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Strategie per ridurre il bullismo nei confronti dei bambini con Sindrome di Asperger


Cosa rende i ragazzi Asperger soggetti a bullismo? Cosa possiamo fare per aiutarli?


Autore: Tony Attwood


Traduzione: Chiara Mangione


Articolo originale: Strategies to Reduce the Bullying of Young Children with Asperger Syndrome. Australian Journal of Early Childhood, 29(3), 15.


Il bullismo puó iniziare nei primi anni di scuola. L´articolo descrive per prima cosa il profilo distinto di comportamento e le capacitá dei bambini con Sindrome di Asperger, e perché possano essere piú esposti dei pari a diventarne vittima. Prosegue quindi illustrando una serie di strategie concepite per ridurne frequenza e conseguenze su questi bambini.



Sessant´anni fa Hans Asperger ha descritto un profilo distinto di capacitá e comportamenti nel bambino, che ha chiamato personalitá autistica (Asperger, 1944). Solo nel 1981, un anno dopo la sua morte, l´eponimo Sindrome di Asperger é stato utilizzato per la prima volta da Lorna Wing per descrivere bambini dotati di capacitá intellettive nell´intervallo di normalitá ma con abilitá e comportamenti coerenti con la nostra idea di Disordine dello spettro autistico (Wing, 1981). Attualmente prevale l´opinione che la Sindrome di Asperger non consista in un disordine sostanzialmente diverso dall´autismo, ma ne sia una variante collocata a un´estremitá dello spettro, tra i disturbi autistici piú lievi (Frith, 2004). I criteri diagnostici per la Sindrome di Asperger sono ancora oggetto di sviluppo e valutazione, ma le caratteristiche che illustriamo di seguito si basano sui criteri diagnostici del DSM IV-TR (American Psychiatric Association, 2000), su due revisioni recenti della letteratura di ricerca (Frith, 2004; Volkmar et al., 2004) e sull´esperienza clinica (Attwood, 1998).


Il bambino con Sindrome di Asperger presenta una compromissione qualitativa dell´interazione sociale con le seguenti caratteristiche: incapacitá di sviluppare relazioni con i coetanei adeguate al livello di sviluppo, compromissione nell´uso di comportamenti non verbali come sguardo diretto, espressione del volto e linguaggio corporeo per regolare l´interazione sociale, mancanza di reciprocitá ed empatia sociale ed emotiva, compromissione della capacitá di riconoscere convenzioni e segnali che regolano l´interazione sociale.


Sono anche presenti sottili compromissioni nelle abilitá di comunicazione. Il bambino puó parlare fluentemente ma avere difficoltá con la capacitá di conversare e tendenza a essere pedante, oltre a presentare a volte prosodia inusuale e propensione a interpretare letteralmente i commenti di compagni e adulti. Nel gioco sono tipicamente presenti un interesse predominante e inconsueto per intensitá o concentrazione e notevole ansia di fronte a cambiamenti alle routine attese nella vita quotidiana. Anche se non formalmente inclusi nei criteri diagnostici, possono essere presenti segni di goffaggine motoria (Green et al., 2002) e ipersensibilitá alle esperienze uditive e tattili (Smith-Myles et al., 2000), oltre a problemi con la funzione esecutiva o la capacitá di pianificare, organizzare e monitorare la propria performance (Eisenmajer et al., 1996; Nyden et al., 1999; Ozonoff, South e Miller, 2000; Pennington e Ozonoff, 1996).


Le politiche pubbliche promuovono l´integrazione del bambino con Sindrome di Asperger con i pari, ma all´integrazione é associato un rischio specifico, e cioé la sua propensione a subire bullismo. Il suo inusuale profilo di abilitá, specialmente in ambito sociale, non é rilevato solo da genitori e professionisti, ma risulta molto evidente anche ai compagni: alcuni interagiscono con lui con modalitá "materne" mostrandosi protettivi e gentili, altri come "predatori" animati da intenzioni malevole, che prendono in giro e maltrattano chi considerano un bersaglio ovvio e facile.


Studi e revisioni della letteratura sul bullismo nell´infanzia indicano che frequenza e intensitá degli episodi spiccano particolarmente tra gli 8 e i 14 anni di etá (Nansel et al., 1998; Olweus, 1993; Pepler e Craig, 1999; Rigby, 1996), tuttavia la relazione bullo-vittima comincia a emergere in etá prescolare (Vermande et al., 2000). Questo testo si concentra sulle ragioni del bullismo nei confronti del bambino con Sindrome di Asperger che inizia a manifestarsi in quest´epoca e sulle strategie utilizzabili dalla prima infanzia in poi per tentare di prevenire alcune delle sue conseguenze a lungo termine, che possono avere un impatto psicologico significativo sul bambino tipico (Hay, Payne e Chadwick, 2004) e interessare indubbiamente anche quello con Sindrome di Asperger.


