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L´espressione dell´empatia

Molti autistici hanno un intenso contatto con gli animali e sembrano essere fin troppo percettivi alle emozioni


di Ginger Kennell

Articolo originale: The Expression of Empathy


Tradotto da Marta Fumagalli


Durante le mie ricerche sulle esperienze di persone nello spettro, ho sentito spesso un tema ricorrente: le persone autistiche mancano di empatia, l´abilità di capire cosa un´altra persona stia provando e condividere con essa il momento, sia esso di eccitazione o di conforto. Ci vuole una grande quantità di energia per insegnare alla persona autistica a sviluppare empatia e imparare a dimostrarla nelle interazioni sociali. Penso che questa idea sia semplicistica e che sia costruita sulla premessa che se non ci si comporta come se si provasse empatia, significa che non la si prova. .




La maggior parte di noi è nata con una serie di competenze che io spesso descrivo come "lettura del pensiero". E´ l´abilità di riunire tutte le informazioni trasmesse da una persona: livello di energia, postura del corpo, gesti, espressioni del volto, parole pronunciate, tono di voce, espressione delle emozioni e molte altre sottigliezze, e metterle insieme a creare una buona ipotesi di cosa la persona stia pensando e provando.


I cavalli e altri animali hanno quello che l´autrice autistica Temple Grandin definisce "percezione estrema". Nel suo libro "Animals in Translation" dichiara "i loro mondi sensoriali sono molto più ricchi che i nostri, è quasi come se noi [umani] fossimo sordi o ciechi". Va avanti spiegando come le persone autistiche siano molto simili agli animali in questo senso. Invece di raccogliere le informazioni più ovvie e sintetizzarle in quello che chiamiamo la "visione d´insieme" come molte persone fanno, loro percepiscono ogni dettaglio. E´ qui che le barriere tra cavalli e persone autistiche cominciano a svanire: nel modo in cui percepiscono il mondo intorno a loro.


I cavalli hanno uno straordinario intuito emozionale, che è ciò che li rende così efficaci nel lavorare con persone con autismo. Come le persone nello spettro, i cavalli colgono facilmente tutte le sottigliezze dell´interazione, incluso il campo emozionale. Il cavallo sperimenta emozioni in un modo molto compartimentalizzato, senza la complessità o i significati ambigui che la maggior parte delle persone pone su di esse. Conseguentemente, il loro unico modo di processare quelle informazioni è di assimilarle, o sentirle essi stessi e rifletterle verso la persona da cui sono state generate. Questo significa che quando osserviamo i cavalli comportarsi in modo emotivo, è probabile che essi stiano semplicemente “imitando” le emozioni del loro ambiente come strumento per processare quelle informazioni. In circostanze estreme, un cavallo potrebbe assumere un comportamento del tipo “attacca o scappa” come reazione a un intenso campo emozionale.


Ho avuto esperienza d´interazioni con persone nello spettro che dimostrano questa “percezione estrema” di cui parla Temple, e che sono in grado di intuire le emozioni di un cavallo o di un´altra persona con un´accuratezza impressionante. Come per un cavallo, la loro difficoltà non è nel percepire l´emozione ma nel riconoscerne il significato. La persona autistica che coglie la paura di una persona in una situazione, ora si sentirà sopraffatta e non saprà cosa ha causato quell´emozione, cosa significa o come reagire. Per questo motivo, la persona potrebbe rispondere all´emozione in un modo auto-protettivo invece che in maniera empatica. Questi tentativi di auto-conservazione possono apparire agli altri come espressioni irrazionali di paura, panico, dissociazione o chiusura. Poiché il campo emozionale è talmente travolgente, essi devono gestirlo come fa un cavallo, assorbendolo e riflettendolo nell´ambiente, fuggendolo o proteggendosi.


E´ importante, per tutti noi che interagiamo regolarmente con persone nello spettro, riconoscere che l´incapacità della persona di rispondere a una situazione emozionale in un modo socialmente appropriato non è evidenza di un deficit, di un disturbo o di una patologia. E´ piuttosto evidenza del fatto che possiedono un dono che il resto di noi non ha sviluppato nello stesso modo. La loro connessione emotiva e intuitiva con gli altri e con il loro ambiente va oltre la nostra capacità immaginativa. Semplicemente loro non sanno cosa fare con l´informazione ricevuta. Possiamo aiutarli a capire cosa fare con l´enorme quantità di stimoli emozionali del loro ambiente: come reagire, come prendersi cura di se stessi. Possiamo aiutarli a imparare a far pace con i loro doni, e come utilizzarli in un mondo in cui non sono capiti.


E´ per me evidente che le persone nello spettro sono uniche nella loro abilità di percepire il mondo attorno a loro. Questo solleva molte domande per me nel considerare le implicazioni di una crescente popolazione di esseri umani così percettivi. Mi domando se gli uomini stiano attraversando un processo evolutivo. Ci stiamo muovendo verso un futuro in cui la nostra intuizione è maggiormente necessaria? I nostri metodi più utilizzati per dare un significato alle emozioni sono ancora validi? Le persone con autismo stanno aprendo la strada per un simile futuro? Che cosa abbiamo da imparare dalle persone nello spettro? Che cosa hanno da insegnarci? E, in che modo le persone nello spettro sono “uno specchio” per la nostra cultura sociale nel complesso? In che modo stanno fungendo da “barometri” per l´intensità e l´andatura delle nostre vite?


Vi invito a rispondere a queste domande e a proporre le vostre. Benvenuti nella conversazione.


Sull´autore: Ginger Kennell ha quasi 30 anni di esperienza coi cavalli e ha insegnato equitazione a bambini e adulti per oltre 16 anni. E´ esperta nella disciplina dell´equitazione naturale, un approccio che enfatizza un processo di apprendimento del linguaggio non verbale ed energetico che i cavalli utilizzano fra di loro, in modo da creare una relazione di fiducia basata su una chiara comunicazione, una comprensione reciproca e una leadership compassionevole. E´ terapeuta abilitata per la terapia di coppia e familiare nello stato di Washington, e membro della “American Association of Marriage and Family Therapy” e della “Northwest Behavioral Health Independent Provider Association”. Ha lavorato come consulente, insegnante e facilitatore in un´ampia varietà di strutture. Uno dei suoi interessi è la notevole capacità dei cavalli di insegnarci a capire, comunicare e connetterci più profondamente con le persone autistiche.


L´articolo “L´espressione dell´empatia” è apparso su Autism & Empathy ed inizialmente sul sito web dell´Interplay Accademy il 31 ottobre 2011.
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