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Reperto occasionale

La storia di un bambino autistico


Autore:David Vagni

Cosa si nasconde dietro la parola “betadyne” ripetuta incessantemente? E´ una semplice stereotipia del protagonista o un messaggio per il lettore? Recensione del libro "Reperto Occasionale" di Gianni Papa



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Quando mi è stato chiesto di recensire “Reperto occasionale” ho avuto un brivido lungo la schiena in quanto conosco l´autore ed i toni polemici con cui solitamente interviene nelle discussioni.


Ho iniziato quindi a leggere il libro nel dubbio, direi quasi nel preconcetto, per poi finire sveglio fino alle 2 per finirlo.


“Reperto occasionale” mi ha entusiasmato, descrive la vita di una famiglia con un bambino autistico, ma non solo.


Il racconto si articola attraverso vicissitudini simili a quelle di molte famiglie con figli autistici, niente geni, niente cure miracolose, niente colpi di scena, niente pietismi, è una storia cruda ma descritta con ironia. Una storia che può essere storia di molti ma narrata con uno stile avvincente che sfrutta abilmente la narrazione in prima persona del bambino.


Anche se “ogni riferimento a fatti realmente accaduti, persone realmente esistenti, situazioni realmente vissute, frasi realmente dette è puramente casuale” la storia risulta molto verosimile. Far narrare un bambino autistico, cercando di cogliere un punto di vista obbligatoriamente peculiare, la rende a tratti onirica ed in grado di portare avanti la tragedia con i toni della commedia.


Un libro in grado di descrivere anche il punto di vista di un padre alle prese con un “reperto occasionale”, una casualità che gli permette di interrogarsi anche sulle proprie particolarità.


“Reperto occasionale” non si propone di essere una trattazione scientifica sulle terapie dell´autismo, i molti errori ed i molti vissuti sono sempre dichiaratamente soggettivi, è un libro però che permette di entrare in empatia con la situazione dei più che si perdono nell´oceano (pieno di squali) che popola il nostro pianeta.


Quanti si sono sentiti dire "Il bambino non è autistico: è lei che non lo accetta" o "Il bambino sorride, non è autistico: i bambini autistici sono privi di desiderio negli occhi".


È un libro adatto a spiegare i sentimenti misti, spesso nella lettura capita di piangere e ridere in contemporanea, ma cosa più importante spinge a riflettere sull´arretratezza del nostro Paese.


Cosa si nasconde dietro la parola “betadyne” ripetuta incessantemente?


E´ una semplice stereotipia del protagonista o un messaggio per il lettore?



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