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Prevenire è meglio che curare

L´abuso infantile nelle madri aumenta il rischio di autismo nei figli.


Autori dello studio: : Andrea L. Roberts, PhD, Kristen Lyall, ScD, Janet W. Rich-Edwards, ScD, Alberto Ascherio, DrPH, Marc G. Weisskopf, PhD, ScD.

Articolo originale: Maternal exposure to childhood abuse is associated with elevated risk of autism.


Riportato e annotato da David Vagni


Molte condizioni perinatali avverse sono state associate all´autismo. Questo studio evidenzia come ci sia un forte aumento del rischio nelle donne che hanno subito abusi fisici e psicologici rispetto alle madri non abusate. Evidenziando ulteriormente l´importanza della tutela e del sostegno sociale alle persone vittima di abusi.




Sebbene l´eziologia dell´autismo sia in gran parte sconosciuta, molte ipotesi si concentrano sul periodo perinatale come potenzialmente critico per lo sviluppo dell´autismo. La nascita prematura, sottopeso, il diabete gestazionale, l´ipertenzione, un travaglio prolungato, i sanguinamenti durante la gravidanza, sono stati tutti associati ad un maggior rischio di problemi nello sviluppo del bambino e quindi anche di autismo. Inoltre, il fumo materno, l´uso di farmaci antidepressivi e neurolettici, l´esposizione a sostanze tossiche ambientali, alcool e droghe sono considerati fattori ambientali di rischio. Infine l´esposizione alla violenza domestica nel periodo prenatale è già stata associata in precedenza ad un maggior rischio di avere un bambino con autismo.


Prima e durante la gravidanza, le donne esposte ad abusi durante l´infanzia hanno maggiori probabilità rispetto a quelle non esposte di sperimentare situazioni e di impegnarsi in comportamenti, che possono essere dannosi per il feto, tra cui il fumo, l´uso di droghe, problemi alimentari, stress, violenza e vittimizzazione da parte del partner.


L´esperienza di un abuso infantile è associato anche ad un maggior numero di gravidanze indesiderate, nascite pretermine e basso peso del bambino alla nascita.


Pertanto, l´esposizione materna all´abuso infantile può essere ovviamente un fattore di rischio per l´autismo. Tuttavia è importante determinare se lo è solo perché aumenta il rischio di altri fattori potenzialmente dannosi (in modo indiretto) o se è direttamente coinvolta.


Le madri sono state raccolte dal Nurse Health Study II che ha fornito i dati sull´abuso infantile, comportamenti a rischio durante la gravidanza e problemi nello sviluppo dei bambini. I controlli sono stati selezionati in modo casuale tra i figli di donne che non avevano riportato la presenza di autismo nei loro bambini, per un totale di 451 madri di bambini con autismo e 52.498 madri di bambini non autistici.


Dei bambini nello Spettro Autistico: il 25% era autistico, il 50% Asperger e il 25% PDD-NOS. L´alta percentuale di Asperger è spiegabile in quanto si sono eliminate dallo studio tutte le forme di autismo sindromico (X-fragile, delezioni o duplicazioni cromosomiche, etc..).


I risultati hanno confermato i precedenti fattori di rischio e mostrato che l´esposizione ad abusi è associata ad un aumento del rischio di autismo nei bambini in maniera monotona crescente. Il più alto livello di abuso è stato associato con la massima prevalenza di autismo (1,8% vs 0,7% tra le donne non abusate, p = .005) e con un più elevato rischio di autismo anche dopo l´aggiustato rispetto ai fattori demografici (fattore di rischio, 3.7, 95% CI, 2,3-5,8).


Circa il 3% delle donne (n = 1788, 3,4%) sono state esposte a gravi abusi sessuali. La prevalenza di autismo era elevata, ma non in maniera statisticamente significativa in queste donne rispetto ai figli di donne non esposti ad abusi sessuali (1,3% dei figli di donne esposte erano autistici rispetto allo 0,8% dei figli di donne non esposte, P = 0,11) . Le donne esposte ad abusi fisici ed emotivi avevano una maggiore probabilità di avere un bambino con autismo (nel 25% più alto in quanto ad abusi la percentuale di bambini autistici era del 1,1%, rispetto allo 0,7% nelle donne che non avevano subito abusi, P = 0.003).


Il livello più alto di abuso combinato sessuale, fisico ed emozionale della madre è stato associato con la massima prevalenza di autismo nei bambini (1,8% dei bambini contro lo 0,7% dei bambini di donne non abusate, P = 0.005).


L´abuso infantile combinato fisico, emotivo e sessuale, è stato associato ad una maggiore prevalenza di quasi tutte le circostanze avverse nel periodo perinatale, in un modo che cresce linearmente con la dose. Le donne esposte al più alto livello di abuso, rispetto alle donne non esposte alla violenza, erano più propense a fumare durante la gravidanza (17,4% contro 8,8%), consumare bevande alcoliche (5,1% contro 2,8% aveva più di 1 drink / settimana), avere diabete gestazionale (5,3% versus 2,7%), tossiemia (7,7% contro 3,6%), un aborto precedente (15,9% contro 10,0%), una gestazione inferiore a 37 settimane (9,4% rispetto al 7,1%), utilizzare SSRI (antidepressivi) nel il periodo perinatale (0,4%, contro il 0,2%), ed essere vittima di abuso da parte del partner nell´anno precedente l´anno di nascita (23,3% contro 6,1%). Le donne esposte ad abusi infanzia non avevano statisticamente più probabilità di dare alla luce un bambino sottopeso, tuttavia, avevano meno probabilità di dare alla luce bambini con un peso ottimale.


