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Godzilla e la Sindrome di Asperger


Perché i giapponesi hanno questo spasmodico bisogno di inventare dei mostri cosí grandi?


Autore: Francesca


Una squarcio di vita ordinaria. Un ragazzo Asperger. Il racconto di una mamma. Per comprendere con il cuore.



Ore 20:30. In cucina.
Leonardo, 15 anni, intelligente, acuto e molto sensibile, disegna da quando aveva due anni e mezzo. I suoi fogli bianchi sono sparsi sul tavolo tra il pane e una bottiglia d´acqua. Comincia a lamentarsi, alternando sommessi versi di rabbia di un adulto a guaiti di un animale ferito. Accartoccia il primo di tre disegni, scattano gli avambracci su e giú come per picchiare una mosca inesistente. Accartoccia il secondo disegno…


Leonardo qualcosa non va? ...
...(lamento) lasciami stare ...
Sicuro? ...
(alza la voce)... lasciami stare ho detto...


I lamenti si susseguono in un crescendo di irritazione, apparendo come una lotta interiore tra due parti litiganti, il suo corpo si incurva sul tavolo e della sua sagoma si vedono ora solo le spalle che privano a chi guarda di scorgere il benché minimo tratto del viso. La rabbia cresce e diventa pianto, un pianto rabbioso. Il terzo disegno viene accartocciato e l´ansia fa da cattiva compagna alle emozioni giá presenti.


Leonardo...non ti riesce un disegno? ...
...lasciami stare...no é che...é che...accidenti...smettila!...Smettila!...Mamma smettila...
Cosa?...cosa vuoi che smetta?...


Ore 8:45.
Il pianto continua, i lamenti di rabbia pure.


Leonardo...io sono qui se mi devi dire qualcosa...
Lasciami stare….
Senti… vai un po´ di lá a rinfrescarti il viso e a rilassarti un po´…cambia ambiente, come dice la dottoressa…aiuta molto. Altrimenti devi parlarmi, perché io non posso leggere la tua mente. Vedo solo un ragazzo che piange disperato su un tavolo e non posso aiutarlo. Tu ci riusciresti?


Ore 9:00
…Leonardo devi portare i fogli di lá perché devo apparecchiare…
( i lamenti diventano urla sommesse miste a stizza)
…Leonardo, (con un tono piú fermo) ora devi portare via i fogli e il bicchiere con le matite!


Li sbatte sul tavolo pensando di provocare una mia reazione. Scosto il bicchiere e lascio andare i fogli addosso a lui anche se cadono e non faccio una piega. Apparecchio. Piange di piú, con piú rabbia.


Leonardo…vieni con me di lá…ti porto io…andiamo…non essere rigido…sii duttile…fidati…lasciati andare…fidati di me….non ti mando di lá per sbarazzarmi di te…lo fai per te stesso….andiamo….


Ore 9:15
Lo prendo per un braccio e riesco a trascinarmelo in camera da letto.


Leonardo…chiamiamo la dottoressa…la volevi chiamare oggi…forse per dirle qualcosa.
Piange ora a dirotto con la faccia tra le mani, senza riprendere fiato. Prendo il suo cellulare e chiamo la dottoressa che la sera del 14 agosto risponde al numero di mio figlio, risponde sempre.
Dottoressa…non riesco a calmarlo, non riesco a sapere che ha….
Me lo passi….


Si dimena, piange, non riesce a prendere il telefono, anche se non sembra rifiutare l´idea, ma é come se non ci riuscisse…. La dottoressa mi dice di lasciar stare, di non forzarlo, mi dice che mi chiamerá e lo vedrá non appena torna in cittá, il 24 o 25, giú di lí. Chiudo. Leonardo nel frattempo é scappato in bagno per lavarsi la faccia. Lo trovo riverso sul bidet con la faccia immersa negli accappatoi appesi vicino alla porta.


Mi sento perseguitato!!!!....Mi sento perseguitato!!!!!!
Leonardo hai pensato alla scuola?...


