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Sinestesia e savantismo

Le ragioni che collegano la sinestesia e l´autismo alle abilità particolari e savant.


di Kevin Mitchell

Tradotto da Aleena

Articolo originale: Synaesthesia and savantism pubblicato sul blog Wiring the Brain


"Utilizziamo solo il 10% del nostro cervello". Non so come sia nata quest´idea, ma certamente è decollata come un meme popolare - i tassisti sembrano esserne particolarmente presi.
E´ una sciocchezza naturalmente - se ne utilizza di più anche solo per vedere. Ma rende l´idea che noi umani abbiamo del potenziale intellettuale non sfruttato - che in ciascuno di noi individualmente, o perlomeno negli esseri umani in generale, giace il potenziale di un genio.




Tra le cause che hanno alimentato questa idea vi è l´esistenza dei cosiddetti "savant" - persone che possiedono rare aree di abilità intellettuali speciali che vanno molto al di là di quelle della maggior parte delle persone.
Esempi comuni di abilità savant includono prodigiosi calcoli mentali, calcolo di date e notevoli capacità di memoria. Queste capacità possono sorgere a causa di lesioni cerebrali, o essere apparentemente congenite.
Nel caso di capacità congenite, le abilità savant sono spesso riscontrate in un contesto di quelli che sono i generali sintomi intellettuali, sociali o comunicativi dell´autismo.


Una nuova ipotesi propone che il savantismo si sviluppi a causa di una combinazione dell´autismo con un´altra condizione, la sinestesia. La sinestesia è comunemente considerata come un fenomeno sensoriale trasversale, in cui per esempio, diversi suoni indurranno l´esperienza di colori particolari, o determinati sapori indurranno l´esperienza tattile di una forma. Ma nella maggior parte dei casi gli stimoli che inducono la sinestesia non sono sensoriali, bensì categorie concettuali di oggetti appresi, come lettere, numeri, giorni della settimana, mesi dell´anno. I tipi più comuni riguardano lettere o numeri colorati e quelli che vengono chiamati "forme mentali numero".


Queste vanno al di là della tipica linea numerica mentale che la maggior parte di noi è in grado di visualizzare dai primi libri di testo. Sono forme dettagliate, stabili e idiosincratiche nello spazio intorno alla persona, in cui ogni numero occupa una posizione specifica. Esse possono seguire complicate traiettorie attraverso lo spazio, in alcuni casi avvolgendo anche il corpo dell´individuo. Queste forme possono essere relazionate a diversi punti di riferimento (corpo, testa o orientamento dello sguardo) e possono a volte essere manipolate mentalmente dai sinesteti per esaminarle più da vicino in posizioni specifiche.


La suggestione in relazione al savantismo è che tali forme consentono di eseguire calcoli aritmetici in una sorta di sistema spaziale e intuitivo diverso dalle normali operazioni di aritmetica formale - ma solo quando il cervello è cablato in modo tale da sfruttare queste speciali rappresentazioni di numeri, come a quanto pare può accadere in alcune persone autistiche.


E´ stato proposto che gli interessi intensi e strettamente focalizzati tipici dell´autismo possano portare alla pratica prolungata di queste abilità, che così emergono e migliorano nel tempo. Sebbene possa essere certamente coinvolta nello sviluppo di queste capacità, da sola questa spiegazione sembra insufficiente. Sembra più probabile che queste abilità speciali derivino da altre differenze fondamentali nel modo in cui il cervello delle persone autistiche processa le informazioni, con un maggior grado di elaborazione dei dettagli locali, di pari passo con una maggiore interconnessione locale dei circuiti neurali e riduzioni dell´integrazione a lungo raggio.


L´elaborazione locale solitamente può essere attivamente inibita. Questo concetto è stato indicato come la tirannia dei lobi frontali (in particolare dell´emisfero sinistro), che impartiscono aspettative dall´alto verso il basso con un´autorità tale da avere la precedenza sulle aree più basse, reclutandole in servizio per il bene più grande. La potenzialità degli elementi locali di elaborare informazioni dettagliate viene pertanto sorpassata al fine di ottenere prestazioni globali ottimali. L´idea che l´elaborazione locale venga attivamente soppressa è supportata dal fatto che le capacità savant possano talvolta emergere in seguito a lesioni del lobo frontale o in casi di demenza frontotemporale. A quanto pare, abilità aumentate nel calcolo numerico possono anche, essere indotte in soggetti sani, utilizzando la stimolazione magnetica transcranica per disattivare temporaneamente parte dell´emisfero sinistro.


Questo tipo di attenzione ai dettagli locali, combinato con una memoria eccezionale, può spiegare molti tipi di abilità savant, incluse quelle musicali e artistiche. Ben il 10% degli autistici mostra qualche abilità savant. Queste "isole di genio" (comprese cose come l´orecchio assoluto, per esempio) sono però solitamente eccezionali solo sullo sfondo di una generale invalidità - sarebbero invece meno notevoli nella popolazione normale. I savant realmente prodigiosi sono molto più rari - si tratta di persone che possono fare cose al di fuori della gamma delle abilità normali, come calcoli matematici fenomenali. In questi casi, l´aumentata elaborazione locale tipica dell´autismo non può essere di per sé sufficiente a spiegare la capacità sovrumana.


L´idea è che questi calcoli prodigiosi possano anche avvalersi delle rappresentazioni visive concrete di numeri che si trovano in alcuni tipi di sinestesia. Questa teoria è stata originariamente proposta da Simon Baron-Cohen e colleghi e nasce da casi studio di individui savant, tra cui Daniel Tammett, un uomo straordinario che presenta sia la sindrome di Asperger che la sinestesia.


