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Amore, relazioni sentimentali ed empatia. Intervista con Cary Terra

Carry Terra, terapista di coppia specializzata in Asperger risponde alle domande dei nostri utenti.


di David Vagni

Tradotto da Margherita Puletti


Nel nostro forum ci sono non solo adulti con la sindrome di Asperger e genitori di bambini Asperger, ma anche molte coppie.
Sembra che le relazioni sentimentali siano difficili per persone nello spettro, percui abbiamo voluto intervistare Cary Terra, una delle poche terapiste esistenti specializzata in terapia di coppia e familiare per persone nello spettro.



Molti utenti del forum (generalmente si tratta di donne NT in una relazione con un uomo ND) riferiscono che dopo un certo periodo il compagno tende a sparire o a tenere un profilo molto basso. Di solito la spiegazione è che necessitano di tempo per sé stessi o che si sentono sotto pressione a causa del rapporto sentimentale. Come è possibile distinguere tra una situazione in cui il compagno realmente necessita di tempo per sé stesso, ed una in cui è semplicemente una scusa per allontanarsi da una relazione non più ritenuta funzionale? Quale comportamento è meglio adottare per mantenere il rapporto vivo e positivo?


Questa è un’ottima domanda e sottolinea come ci siano molte somiglianze tra rapporti tipici e rapporti differenti. Io ho riscontrato che molti dei miei clienti si trovano molto meglio quando possono avere del tempo per se stessi nei loro programmi giornalieri. Questi momenti sono di solito usati per attività solitarie durante le quali la persona si trova in uno stato di “flow”. Senza questi spazi la persona neuro diversa è lasciata a sé stessa nel determinare quando arriva al punto di necessitare una pausa, ma a quel punto è spesso troppo tardi. Molti adulti ND hanno l’abilità di far finta di nulla mentre combattono stress e ansia finché non arrivano contro un muro. Perché aspettare di arrivare al punto di rottura? Se si inseriscono spazi per se stessi si elimina l’effetto montagne russe, nel quale si passa troppo tempo insieme, per poi passare troppo tempo separati per poter recuperare.
Ho notato che relazioni sentimentali con troppa ansia e conflitti sono difficili da tollerare per gli adulti ND. Imparare come affrontare i conflitti in maniera responsabile è cruciale per costruire un senso di sicurezza.


Molti utenti ND (Asperger) ci hanno chiesto come possono spiegare al partner che hanno bisogni “necessari per loro” e che la loro importanza per loro è maggiore di quella che gli danno le persone NT/neurotipiche (come ad esempio avere la casa in ordine e pulita). Cosa suggerisce?


Nella mia attività le coppie usano una scala con valori da 0 a 10, e questo sembra funzionare. Dato che gli adulti ND possono avere grandi difficoltà a comunicare i loro bisogni emotivi, possono usare i valori della scala per comunicare questi ultimi. Per esempio, se un adulto ND dice “Mi serve una pausa ora, e la mia necessità per quest’ultima è di livello 9”, questo dice chiaramente al partner a che livello è la situazione. Ciò aiuta a controllare il fatto che molti ND sembrano distaccati, mentre in realtà hanno difficoltà ad esprimere quanto sentono e quanto sia intenso.
Questo sistema è semplice tuttavia, ma non facile.


E’ possibile per una coppia ND-NT sopravvivere a lungo e arrivare al matrimonio e ad una lunga vita insieme? Cosa fa si che un ND desideri passare la propria vita con un altro individuo?


Lavoro con molte coppie che apprezzano una relazione a lungo termine, ragion per cui ritengo che sia possibile una relazione tra NT e ND che non solo sopravviva, ma sia una buona relazione. Di fatto molti dei miei clienti ND che sono single si sentono soli, nonostante stare intorno ad altre persone sia stressante e faticoso per loro. Un partner ND porta lealtà, consistenza e devozione in una relazione e questi sono tratti molto preziosi per il partner NT che scegliere di condividere la sua vita con questi individui. Molti partner NT hanno storie che includono abusi o abbandoni, e la sicurezza che fornisce un compagno ND spesso agisce da cura per questi traumi passati.


