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Luce sul paradosso della creativitá delle persone Autistiche


Le persone nello Spettro Autistico Lieve ed il pensiero divergente


Autore: David Vagni


Articolo originale: The Relationship Between Subthreshold Autistic Traits, Ambiguous Figure Perception and Divergent Thinking


Autori articolo originale: Catherine Best, Shruti Arora, Fiona Porter, Martin Doherty


Questo studio getta luce su un paradosso: come possono le persone autistiche avere difficoltá con l´immaginazione ma al contempo essere rappresentate in molti campi creativi? Generano un minor numero di risposte simboliche ma generano risposte piú insolite e questo rende la loro mente unica.



Lo studio, condotto dal gruppo della dott.ssa Martin Doherty dell´Universitá di East Anglia e pubblicato nel Journal of Autism and Developmental Disorders, indaga il paradosso della creativitá nell´autismo. Cioé, se le persone con tratti autistici subcliniche o con autismo lieve hanno stili cognitivi favorevoli alla creativitá o se sono svantaggiati dalla rigiditá implicita nello stile cognitivo e comportamentale del fenotipo autistico.


Il rapporto tra pensiero divergente (una componente cognitiva della creativitá), la percezione di figure ambigue, l´uso creativo di oggetti e tratti autistici é stato valutato in 312 soggetti in un campione comprendente soggetti tipici, persone subcliniche e persone con una diagnosi clinica di Sindrome di Asperger o Disturbo dello Spettro Autistico Lieve. Nello studio sono state osservate due variabili: la quantitá di risposte (fluenza) e la loro raritá (innovazione; una risposta é definita rara se é data da meno del 5% del campione).


Alti livelli di tratti autistici sono risultati significativamente associati con i punteggi piú bassi di fluiditá sui compiti di pensiero divergente quando venivano studiate figure ambigue e richiesto di descrivere cosa rappresentassero. Tuttavia le persone con un numero elevato di tratti autistici hanno generato lo stesso numero di alternative delle persone tipiche nei compiti che richiedevano possibili utilizzi alternativi di utensili ed oggetti.


In modo piú sorprendente le persone con elevati tratti autistici hanno generato un alto numero di risposte insolite ai compiti di pensiero divergente, dando 4 o piú risposte rare.


Questo puó spiegare il paradosso.


E ´stato precedentemente ipotizzato che, per affinché una condizione genetica complessa possa rimanere all´interno della popolazione debbano esserci vantaggi conferiti ai singoli che ereditano alcuni dei tratti della condizione stessa.
L´alta incidenza di abilitá ed interessi speciali e l´attenzione per i dettagli in alcune persone con autismo é coerente con questa affermazione. L´attuale studio suggerisce anche che una differenza nel pensiero divergente possa essere tra questi vantaggi.


Coerentemente con quanto conosciuto in precedenza nello studio i ricercatori hanno trovato prove che la fluenza (numero di alternative) nel pensiero divergente é negativamente correlata alla presenza di tratti autistici. Tuttavia le persone con alti livelli di tratti autistici avevano una maggiore probabilitá di produrre risposte insoliti e nuove. Questo sarebbe un potenziale vantaggio cognitivo per il problem solving creativo.


Nelle persone tipiche, fluiditá e innovazione sono correlate. Sia i processi associativi che esecutivi hanno un ruolo nella cognizione creativa, e il contributo relativo di questi processi cambia al progredire del compito.
I partecipanti producono le risposte piú comuni prima, e successivamente producono risposte piú insolite. Inizialmente, i partecipanti utilizzano la memoria episodica e associazioni semantiche per derivare usi alternativi.
Piú tardi, usano strategie che si affidano maggiormente a processi esecutivi top-down, come la strategia di decomporre l´oggetto nelle sue parti costituenti per produrre piú risposte.


I partecipanti con autismo, tuttavia, possono avvicinarsi ai problemi creativi in modo diverso.


Alcuni studi hanno scoperto che la piú ristretta elaborazione semantica che si svolge nell´emisfero cerebrale sinistro é perfetta nell ASD, ma la piú ampia elaborazione semantica che si svolge nell´emisfero cerebrale destro é ridotta. I partecipanti con autismo quindi possono avere una riduzione selettiva nelle grandi associazioni semantiche che sono alla base della fluiditá e che le persone tipiche utilizzano come prima strategia. Di conseguenza, é piú probabile che utilizzino strategie che generano risposte insolite.


In altre parole, il percorso associativo o la memoria alla base della fluenza nel pensiero divergente é ridotto, mentre le strategie esecutive specifiche per la produzione di risposte insolite sono relativamente inalterata o superiore.


Questo studio é una possibile spiegazione della presenza di persone autistiche altamente creative e puó aiutare ad abattere lo stereotipo della persona autistica priva di immaginazione. Tuttavia bisogna ricordare che lo studio ha coinvolto solo adulti con autismo lieve o subclinico e all´interno del campione era presente una forte variabilitá. Se ora abbiamo prova che é sbagliato dire che le persone autistiche non possono essere creative, é altrettanto sbagliato dire il contrario.



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