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DSA - Disturbi specifici dell´apprendimento

I disturbi specifici di apprendimento (learning disabilities) costituiscono un termine di carattere generale che si riferisce a un gruppo eterogeneo di condizioni che si manifestano con significative difficoltà nell´acquisizione e uso di abilità di comprensione del linguaggio orale, espressione linguistica, lettura, scrittura, ragionamento o matematica.
 
Queste condizioni sono intrinseche all´individuo, presumibilmente legati a differenze nel sistema nervoso centrale e possono essere presenti lungo l´intero arco di vita. 

Problemi relativi all´autoregolazione del comportamento, alla percezione e interazione sociale possono essere associati al disturbo di apprendimento ma non costituiscono, per se stessi, disturbi specifici di apprendimento. Benché possono verificarsi in concomitanza con altre condizioni (per esempio, danno sensoriale, ritardo mentale, serio disturbo emotivo) o con influenze esterne come le differenze culturali, insegnamento insufficiente o inappropriato, i disturbi specifici di apprendimento non sono il risultato univoco di queste condizioni o influenze.



Quali sono?


Con la sigla DSA si intendono i Disturbi Specifici di Apprendimento, definiti anche con la sigla F81 nella Classificazione Internazionale ICD-10 dell´Organizzazione mondiale della sanità e compresi nel capitolo 315 del DSM-IV americano. Fanno parte della famiglia dei Disturbi Evolutivi Specifici. 


I disturbi specifici di apprendimento più soliti sono:

  1. dislessia (F81.0/315.02)
  2. disgrafia
  3. disortografia
  4. disturbo specifico della compitazione (F81.1/315.2)
  5. discalculia (F81.2/315.1)
  6. disturbo specifico del linguaggio (F80.0-F80.2/315.3)
  7. disprassia
  8. disturbo dell´elaborazione auditiva
  9. disturbo dell´apprendimento non verbale

In un soggetto si possono verificare anche più disturbi insieme, si ritiene che abbiano la stessa origine di tipo neuropsicologico e solitamente hanno carattere ereditario.

Difficoltà nella definizione

Definire i disturbi dell´apprendimento non è comunque cosa facile; nel corso del tempo sono state date innumerevoli definizioni del problema, ognuna diversa dall´altra a seconda dei parametri che venivano di volta in volta presi come riferimento. La difficoltà maggiore sta nel riconoscere i tratti comuni di questi bambini e soprattutto riuscire a distinguere la cause dagli effetti

Le innumerevoli definizioni possono essere suddivise a grandi linee in due orientamenti
  1. descrittivo: che mirano a individuare le caratteristiche comuni e distintive dei bambini affetti da questi disturbi, 
  2. cognitivista: che ricerca nel funzionamento mentale le cause delle difficoltà di apprendimento.

Ad ogni modo, i punti salienti e sui quali esiste un sostanziale accordo da parte della comunità scientifica sono:

  1. Base neurobiologica: anomalie funzionali e strutturali a carico di determinate aree cerebrali vengono indicate come correlati neurobiologici dei disturbi specifici dell´apprendimento. Ciononostante è bene ricordare che i fattori biologici interagiscono con quelli ambientali concorrendo alla comparsa dei disturbi dell´apprendimento.
  2. Carattere Evolutivo: sempre più studi confermano l´origine genetica dei disturbi specifici dell´apprendimento andando a determinare un´anomala capacità d´apprendimento che quindi si manifesta già dalle prime fasi dello sviluppo.
  3. Variabilità espressiva: ogni abilità d´apprendimento segue un percorso specifico che tende ad avere una diversa espressività a seconda delle varie fasi dello sviluppo.
  4. Comorbidità: a conferma di una comune origine biologica questi disturbi tendono a presentarsi simultaneamente rendendo particolarmente eterogenei i quadri diagnostici.
  5. Rilevanza: il disturbo deve avere un´interferenza significativamente negativa sull´adattamento scolastico e/o sulle attività di vita quotidiana. 

Si denotano come “specifici” in quanto l condizione interessa un´abilità circoscritta mentre il funzionamento intellettivo globale è preservato. In altri termini, deve emergere una “discrepanza” tra le capacità intellettive che risultano nella norma, e  un´abilità specifica (es. lettura) la quale risulta deficitaria in rapporto all´età ed alla classe frequentata dal soggetto. 

La normativa italiana richiede che il quoziente intellettivo del bambino sia uguale o superiore ad 80 in modo che il DA sia specifico e non attribuibile ad un ritardo generalizzato dello sviluppo intellettivo.

Come si rilevano?


Per rilevare la presenza di deficit vengono utilizzati test standardizzati (permettono il confronto con un campione di riferimento) che consentono la misurazione sia dell´abilità compromessa che del funzionamento intellettivo. 
E´ quindi necessario escludere la presenza di condizioni che possano influenzare i punteggi nei test (criteri di esclusione): menomazioni sensoriali e neurologiche gravi, disturbi significativi della sfera emotiva; situazioni  ambientali  di  svantaggio  socio-culturale  che  possono interferire con un´adeguata istruzione. 