E´ stato quindi necessario determinare il ruolo degli altri fattori nel mediare l´associazione con l´abuso infantile materno. Il ruolo di mediazione di questi fattori è risultato comunque basso (dal 2 al 19% a seconda del fattore considerato) quindi una volta eliminati i fattori di confusione la percentuale di bambini autistici nelle madri vittime di abusi è rimasta comunque più elevata (rapporto di rischio per il più alto livello di abuso, 3,0, IC 95%, 1,9-4,8).


Roberts e collaboratori ben consapevoli che una correlazione non implica una causazione hanno fatto varie ipotesi relative alla scoperta che potrebbero facilmente essere tutte valide anche se con pesi diversi.
  1. In primo luogo, non sono state misurate ulteriori circostanze perinatali avverse associati con l´abuso durante l´infanzia, come: infezioni, malnutrizione, e altri stressogeni che potrebbe spiegare una ultieriore parte dell´associazione trovata.
  2. In secondo luogo, l´esperienza di abuso infantile e le sue conseguenze comportamentali, psicologiche e fisiche possono provocare alterazioni nel sistema biologico della madre, tra cui l´asse ipotalamo-ipofisi-surrene (HPA), il sistema ipotalamo-ipofisi-gonadi (HPG), e il sistema immunitario, che può a sua volta direttamente aumentare il rischio di autismo nei bambini. L´abuso infantile è stata associata con una disregolazione dell´asse HPA sia nelle donne che nei loro bambini (risultando quindi trasmesso per via epigenetica tra diverse generazioni). La disregolazione dell´asse HPA è stata osservata in persone con autismo, ed è stato ipotizzato che una disregolazione dell´HPA materno modifichi lo sviluppo neurologico del feto.
    Inoltre, l´esposizione a gravi fattori di stress psicosociale possono aumentare la secrezione di androgeni, e alcune evidenze suggeriscono che l´esposizione a elevate concentrazioni di androgeni prenatali è associata a un maggior numero di tratti autistici.
    Anche le disfunzioni immunitarie sono state associate con l´esposizione ad abusi nell´infazia. Una disfunzione immunitaria e l´infiammazione conseguente, tra cui la neuroinfiammazione, sono più frequenti nelle persone con autismo. L´infiammazione materna a sua volta può colpire il cervello del feto in via di sviluppo.
  3. In terzo luogo, l´abuso infantile, attraverso meccanismi epigenetici o altri meccanismi, aumenta la reattività biologica ai fattori di stress fisici e psicologici attraverso la sensibilizzazione del sistema nervoso centrale, la disregolazione dell´asse HPA, e gli effetti sulla corteccia prefrontale relativi alla valutazione delle minacce. L´iperreattività a fattori di stress può a sua volta influenzare negativamente il feto in via di sviluppo attraverso gli effetti sulla madre e gli assi HPA e HPG del feto stesso nonché sul suo sistema immunitario.
  4. In quarto luogo, gli abusi sulla madre durante l´infanzia possono essere un indicatore di rischio genetico per l´autismo, così come la malattia mentale dei genitori è associata ad un maggior abuso sui figli. Diversi studi hanno suggerito che il rischio genetico per l´autismo può sovrapporsi con il rischio genetico per altri disturbi. Inoltre molti genitori di bambini nello spettro (soprattutto Asperger) appartengono al fenotipo autistico allargato e presentano caratteristiche simili ai figli. Le donne con tratti autistici sono più spesso vittima di abusi e tendono a riportarli e ricordarli con maggiore intensità (a causa probabilmente di una iper-memoria per la paura tipica delle persone nello Spettro). Così, la perpetrazione di abusi sui minori da parte dei nonni e l´esperienza di abuso durante l´infanzia dalla madre possono essere indicatori di rischio genetico per l´autismo nel bambino.


In una realtà sociale dove ancora spesso viene data la responsabilità dell´autismo al comportamento delle madri, è importante comprendere come questo possa essere causato da fattori esterni alla volontà delle stesse, ed anzi, proprio dal comportamento di abuso psicologico e vittimizzazione, che viene pepretato (e purtroppo spesso accentuato dopo una diagnosi di autismo) su queste stesse persone.




La Dott.ssa Roberts, autrice dello studio, dice:
Se l´associazione che si identifica qui tra abuso infantile materno e l´autismo è dovuto in parte agli effetti diretti o indiretti dell´abuso (e non solamente ad un condiviso rischio genetico per l´esposizione agli abusi e all´autismo), questo ha diverse implicazioni per la pratica clinica. In primo luogo, mettiamo a disposizione un altro motivo valido per aumentare gli sforzi per prevenire gli abusi nell´infanzia. In secondo luogo, identifichiamo una popolazione a rischio elevato di avere un bambino con autismo, le donne con una storia di abuso infantile moderato o grave. In terzo luogo, data la proposta di mediazione del rischio di autismo attraverso avverse condizioni perinatali, suggeriamo un possibile mezzo di ridurre il rischio di autismo nei bambini di queste donne, vale a dire, cercare di farle stare, almeno da adulte, in condizioni ottimali.

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