< Torna alla pagina degli articoli

Coccinelle

Autismo, Empatia e l´elaborazione del dolore


Autore: Leah Kelley

Articolo originale: ripreso dal sito Autism and Empathy: Ladybugs: Autism, Empathy, and Processing Grief

Tradotto da Mei


Come genitore di un bimbo con autismo, e come insegnante, ho difficoltà quando altri mi dicono che gli studenti con DSA sono privi di empatia. Provo a correggere questo giudizio erroneo quando ne ho la possibilità, spiegando che veramente non siamo di fronte ad una mancanza di empatia, o ad un´assenza di capacità di provarla. Ma che piuttosto, ci può essere una diversa modalità di elaborare o manifestare il sentimento, e anche una difficoltà nel comprendere la prospettiva e conseguentemente l´esperienza degli altri. Questo è profondamente diverso dal pensare che un individuo non abbia la capacità di provare empatia.



Mio figlio H ha di recente iniziato a elaborare il dolore. Lo colpì profondamente all´età di 10 anni, quando il cane della sua Terapista Comportamentale Roberta si ammalò ed era sul punto di morire. Il dolore lo pervase tutto d´un botto. Non sembrò provarne quando all´età di 2 anni morì sua nonna, o quando a 5 morì il suo porcellino d´India, o a 6 quando morì il suo coniglietto, o a 8 quando l´altra sua nonna ci lasciò. Sembrava quasi che non ne fosse visibilmente scosso. Non chiedeva di loro, e potrà avere versato qualche lacrima… ma in definitiva non menzionò questi eventi mai più. Retrospettivamente, mi rendo conto che c´era molto altro che stava accadendo allora e che io al tempo non compresi – ma questo post non andrà a fondo di queste complessità.


Piuttosto, ci racconta una storia diversa: la storia di un dolore e della sua elaborazione che si è manifestato molto più tardi.


H fu distrutto dalla notizia che il cane di Roberta, Boomer, stava morendo e diede generosamente al cane uno dei suoi pupazzetti per dargli conforto. Quando gli suggerii di riprendersi il suo orsetto di pezza dopo che Boomer fosse morto, disse di no – avrebbe voluto che lo conservasse Roberta… di modo che lei avesse l´orsacchiotto da coccolare se si fosse sentita sola una volta che non avesse più avuto il suo cane. Ho parlato con molti counselors del nostro distretto scolastico e tutti suggerirono che per lui sarebbe stato importante piangere, così passammo molte serate con H in lacrime. Lo incoraggiammo a piangere e cominciammo anche a fargli incontrare un counselor privatamente in modo che potesse aiutarlo ad elaborare le sue emozioni.


Poco tempo dopo dovemmo dirgli che la nostra vicina, Mrs. L, era anch´ella in procinto di morire. Non avrei davvero voluto dirglielo perché sembrava così fragile e sapevo che ne sarebbe stato ulteriormente devastato. Ancora una volta accogliemmo le sue lacrime e le sue molte domande. Notai che mi guardava per vedere se anch´io piangevo quando piangeva lui, e spesso mi chiedeva se anch´io fossi triste. Sottolineammo che era importante che la tristezza venisse fuori attraverso le lacrime, o attraverso altri mezzi, come la rabbia.


Guardando indietro, una delle cose che abbiamo incoraggiato e che si è dimostrata aiutare maggiormente è stato il donare ad altri e il lavorare sul confortarli e capire che anch´essi stavano soffrendo. La sua attenzione sul punto di vista altrui lo ha aiutato a percorrere la sua stessa strada e a sentire che in questo aveva un suo ruolo. Non poteva modificare le circostanze, ma la sua capacità di donare agli altri accresceva la sua autostima.


Inoltre, ci siamo resi conto che lui sembrava più in ansia e preoccupato di come avrebbe ricordato quelli che aveva perso. Sembrava consapevole delle sue stesse difficoltà a livello di memoria episodica e così abbiamo iniziato a costruire e rivisitare i ricordi che aveva raccontando storie sul cane e sulla nostra vicina e anche sulla gentilezza che lui aveva dimostrato in quelle circostanze.


Ho scritto una storia per lui che ricordava l´esperienza con la nostra vicina, Mrs L, una volta che era andato a trovarla in ospedale, nel corso della quale lui le lesse la storia di Mr. Rabbit e il bel regalo. L´ho supportato mentre scriveva i suoi elenchi prendendo spunto dal libro Le migliori dieci cose riguardo Barney, elenchi che si era mostrato in grado di condividere. In queste circostanze ha mostrato considerazione per gli altri e al contempo il sentimento di perdita da lui esperito ha trovato un posto in cui stare… circondato da altri sentimenti.


