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Non c´è niente di speciale in una faccia

Un nuovo articolo evidenzia come le difficoltà dei bambini autistici si estendono ad altri stimoli complessi


Autori dello studio: Louise Ewinga, Elizabeth Pellicano, Gillian Rhodesa.

Articolo scientifico originale: Reevaluating the selectivity of face-processing difficulties in children and adolescents with autism


Riportato e annotato da David Vagni


Le difficoltà percettive nell´autismo si estendono oltre le facce ad altri stimoli complessi. I bambini autistici hanno difficoltà a ricordare e a discriminare non solo le facce ma anche i musi delle macchine.




In passato sono stati compiuti pochi studi atti ad esaminare se le difficoltà nel processamento dei volti, incontrate da molti bambini autistici, siano specifiche rispetto alla discriminazione visiva di altri stimoli complessi.


Nello studio di Ewinga e collaboratori sono state esaminate le capacità di memoria e discriminazione per volti, macchine e facce invertite (volti messi sottosopra) in bambini ed adolescenti con e senza autismo.


I risultati mostrano che, rispetto ai bambini tipici, le difficoltà dei bambini autitici non sono limitate, o più severe, solo per le facce. Invece, questi partecipanti hanno mostrato significative difficoltà a ricordare sia le facce che le macchine.


Questa mancanza di selettività per i volti mette a dura prova le teorie prominenti che attribuiscono alle difficoltà nella lettura dei volti delle persone autistiche un carattere fondamentalmente legato all´attenzione e alla motivazione sociale.


I risultati di questo studio mostrano invece come sia presente una più pervasiva atipicità percettiva per gli stimoli visivi complessi che quindi colpisce la capacità di processare i volti ma non è legato al carattere sociale dei volti stessi.
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