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Strategie a breve e a lungo termine per ridurre

domande ripetitive specifiche

 

Originale: Beverly Vicker, M.S., CCC-SLP, Long and Short Term Strategies for Reducing Specific Repetitive Questions

Traduzione: Maria Paola Fortuna

Redazione: David Vagni

 

I familiari e i professionisti sono spesso confusi su cosa fare quando una persona inizia a porre domande ripetitive. Come la maggior parte delle cose che coinvolgono gli individui che rientrano nello spettro autistico, la soluzione non è semplice e ovvia. Dipende, invece, dalle circostanze che riguardano l’uso di tali domande ripetitive.

Immagine punti interrogativi

 

[Le domande ripetitive su un argomento particolare sono incluse nel criterio B.2 – aderenza alle routine, comportamenti verbali ritualizzati, e sono distinte dal dire ripetutamente la stessa parola o frase, che va sotto il criterio B.1 delle stereotipie, N.d.R. I titoli sono stati inseriti dalla Redazione]

Le domande ripetitive possono svolgere una varietà di funzioni per la persone Asperger o più in generale nello Spettro Autistico. Ciò che confonde è che la stessa domanda può svolgere funzioni diverse in momenti diversi, richiedendo quindi strategie diverse. La capacità di "leggere" una situazione può dipendere dalla familiarità che la persona con autismo ha con chi comunica e da ciò che lui/lei conosce dei comportamenti sociali e ripetitivi di quella persona. La selezione delle strategie si basa sull'indovinare correttamente la funzione o lo scopo reale delle domande ripetitive della persona. Questo articolo elenca le strategie a breve e a lungo termine che derivano dagli scopi comunicativi delle domande ripetitive. La relazione sarà più chiara man mano che il lettore esaminerà le possibili funzioni comunicative nella sezione successiva e le metterà in relazione con le sezioni strategiche.

 

Possibili funzioni o motivi per domande ripetitive

Comunicazione e socializzazione

1.     Incapacità o difficoltà a comunicare adeguatamente le idee attraverso il discorso orale.

2.     Difficoltà nel capire come avviare o mantenere una conversazione.

3.     Mancanza di altre strategie per attirare l'attenzione in modo positivo.

4.     Bisogno di essere sociale.

5.     Bisogno di dimostrare conoscenza o competenza in base al contenuto delle domande.

Regolazione emotiva

1.     Bisogno di informazioni.

2.     Bisogno di rassicurazione.

3.     Bisogno di sfuggire a una situazione noiosa o spiacevole.

4.     Bisogno di evitare il passaggio a una nuova situazione.

5.     Bisogno di avere il controllo della situazione e/o tentare di mantenere l'interazione sociale all'interno del proprio livello di comprensione.

6.     Attrazione per le risposte prevedibili.

7.     Un problema di pianificazione motoria che rende più difficile produrre nuove espressioni in situazioni emotivamente cariche.

 

Possibili strategie per insegnare le abilità adattive

 

Strategie a lungo termine—quali tra quelle utilizzate dipendono dalla funzione delle domande.

Comunicazione e Socializzazione

·      Introdurre un mezzo di comunicazione aumentativo che potrebbe essere più efficiente sia come sistema primario sia come sistema di backup. Le opzioni includono schede di comunicazione di backup o set di schede.

·      Utilizzare un modello / copione per introdurre migliori strategie di conversazione; esercitare questo modello e situazioni diverse.

·      Usare un “libro” di argomenti per suggerire altri argomenti da discutere con varie persone.

·      Fornire situazioni alternative positive per la persona con disturbo dello spettro autistico per usare le sue conoscenze speciali. Se qualcuno ha una vasta conoscenza delle auto, aiutarlo, ad esempio, a sviluppare un libro da mostrare ad altre persone.

Regolazione emotiva

·      Fornire informazioni visive che possono ridurre l'ansia (ad es. schede di programma, grafici di attività).

·      Se le domande sono orientate ad evitare le attività, analizzare l'ambiente e il programma della persona e modificarlo di conseguenza.

 

Strategie a breve termine—Quali tra quelle utilizzate dipendono dalle funzioni delle domande.

·      Reindirizzare la persona a materiali di comunicazione aumentativa o al libro di argomenti al fine di assisterla con l'avvio o il cambio di argomento.

·      Ricordare alla persona, usando un segnale visivo o verbale, che ciò che è stato appreso nella pratica scritta può essere applicato a quella situazione.

·      Spiegare alla persona con disturbo dello spettro autistico che già gli/le sono state date queste informazioni (cioè, risposte alle sue domande) ma saresti disposto a discutere gli argomenti A, B o C e lasciargli/le fare una scelta.

·      Suggerire un'attività alternativa in modo da mantenere l'opportunità di interagire, ma spostare l'attenzione a qualcosa di interesse reciproco e che comporti meno stress.

·      Utilizzare una check list in modo che, se le domande riflettono l'ansia per il proprio programma, la persona con autismo possa controllare autonomamente gli eventi fino a quando si verifica l'attività target.

Ad esempio:

o   salire sul furgone alle 6:30

o   guidare per 30 minuti al centro commerciale

o   comprare un CD

·      Invertire la domanda per vedere se la persona conosce già la risposta alla propria domanda.

·      Impostare un limite al numero di domande ripetitive o alla quantità di tempo per l'interazione e la condivisione di queste informazioni. Fare sapere alla persona quando sarai libero di parlare di un argomento diverso e di averlo integrato nel suo programma.

·      Scrivere la risposta su un foglio non appena viene data risposta alla domanda. Reindirizzare di nuovo al messaggio sul foglio se la domanda viene ripetuta e la funzione presunta della ricerca di informazioni è la stessa.

 

Vicker, B. (2000). Long- and short-term strategies for reducing specific repetitive questions. The Reporter, 6(1), 28-29.

 


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