Un problema grosso per molti ND è che non sono in grado di leggere i sottili messaggi che usano gli NT. Alcuni ND preferiscono i fatti alle parole, altri necessitano di un appoggio diretto o hanno una sensitività aumentata rispetto alle discussioni che causano un’altro stress emotivo. Come possono questi individui così differenti adattarsi uno all’altro?


Ciò che trovo di frequente è che il partner NT che vuole avere una relazione con un partner ND attraversa una grande crescita emotiva nel corso della terapia. Molti di noi utilizzano sistemi tutt’altro che salutari per ottenere i nostri bisogni emotivi soddisfatti. Per esempio, in molte relazioni tra NT, il partner inibisce il comportamento non voluto dell’altro arrabbiandosi. Non pensiamo ai danni a lungo termine che ciò porta alla relazione, perché è una reazione che viene naturale. Nelle relazioni tra ND, tuttavia, non c’è spazio per questo tipo di reazioni. Ciò porta ad un differente livello di comunicazione, che ha molte qualità positive: è una comunicazione chiara e con un livello di conflitti basso. Io suggerisco spesso ai partner NT di “chiedere ciò che desiderano”, perché con un partner ND spesso ottieni esattamente ciò che hai chiesto. A molti di noi è stato insegnato di non chiedere ciò che si desidera, ma di farlo capire implicitamente. Chiedere in realtà è molto più salutare e consente al partner ND di avere successo.


Ha mai lavorato con coppie ND-ND? In cosa differiscono dalle coppie NT-ND?


Ho lavorato con coppie ND-ND, certo, e sono molto differenti dalle coppie NT-ND! Sono interessanti da studiare perché in esse i partner si comportano in maniera molto differente. C’è spesso un problema per quanto riguarda l’intimità: c’è un ponte che va superato e spesso sono entrambi spaventati di farlo. Con tempo e determinazione ho visto però le coppie superare questo ponte. Entrambi devono correre dei rischi ed esporsi emotivamente, ma quando lo fanno i risultati sono spettacolari.


Ha mai lavorato con ND nel mondo LGBT? Sono situazioni particolari?


Molti miei clienti sono LGBT o "non-definiti". Molti riferiscono che non si trovano a loro agio rispetto ai ruoli tradizionali dettati dal loro genere e si trovano in difficoltà nel cercare di adattarsi all’uno o all’altro gruppo. Affrontano le stesse difficoltà che devono affrontare le persone eterosessuali. Molti creano dei percorsi unici a loro stessi. Se da un lato ciò può essere nuovo ed eccitante, dall’altro può essere faticoso, perché il percorso è sempre ignoto. Io considero questi clienti come dei pionieri di loro stessi, e seguirli nel loro percorso è per me un grandissimo privilegio.


Qual è la cosa più frustrante che ha incontrato durante il suo lavoro con coppie ND? (da Autism and Empathy)


