< Torna alla pagina degli articoli

Abitavamo in un bosco di querce


eBook di Marilena Guglielmi


recensione di David Vagni

Maria è la giovane madre di due bambini: Marco è altruista e coraggioso mentre il piccolo Giovanni è timidissimo, dotato di una sensibilità fuori dal comune e al tempo stesso insensibile agli eventi che lo circondano, tanto da trascorrere ore e ore solo in compagnia di se stesso e dei suoi Lego. La loro vita si svolge secondo una tranquilla routine, fino a quando le condizioni di salute di Giovanni non peggiorano di punto in bianco: otite, varicella, bronchite. Per non dire che il bambino all´età di tre anni non parla ancora. Inizia così a sgretolarsi quello che si rivela un fragile equilibrio familiare: il padre se ne va di casa, Maria è invece costretta a un estenuante carosello tra medici e specialisti, sostenuta dalle premure di un amico dottore. Benché nessuno sappia con precisione diagnosticare il male di Giovanni, né tanto meno proporre una terapia adeguata, Maria non perderà mai la speranza. Abitavamo in un bosco di querce è un diario intimo e toccante in cui le parole poetiche ed evocative ci aiutano a penetrare l´animo di una madre combattuta tra la paura del presente e l´incrollabile fiducia in un futuro migliore. Uno sguardo delicato e pieno di grazia su cosa significa essere donna e madre.


Acquista il libro online


Questa è la descrizione reperibile online del libro, io sono una persona soventemente critica con la narrativa, eppure, questa descrizione, non rende onore al magnifico libro di Marilena.


Un utente su amazon.it commenta:
Sulla difficoltà dell´essere madre sono stati scritti molti libri, sulla devastazione che un figlio particolare può portare nella vita di una donna prescindendo da tutte le più scontate retoriche buoniste forse occorreva ancora dire qualcosa. E l´autrice ci riesce, forte di uno stile essenziale, spezzato, che crea una sorta di vangelo laico a più voci, dove ognuno fornisce una propria chiave di lettura della realtà. Realistico, dolente, a tratti angosciante e sempre originale. Da non perdere.


E mi trova d´accordo.


Abitavamo in un bosco di querce, di Marilena Guglielmi, è un libro da leggere tutto di un fiato. Con uno stile a tratti poetico, a tratti intimo, personale, spezzato. Alterna ritmo musicale ed epica a frammenti biografici, pagine perse di un diario.
I capitoli brevi, di facile lettura, terminano ognuno con il nome del protagonista e la data, quasi a darne un senso evangelico, e proprio in questi toni si articola il racconto. La colpa, il senso del peccato, che troppo spesso colpisce e permea la vita di persone con figli diversi dagli altri e colpisce chi, come la protagonista, vive una gravidanza inaspettata. Le sfide a cui sono sottoposti Maria, la Madre, ed i Figli. Il rapporto tra i fratelli. Il rimorso e la negazione del padre. E Maria che sembra urlare per tutto il libro "proteggimi dal male". Male che non sono i figli, ma il male dell´incomprensione e dell´ignoranza, verso di lei, verso loro. Il male di chi si approfitta della debolezza. Quel Male intangibile che prende forma nel Bosco, quel male a cui non si riesce a dare un nome se non attraverso la speranza di superarlo.


Ai tempi in cui è ambientato il racconto si sapeva poco dell´autismo ad alto funzionamento e pressoché nulla della Sindrome di Asperger. La stessa Maria alterna, il suo ruolo di genitore all´identificazione in molte delle caratteristiche dei figli. E´ il primo romanzo che leggo in cui possiamo realmente dire che descriva un´intera famiglia immersa nella neurodiversità.



La narrazione è un canto corale che prosegue alternato le quattro differenti prospettive dei protagonisti:


Ora lo portano in una stanza silenziosa. Ci sono un mucchio di giocattoli. Non si muovono e non respirano. Cercano di distrarlo dal fatto che la mamma è uscita in corridoio. Le lacrime gli rigano le guance, ma il pianto gli si strozza in gola. Gli uomini bianchi sono troppo vicini. Giovanni afferra la scatola di un puzzle colorato e lo rovescia per terra, prende a calci i pezzi, che volano qua e là; poi va a nascondersi in un angolo, il viso contro il muro. La mamma torna. Non devono toccarlo! Non vuole sentire nulla. Nella testa sboccia il fiore rosso della paura…
Giovanni


... In preda allo stupore, e a un acuto senso di inadeguatezza. Se Giovanni fosse sordo, non me ne sarei accorta? In tutta onestà, mi sembra impossibile.[…]Ma lui gioca con il gattino; lo passa da una mano all´altra, gli fa il solletico, e tutto questo tiene il sonno ben lontano. Esasperata, stanca, lo prendo dalle sue mani e lo poso sul pavimento. Il gattino emette solo un flebile “miao”, non certo un ruggito da far tremare i vetri, mentre si allontana. Giovanni lancia un piccolo grido di protesta: poi si arrampica fuori dal lettino, e al buio si dirige, a colpo sicuro, verso la bestiola. La riprende e, silenziosamente, ritorna nel suo lettino. Se mio figlio fosse sordo, come farebbe a trovare un gattino, nel buio?
Maria - la Madre


La mamma vuol bene a tutti e due. Nello stesso modo. Perché dovrebbe preferire Giovanni, oppure me? Tu preferisci la primavera o l´estate? - Giovanni è la primavera, io sono l´estate. – Perché è più piccolo. - So sempre quello che pensa lui. Eccetto, forse, quando vuole nascondermelo.- Abbiamo sempre parlato così tra di noi. Da quando era dentro la mamma. Lei mi diceva che Giovanni sentiva tutto. - Ma non è sempre chiaro. - Adesso? Pensa che tu gli fai paura, dottore. Ha paura del tuo camice bianco. Sai, Giovanni ha paura di certi colori. - Sai una cosa? In questo momento Giovanni è stanco. Pensa anche che questa giornata è interminabile, e che non finirà mai, mai! -
Marco - il Fratello


“Bene, siamo assolutamente certi che suo figlio non è sordo. Lei, però... Non parlo di sua moglie, lasciamola in pace, per stasera.” “Lei non crede nell´istinto delle madri?” “... Lei, piuttosto, non si è mai chiesto come sia sorto in noi il sospetto di sordità? Perché Giovanni finge di non udire?” “Lei sta cercando di dirmi qualcosa. Lo faccia, la prego, senza giri di parole!” “... Ha mai sentito parlare dell´autismo?”
Luca - il Padre



Sono infiniti gli argomenti che tocca: il ruolo di donna e di madre, la disperazione, l´incomprensione, il rifiuto, la stigma sociale, l´accettazione, il rapporto unico tra due fratelli che porterà all´epilogo, le tante diverse facce dell´amore, l´orgoglio, la speranza. Abitavamo in un bosco di querce è un libro in grado di trasformare un´epopea personale nei toni della storia dell´umanità, preservando in questo la schiettezza e la genuinità che permettono di toccare chiunque.
Il racconto si evolve prima nel desiderio di individuare quale sia il problema, ammesso che di problema si tratti, che colpisce il piccolo Giovanni, poi nello lotta a fianco di un´intera famiglia ed infine nell´accettare la diversità dei figli.


Ordina il libro online
Commenta questo articolo sul nostro forum Consulta i nostri professionisti

< Torna alla pagina degli articoli

Ti è piaciuto l'articolo? Fanne parola!