Cos´é il bullismo?


Se si chiede a un gruppo preso a caso di amici, colleghi e bambini di definire il bullismo, le definizioni variano considerevolmente. Quello che per una persona é un esempio di bullismo puó corrispondere all´idea di episodio divertente per un´altra. Disporre di una definizione coerente é importante non solo per la ricerca, ma anche per garantire coerenza a politiche e strategie scolastiche. Il bullismo coinvolge chiaramente una disparitá di potere, l´intenzione di far del male (fisicamente o emotivamente) e un bersaglio in difficoltá. Dopo aver rivisto la letteratura sul bullismo nell´infanzia alla luce della sua vasta conoscenza dei bambini con autismo e Sindrome di Asperger, Gray (2004) lo ha definito come un susseguirsi di azioni negative (verosimilmente associate a un intento negativo) nei confronti di uno o piú individui presi di mira nel tempo, che puó avere luogo come singolo evento in una situazione di disparitá di potere (fisico, verbale, sociale e/o emotivo) nell´interazione. Possono anche sussistere differenze contrastanti nella percezione immediata o differita dell´individuo/i coinvolto.


Nel corso dell´infanzia la natura del bullismo cambia. Nei bambini dai 4 ai 9 anni domina la forma dell´aggressione fisica nei confronti di compagni dello stesso sesso, mentre negli anni della scuola superiore si assiste a un incremento di quello verbale ed emotivo, specialmente tra le femmine (Hay, Payne e Chadwick, 2004). L´atto di bullismo é piú comune in alcuni ambiti scolastici, in particolare nei corridoi, sui mezzi di trasporto da e per la scuola e lungo il tragitto da e verso casa, nei momenti dedicati allo sport e nei luoghi dove é meno probabile un adulto lo rilevi. Puó anche essere commesso nei pressi dell´abitazione del bambino da figli dei vicini, amici di famiglia e parenti. Di solito ha luogo di fronte a un gruppo di compagni che assiste od osserva e puó assumere un´ampia varietá di forme. Le piú comuni sono scontro e intimidazione fisica, danneggiamento e distruzione di beni personali, gesti o commenti offensivi. Se un adulto commettesse un atto del genere subirebbe una condanna penale per aggressione o sarebbe richiamato dal datore di lavoro, oppure licenziato, per atti intimidatori.


Esistono altri tipi di bullismo, forse piú sottili ma altrettanto devastanti negli effetti. Si puó rubare qualcosa che appartiene al bambino e tormentarlo quando tenta di recuperarlo, oppure diffondere pettegolezzi malevoli e fare commenti umilianti o gesti osceni. Altre forme sono il rifiuto da parte dei pari e l´esclusione sociale, per esempio non accettare nel gruppo al momento dei pasti, non rispondere alle domande, scegliere intenzionalmente per ultimo in un gioco o in una squadra, non invitare a un evento sociale. Esistono anche forme subite dal bambino ma messe in atto da un adulto. Puó essere il caso del parente o dell´amico di famiglia che si diverte a prendere in giro o a fare brutti scherzi, ma anche del bullismo didattico da parte dell´insegnante. In questo caso la definizione é appropriata quando si utilizza una posizione di autoritá per ridicolizzare e umiliare, si risponde con sarcasmo, si é esageratamente critici o punitivi oppure si utilizzano espressioni del volto screditanti o che segnalano non accettazione (come lo sguardo che "dice" alla classe "penso anch´io che é stupido"). Azioni come queste possono creare un modello di comportamento e dare il benestare ad atti dello stesso genere compiuti dai compagni di classe nei confronti del bambino che li ha subiti da parte dell´adulto.


Alcune forme di bullismo sono relativamente rare nella popolazione scolastica generale, ma l´esperienza clinica suggerisce che possono essere piú comuni quando a esserne vittima é un bambino con Sindrome di Asperger, spesso socialmente ingenuo, fiducioso e ansioso di appartenere al gruppo. Un compagno puó suggerire qualcosa di socialmente bizzarro o inappropriato e, a causa della natura della Sindrome, la vittima puó non riconoscerne significato, contesto, segnali e conseguenze sociali. È il caso per esempio di una bambina alunna di un´austera scuola cattolica. Un compagno le ha suggerito di alzare la mano in classe e di porre all´insegnante (una suora) una domanda alquanto inappropriata e oscena. Inconsapevole del significato e di essere stata "fregata", la piccola ha posto la domanda e per punizione é stata espulsa dalla scuola.


