< Torna alla pagina degli articoli

I giochi online: un´arma a doppio taglio

Gli MMO (Massively Multiplayer Online game – Gioco multigiocatore online) possono essere un´arma a doppio taglio per giocatori autistici


Ryan Rigney

Articolo originale: MMOs a double-edged sword for autistic gamers apparso sulla rivista Wired.com


Tradotto da Elettra


Molti genitori sono preoccupati del tempo che passano i figli davanti ai videogiochi e probabilmente ancora più preoccupazione la hanno i genitori di ragazzi nello Spettro Autistico. I giochi online sono un´arma a doppio taglio, se è vero che possono diventare ossessioni come la droga ed allontanare i ragazzi dalla "realtà", è anche vero che possono aiutarli a superare l´ansia sociale e migliorarne la comunicazione e le capacità d´astrazione. Per questo motivo abbiamo deciso di riportare questa storia.
- David Vagni -



Potreste pensare di conoscere World of Warcraft, ma non lo conoscete nello stesso modo di Ian Bates.


Come molti dei milioni di utenti dei giochi multigiocatore online, il teenager della Florida era ossessionato dal mondo fantasy di WoW. Aveva divorato tutti i racconti scritti su Warcraft, e aveva provato a scrivere di suo pugno fan-fiction ambientate nelle terre di Azeroth.


Un giorno nel 2010, quando aveva 17 anni, Bates stava leggendo un altro romanzo su Warcraft e notò che qualcosa non tornava. C´era un personaggio descritto nella trama del romanzo, Falstad Wildhammer, che sarebbe dovuto apparire nel mondo del gioco, ma non si riusciva a trovare da nessuna parte.


Così quando Bates andò al Blizzcon di quell´anno, l´evento annuale nel quale, durante un weekend, gli sviluppatori Blizzard incontrano i loro fan, aveva una missione. Durante la sessione di Domande & Risposte, avanzò verso il microfono e chiese una spiegazione della discrepanza dai lead writer dei racconti delle leggende di Warcraft. Chiaramente divertiti ma grati, gli scrittori della Blizzard promisero di sistemare il buco della trama.


Il video della domanda divenne virale, guadagnando milioni di visite. Veniva chiamato “il ragazzo con la maglietta rossa”. Ma non era il colore dei suoi vestiti o il contenuto del dialogo che aveva provocato la diffusione del video, piuttosto furono la timidezza e la goffaggine di Bates: il balbettare, l´inusuale inflessione crescente e calante del tono della sua voce e l´intensa concentrazione su dettagli ritenuti di poco conto.


Bates ha la sindrome di Asperger, una condizione dello spettro autistico che, lui dice, lo fa sentire estremamente ansioso in certe situazioni sociali. Parlare al microfono, racconta, è stata una delle cose più difficili che avesse mai fatto. Se gli tocca iniziare una conversazione, la sua voce suona “robotica e strana”, dice Bates. Sottolineo che sembra a suo agio nel parlarmi al telefono. “Hai cominciato a parlare per primo”, dice: è abbastanza realistico.


Per molti giocatori autistici, gli MMO sono armi a doppio taglio, secondo gli esperti intervistati per questa storia e secondo le prove date dagli aneddoti dalla comunità di gamer. I sistemi di gioco estremamente complessi possono essere particolarmente attraenti per le menti autistiche che amano i dettagli. E ai giocatori che incontrano problemi con l´interazione sociale, gli MMO danno la possibilità di parlare con gli altri in ambienti più astratti e meno stressanti. Ma la loro natura, che dà dipendenza, e gli elementi sociali, possono anche causare ai giocatori nello spettro autistico ansia, paura o paranoia.


“La predisposizione delle persone Asperger a sviluppare interessi speciali e ristretti possono spingerli verso maggiori rischi di allontanamento dalla "vita reale" a favore del gioco”, dice Chloe Jordan, una specialista in neuroscienza comportamentale alla Boston University.


Gli psicologi dicono che giochi ed autismo possono diventare un circolo vizioso – ma che se usato nella maniera corretta, possono essere di grande aiuto.




Circa 1 bambino su 88 ha una condizione dello spettro autistico, secondo il CDC americano. I maschi sono cinque volte più predisposti. Esistono differenti condizioni all´interno dello spettro autistico, e la severità può variare parecchio, ma generalmente, chi vi appartiene ha difficoltà a comunicare con le altre persone e a instaurare relazioni, ed è una sfida comprendere il linguaggio e i concetti astratti.


“Poiché gli individui con condizioni dello spettro autistico tendono a mostrate più interazioni con gli oggetti piuttosto che con le persone, possono essere più attratti dai videogiochi”, dice Julie Crittendon, una psicologa alla Vanderbilt University in Nashville. “Le persone autistiche”, aggiunge Crittendon, “possono anche elaborare un´informazione più velocemente se gli viene presentata in una maniera visiva”.


“Così se sei autistico, trovi la tua strada nei videogiochi, e scopri anche che sei davvero bravo” dice.


“Inoltre, chi è Asperger è spesso molto bravo a comprendere i sistemi”, nota Jordan. “Ciò può creare un´attrazione speciale per i giochi complessi come gli MMO che premiano l´abilità in parecchi modi diversi”.


“ Una persona Asperger, può essere davvero brava a elaborare come equipaggiare al meglio il suo personaggio studiando statistiche, punti di forza e debolezze dietro differenti tipi di armi e armature, fino ad arrivare alla comprensione delle regole e alla manipolazione del sistema” dice Jordan.