Quando sono presenti altre condizioni od influssi ambientali, la cui influenza non è in grado di spiegare interamente il deficit settoriale è opportuno optare la diagnosi di Disturbo d´Apprendimento (non specifico).

L´importanza di distinguere tra disturbi dell´apprendimento e difficoltà scolastiche è evidente se si pensa che se è probabile che un bimbo con disturbi dell´apprendimento abbia problemi a scuola non è necessariamente vero il contrario.


Difficoltà collegate


È importante distinguere inoltre fra disturbi dell´apprendimento e difficoltà ad essi correlate, che non rientrano in tale categoria.

Cognizione

Spesso molte altre difficoltà accompagnano i disturbi dell´apprendimento quali sintomi minori e non sempre evidenziabili a scuola, come incertezze linguistiche, spaziali, temporali, motorie. A volte i bambini fanno fatica ad imparare a leggere l´orologio, o ad allacciarsi le scarpe, o possono non eccellere in quelli sport che richiedono un´elevata coordinazione. Possono avere difficoltà a ricordare parole che appartengono a certe categorie oppure in sequenza (i mesi dell´anno, o i nomi delle città, contare all´indietro) o nello stimare le distanze tra due luoghi. Nessuno di questi sintomi può essere, di per sé, interpretato come un disturbo dell´apprendimento, cosi come nessuna attività riabilitativa potrà focalizzarsi su questi aspetti secondari.

Comportamento

Ci sono poi un´altra serie di problemi, legati al rapporto tra l´ambiente e i disturbi dell´apprendimento, come la scarsa autostima, la frustrazione e la rabbia accumulate che spesso sfociano in aggressività, il voler evitare le prove o le situazioni difficili. Tutti questi aspetti però non possono essere generalizzati, ogni bambino in questo caso costituisce una storia a sé, nel senso che la risposta che l´ambiente da a questi problemi non è certamente sempre la stessa ma è inquadrabile nella storia personale di ognuno. 

DSA e Spettro Autistico

Circa il 25% degli AS presenta disturbi specifici dell´apprendimento. E molti presentano particolarità più lievi anche se non clinicamente rilevanti o già inquadrate clinicamente all´interno dell´AS.

Con alcuni di queste condizioni è anche presente una forte convergenza genetica.

  1. Circa il 20-40% degli AS presenta un quadro simile al disturbo di apprendimento non verbale
  2. Circa il 20-40% degli AS presenta disprassia
  3. Circa il 20% presenta forme di discualculia o dislessia

Ovviamente le doppie diagnosi sono in numero inferiore.

In particolare spesso i bambini con NVLD (disturbo dell´apprendimento non verbale) presentano caratteristiche di per se sovrapponibili a quelle dell´Asperger come la goffagine motoria, intrusività sociale, tendenza all´isolamento, problemi di organizzazione e non è facile distinguere tra l´una, l´altra o entrambe.

Normativa scolastica

La Gazzetta Ufficiale n. 244 del 18 ottobre scorso ha pubblicato la Legge 170/10 (Nuove norme in materia di disturbi specifici di apprendimento in ambito scolastico), fortemente voluta in particolare dall´AID (Associazione Italiana Dislessia) e dalle altre principali associazioni nazionali del settore.
Si tratta di una norma che mutua alcuni aspetti dalla Legge Quadro sulla disabilità 104/92, pur differenziandosi notevolmente da essa, sia perché riguarda sostanzialmente il diritto allo studio, sia perché esso viene tutelato in modo diverso. 

Vediamo qui di seguito una sintesi delle questioni toccate dai vari articoli della Legge 170/10.