Si alza, si dimena, li strattona, si muove a scatti, i suoi muscoli sono tutti un fascio di nervi tesi, duri, suda, gli occhi sbarrati guardandosi intorno…


Mamma che cosa ho? ….che mi prende? …perché non riesco a controllarmi? …. Che mi succede?....non voglio essere cosí!!!!…..
Leonardo sei molto sensibile…a volte basta una cretinata….qualcosa che ti ha dato fastidio…e la cosa precipita e non la sai controllare e questo fatto che non la puoi gestire ti spaventa…é normale…é normale….crolli e adesso sembra che niente ti possa far stare meglio, ma passa…credimi, passa… cosí come é venuta cosí se ne va….
Hai pensato che hai dimenticato di chiamare la nonna per andare da lei e ti ei dispiaciuto?...
No!...no!...
Leonardo…quando tu disegni non é sempre uguale, hai momenti in cui la tua ispirazione é al massimo e hai un picco (e disegno un picco cartesiano sulle mattonelle del bagno) e fai tre bellissimi disegni in cinque minuti, poi cala. La stessa cosa é ora, non é sempre uguale, il tuo picco ora é giú, ma non é sempre cosí, poi vedi che si rialza…


Continua a dimenarsi, faccio una sosta per buttare gli spaghetti nell´acqua e torno.
La sua crisi raggiunge il picco massimo e poi, come mi aspettavo…all´improvviso….


Mamma, (singhiozzando, faccio fatica a distinguere i suoni e le sillabe e mi concentro il piú possibile per non fargli ripetere neanche una parola, altrimenti non parlerebbe piú al primo “che hai detto?”)…Mamma…ho visto sul tablet dei video di Godzilla…non so perché mi sono appassionato a vederli e c´era qualcosa …qualcosa che li mette in relazione con la persecuzione!!!..Mamma quanto é grande Godzilla?...quanto un palazzo?...ma perché cosí grande? (angosciatissimo)….é una maledizione!!!!...non so cosa…poi me lo sono dimenticato cosa era….
…e questa cosa ti ha fatto arrabbiare….
Qualcosa….Godzilla aveva qualcosa in relazione con la persecuzione…..


E´ fatta. Leonardo ha parlato. A volte bastano tre parole per scatenare un fiume, quelle maledette tre parole che per uscire ti fanno penare per una serata intera, se ti va bene.


Leonardo…(sorrido)…é passata.
Non é vero…non é vero….( si dimena)…
Ascolta…guarda ( e gli pizzico con dolcezza le braccia) i tuoi muscoli non sono piú tesi…guarda…i tuoi movimenti sono piú lenti…non sudi…il tuo tono di voce é cambiato….non puoi essere ancora agitato! (sorrido di nuovo piú manifestamente)… é passata.
Mamma…(dispiaciuto) vi ho rovinato la serata…
Macché rovinato!!!!..Papá ha badato alla pasta ed ora andiamo a mangiare.
Mamma…se Papá resiste, ce la faccio anch´io…
Certo che ce la fa Papá…é solo un po´ stanco…ha guidato tanto, siamo tornati ieri e ancora non si é fermato per disfare tutte le valigie….
Entriamo in cucina e chiede un abbraccio al Papá…
Papá mi vuoi bene?....
Certo che ti voglio bene!


Un attimo prima di andare a tavola si blocca…


Posso dire a Mamma una cosa in privato?


Mio marito mi guarda sfinito….


Leonardo, se é una cosa veloce va bene…vengo.


Ore 9:50. In camera da letto.
Mamma ho capito la relazione tra Godzilla e la persecuzione. La grandezza e l´immensitá di Godzilla mi hanno fatto pensare a quanto sono stato perseguitato a scuola dai compagni e mi sono sentito di nuovo piccolo piccolo come di fronte a Godzilla….
…a proposito, perché i giapponesi hanno questo spasmodico bisogno di inventare dei mostri cosí grandi?...


Ore 22:00
Sorrido. Si va a cena.



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