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Le porte della percezione

Articolo di David Vagni

La percezione

Le persone normalmente percepiscono solo un centesimo delle informazioni sensoriali che le colpiscono. Si stima che su circa 2.000 “pezzi” di informazione sensoriale che ci colpiscono ad ogni ciclo della percezione (ci sono circa 20-30 cicli al secondo), la persona media ne riceva coscientemente solo 20.

Ogni volta che guardiamo qualcosa prendiamo solo alcune caratteristiche che vengono riunite, riconosciute ed organizzate attraverso le nostre memorie e la nostra concezione del mondo. La nostra ricostruzione percettiva deriva da due fattori: ciò che percepiamo attraverso i sensi e le immagini mentali registrate nel cervello. Questo non ha la necessità di processare tutti gli stimoli, si limita a riempire i buchi e a predire il risultato finale.

Molte persone autistiche hanno problemi a distinguere tra background (sottofondo) e foreground (primo piano). Non sono capaci di distinguere tra stimoli rilevanti e non. Percepiscono tutta la realtà senza filtri e selezione. Manca il senso nella struttura neurologica in grado di gerarchizzare la percezione sensoriale e quindi discriminare, in rilevanza, tra stimoli differenti.

Il risultato è un fenomeno apparentemente paradossale: le informazioni sensoriali sono ricevute in un´infinità di dettagli e contemporaneamente nella loro completezza olistica (globale). A questo tipo di percezione si da il nome di Gestalt perception (Gestalt è un nome di origine tedesca che significa: totale, completo, intero): la percezione di una scena nella sua interezza come singola entità con tutti i sui dettagli percepiti (e non processati) contemporaneamente.

Questo permette alle persone nello spettro autistico di percepire la realtà nella sua interezza e dettaglio ma quando le informazioni sensoriali diventano troppe, gli stimoli sono eccessivi per essere elaborati.

Ad esempio una persona con una percezione uditiva di tipo gestaltico pur percependo gli stimoli uditivi con maggiore intensità (come ad esempio l´orologio che ticchetta nella stanza accanto, il cinguettare di un uccello lontano, etc.) ha difficoltà a focalizzare l´attenzione sulla voce di una persona che parla se sono presenti rumori ambientali come ventole, porte, parlottare di sottofondo. Le orecchie sembrano percepire tutti i suoni con uguale intensità. Se prova a filtrare il rumore di sottofondo, filtra anche la voce alla quale sta cercando di prestare attenzione. Percepisce tutto con uguale intensità.

Non solo intensità ma anche velocità

All´intensità delle percezioni e alla maggiore capacità discriminatoria di imput diversi ma simili nello spazio, si unisce anche una velocità percettiva (ciclo base dell´attenzione percettiva) più veloce del normale a parità di capacità cognitive. Il tempo d´ispezione, necessario alla percezione, diminuisce all´aumentare delle capacità cognitive. Le persone dello spettro hanno un tempo di ispezione paragonabile a persone con capacità cognitive superiori (di una-due deviazioni standard) senza però avere, necessariamente, una capacità aumentata di integrazione dei dati sensoriali. Un esempio riguarda lo sfarfallio delle luci fluorescenti, troppo rapido perché sia percepito da molte persone, caso solitamente non vero per le persone nello spettro. Lo stesso fenomeno avviene nei savant, caso in cui nel dominio specifico di competenza la velocità e la capacità di discriminazione sono ancora più accentuate, anche rispetto alla norma della popolazione neurodiversa.

Gestalt e rigidità

La percezione gestalt è anche legata alle routine. Cambiare un dettaglio in una scena, come scambiare il posto di un bicchiere, produce una scena completamente nuova (una nuova gestalt) nel cervello autistico, provocando paura, stress e frustrazione come per una persona neurotipica in una situazione completamente nuova.

Paradossalmente questo fa sì che le persone autistiche abbiano più problemi con i piccoli cambiamenti che con i grandi. L´incontro con nuove informazioni in una nuova gestalt, viene registrata ex-novo. Il cambiamento di una gestalt preesistente invece produce confusione poiché ci si confronta con un´immagine “completamente nuova” in quella che dovrebbe essere una situazione familiare. Questo provoca rigidità mentale e problemi di generalizzazione. Viceversa imparando a generalizzare si crea un filtro cognitivo alle informazioni in ingresso riducendo il problema.

Cosa si può fare?

  • Dobbiamo trovare quali modalità percettive (visione, udito, etc..) non sono in grado di filtrare le informazioni ambientali e semplificarlo (ridurre l´inquinamento sensoriale).
  • Insegnare a suddividere le percezioni in unità significative.
  • Anticipare i cambiamenti e renderne partecipe la persona.
  • Aumentare la capacità di generalizzazione (che aumenta anche spontaneamente con la crescita a causa dell´accumulo di esperienze e dell´aumento delle capacità cognitive, che aumentano in misura maggiore rispetto a quelle percettive).
  • Insegnare a rendere gerarchiche le percezioni ed i concetti in modo da integrarli con efficacia.

Gestalt o dettagli?

L´idea interessante della percezione gestaltica è quella che non c´è dettagli contrapposti alla totalità, ma dettagli nella totalità. Il problema è che spesso quella totalità non viene elaborata a causa dell´eccessiva informazione entrante, ma non è che non viene percepita. Con Gestalt si intende proprio quello: "vedere tutto con tutti i dettagli" a differenza del vedere solo il tutto o solo i dettagli.

L´attenzione per i dettagli è effetto non causa della gestalt perception. E´ una cosa (la frammentazione e messa in sequenza delle informazioni) che va insegnata ma che spesso viene "spontanea" come metodo difensivo del cervello. Un NT quando fa un disegno parte dai contorni. Un ND inizia da un particolare. Ma entrambi faranno il disegno completo (il tutto). La differenza è che mentre l´NT parte dalla totalità filtrata per poi focalizzarsi sui particolari (ragionamento Top-Down), il ND vedendo tutto con ricchezza di particolari, non può usare il procedimento Top-Down (sarebbero troppe informazioni da processare) e quindi di conseguenza sceglie un approccio bottom-up.


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