Una delle cose frustranti che mi capita di vedere sono i danni causati a clienti (e alle loro relazioni sentimentali) da terapisti che ritengono che l’Asperger sia incompatibile con le relazioni sentimentali.
Sembra che io esageri, ma in realtà c’è veramente gente che pensa questo. Prendiamo un mio cliente, che chiamerò Eloise. Lei venne da me come “ultimo tentativo” (parole sue) per salvare la sua relazione sentimentale. Aveva già visto due terapisti differenti per cercare si salvare il rapporto con suo marito Asperger e stava per rassegnarsi alle loro parole: la sua relazione non avrebbe mai potuto soddisfarla emotivamente. Le suggerirono di considerare la sua relazione come un’amicizia platonica e di trovare soddisfazione altrove per i suoi bisogni emotivi. Le proposero di segnarsi a dei gruppi di cucito e a dei forum online e il risultato è che Eloise era vicina ad uno stato di panico. Dopo avermi raccontato ciò la paziente mi disse che desiderava aiuto nel superare la sofferenza per una relazione che apparentemente doveva rassegnarsi a non poter avere.
Non voleva lasciare il marito perché quest’ultimo era una persona meravigliosa, nonostante terapisti (e libri!!) le dicessero che emotivamente non avrebbe mai potuto renderla felice.
Per rispondere ad Eloise per prima cosa ho dovuto cercare si smorzare la mia rabbia. I due terapisti che le avevano dato queste notizie infauste non avevano neanche mai visto il marito! Entrambi la avevano “confortata” dicendole che il fatto che il marito si chiudesse in se stesso e fosse distante non avesse nulla a che fare con lei, ma che fosse causa del suo disordine neurologico, e non c’era nulla che si potesse fare. Al di là dell’orrore di una terapia fatta senza neanche vedere il paziente, le loro predizioni non avevano alcun senso considerate le recenti ricerche sulla plasticità cerebrale (guardate questo ottimo TED per una breve introduzione al riguardo).
La verità è che l’Asperger, e il suo impatto nelle relazioni con se stessi e con gli altri, è ancora poco compreso, specialmente da molti medici e psicologi nell’ambiente. E nessun medico o psicologo dovrebbe dare una predizione sul comportamento di un individuo, specie senza vedere o diagnosticare suddetta persona. Gli Aspie e i loro partner vengono a fare terapia in cerca di strumenti e risposte, ma spesso e volentieri gli vengono solo date parole che fanno perdere ogni speranza. Una cosa è parlare conservativamente dei risultati, un’altra ritenere che non possano esserci risultati.
I terapisti spesso dicono a clienti sposati con adulti ASD che i loro compagni non possono provare empatia e non possono amare veramente. Io sono fortemente contraria a questo atteggiamento, perché queste affermazioni sono false. Tutti i miei clienti provano empatia, e tutti sono capaci di amare. Di fatto molte volte i miei clienti Aspie sono scioccati nello scoprire che la fiducia del loro compagno nel loro amore e nella loro lealtà può essere compromesso da un saluto dimenticato o da una mancanza di contatto oculare. Un partner Aspie notò “Come può la nostra relazione sentimentale essere appesa ad un filo? Mi spaventa aprire bocca per paura che possa accidentalmente distruggere il nostro matrimonio”. Ovviamente questo tipo di ansia inibisce ancora di più le persone nello spettro, che sono così ancor più caute nello stabilire una connessione, facendo sentire il partner ND trascurato o dimenticato.. I soggetti con l’Asperger hanno spesso passato la vita a fare gli stessi errori all’interno delle loro relazioni, errori con ripercussioni fortemente negative. Se c’è una probabilità alta che i tuoi sforzi vengano ricompensati con un rifiuto è molto difficile giustificare la logica di continuare a provare. Una terapia di coppia che abbia successo deve identificare i “trigger” in modo che entrambi i partner possano sentirsi sicuri insieme. Questo è il fondamento per stabilire una connessione.
I medici studiano per ottenere una buona comunicazione che consenta di dare sicurezza, non per costruire una sicurezza che consenta una buona comunicazione. Io propongo la nozione di lavorare insieme per costruire come prima cosa il senso di sicurezza. Ciò è cruciale per creare un contesto in cui le persone con l’Asperger possano sperimentare con il loro senso di vulnerabilità, mentre i partner NT possono sperimentare con l’interpretare un tipo di comportamento in una maniera completamente nuova.


