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Rimettere a posto la gente è facile però la vita è un mistero

sostiene il chirurgo Asperger


Autore: Amy Taylor

Articolo originale su getSurrey:Fixing people is easy but life is a mystery, says autistic surgeon

Tradotto da L.O.


Vaughan Bowen è un chirurgo che racconta come la diagnosi di Asperger abbia cambiato la sua vita e permettergli di raggiungere la pace rispetto alla storia della sua vita.



Quando a Vaughan Bowen venne diagnosticata la Sindrome di Asperger, la sua debilitante ansia sociale trovò finalmente una spiegazione. Alcuni mesi più tardi, l´apprendere da un articolo di giornale la notizia del suicidio di suo padre a Walton fu altrettanto rivelatore.


Sessant´anni fa, il 5 marzo del 1954, sul Surrey Herald & News comparve una colonna nella quale si narrava del procedimento d´inchiesta da parte del coroner riguardante l´improvvisa e inaspettata morte per suicidio di mio padre, scrive Vaughan Bowen.


Tutti i testimoni restarono sorpresi. Perchè? E perché il giornalista continuava ad usare la parola “ansia”, sebbene il coroner avesse indicato queste molteplici ansie come “banali”?


L´evidenza che emergeva dai fatti era del tutto priva di senso. Nessuno comprendeva il perché lui fosse morto.


Non seppi nulla di tutto ciò fino ad un anno fa, quando scoprii una busta sigillata che mia madre, morta nel 2007, mi aveva lasciato. Vi trovai dei documenti risalenti al 1954.


Il tempo ha portato dei cambiamenti. Il mondo ha compiuto dei passi avanti. Le scienze mediche hanno espanso il loro bagaglio di conoscenze.


Mia madre continuò a vivere a Walton. Ho trascorso la mia infanzia in un collegio a Hertfordshire. Era un´esistenza difficile e solitaria. Figuravo sempre come un po´ diverso rispetto agli altri. Qualcuno talvolta diceva che ero un “bambino particolare”.


Avevo un interesse speciale per la geografia e per il flauto, ma i treni erano la mia specialità. Eccellevo nelle materie scolastiche ma ero troppo scoordinato per lo sport. Potevo correre ma non comprendevo la complessità del gioco di squadra. Avevo alcune “invisibili” difficoltà che rendevano difficoltose le interazioni sociali, facendomi apparire talvolta “strano”. Avevo difficoltà nella comprensione delle espressioni facciali, del linguaggio del corpo e del tono di voce. Faccio fatica a cominciare e concludere una conversazione. Interpreto il linguaggio molto alla lettera e ho dei grossi problemi con le emozioni.


Spesso non capisco cosa gli altri stanno pensando così talvolta “mi sbaglio”. Ho delle notevoli abilità quando si tratta di effettuare dei ragionamenti non verbali, oppure di risolvere dei problemi astratti, speciali tipi di ragionamento e abilità visuali/motorie. Mi sono ben adattato. Le mie speciali abilità mi hanno reso idoneo per la chirurgia ortopedica.


Trovo piacevoli cose come la consistenza dei tessuti, i suoni e le altre stimolazioni sensoriali. Ma devo stare attento a non restare sopraffatto da un eccesso di stimoli provenienti dall´esterno. Questo potrebbe portarmi ad avere un “sovraccarico”, il quale, se gli è dato modo di crescere, può avere serie conseguenze.


Ho vissuto una doppia vita. Un osservatore esterno potrebbe vedervi un percorso costellato da successi. Ho ottenuto una laurea in medicina presso una buona università. Posso guidare un aeroplano. Sono uno sportivo competitivo.


Piaccio alle persone e ciò fa si che queste non riescano a figurarsi come potrei mai sentirmi a disagio socialmente. Vivo in Canada. Qui ho trovato l´opportunità di una vita meno complicata e le mie apparenti eccentricità sono tollerate, dandomi un aspetto “inglese”.


