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La mia esperienza alla conferenza di Tony Attwood

Vorrei, davvero, condividerla con voi, dire cosa mi ha lasciato, cosa ho provato.


Autore: Pavely

In molti si aspettano un resoconto della conferenza, sono passati due giorni e non sapevo da dove iniziare, Pavely mi ha dato l´opportunità di iniziare da lui, dalla sua esperienza e da quello che ha appreso, come Asperger, sentendo parlare Tony. Non credo esista un inizio migliore. Passo la parola a lui.
David Vagni




Vorrei lasciare qui una traccia della mia esperienza del convegno di Attwood.


Vorrei, davvero, condividerla con voi, dire cosa mi ha lasciato, cosa ho provato.


Dire cosa mi ha insegnato, i passi avanti che mi ha permesso di fare, tutto ciò che mi ha arricchito.


Cosa è accaduto? Per la prima volta nella mia vita, ho parlato davanti ad una platea. Sorrido… non ho parlato a braccio, avevo davanti a me un foglio.


Pure, ho avuto il coraggio di salire, di dire di me. Ed ero emozionatissimo, non ho avuto il coraggio di guardare la platea. Accanto a me, avevo la mia compagna, il mio amore.


Anche per lei, è stata la prima volta. Lei, invece, ha parlato liberamente, ha espresso ogni sua emozione, ha pianto, di un pianto liberatorio. Io le ho tenuto la mano, ho cercato di scherzare, l´ho abbracciata.


In questo convegno ho sorriso e ho pianto tantissime volte.
Perché? Perché Attwood ha, letteralmente, descritto la mia vita in modo imbarazzante… mi sono sentito nudo. Per spiegare questa nudità emotiva faccio qualche esempio.


In un punto della conferenza Attwood ha spiegato che gli autistici spesso hanno una circonferenza della testa più grande. Beh… non esiste un cappello della mia misura. Ci ha spiegato la fisicità, la motricità, i nostri movimenti corporei. E ricordo come alle Scuole superiori, al 3°, io, in educazione fisica, semplicemente, ebbi “non classificato”. Sulla mia pagella manca il voto.


In tutta la conferenza, Attwood ha ripercorso, per fasi, la vita di noi Asperger. Da bambini, da adolescenti, da adulti. Ci ha spiegato i problemi della socialità, del bullismo, della violenza, della rabbia, delle ossessioni. Io non sono stato vittima di bullismo. Semplicemente, non ho mai creato legami sociali. Questa solitudine, questa solitudine che è emersa così bene durante la conferenza, l´ho provata sulla mia pelle.


Mi sono rivisto bambino. Mi sono rivisto bambino alle Elementari mentre mi appoggiavo, con la schiena, alla parete della scuola, lì, nell´ombra, mentre tutti gli altri bambini giocavano. Mi sono rivisto terrorizzato dalla “Ricreazione”. Quel tempo, quell´intervallo del mattino, che, letteralmente, era all´origine della mia ansia. Mi sono rivisto solo, alla finestra della scuola, a vedere fuori, le macchine che correvano veloci, lungo la strada, mentre tutti i miei compagni di classe, dentro l´Aula, parlavano, ridevano, comunicavano.


Con le parole di Tony Attwood ho rivisto la mia vita. Ho rivisto tutte le mie crisi di rabbia, tutti i momenti di calma. Mi è rivenuto in mente il lavoro interclasse sulla “Guerra di Palestina” dei miei 16 anni. Ricordo che unirono le classi e ricordo che, al mio tavolo, io ero con due ragazze. Loro parlarono tra loro… io lessi il Corriere della sera, e quando venne il mio turno io parlai a ruota libera di tutte le relazioni tra Israele e il Mondo arabo, stupendo tutti per la mia cultura storica. Ero solo… E Tony, alla Conferenza, ha spiegato proprio queste dinamiche, le ha viste, in Australia, in Inghilterra, con i suoi occhi. Ed è liberatorio, ha un senso profondo, sapere che in tutto il mondo c´è un filo rosso, rosso scarlatto, che ci unisce.


