< Torna all'archivio delle news

Stress ossidativo e alterazione della membrana degli eritrociti

Un nuovo articolo evidenzia la presenza di stress ossidativo e la sua influenza sull´iperattività


Autori dello studio: Alessandro Ghezzo, Paola Visconti, Provvidenza M. Abruzzo1, Alessandra Bolotta, Carla Ferreri, Giuseppe Gobbi, Gemma Malisardi, Stefano Manfredini, Marina Marini, Laura Nanetti, Emanuela Pipitone, Francesca Raffaelli, Federica Resca, Arianna Vignini, Laura Mazzanti

Articolo scientifico originale: Oxidative Stress and Erythrocyte Membrane Alterations in Children with Autism: Correlation with Clinical Features


Riportato da Tiziano Gabrielli


In un gruppo di bambini con diagnosi di Autismo è stato evidenziato come la membrana degli eritrociti presenta delle significative modificazioni causate da stress ossidativo e come queste correlano significativamente con l´iperattività.




Questo studio ha visto la partecipazione di vari gruppi di ricerca (Università di Ferrara, Bologna, Ancona, CNR di Bologna) e come centro clinico di riferimento l´Ambulatorio Autismo e Disturbi di Sviluppo, IRCCS, Istituto di Scienze Neurologiche, Bologna.


In un gruppo di bambini con diagnosi di Autismo gli autori hanno valutato una serie di parametri periferici di stress ossidativo, mettendoli a confronto con quelli di un gruppo di bambini con sviluppo tipico come gruppo controllo.


Questi dati sono stati poi correlati con alcuni aspetti clinici.


In sintesi è stato evidenziato come la membrana degli eritrociti nei soggetti con Autismo presenta delle significative modificazioni della composizione lipidica, una riduzione della fluidità di membrana, un aumento di indici di perossidazione lipidica cui si associa un aumento di altri indici di stress ossidativo nelle urine (un aumento dell´isoprostano e degli addotti di lisina).


Il dato senza dubbio più rilevante è stato il riscontro di una marcata riduzione dell´attività della Na + K+ ATP asi (NAK), la pompa del sodio che regola il flusso di sodio e potassio fuori e dentro le cellule, a livello della membrana eritrocitaria: i valori dei bambini con Autismo sono notevolmente inferiori rispetto al gruppo controllo, senza alcuna sovrapposizione dell´intervallo dei valori dei due gruppi.


L´attività della pompa del sodio è importantissima per regolare il buon funzionamento delle cellule: si tenga presente che la pompa del sodio consuma circa il 30% dell´energia che assumiamo con la dieta.


Questa ricerca aggiunge evidenze di un coinvolgimento sistemico (cioè di tutto l´organismo) nell´autismo ,e vede lo stress ossidativo giocare un ruolo patogenetico fondamentale. Inoltre abbiamo dimostrato che alcuni aspetti clinici, in particolare l´iperattività, risultano correlati con il profilo lipidico eritrocitario e con la fluidità di membrana.


Le prospettive di ricerca futura vanno in almeno quattro direzioni:
  1. replicare questi dati in soggetti più giovani e più anziani rispetto al gruppo ora studiato;
  2. verificare se la riduzione della NAK possa essere un biomarcatore di autismo confrontando tale parametro in bambini affetti da autismo senza ritardo mentale e in bambini con ritardo mentale ma senza autismo (probabilmente non preso singolarmente ma in associazione ad altri parametri): se la riduzione della NAK di membrana eritrocitaria dovesse rivelarsi un marcatore biologico, la sua valutazione potrebbe risultare di grande aiuto nella diagnosi precoce dell´autismo (che essendo basata sui sintomi deve essere clinica: l´esame di laboratorio non può sostituirsi ad essa, può indirizzare a priori o confermare a posteriori i sospetti,) ;
  3. capire la causa di tale riduzione e le conseguenze sulla funzionalità dei globuli rossi, sia a livello di scambio di sostanze tra l´interno e l´esterno del globulo rosso, sia a livello di forma dell´eritrocita stesso attraverso valutazioni di microscopia elettronica;
  4. verificare se l´utilizzo di un trattamento ad hoc, mirato al riequilibrio della composizione lipidica e alla riduzione dello stress ossidativo, possa contribuire a migliorare il profilo clinico, in particolare a ridurre l´iperattività.



Commenta questo articolo sul nostro forum.

< Torna all'archivio delle news

Ti è piaciuta la news? Fanne parola!