Un altro atto di bullismo consiste nel tormentare il compagno con Sindrome di Asperger (accertandosi che gli insegnanti non notino la provocazione) per trarre vantaggio dalla sua reazione. Il bambino puó reagire d´impulso, senza pensare alle conseguenze. Nella stessa situazione, un altro valuterebbe di rispondere in un secondo tempo per non essere "beccato" oppure saprebbe come rispondere in quel contesto. Nel suo caso invece, se ricambia rabbiosamente dopo aver subito un atto del genere compiuto di soppiatto, magari procurando danni a persone o cose, ad apparire vittima innocente ottenendo riparazione dall´adulto responsabile é l´"operatore" nascosto. Questo genere di provocazione puó essere utilizzato anche per distrarre l´insegnante in modo da evitare attivitá in classe e verifiche. Mentre l´autore esaminava le circostanze relative a una serie di gravi episodi innescati in classe da un bambino con Sindrome di Asperger, un compagno ha dichiarato che erano gli altri a incoraggiare le sue esplosioni emotive, perché in quel modo avrebbero evitato la verifica, visto che l´insegnante si sarebbe preoccupato di portare lui dal dirigente scolastico per farlo punire.


L´ingenuitá sociale del bambino con Sindrome di Asperger puó portare a una forma inusuale di bullismo, che Gray (2004) ha definito a doppio taglio, in cui il bambino che ha intenzione di comportarsi da bullo puó apparire amichevole, mentre commette azioni che certamente non lo sono. Ne fornisce un esempio Luke Jackson, bambino con Sindrome di Asperger (Jackson, 2002), raccontando di essere stato avvicinato da un compagno con gesti e parole apparentemente amichevoli, mentre un complice si accucciava a carponi immediatamente dietro di lui. L´"amico" lo ha spinto in modo che cascasse all´indietro sul complice e non potendo evitare di cadere, Luke ha battuto la testa sul cemento ricavandone una commozione cerebrale.


Perché é piú probabile che il bambino con Sindrome di Asperger sia un bersaglio?


Secondo uno studio sui bambini tipici la vittima di bullismo puó essere passiva o proattiva (Voors, 2000). Nel primo caso si tratta di solito di un bambino fisicamente piú debole, che manifesta segni di ansietá, bassa autostima ed evidente insicurezza. È timido, tende a dedicarsi a occupazioni solitarie e, pur dotato di capacitá scolastiche, puó non riuscire negli sport o non disporre di una rete estesa di amici. Tende anche a essere passivo nella risposta agli atti di bullismo, é piú incline a cedere denaro, cibo e oggetti di proprietá, e meno propenso a reagire rabbiosamente o a ricevere l´appoggio dei compagni: potrebbe essere una descrizione delle caratteristiche della personalitá e delle abilitá "passive" di alcuni bambini con Sindrome di Asperger.


Anche la vittima proattiva ha difficoltá nelle abilitá relative all´amicizia e, diversamente da quanto avviene a quella passiva, la sua capacitá e maturitá sociale appare per certi aspetti irritante o provocatoria sia ai compagni sia agli adulti. Non sapendo come leggere una situazione sociale o come partecipare con reciprocitá puó essere socialmente impacciato. Puó non sapere come unirsi a un gruppo di compagni e fare affidamento su comportamenti inappropriati come la lotta, essere "affamato d´attenzione" o dominante e non rendersi conto di quando é il momento di fermarsi. I compagni possono reagire con "se l´é meritato" o "era l´unico modo per fermarlo". Il profilo del bambino tipico vittima proattiva é applicabile anche ad alcuni bambini con Sindrome di Asperger.


Pertanto, per via del loro profilo di comportamento e abilitá, ci si puó aspettare che i bambini con Sindrome di Asperger subiscano bullismo piú frequentemente rispetto ai compagni. Uno studio recente sulla prevalenza e frequenza del fenomeno in un campione di piú di 400 bambini con Sindrome di Asperger, di etá compresa tra i 4 e i 17 anni, ha rilevato un´incidenza riportata almeno quattro volte piú elevata che nei pari (Little, 2002). Piú del 90% delle madri di bambini con Sindrome di Asperger che hanno completato il questionario ha riferito che nel corso dell´anno precedente il figlio aveva subito qualche forma di bullismo. Il pattern é diverso rispetto alla popolazione generale: il livello di rifiuto sociale é superiore al previsto e in etá adolescenziale un ragazzo su dieci con Sindrome di Asperger é stato vittima di aggressione di gruppo da parte di compagni. Un´altra forma di bullismo rilevata dall´indagine in misura maggiore rispetto a quanto vissuto dai compagni, é l´attacco non sessuale ai genitali nei maschi. In ogni caso, questo studio di prevalenza di Little potrebbe stimare in modo prudente le situazioni di bullismo, perché la vittima puó essere riluttante a riportare ai genitori di aver subito atti del genere (Hay, Payne e Chadwick, 2004).


