimolo uditivo costituito da una serie di segnali acustici di tono puro in entrambe le orecchie
  3. Uno stimolo somatosensoriale in forma di soffi d´aria da un tubo sul dorso della mano di un partecipante


Le ampiezze di risposta medie di tutti e tre gli esperimenti sensoriali non differiva tra i partecipanti con autismo e il gruppo di controllo.
Tuttavia, gli autori hanno trovato differenze significative nell´attendibilità delle risposte del gruppo autistico.


I risultati hanno mostrato una tendenza verso una correlazione positiva tra il rapporto segnale-rumore e QI nel gruppo autistico e una tendenza verso una associazione negativa tra tale rapporto e la gravità dei sintomi dell´autismo.


"Determinare il rapporto tra una maggiore variabilità di risposta neurale e sintomi comportamentali dell´autismo chiaramente richiederà ulteriori ricerche", scrivono gli autori.
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