  1. Articolo 1: nel fornire la definizione di dislessia, discalculia, disgrafia e disortografia, pone l´accento sulla circostanza di fatto che tali disturbi vengono considerati dalla legge, purché non associati a minorazioni che diano origine a disabilità.
  2. Articolo 2: indica le finalità incentrate su interventi precoci, sensibilizzazione delle famiglie e diritto all´inclusione scolastica e sociale.
  3. Articolo 3: concerne l´individuazione precoce dei disturbi specifici di apprendimento (DSA), che può essere operata anche dalla scuola previo avviso alle famiglie. Si prevede che le ASL debbano rilasciare alle famiglie la diagnosi di DSA e che il Ministero possa avviare degli screening nelle scuole per individuare i bambini a rischio, il cui esito non è la diagnosi.
  4. Articolo 4: prevede che siano assicurate attività formative al personale dirigente e docente delle scuole di ogni ordine e grado, circa le strategie di individuazione precoce e di didattica adeguata.
  5. Articolo 5: stabilisce per gli alunni con diagnosi di DSA il diritto all´utilizzo di mezzi compensativi e dispensativi di flessibilità didattica, l´uso di tecnologie informatiche, tempi più lunghi per lo svolgimento delle prove e la possibilità di esonero dallo studio della lingua straniera.
  6. Articolo 6: prevede la flessibilità di orario di lavoro per i genitori di alunni con DSA limitatamente al primo ciclo di istruzione (fino alla terza media), al fine di permettere l´assistenza di attività scolastiche a casa. Comunque tale flessibilità dev´essere regolata in concreto dai Contratti Collettivi di Lavoro.
  7. Articolo 7: prevede che il Ministero dell´Istruzione - d´intesa con quello della Salute - emani delle Linee Guida per la predisposizione di protocolli regionali per l´individuazione precoce dei casi di DSA. Lo stesso articolo prevede che sempre il Ministero emani decreti relativi alla formazione dei docenti e all´individuazione di forme di verifica e valutazione, finalizzate ad evitare condizioni di svantaggio.
  8. Articolo 8: riguarda le Regioni a Statuto Speciale e le Province Autonome di Trento e Bolzano, che entro tre mesi debbono emanare norme per l´attuazione dei princìpi indicati nella Legge.
  9. Articolo 9: introduce la clausola di salvaguardia circa il divieto di nuove o maggiori spese a carico dell´erario per l´attuazione della legge, divieto già più volte anticipato negli articoli precedenti.

Ricordo inoltre che i bambini con DSA hanno diritto a svolgere i regolari esami (con il dovuto supporto) e quindi a ricevere il diploma con valenza legale a tutti gli effetti.


Intervento

Scopo principale degli interventi sui disturbi specifici dell´apprendimento è ridurre l´impatto che questi disturbi possono avere sulla carriera scolastica e sulla vita degli alunni. Interventi a 360 gradi prevedono l´impiego di conoscenze legate a figure professionali diverse (psicologo, neuropsichiatra, pedagogista, logopedista) e richiedono la collaborazione/interazione “alunno-famiglia-scuola-esperto”. Sin dalla scuola dell´infanzia è possibile attuare degli interventi preventivi rivolti a tutti gli alunni allo scopo di potenziare i prerequisiti. 
Durante il primo anno di scuola primaria è invece opportuno somministrare test di screening in modo da individuare quei bambini a rischio, così da favorirne il monitoraggio ed un´eventuale diagnosi precoce. Questo iter consente, qualora ce ne fosse bisogno, di attuare tempestivamente dei percorsi di potenziamento per quelle abilità che risultano compromesse.  
Il bambino che riceve una diagnosi precoce e viene sottoposto ad un potenziamento ha maggiori probabilità di migliorare le prestazioni ed allo stesso tempo conoscere ed usare strumenti e strategie alternative adatte alla sua condizione. 

Ai genitori dei bambini con disturbi specifici dell´apprendimento si consiglia di rivolgersi ad un esperto degli apprendimenti che possa garantire un approccio scientifico al caso: valutazione, diagnosi e l´applicazione di un trattamento centrato sui punti di forza e debolezza del bambino sono passaggi fondamentali per auspicare un miglioramento nello sviluppo delle competenze compromesse dal disturbo ed evitare possibili ripercussioni negative a livello emotivo-motivazionali (es. frustrazione). 

Referenze

  1. Disturbi specifici dell´apprendimento - Educazione Razionale Emotiva [Liberamente tratto]
  2. La nuova legge sulla dislessia: vediamola punto per punto - Superando.it [Liberamente tratto]
  3. Horowitz, 2008. Learning Disabilities and Asperger´s Syndrome.
  4. AID, Associazione Italiana Dislessia (2007), Consensus Conference, Disturbi evolutivi specifici di apprendimento. Raccomandazioni per la pratica clinica definite con il metodo della Consensus Conference, Montecatini Terme, 22-23 settembre 2006, Milano 26 gennaio 2007. [Liberamente tratto].
  5. APA, American Psychiatric Association (2000), Diagnostic and Statistical Manual of Mental Disorders, DSM-IV-TR, IV ed. Text Revised, Washington, D.C., APA; trad. it. Manuale diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali, DSM-IV-TR, Milano, Masson, 2002, II ed.
  6. Cornoldi C. (a cura di) (2007), Difficoltà e disturbi dell´apprendimento, Il Mulino, Bologna. [Liberamente tratto].
  7. Hammill, D.D. (1990), On defining learning disabilities: an emerging consensus, in “Journal of Learning Disabilities”, 23, pp. 74-84.
  8. OMS (1992), International Classification of Diseases, ICD-10, X ed., OMS; trad. it. ICD-10, decima revisione della classificazione internazionale delle sindromi e dei disturbi psichici e comportamentali: criteri diagnostici per la ricerca, Milano, Masson, 1995.

di David Vagni

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