Un´altra ragione per cui il bambino con Sindrome di Asperger é piú incline a subire atti di bullismo é che spesso nell´area di gioco ricerca attivamente tranquillitá e solitudine: stare da soli non dovrebbe essere percepito come sentirsi soli. Il bambino con Asperger puó essere capace di cavarsela bene di fronte alle richieste sociali della classe, ma puó acquisire le sue abilitá sociali grazie a uno sforzo intellettuale anziché all´intuizione. Quando la scuola finisce é mentalmente esausto. Fonte di ulteriore sfinimento é il tentativo di mantenere un controllo emotivo e di affrontare i cambiamenti nella routine e negli aspetti del mondo sensoriale, come i rumori in classe e nell´area di gioco. Sono solitudine e tranquillitá a ripristinare la sua energia mentale e stabilitá emotiva, al contrario di quanto avviene per il bambino tipico, che nell´area di gioco trova ristoro nell´essere rumoroso, attivo e socievole. Sfortunatamente, una delle caratteristiche primarie della vittima di bullismo é proprio lo stare da solo. Isolandosi dai compagni di gioco per ritrovare energia, il bambino con Sindrome di Asperger si colloca in una circostanza che fa di lui un potenziale bersaglio.


Il bambino con Sindrome di Asperger é piú probabilmente un bersaglio anche perché i compagni lo considerano ingenuo, credulone, di basso status, "povero" nella valuta dello status sociale e dell´amicizia. Non é "in gamba", "tosto" o popolare ed é considerato "debole", con pochi amici pronti ad accorrere in sua difesa. Un bambino con Sindrome di Asperger con cui l´autore ha discusso di bullismo e amicizia ha affermato di avere un amico a scuola, che non poteva peró esprimere la sua amicizia e sostenerlo perché se lo avesse fatto si sarebbe trasformato a sua volta in bersaglio.


L´esperienza clinica suggerisce che il bambino con Sindrome di Asperger puó avere difficoltá negli aspetti relativi alla caratterizzazione ovvero nella capacitá identificare il tipo di personalitá e le abilitá dei compagni. Quando é molto piccolo ha problemi a distinguere i "buoni" dai "cattivi". Gli altri bambini sanno istintivamente quali compagni sono da evitare e se ci si debba fidare o meno di qualcuno, mentre in mancanza di questo "radar" e sistema di identificazione lui puó non evitare chi é noto per prese in giro e prepotenze.


Chi compie piú probabilmente atti di bullismo?


Sappiamo che circa il 5% dei bambini compie atti di bullismo e che circa il 10% li subisce (Nansel et al., 1998). Chi é prepotente con gli altri puó essere notevolmente astuto nell´individuare potenziali debolezze e argomenti delicati per la vittima, ma perché scegliere un comportamento del genere? Abbiamo individuato una serie di ragioni per cui si puó commettere un atto di bullismo. Se si chiede a un gruppo di bambini perché succeda, alcune ragioni sono: sentirsi meglio, spaventare gli altri, godere di maggior potere o controllo, essere in gamba e ottenere quello che si vuole (Gray, 2004). La ricerca suggerisce che il bullo ha bisogno di avere il controllo, manca di empatia per la vittima e tende a sfidare l´autoritá. A volte la motivazione é creare autostima attraverso l´esercizio di potere e di un´autoritá malevola sui compagni. Essendo meno capace di fare amicizia normalmente, puó crearsi un entourage di compagni timorosi in sostituzione degli amici veri. Un´altra motivazione é diventare popolare come comico: l´intenzione é far ridere il "pubblico", proprio come c´é chi ride del disagio e dell´imbarazzo dei protagonisti dei filmati di programmi televisivi come Funniest Home Videos [NdT: equivale al nostro Paperissima].


Segni che il bambino subisce bullismo


Il bambino con Sindrome di Asperger ha numerosi problemi a riportare di subire atti di bullismo. Le sue capacitá di Teoria della mente sono ridotte, cioé rispetto ai compagni ha difficoltá a determinare quali siano pensieri e intenzioni degli altri (Attwood, 2004; Baron-Cohen, 1995). Puó non sapere intuitivamente che gli atti di un altro bambino sono un esempio di bullismo. In alcuni casi puó considerare un comportamento del genere come un gioco tipico e arrivare ad accettarlo come un altro disorientante modo di fare dei compagni.