Ho anche lavorato con lui in modo da associare ricordi a oggetti reali in maniera significativa per coloro che stava perdendo. In un secondo tempo lui stesso ha inziato a creare dei simboli in ricordo di coloro che aveva perso da molto, molto tempo e a piangere anche per loro. Una coccinella divenne il simbolo della nostra vicina, un pesce rosso della nonna che morì quando aveva 2 anni. Questo sarà più chiaro con l´estratto della storia che ho scritto per lui:


Un giorno in cui la mamma di H lavorava in giardino, lo chiamò fuori. Gli mostrò una piccola coccinella che aveva trovato… la prima coccinella di primavera.
Lei disse “H, voglio che tu tenga questa coccinella in mano. Guardala. Non è bellissima?”
H tese la sua mano e la piccola creatura si arrampicò sulle sue dita.
“Ti piace?” gli chiese la mamma.
“Sì”, rispose H.
“Puoi tenerla per sempre?”
“No…”, rispose H.
“Hai ragione …” gli disse la sua mamma. “La puoi tenere per poco, e così puoi godere di quanto sia bella. Non la puoi tenere per sempre… ma puoi ricordare questo momento…”
H guardò la sua mamma e poi di nuovo la coccinella.
“La coccinella è come Mrs L. Non la possiamo tenere per sempre, e ora lei è volata via a casa… proprio come una coccinella. Ciò che dobbiamo cercare di ricordare è quanto meraviglioso è stato conoscerla quando era qua e noi possiamo conservare il suo ricordo nei nostri cuori per sempre.”
La mamma di H gli sorrise… e lui le sorrise di rimando.
Gli disse, “Siamo fortunati … ogni volta che vedremo una coccinella in giardino d´ora in poi penseremo a Mrs L. Abbiamo un legame ad un dolce ricordo.”


Abbiamo creato manualmente oggetti introducendone l´associazione a un preciso evento per aiutarlo a selezionare/mettere in ordine e organizzare i suoi ricordi. I simboli che rappresentavano le diverse persone sembravano aiutarlo a percepire che c´era qualcosa da custodire (dentro sè) e un posto cui tornare, dove poter accedere ai suoi ricordi ed elaborare la sua tristezza. Questo gli ha dato un senso di controllo.


La scorsa settimana l´altra nonna di H è spirata. Aveva 103 anni e aveva sofferto di demenza senile per molti anni. Nonostante lui l´avesse incontrata solo da molto piccolo, era tuttavia giù di morale quando gli abbiamo detto del suo trapasso. Eppure, lui ci è parso più triste per il fatto di non averla conosciuta davvero, così mio marito ed io cominciammo a raccontargli storie sulla nonna e abbiamo aiutato H a scriverle.


Questa settimana H ha letto queste storie ad alta voce alla cerimonia di commemorazione. È stato un regalo e un omaggio straordinario, perché dopo molti anni di cure costanti e di assenza dalle vite sociali di coloro che la avevano accudita, questo ragazzino ha portato alla luce i ricordi della sua nonna al meglio. È stato commovente vedere il cambiamento d´umore che ha provocato riportandola alla vita ancora una volta nelle nostre menti.


Questo mio ragazzo ha un cuore davvero grande, e molta forza. Ha una grande capacità di empatia. Aveva solamente bisogno di un contesto di supporto appropriato che lo assistesse nel portarla alla luce in una maniera leggermente diversa.


Leah Kelley è K–12 Special Needs Resource Teacher, e genitore di un ragazzo con un DSA, nonché un´esperta insegnante di scuola primaria che scrive sul suo blog 30 Days of Autism. Ha completato un MA in Pedagogia alla Simon Fraser University, focalizzandosi sul supporto da dare agli educatori nella comprensione dell´esperienza di studenti con autismo. L´articolo originale "Ladybugs" è stato scritto originariamente nel 2009 e pubblicato con il titolo Ladybugs (Coccinelle) nell´edizione della primavera 2011 della Rivista English Practice (la rivista dei BC Teachers of English Language Arts), ed è anche apparso sul sito web POPARD (Provincial Outreach Program for Autism and Related Disorders).
Commenta questo articolo sul nostro forum Consulta i nostri professionisti

Ti è piaciuto l´articolo?
Votaci con un click per farci avere delle donazioni a costo zero!

Vota Spazio Asperger ONLUS per supportare i nostri progetti

< Torna alla pagina degli articoli

Ti è piaciuto l'articolo? Fanne parola!