Ma, dice Jordan, gli MMO possono anche portare i giocatori nello spettro autistico a qualcosa di simile ad una dipendenza. Aspetti del gioco che possono creare grosse dipendenze includono il dovere completare delle missioni giornaliere o il dovere impiegare un eccessiva quantità di tempo per incrementare il livello del personaggio.


Infatti, alcuni giocatori Asperger di WoW hanno storie tristi da raccontare. Bram Kleiman, di Vancouver in Canada, racconta che il suo account di WoW è stato permanentemente bloccato dalla Blizzard dopo che un altro giocatore lo ha segnalato per molestie.


Kleiman ammette che stava litigando con un altro giocatore nella chatroom di gioco, ma dice che non poteva controllarlo. L´essere Asperger, dice, lo costringe ad arrivare a litigare ogni volta che si deve confrontare con qualcuno per un problema, rendendo altamente disturbanti semplici incomprensioni. “E´ come avere un pezzo di un puzzle che non posso vedere”.


Kleiman racconta che con altri giocatori era amico nella vita reale, che sapevano della sua condizione e che lo provocavano deliberatamente. Kleiman si è appellato al gruppo di supporto Blizzard dopo essere stato bloccato, ma dice che il suo appello non è stato ascoltato. La Blizzard non ha risposto alla richiesta di un commento su Wired.com.


“La Blizzard dovrebbe ascoltare invece di dire “Noi non possiamo gestire la cosa, semplicemente, blocchiamo questo tipo” dice Kleiman. “Non vogliono avere a che fare con me”.


La psicologa Crittendon dice che lei non pensa che gli sviluppatori del gioco dovrebbero cambiare le regole per accomodarle ai giocatori autistici. E´ importante, dice, per quegli individui imparare come muoversi in rigide situazioni sociali, come comprendere i limiti del prossimo e rispondere in maniera appropriata agli approcci degli altri.


Altri giocatori di Warcraft hanno riscontrato che possono trovare nei giochi online metodi per superare l´ansia sociale in un modo in cui non potrebbero faccia a faccia.


Un giocatore con username “Clearasil” dice sul forum ufficiale del gioco che la chat vocale online ha migliorato le sue abilità sociali.


All´inizio, ha scritto, l´idea di parlare ad altri gli causava un forte stress. Ora ha lavorato così tanto sulla sua abilità di comunicazione vocale con WoW, che non è più spaventato a parlare con chiunque in gioco, incluso estranei. “Passo dopo passo l´ho superata”, ha scritto.


In un altro post del forum ufficiale, un giocatore chiamato Aexangel dice che la "Ricerca delle Incursioni", uno strumento introdotto dalla Blizzard nel 2011 che mette automaticamente i giocatori in gruppo in modo che possano cooperare per conquistare un dungeon, è stata una manna dal cielo, poiché ha eliminato la continua necessità di iniziare conversazioni con estranei.


“Ha portato via un sacco della mia ansia e di solito è l´unico modo in cui posso fare un raid con successo”, scrive Aexangel, che è Asperger. “Di solito gioco da solo e mi piace molto stare per i fatti miei in gioco”.


Se usato in maniera appropriata, World of Warcraft e altri giochi online come questo, possono dare ai genitori un maggiore vantaggio nell´aiutare i figli autistici.


Nel 2010, Kim Enders scrisse riguardo l´usare WoW come un aiuto per imparare, per suo figlio di 8 anni Thomas che era Asperger. Grazie al gioco, Enders dice che Thomas ha avuto parecchie opportunità per sviluppare le sue abilità sociali e di comunicazione, e inoltre crede che la concentrazione sulla complessa matematica degli MMO abbia beneficiato la sua comprensione dei numeri.


Comunque, non è sempre sicuro lasciare che un bambino autistico si perda ad Azeroth. Thomas è stato molestato da giocatori più grandi. “Non credo che la Blizzard abbia molto spazio per proteggere bambini e giocatori con problemi relazionali da persone squallide”, dice Enders, ma aggiunge che è riuscita a parlare con suo figlio a proposito di queste esperienze e prenderne alcune come “insegnamenti preziosi” per quanto riguarda l´interazione con gli altri.


La psicologa Crittendon della Vanderbilt University dice che intervenendo subito sui bambini, attraverso la terapia è possibile minimizzare le implicazioni sociali negative di un disturbo autistico.


“A dire il vero puoi cambiare il modo in cui sta crescendo il cervello” dice. “Puoi fare in modo che il bambino presti più attenzione alle persone”.


I 15 minuti di fama su internet di Ian Bates sono finiti bene, tutto considerato. I commenti sul suo video del “ragazzo con la maglietta rossa” non erano troppo lusinghieri, e parlare agli altri giocatori rende Bates ancora nervoso. “Ci sono voluti anni per sentirmi a mio agio nel parlare con Ventrilo (un programma di chat vocale)” dice Bates. “In realtà, anche adesso non parlo molto”.


Ma la Blizzard è stata riconoscente per la sua domanda. Adesso, Falstad Wildhammer appare correttamente su Azeroth. E in piedi accanto a lui c´è un nano adolescente chiamato “Verificatore del fatto di Wildhammer”. Indossa una maglietta rossa.
Commenta questo articolo sul nostro forum Consulta i nostri professionisti

Ti è piaciuto l´articolo?
Votaci con un click per farci avere delle donazioni a costo zero!

Vota Spazio Asperger ONLUS per supportare i nostri progetti

< Torna alla pagina degli articoli

Ti è piaciuto l'articolo? Fanne parola!