Gli altri bambini possono avere maggiore familiaritá con i vantaggi del raccontare a qualcuno i propri problemi pratici, sociali ed emotivi. Il bambino con Sindrome di Asperger tende a risolvere i problemi intellettuali e sociali per conto proprio e puó non considerare automaticamente il fatto di chiedere guida e aiuto ad altri come una soluzione al problema di subire bullismo. Il suo modo di pensare si potrebbe definire a "binario unico", con relativa mancanza della flessibilitá cognitiva necessaria per valutare risposte alternative. È molto meno probabile che questa popolazione parli o chieda consiglio e aiuto ad amici e adulti. L´adulto puó rendersi conto che il bambino subisce bullismo servendosi di forme di prova diverse rispetto al fatto che lui ne parli. Puó trattarsi di prove fisiche, come oggetti personali persi o danneggiati e vestiti strappati, o mediche, nella forma di lividi e ferite. Puó esserci qualche segnale psicologico in termini di aumento dell´ansia, che influenza il sistema gastrointestinale con dolori di stomaco e altri disturbi correlati allo stress, cosí come problemi del sonno, riluttanza ad andare a scuola ed evitamento di determinate zone. L´autore ha anche rilevato che spesso bambini con Sindrome di Asperger inviati in cura per depressione clinica, in alcuni casi di soli sei anni, avevano vissuto frequenti situazioni di bullismo e che questo era uno dei fattori ad aver maggiormente contribuito a tale condizione. Inoltre, il bambino con Sindrome di Asperger puó reagire violentemente al fatto di subire bullismo e questo puó concorrere ai problemi di gestione della rabbia in generale. L´autore ha identificato altri elementi che segnalano che il bambino sta subendo atti di bullismo. Puó esserci un cambiamento nell´interesse speciale, che da argomenti relativamente innocui come veicoli e insetti passa a riguardare armi, arti marziali e film violenti. Anche i disegni possono esprimere violenza, rappresaglia e vendetta. A casa, mentre gioca con i fratelli piú piccoli il bambino puó anche imitare le azioni di chi lo maltratta, senza tuttavia essere necessariamente consapevole che si tratta di un comportamento inaccettabile: imita semplicemente un modo di fare di cui ha fatto esperienza nell´interazione con i pari.


Gli effetti del bullismo sui bambini con Sindrome di Asperger


La vittima di bullismo corre rischi molto maggiori di manifestare bassa autostima, aumento dei livelli di ansia e depressione, inferiore rendimento scolastico e crescita dell´isolamento sociale (Hodges, Malone e Perry, 1997; Ladd e Ladd, 1998; Olweus, 1992; Slee, 1995). Nella popolazione tipica le conseguenze psicologiche del bullismo possono perdurare per piú di 10 anni (Olweus, 1992). A causa dei limitati meccanismi di coping di cui dispone, il bambino con Sindrome di Asperger é piú esposto a conseguenze di questo genere, che quindi probabilmente persisteranno piú a lungo. Tuttavia, questa specifica popolazione puó incorrere in effetti di altro genere.


A volte il gioco degli altri bambini coinvolge prese in giro e disagio fisico, ma con intenzioni amichevoli: si gioca a "fare la lotta" e si scherza con l´intento di condividere il divertimento. Quando entrambe le parti lo gradiscono non si tratta di bullismo, ma il bambino con Sindrome di Asperger ha difficoltá a distinguere tra un atto amichevole del genere e il fatto di subire una prepotenza. Gli altri bambini possono diventare rapidamente restii a interagire con un compagno che ci mette molto poco a presumere cattive intenzioni. Il bambino con Sindrome di Asperger puó percepire un´intenzione di far del male in un atto accidentale come sbattere addosso inciampando in una piastrella sbeccata. Gli altri si renderebbero conto che si tratta di un´azione inevitabile, visto che il tipo del bambino che si fa spesso male non é noto per compiere atti di cattiveria, e considererebbero il suo evidente rimorso e le sue scuse segno di intenzioni non malevole. Questi segnali possono non essere immediatamente evidenti al bambino con Sindrome di Asperger, la cui reazione puó essere contrattaccare fisicamente o riportare un atto di bullismo: "Mi ha fatto male, quindi ha fatto apposta".