Nella conferenza ho ascoltato le sue parole sull´intimità. Io ho dato il mio primo bacio a 36 anni, davanti alla Chiesa di San Vidal, a Venezia. Attwood ha parlato proprio delle paure, degli errori, dei TANTISSIMI errori, che commettiamo noi Asperger nelle relazioni sentimentali. Ed è emozionante capire che il nostro mondo è quello… che siamo così. Non sono il solo… (ecco, scrivo, la mia mente rivà a quei momenti… avrei voluto dire di più, rimanere più tempo… essere più chiaro, SMETTERLA con tutta questa poeticità… avrei voluto essere più vero, dire tutta la mia vita…). Ho parlato davanti a 400 persone. E davanti a 400 persone io ho detto il mio amore per la mia compagna. Non si può dire quanta luce, fare questo, dia al cuore; davvero non si può dire quanto amore doni, quanto senso dia alle parole, quanta felicità e verità dia alla vita.


Nella conferenza Attwood ha parlato delle origini genetiche e famigliari dell´Autismo. E´ stato di un´onestà grandissimo, si è impegnato in prima persona, ha parlato della sua famiglia. E ha spiegato come noi possiamo “mettere in scacco” i componenti neurotipici della nostra famiglia, spesso portandoli a cambiare radicalmente la vita. Io so di aver cambiato radicalmente la vita della mia famiglia, so di aver posto dei limiti, so di aver creato ansie. E prima della diagnosi Asperger, prima di sapere il NOME della mia condizione, io ero come una goletta, una nave, alla deriva. Tutta la mia vita era all´insegna di un sole feroce che toglieva vento e nuvole al viaggio. (Mi accorgo, scrivendo, che io, nella comunicazione, sono nato leggendo libri del seicento e del settecento italiano. E mi accorgo come tutte le mie letture siano una “prigione” alla mia espressività. Questa poeticità che sento è qualcosa che non posso liberare… vorrei essere meno poetico, vorrei essere diverso… forse, un giorno accadrà).


Da quando so dell´Asperger la mia vita cambia in modo diverso. Adesso la mia vita ha un centro. E su questo centro, su queste Radici, si incentra e si sviluppa. In tantissime parti della conferenza, Attwood, un oratore eccezionale, ha sorriso con noi di alcuni nostri comportamenti “letterali”: in breve sulla nostra incapacità di dare affetto, su come l´Asperger faccia, sempre sentire l´Amore, come qualcosa di estraneo. L´Asperger in breve è un moto dell´anima che illude la Vita che l´Amore non sia centrale, che non colpisca il cuore. Non è così. Oggi, nei miei 36 anni, io SO che il mio Corpo e la mia Vita hanno dei diritti che la Mente deve ascoltare. La mente non può ignorare la Felicità. La mente, solo la mente, non può governare la vita. Quando mente e corpo si integrano, PARLANDO, allora la vita cambia. L´Amore non appartiene solo alla mente. L´Amore non è SOLO razionalità. Non può esserlo. E l´Autismo spesso è chiusura nella mente e nell´intelligenza. Io ho imparato, io sto imparando, per la prima volta nella vita, a vivere il corpo. A “non pensare”.


Ed è bellissimo. Nella conferenza Attwood ha spiegato i principi neurologici dell´Ansia. Ha spiegato il ruolo dell´Amigdala, le relazioni con il cervelletto, con il corpo striato. E´ la parte “rettiliana” (rettiliano è un periodo della Preistoria in cui, verosimilmente, quella parte del nostro cervello ha assunto una determinata forma) della nostra identità. Ha parlato delle Paure, ha parlato del Panico. Ha detto, in modo chiarissimo, come noi Asperger viviamo in un costante stato di tensione. Bene: so cosa significhi. Ho sofferto tantissime volte di attacchi di panico. E oggi so che l´origine degli attacchi di panico, PER ME, per la mia esperienza, è la Socialità. Un universo che, senza aiuto, senza guida, senza spiegazioni, non ero (e in parte non sono) capace di affrontare. Prima della diagnosi, prima di scoprire e di scoprirmi, io ero un uomo nella paura. Capire (e questo è un principio anche illuminista) mi ha dato pace.