Ho recentemente avuto il piacere di parlare con Daniel dei suoi particolari talenti durante il programma radiofonico FutureProof per Radio Newstalk di Dublino. Daniel è unico in molti modi. Ha i prodigiosi talenti mentali di molti savant, per i calcoli aritmetici e la memoria, ma ha anche l´intuizione e le abilità comunicative per descrivere ciò che sta accadendo nella sua testa. Sono queste descrizioni che hanno alimentato l´idea che i calcoli mentali che egli compie si basino sulle sue forme numero sinestetiche. Daniel sperimenta i numeri in modo molto diverso dalla maggior parte delle persone.


Con l´immaginazione vede i numeri occupare posizioni specifiche nello spazio. Questi hanno anche colori caratteristici, filigrane, movimenti, suoni e, soprattutto, forme. Sequenze di numeri formano "paesaggi nella sua mente". Questo viene tratteggiato con efficacia nell´ottimo documentario della BBC "Il ragazzo con il cervello incredibile" e descritto da Daniel nei suoi due libri, "Nato in un giorno azzurro " e "Embracing the Wide Sky ".


Le sue esperienze sinestetiche di numeri sono una parte intrinseca delle sue capacità aritmetiche. (Dico aritmetiche, invece di matematiche, perché le sue capacità sembrano essere limitate a prodigiosi calcoli mentali, al contrario di un talento per il calcolo avanzato o in altre aree della matematica). Daniele descrive il fare questi calcoli come qualche tipo di manipolazione spaziale mentale delle forme dei numeri e della loro posizione nello spazio. Quando esegue questi calcoli, lui sembra spesso tracciare forme con le dita. Gli è tuttavia difficile riuscire a definire esattamente questo processo - sembra più come se il cervello facesse il calcolo e lui leggesse la risposta, apparentemente deducendo il valore almeno in parte basandosi sulla forma del numero risultante.
Daniel è anche il detentore del record europeo di memoria delle cifre del Pi greco - più di 20000 cifre decimali. Questa impresa si avvale anche del modo in cui lui visualizza i numeri - lui racconta di spostarsi lungo un paesaggio fatto di cifre del Pi greco che egli vede con l´immaginazione e che gli permette di richiamare ogni cifra in sequenza. Il possibile carattere generale di questo singolo caso studio è rafforzato dalle relazioni di altri savant che utilizzano allo stesso modo forme visuospaziali nei loro calcoli e che riferiscono semplicemente di "vedere" la risposta corretta (vedere il resoconto di Murray).


Un´ulteriore prova a sostegno dell´idea nasce da studi che testano se le rappresentazioni visive concrete e multimodali di numeri o unità di tempo siano associate con capacità cognitive avanzate nei sinesteti che non sono autistici. Diversi studi recenti suggeriscono che questo è effettivamente così.


Molti sinesteti dicono che avere colori particolari o posizioni spaziali per lettere e numeri li aiuta a ricordare nomi, numeri di telefono, date, ecc. Ward e colleghi hanno valutato se queste relazioni aneddotiche si traducono in una migliore performance nelle attività mnemoniche e ha scoperto che lo fanno. I sinesteti hanno mostrato una memoria migliore della media ma, importante, solo per quegli elementi che erano parte della loro esperienza sinestetica. La loro memoria generale non era migliore di quella del gruppo di controllo non-sinesteta. Allo stesso modo Simner e colleghi hanno scoperto che i sinesteti con forme spaziali per unità di tempo presentano un rendimento migliore nelle attività visuo-spaziali, come la rotazione mentale di oggetti 3D.


Si ritiene che sinestesia e autismo si verifichino in modo indipendente e dal momento che ciascuno si verifica solo in una piccola percentuale di persone, la presenza congiunta è molto rara. Naturalmente rimane la possibilità che, anche se la maggior parte delle persone con sinestesia non ha l´autismo e viceversa, la loro compresenza, in alcuni casi può derivare dalla stessa causa. Saranno necessarie ulteriori ricerche per determinare definitivamente la possibile relazione tra queste condizioni. Per il momento la ricerca di cui sopra, in particolare i racconti in prima persona di Daniele Tammett e degli altri, offre una prospettiva unica nella ricca varietà dell´esperienza umana comprese differenze fondamentali nella percezione e nello stile cognitivo.


Sull´autore: Kevin Mitchell è professore associato presso l´Istituto di Genetica Smurfit nel Trinity College di Dublino e membro del Trinity College Institute of Neuroscience. Si è laureato del Dipartimento di Genetica, Trinity College di Dublino (BA, mod. 1991) e ha conseguito il dottorato di ricerca presso l´Università della California a Berkeley (1997), dove ha studiato lo sviluppo neurale con il Prof. Corey Goodman. Ha svolto attività di ricerca post-dottorato con il Prof. Marc Tessier-Lavigne e il Prof. Bill Skarnes presso l´Università della California, San Francisco e la Stanford University, studiando la genetica molecolare per studiare lo sviluppo neurale nel topo. Dal 2002 è stato membro della facoltà presso il Trinity College di Dublino. E ´stato anche un investigatore EMBO Young e fu eletto Fellowship del Trinity College nel 2009.
Al momento dirige il laboratorio di neuroscienze dello sviluppo presso il Trinity College dove si occupa in particolare della ricerca di nuovi candidati genetici per il neurosviluppo, sinestesia e neuroscienze delle condizioni psichiatriche.




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