Se subire bullismo é percepito come un´esperienza aversiva, ci sarebbe da presumere che il bambino eviti di conseguenza quel genere di situazione. Per quello con Sindrome di Asperger non é sempre cosí. Nella sua autobiografia, la svedese Gunilla Gerland descrive un inusuale fenomeno tipico di alcuni di questi bambini:


Nell´area di gioco c´erano un sacco di maschi piú grandi di me. Durante l´intervallo alcuni sono venuti da me e mi hanno detto che mi avrebbero picchiata. "Ti pesteremo una volta al giorno", hanno dichiarato.


Io ho pensato che fosse una regola strana, ma mi sono adeguata. La scuola era piena di cose che non arrivavo a capire e a cui mi dovevo semplicemente conformare. Quei bambini mi hanno detto di andare con loro nei bagni, giú nel seminterrato a cui si accedeva direttamente dall´area di gioco. Lí dentro ho ricevuto un pugno nello stomaco ogni giorno, anche se uno soltanto. Forse non ero un granché divertente da picchiare, perché la mia soglia del dolore era molto elevata, e anche se mi faceva male non facevo mai vedere cosa sentivo. Non sapevo cosa si dovesse fare. Mi hanno picchiato tutti i giorni fino a quando improvvisamente qualcuno lo ha detto all´insegnante. A me non ha fatto piacere, lei non c´entrava niente, ho pensato che fosse offensivo. A quel punto é diventato molto chiaro che ero stata ingannata in qualche modo, cosí mi sono sentita stupida. Non ero forse io stessa ad andare a cercarli, casomai qualche giorno si fossero dimenticati di picchiarmi? Io pensavo che era cosí che doveva andare (Gerland 1996, p. 92).


Nell´esperienza clinica dell´autore, quando la vittima é un bambino con Sindrome di Asperger i commenti utilizzati piú spesso come atto di bullismo o abuso verbale sono "stupido", "matto" e "finocchio", epiteti offensivi che si possono osservare nelle interazioni tra compagni di etá inferiore agli otto anni. Il bambino con Sindrome di Asperger considera la capacitá intellettuale un suo punto di forza, che puó essere una forma costruttiva di compensazione per la bassa autostima derivata dalla mancata riuscita nelle situazioni sociali. Essere chiamato "stupido" é per lui un insulto significativo, probabile fonte di considerevole stress. Anche sentirsi dare del "matto" puó essere considerato un´offesa degna di nota e nello specifico puó finire per portare un bambino piú grande a dubitare realmente della propria sanitá mentale, specialmente se deve vedere psicologi e psichiatri e prendere medicine. Gli effetti a lungo termine sull´autostima possono essere veramente profondi. Purtroppo, nella scuola di oggi essere definiti "gay" é considerato un insulto. Alcuni bambini con Sindrome di Asperger possono considerare autentica la descrizione, specialmente se ripetuta spesso e da diversi compagni, quindi di poter essere omosessuali. Per il bambino con Sindrome di Asperger, dunque, pochi commenti malevoli possono avere implicazioni permanenti.


Talvolta il bullismo é talmente grave per frequenza e intensitá che andando a scuola il bambino con Sindrome di Asperger sente di entrare in una zona di guerra, dove potrá probabilmente cadere in "imboscate" in qualunque momento della giornata, in mancanza peró di qualunque addestramento al "combattimento" o del sostegno di altri "soldati". Di fatto l´autore sa di un adulto con Sindrome di Asperger che all´etá di 19 anni si é arruolato, vivendo un´esperienza di combattimento attivo in Vietnam: l´uomo ha dichiarato che l´esperienza nel campo giochi a scuola era stata per lui peggiore della guerra nella giungla, visto che nell´esercito australiano perlomeno aveva potuto contare su compagni, addestramento all´autodifesa e supporto tattico. Essere vittima di atti estremi di bullismo nell´infanzia puó portare a manifestare i segni clinici del Disturbo da stress post-traumatico.


L´autore ha discusso di episodi di bullismo nell´infanzia con adulti con Sindrome di Asperger. Queste persone hanno notevoli difficoltá a capire perché ne sono state vittima cosí spesso e le motivazioni dei bambini che li tormentavano. Il loro modo principale per capire "perché?" consiste nel riprodurre ripetutamente la scena nei propri pensieri, esperienza che puó essere quotidiana anche quando gli episodi hanno avuto luogo decenni addietro. Ripetendo l´evento nella mente, si rivivono anche le emozioni. L´adulto con Sindrome di Asperger puó richiedere un notevole impegno psicoterapeutico per superare traumi profondi e radicati provocati dal fatto di essere stato oggetto di bullismo persistente e spesso iniziato nella prima infanzia. Non riesce facilmente a perdonare e dimenticare fino a quando non capisce perché.


