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Aditi Ahankardass: un secondo parere sui disturbi dello sviluppo

Conferenza di Aditi Ahankardass

Riportato da David Vagni da TED

I disturbi dello sviluppo nei bambini sono normalmente diagnosticati mediante l´osservazione del comportamento, ma Aditi Shankardass era certa che si sarebbe dovuto osservarne direttamente il cervello. Ora ci spiega come il particolare strumento usato per l´EEG nel suo laboratorio abbia rivelato diagnosi sbagliate e trasformato la vita dei bambini.



Aditi Shankardass è una neurologa che lavora a cavallo di tre discipline appartenenti al campo: neurofisiologia, neuroanatomia e neuropsicologia. Ha lavorato a diversi livelli dalle neuroscienze cellulari a quelle cognitive. Al momento dirige il Laboratorio di Neurofisiologia dei Disordini della Comunicazione alla California State University.
Buona parte del lavoro di Shankardass è stato relativo all´avanzamento delle conoscenze sull´EEG (elettroencefalogramma) digitale (anche chiamata qEEG), in grado di rilevare l´attività del cervello in tempo reale e poi analizzarlo usando uno schema computerizzato di comparazioni statistiche, permettendo di fare diagnosi più accurate ai bambini con ritardi dello sviluppo.


Quando avevo 10 anni, mio cugino mi fece visitare l´istituto di medicina dove studiava. E come regalo speciale mi portò nel laboratorio di patologia e tirò fuori un cervello umano vero da un contenitore e me lo mise in mano. Ed eccola lì, la sede della coscienza umana, la centrale elettrica del corpo umano, posta tra le mie mani. E quel giorno seppi che una volta cresciuta, sarei diventata un neurochirurgo, uno scienziato.

Anni dopo, finalmente adulta, il mio sogno divenne realtà. E fu durante il mio dottorato di ricerca sulle cause neurologiche della dislessia nei bambini che m´imbattei in un fatto sorprendente che oggi vorrei condividere con tutti voi. Si stima che un bambino su sei, ripeto, un bambino su sei, soffra di qualche disturbo dello sviluppo. Cioè un disturbo che rallenta lo sviluppo mentale del bambino e può causare disabilità mentali permanenti. Il che significa che ognuno di voi qui oggi conosce almeno un bambino che soffre di un disturbo dello sviluppo.

Ma ecco ciò che davvero mi sconcertava. Nonostante il fatto che ciascuno di questi disturbi nasca nel cervello, molti di questi disturbi sono diagnosticati esclusivamente sulla base del comportamento osservabile. Ma diagnosticare un disturbo del cervello senza effettivamente esaminare il cervello equivale a curare un paziente con un problema cardiaco basandosi sui suoi sintomi fisici, senza neanche fare un ECG o una radiografia toracica per osservarne il cuore. Mi sembrava così ovvio. Per diagnosticare e curare con precisione un disturbo del cervello, sarebbe stato necessario osservare direttamente il cervello. Osservando solo il comportamento si rischia di trascurare una parte essenziale del puzzle e di fornire un quadro lacunoso, o addirittura fuorviante, dei problemi del bambino. Eppure, nonostante tutti i progressi nella tecnologia medica, la diagnosi dei disturbi neurologici in un bambino su sei continuava a rimanere molto limitata.

E poi m´imbattei in un gruppo di ricercatori dell´università di Harvard che aveva preso una di queste tecnologie mediche d´avanguardia e l´aveva infine applicata, invece che nella ricerca sul cervello, nella diagnosi dei disturbi neurologici nei bambini. La loro tecnologia all´avanguardia registra l´EEG o l´attività elettrica del cervello in tempo reale, consentendoci di osservare il cervello mentre svolge varie funzioni e di scoprire quindi anche la più piccola anomalia in qualsiasi funzione: vista, attenzione, linguaggio, udito. Un programma chiamato Brain Electrical Activity Mapping, successivamente, fa la triangolazione della fonte di quell´anomalia nel cervello. E un altro programma chiamato Statistical Probability Mapping poi compie calcoli matematici per determinare se una di queste anomalie sia clinicamente significativa, permettendoci di fornire una diagnosi neurologica molto più precisa dei sintomi del bambino. E così divenni il primario di neurofisiologia per la parte clinica di questa squadra. E siamo finalmenti in grado di usare questa tecnologia per aiutare effettivamente bambini con disturbi neurologici. E sono felice di dire che adesso sto provvedendo all´allestimento di questa tecnologia qui in India.

Mi piacerebbe parlarvi di uno di questi bambini, la cui storia fu anche raccontata dalla ABC News. Justin Senigar, di sette anni si presentò alla nostra clinica con questa diagnosi di autismo grave. Come per molti bambini autistici la sua mente era considerata intrappolata nel corpo. C´erano momenti in cui era proprio "assente" per lunghi secondi. E i dottori avevano detto ai suoi genitori che non sarebbe mai stato in grado di comunicare o di interagire socialmente, e che probabilmente non avrebbe mai davvero parlato.

Quando usammo questa tecnologia EEG innovativa per esaminare effettivamente il cervello di Justin, i risultati furono sbalorditivi. Risultò che Justin quasi certamente non era autistico. Soffriva di crisi epilettiche impossibili da rilevare ad occhio nudo, ma che stavano proprio causando sintomi che simulavano quelli dell´autismo. Dopo che a Justin furono somministrati gli antiepilettici, il suo cambiamento fu sorprendente. In un lasso di tempo di 60 giorni, il suo vocabolario passò da due o tre parole a 300 parole. E la sua comunicazione e interazione sociale migliorarono così radicalmente, che venne iscritto ad una scuola normale e diventò persino un supercampione di karate.

La ricerca mostra che il 50 percento dei bambini, quasi il 50 percento dei bambini a cui venne diagnosticato l´autismo soffre in realtà di crisi epilettiche nascoste. Queste sono le facce dei bambini che ho esaminato con storie simili a quella di Justin. Tutti questi bambini vennero alla nostra clinica con una diagnosi di autismo, sindrome di deficit dell´attenzione, ritardo mentale, problemi legati al linguaggio. Invece, le nostre scansioni con l´EEG hanno rivelato problemi molto specifici nascosti nel cervello che non potevano essere individuati mediante valutazioni comportamentali. Così queste scansioni con l´EEG ci hanno permesso di fornire a questi bambini una diagnosi neurologica molto più precisa e un trattamento molto più mirato.

Per troppo tempo bambini con disturbi dello sviluppo hanno subito diagnosi sbagliate mentre i loro problemi reali non venivano individuati e lasciati peggiorare. E per troppo tempo questi bambini e i loro genitori hanno sofferto enormi frustrazioni e disperazione. Ma ora siamo in una nuova era della neuroscienza, nella quale, finalmente, possiamo studiare direttamente le funzioni neurologiche in tempo reale senza rischi ed effetti collaterali, in modo non invasivo, e trovare la vera fonte di così tante infermità nei bambini.

Così se potessi indurre oggi anche solo una parte di voi del pubblico a condividere questo approccio diagnostico all´avanguardia anche con un solo genitore il cui figlio soffre di un disturbo dello sviluppo, allora forse un altro enigma in un altro cervello sarà risolto. Un´altra mente sarà sbloccata. E un altro bambino a cui è stata fatta una diagnosi sbagliata o che il sistema non è riuscito a diagnosticare finalmente realizzerà il suo vero potenziale finché c´è ancora tempo perché il suo cervello guarisca. E tutto questo semplicemente osservando le onde cerebrali del bambino.


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