La conferenza di Attwood mi ha lasciato una pace grandissima. Non solo perché mi ha permesso di sfidare le mie paure (salire su di palco, parlare a tante persone…). Perché ha confermato la mia diagnosi. Esempi pratici di vita vissuta: durante la conferenza Tony ha parlato di una sua esperienza.


Esattamente: una volta fu chiamato da una scuola perché uno studente fu accusato di “aggressione sessuale” verso un´insegnante. Attwood, chiaramente, rimase sbalordito. Insieme ricostruirono l´accaduto. La maestra si era chinata per raccogliere qualcosa e questo studente la “punse” con la punta della matita. Non c´era un perché. Tony lo spiegò in modo semplicissimo al corpo docente: le persone neurotipiche avevano “rivestito” quel comportamento di una spiegazione che non era reale, che non era vera.


Bene: io stesso sono stato sospeso una settimana per aver lanciato una matita alla mia professoressa. E, ovviamente, non c´era alcun motivo. Semplicemente, ero “perso” in una fase autistica, lanciai la matita… (qui ricordo il viso disperato di mia mamma). La mia professoressa si infuriò. Ricordo le sue grida… la sua rabbia. Sospesi per una matita e una professoressa. Si può spiegare cosa significhi per un Asperger ascoltare, in una conferenza, un evento della propria vita? Detto così davanti a 400 persone? Si può spiegare cosa dia una cosa simile? Ecco: ho riso e ho pianto nello stesso tempo. Nel banco dove sedevo, accanto a me, avevo Dolce Domani. L´ho guardata… avrò pensato… “Dio mio”…


Davvero, Tony ha una conoscenza chiarissima della nostra condizione. Durante la conferenza ha spiegato lo strumento Cat-Kit. Ha parlato delle sue tantissime pubblicazioni, testimonianza della sua vita dedicata a capirci e a capire. Da cosa nasce questa sua conoscenza? Dai libri? Dall´Università? No. Durante la confernza Attwood ci ha spiegato la sua VITA. Ci ha detto che sua cognata è Asperger. Ci ha detto che il suo patrigno è Asperger. Attwood, fin da ragazzo, di da studente universitario, ha SEMPRE avuto un contatto diretto con la nostra realtà. E si è sempre impegnato, sì, a capirci e a capire.


Durante la conferenza avrei voluto socializzare. Avrei voluto andare verso gli altri. Durante i tanti intervalli, invece, ho sentito il bisogno di scappare, di METABOLIZZARE. Metabolizzare le parti sulle terapie, sugli interventi precoci, sugli aiuti all´infanzia, su quelli degli adulti, sul “counseling” per le coppie, sulle strategie da adottare, sul rapporto di coppia. Io ero seduto alla prima fila. Io so che dietro di me c´erano 400 persone e più.


Avrei voluto girarmi. Avrei voluto capire tutte quelle persone. Avrei voluto vedere… ma le emozioni, il senso profondo di esserci, è stato coinvolgente. Unico. Soprattutto: è stato, secondo me, questo evento, la cifra simbolica di una rivoluzione in atto in quella parte della Psicologia che tratta di noi.


Il fenomeno Asperger sta emergendo. In Inghilterra è diventato anche un fenomeno di massa, ci sono documentari alla televisione… da noi sta emergendo.


Quanta felicità può dare tutto questo alla vita? Lo potete immaginare? Infine, c´è un´ultima cosa che vorrei dire.


Grazie David, grazie Davide, grazie Spazio Asperger.


Semplicemente, sempre, grazie.
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