Le persone autistiche sono dotare di empatia? Come si differenzia l’empatia di una persona NT da quella di una persona ND? (da Autism and Empathy)


Capita di frequente nella mia pratica di incontrare quella che chiamo “empatia autistica”. Pensate sia un ossimoro? Io credo di no. Di fatto ciò avviene così di frequente durante le mie sessioni che ho iniziato a vedere l’Asperger come un disordine caratterizzato dalla presenza di troppa empatia, non troppo poca. Prima di entrare nel dettaglio di un’idea, che immagino venga vista scetticamente nella migliore delle ipotesi, lasciatemi descrivere ciò che accadde durante una delle mie sessioni, per darvi un’idea di ciò che intendo.
Il mio cliente, chiamiamolo “Giles”, and io stavamo discutendo sull’uso del gioco di azzardo come mezzo per calmarsi durante stati emotivi che altrimenti sarebbero troppo intensi. Giles aveva pochi mezzi per sfogarsi, ed entrambi eravamo d’accordo nel ritenere il gioco d’azzardo online come un mezzo che aveva un prezzo. Ad un certo punto comparammo i mezzi che entrambi usavamo per confortarci durante le situazioni di alto stress emotivo, ed io descrissi il mio: le ciambelle. Giles sostenne che mangiarne troppe non era una cosa grave. Dopo un paio di minuti, durante i quali mi spiegò per quale motivo non dovessi sentirmi in colpa quando mangiavo le ciambelle, realizzai che lui era preoccupato che mi sentissi imbarazzata. Lo fermai. Potevo aver ragione nel ritenere ciò? Di fatto si. Giles, un adulto con l’Asperger, aveva percepito che fossi imbarazzata e stava cercando di mettermi a mio agio. Non c’è altro nome per questo: si chiama empatia. Moltissimi miei clienti hanno dimostrato lo stesso livello di empatia, in infiniti modi diversi, durante le mie sedute. Lo vedo quando gli vengono le lacrime agli occhi nel descrivere il dolore che un loro animale ha provato. Lo vedo nel loro ritirarsi in se stessi quando il genitore sta ingiustamente arrabbiandosi. Lo vedo nell’attrazione che hanno nei confronti della giustizia sociale. Lo vedo nei gruppi di uomini Asperger, durante i quali sono gentili e supportavi l’uno con l’altro in modi non comuni per la norma sociale maschile. Di fatto mi chiedo se il chiudersi in se stessi degli adulti nello spettro sia un mezzo emotivamente necessario. Se sentono il dolore degli altri così acutamente, e oltre a questo spesso mancano delle abilità sociali necessarie per poter esprimere il conforto necessario, che altro possono fare? Il chiudersi in se stessi ed il distanziarsi diventano più che stili relazionali, diventano mezzi per sopravvivere.
Immaginate l’adolescente asperger che viene a casa dopo scuola e percepisce i genitori arrabbiati l’uno con l’altro. Dato che è sensibile, sa che c’è qualcosa che non va. Il suo corpo è in allerta e vuole aiutare. Essendo empatico vorrebbe offrire conforto. Tuttavia, essendo intelligente e avendo imparato dall’esperienza, sa che storicamente ha detto più volte la cosa “sbagliata” in queste situazioni, peggiorando il tutto. Logicamente decide che la cosa migliore da fare è chiudersi in camera e legger un libro. I genitori interpretano questo come egoismo e ritengono che gli importi solo di se stesso. Gli adulti nello spettro spesso provano una profonda empatia, ma sentire profondamente e mancare dei mezzi per esprimerlo causa più ferite di quante possano essere tollerate. Il chiudersi in se stessi gli da conforto, però sostiene l’immagine di non-empatici. L’”empatia autistica” è un sentimento forte e lascia l’adulto senza mezzi per poter controllare la quantità di emozioni che sta provando e che sente così profondamente. Il nostro lavoro nel relazionarci con loro sta nel guardare al di là dello schermo di calma e indifferenza e nel resistere alla prima reazione di rabbia che avremmo nel notare che reagiscono in maniera così distaccata. I partner che sono in grado di fare questo trovano un mondo di affetto e attaccamento, un mondo che sentono ma che non sono in grado di vedere chiaramente.









Cary Terra, LMFT, è una Terapista di coppia e familiare ed esercita privatamente a Seattle, Washington.
E' specializzata nel lavoro con adulti con sindrome di Asperger, i loro compagni e le loro famiglie.
La potete trovare sul suo sito: terratherapy.org.
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