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Semiofilia. Una vita circondato di simboli.

 

Presentazione del Libro a CuoreMenteLab il 19 settembre 2020 (segui il link)

 

Questo il termine che Luigi ha coniato per definire in maniera efficace la sua particolare attrazione per i simboli. Luigi, si colloca nello spettro autistico. Dare un nome alle cose gli consente di conoscerle meglio e quindi dominarle. Essere giunti alla diagnosi di sindrome di Asperger gli ha permesso mettere un punto fermo a una domanda che si era protratta per lunghi anni e fare luce su una serie di problematiche ed interessi che lo hanno coinvolto per anni.

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Semiofilia. Luigi, autore del libro, conia questo termine ad indicare la sua attrazione per i simboli. Ma da cosa nasce un’attrazione per i simboli e cosa ha a che fare con l’autismo?

Luigi è una persona particolare, e come tutte le persone nello Spettro è unica in un suo modo specifico. Il fil rouge di questo libro è la sua passione ed attrazione verso simboli, a volte anche discussi e negativi, e per questo ancora più attraenti ai suoi occhi. Il contesto del libro, gli aneddoti proposti ed il racconto della sua vita, aprono tuttavia il suo mondo al lettore, un mondo dove il simbolo conduce, ma la vita segue portandolo ad incontrarsi e scontrarsi con le tante difficoltà che molti Aspie si trovano ad affrontare.

Luigi ha anche un’altra particolarità, diffusa nello Spettro ma che non appartiene a tutte le persone autistiche, è un sinesteta. Le persone con sinestesia hanno un modo straordinario di vivere il mondo in cui i numeri possono evocare colori, le parole possono innescare gusti o il movimento silenzioso di un oggetto può suscitare un suono. Esistono forme di sinestesia più comuni ed altre più rare, ed anche in questo caso esistono molte unicità.

Luigi associa i nomi e le parole a dei colori, ma anche i simboli gli provocano sensazioni fisiche “sensoriali”.

Il cervello dei sinesteti presenta alcune differenze dai cervelli comuni ed è collegato a un modello distinto di capacità cognitive che influenzano, rendendo spesso migliore, l’immaginazione, la memoria e la percezione.

 

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I bambini nascono con molte connessioni, anche tra aree distanti, ma a seguito della programmazione genetica e degli input dell’ambiente, durante i primi anni di vita, perdono molte di queste connessioni guadagnando delle aree del cervello altamente specializzate. Per alcune persone non è così. Alcune aree rimangono connesse ed una maggiore interazione tra regioni specializzate in diverse funzioni può spiegare i molti tipi di sinestesia. Ad esempio, l'esperienza di vedere uno specifico colore quando si guardano specifici grafemi potrebbe essere dovuta all'attivazione incrociata dell'area di riconoscimento del grafema e dell'area del colore chiamata V4 nella corteccia visiva.

Tuttavia, le sinesestesie di Luigi sono ad un livello superiore, sono “ideastesie”. Sono mediate dall'estrazione del significato dello stimolo. Non è una lettera collegata ad un colore, ma è una parola o addirittura un simbolo che acquisisce spesso una vita sensoriale con cui Luigi entra in relazione. In questo caso, per comprendere meglio il fenomeno bisognerebbe esplorare i meccanismi della semantica e di come immagine, significato e significante siano collegati tra loro. Questo è un problema non banale perché non è solo una questione di interconnessione tra parti del cervello in cui il significato viene "elaborato", ma riguarda anche la questione della comprensione, della motivazione, delle memorie e di quel delicato campo che cerca di comprendere come una mente ed un’identità possa emergere dalla materia.

Una frase celebre di Rita Levi Montalcini, che ha detto mentre stava invecchiando è stata: “il corpo faccia quel che vuole, io sono la mente”.

Nel piacere per l’analisi, per l’astrazione, nell’orrore del vuoto semantico e nella ricerca di comprendere la realtà che lo circonda, Luigi trova il simbolo come chiave di lettura del reale.

Nel corso del libro Luigi esplora i suoi interessi, tanti, tantissimi e diversi interessi. Ogni interesse è legato a momenti della sua storia personale e ci guida alla scoperta dei suoi significati e delle sue sfide.

Tra gli interessi più recenti che Luigi ci racconta nel libro c’è anche quello delle biografie. Ogni biografia che si legge aiuta a capire gli altri e a capire noi stessi.

Ho letto molti libri sull’autismo e molti libri scritti da persone autistiche. Questo libro è diverso, parla di autismo senza la pretesa di essere un trattato o di descrivere una vita secondo i suoi sintomi, ma ci chiede di entrare in un mondo particolare fatto di strani interessi, simboli e passioni, di scoprire, come un antropologo, una mente diversa e trovare in essa un po’ di noi.

 


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