Strategie per ridurre la frequenza degli episodi di bullismo


Per ridurre la frequenza degli episodi di bullismo é essenziale un approccio di squadra che coinvolga vittima, amministrazione scolastica, insegnanti, professionisti della prima infanzia, genitori, psicologi, altri bambini e il bambino che compie gli atti (Gray, 2004; Heinrichs, 2003; Olweus, 1993). Punto di partenza é probabilmente esaminare e cambiare, se necessario, politiche professionali, conoscenze e atteggiamenti degli adulti che si occupano del bambino nell´ambiente della prima infanzia, della classe o del gioco con i pari.


È essenziale che ambienti della prima infanzia e scuola sviluppino e implementino un codice di condotta che definisca specificamente cosa é il bullismo e come fermarlo. Dovrebbe trattarsi di una descrizione ampia, non ristretta ad atti di intimidazione e lesioni. È necessaria una formazione dello staff; consenso e coerenza tra i membri sono fondamentali per determinare quali atti siano da considerare bullismo e quali le conseguenze del caso. La prima fase di un programma di riduzione del bullismo é un piano di formazione continua dello personale, che deve essere istruito su come vigilare sulle situazioni in cui é piú probabile che gli episodi si verifichino, come reagire e come seguire e incoraggiare in modo appropriato.


Il concetto di giustizia é estremamente importante. Prima di considerare la gravitá della "colpa" o della responsabilitá, é necessario valutare con calma e obiettivitá tutti i fatti, per investigare imparzialmente. La gravitá della lesione o del danno non dovrebbe essere considerata unica misura della gravitá della responsabilitá e delle conseguenze. Il bambino con Sindrome di Asperger puó aver subito molti atti di bullismo durante la giornata reagendo alla fine con un atto di aggressione fisica, che pur essendo grave é a volte l´unico mezzo a lui noto per porre fine a episodi del genere. Se l´ambiente educativo prevede conseguenze per l´aggressione fisica, allora il bambino con Sindrome di Asperger le deve sperimentare. Tuttavia, é opinione dell´autore che chi lo ha tormentato facendo precipitare l´atto di aggressione debba ricevere la stessa punizione, che dovrebbe essere coerente con il concetto di giustizia equa, la nozione di responsabilitá morale per gli atti altrui e il sistema giudiziario penale degli adulti. Se il bambino con Sindrome di Asperger non sente che é stata fatta giustizia, potrebbe farsela da solo per cercare vendetta e usare l´"occhio per occhio" come strategia di risoluzione del conflitto, con l´intento di infliggere un disagio equivalente.


Gray (2004) raccomanda di creare una mappa del mondo del bambino individuando i luoghi in cui é vulnerabile oppure al sicuro dagli atti di bullismo. Lo staff, bene informato su come monitorare e prevenire questi episodi, puó poi sottoporre certe aree a maggiore supervisione e creare una maggiore quantitá di zone sicure. Uno dei problemi dei programmi di prevenzione che si affidano principalmente alla sorveglianza da parte del personale é che gli atti di bullismo di solito avvengono di nascosto, con solo un 15% circa osservato dall´insegnante in classe e soltanto un 5% nell´area di gioco (Pepler e Craig, 1999). Tuttavia gli altri bambini spesso assistono, ed é necessario coinvolgerli nella soluzione.


Il codice di condotta sul bullismo nella scuola e negli ambienti della prima infanzia dovrebbe prevedere la consultazione e il contributo dei bambini che frequentano quegli ambienti, in modo appropriato all´etá. Si dovrebbero tenere regolari conversazioni e incontri di revisione del codice di condotta e di episodi e strategie specifici. Anche i bambini possono aver bisogno di un programma o di un curriculum proprio sugli atti di bullismo, che puó comprendere informazioni sulle conseguenze a lungo termine per chi li commette e per le sue vittime. A chi é noto per atti di prepotenza nei confronti degli altri é necessario ricordare le conseguenze a breve termine del codice di condotta adottato e le punizioni, insieme agli effetti a lungo termine sulla capacitá di crearsi amicizie e sulla riuscita nel lavoro, mettendo in guardia rispetto al rischio di sviluppare disturbi psicologici e alla maggiore possibilitá di commettere reati penali. È necessario incoraggiare la maggioranza "silenziosa" dei bambini, non coinvolta né come esecutore né come vittima, ad andare in aiuto sia di chi subisce bullismo, sia di chi lo commette.