La consapevolezza all´improvviso


Trovo facile rimettere a posto le fratture dei miei pazienti. E in effetti ho avuto una carriera davvero di grande successo. Altri aspetti della vita, tuttavia, sono stati dei misteri: imprevedibili e difficili da interpretare. Intorno ai vent´anni ho sofferto di una grave depressione. Mia moglie, infermiera di sala operatoria, si è presa cura bene di me ed è stata una fantastica madre per i nostri due figli adottivi. Siamo passati da un incarico universitario ad un altro, apparentemente per proseguire la carriera accademica, ma, più probabilmente, per attenuare la mia ansia sociale.


L´ansia è stata la mia fedele compagna di vita.


Qualche mese prima che trovassi la busta sigillata che mi aveva lasciato mia madre, la mia vita fu attraversata da un periodo di crisi e fui perciò valutato psicologicamente. Mi venne diagnosticata la Sindrome di Asperger, uno dei disturbi dello spettro autistico. La mia vita improvvisamente acquisì un senso. Ora potevo anche comprendere uno dei miei fratelli, il quale a sua volta appariva come “strano”. Era Asperger anche lui.


L´ansia è una co-morbità diffusa all´interno della Sindrome e un grande problema. Ce l´aveva mio padre? Era questa la risposta ai “perchè?”


La Sindrome di Asperger è un´invisibile disordine dello sviluppo. Ciò fa sì che una mente di questo tipo sia programmata in maniera diversa rispetto alla maggior parte della popolazione. Le persone Asperger tendono ad avere interessi speciali e possono sviluppare competenze eccezionali, ma lottano con le interazioni sociali. Le difficoltà sociali possono essere mascherate dal ragionamento logico e dalle esperienze di vita, ma il processo richiede tempo ed energia. Ansia e depressione sono co – morbità spesso presenti. Le gaffs sociali possono essere perdonate dagli altri ma preoccupano comunque l´autore. La vita è difficile.


Mio padre viveva in questa condizione? Lui se n´è andato e dunque ciò non può essere provato. Non c´è più nessuno che sia ancora in vita, da interrogare a riguardo. C´è, tuttavia, una pista di forti evidenze date dalle circostanze. Aveva degli interessi speciali sui quali si buttava con tutte le proprie energie. Due dei suoi figli hanno la Sindrome di Asperger, una condizione riscontrata maggiormente nei maschi e che può essere familiare. Era disturbato dall´ansia, come sottolineato nel 1954 dalle colonne dell´Herald, benchè ciò fosse descritto come banale dal coroner. Ci sono altrettante evidenze che mostrano come lottasse con le situazioni sociali e gli stati emotivi, sebbene riuscisse a mascherarli con successo.


Lo “scoppio del sistema da sovraccarico sensoriale” (Meltdown) è un´esperienza orribile. Può accadere improvvisamente e senza preavviso. Può essere causato da un banale attacco di ansia e subire un´amplificazione divenendo inappropriatamente manifesto. La mente non riesce a far fronte al fenomeno e cessa di funzionare correttamente. Al giorno d´oggi, nei casi di disturbi dello spettro autistico diagnosticati nei bambini, lo “scoppio” è anticipato e gestito da un “time out” in un luogo privo di stimoli provenienti dall´esterno. Niente di tutto ciò era conosciuto nel 1954.


Non potremmo mai saperlo per certo ma, secondo la mia opinione, ci sono delle ragionevoli motivazioni per ipotizzare che mio padre fosse Asperger e che in ciò vada trovata la causa della sua morte. A molte persone ciò può non importare più. Per quanti ricordano, tuttavia, questa spiegazione è importante. Il fatto che ci sia una spiegazione medica per quanto è successo, costituisce una rivendicazione per un atto considerato imperdonabile al tempo.


Ciò che accadde non fu colpa di nessuno. Ho trovato pace nella consapevolezza di ciò. Spero che mia madre, dal luogo nel quale riposa in pace, abbia alla fine, avuto modo di scoprire a sua volta la verità.



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