Per ridurre il numero degli episodi saranno necessarie specifiche strategie e incoraggiamenti per gli spettatori, che generalmente trovano inquietante assistere a episodi del genere (Pepler e Craig, 1999). Le reazioni precedenti possono comprendere sollievo per il fatto di non essere la vittima, immobilizzazione provocata dalla paura di trasformarsi a propria volta in bersaglio in caso si intervenisse, senso di responsabilitá diluito dall´appartenere al gruppo di maggioranza, incertezza sul da farsi, essere stati consigliati di non intervenire, codice del silenzio e pressione dei pari a non riferire quanto sta succedendo. Sfortunatamente, alcuni spettatori possono considerare l´evento divertente o meritato dalla vittima, incoraggiando apertamente l´esecutore a commettere bullismo.


È necessario incoraggiare e autorizzare la maggioranza silenziosa a intervenire. Ai bambini si puó insegnare ad affermare con chiarezza che quanto succede é sbagliato, che deve cessare e che se non cessa sará riferito. Questo puó significare mettersi tra il bambino che commette l´atto di bullismo e la sua vittima. Nella maggioranza silenziosa ci sono bambini dotati di elevato status sociale, forte senso della giustizia sociale e naturale assertivitá, che si possono incoraggiare personalmente e rivelarsi estremamente efficaci quando intervengono per fermare l´atto di bullismo. Il loro elevato status sociale puó anche incoraggiarne altri a esprimere la propria disapprovazione.


A parere dell´autore, il codice di condotta per i bambini dovrebbe prevedere un encomio in caso di intervento positivo di chi assiste e viceversa qualche conseguenza per l´inazione di chi assiste senza provare a intervenire, permettendo indirettamente che l´evento si verifichi. È necessario prevedere una responsabilitá di gruppo piú per gli atti di omissione che per quelli di commissione: in altre parole, conseguenze per quello che non hanno fatto.


Il professionista della prima infanzia puó incoraggiare un sistema di "compagni fidati" reclutati nel gruppo dei bambini di elevato status dotati di coscienza sociale. Il loro ruolo é monitorare la situazione di quello con Sindrome di Asperger per riportare in privato qualunque incidente, incoraggiare la vittima a riferire l´evento e segnalare che la situazione non é divertente e il bullismo non meritato. Bambini come questi hanno maggiore facilitá a distinguere un atto amichevole da uno che non lo é, e a trovarsi in situazioni che per gli adulti sono difficili da sorvegliare. Nella sua autobiografia, Holliday Willey (1999) descrive un esempio verificatosi naturalmente con l´amico Craig, incontrato per la prima volta a soli sei anni di etá:


Mi meraviglia che i miei pari tollerassero me e le mie particolaritá. A essere sinceri avrebbero anche potuto non farlo, non fosse stato per un mio carissimo amico di nome Craig. Era molto sveglio, divertente e benvoluto. Con lui al mio fianco mi é stato attribuito all´istante uno status elevato all´interno del gruppo e al di fuori. Era mio amico praticamente da sempre, e negli anni é diventato quasi un mio guardiano.


Dimostrava sostegno nei miei confronti in modi sottili ed espliciti, tenendomi il posto a pranzo, entrando in classe con me o venendomi a prendere per portarmi a una festa. Balzava in mio soccorso ancor prima che mi rendessi conto di averne bisogno (Holliday Willey, 1999, p. 34).


In ogni ambiente c´é un potenziale Craig, ruolo a volte ricoperto nell´area di gioco da un fratello del bambino con Sindrome di Asperger. Quando un vero amico o un parente offre un appoggio del genere, la sua protezione dovrebbe essere riconosciuta e incoraggiata.


Il bambino vittima di bullismo puó provare a utilizzare delle strategie per evitare situazioni di potenziale vulnerabilitá. Sfortunatamente, quello con Sindrome di Asperger puó tentare di trovare rifugio in un luogo socialmente isolato, che puó poi peró rivelarsi la situazione di maggiore pericolo e vulnerabilitá. Luke Jackson, adolescente con Sindrome di Asperger, dá qualche consiglio:


Un giorno le cose sono diventate troppo da sopportare. Avevo tentato di nascondermi negli spogliatoi lontano dai miei aguzzini - magari avessi scritto il mio libro a quei tempi, mi sarei reso conto che nascondersi era la cosa peggiore da fare. Quei due ragazzi (farabutti) mi hanno trovato e hanno iniziato a giocare con me un po´ come il gatto col topo (p. 137).


Durante l´intervallo non mettetevi da qualche parte in un angolo tranquillo. Tentate di stare in un luogo sicuro come la biblioteca. So che pare strano, ma é quando si é convinti di essere nascosti che diventa piú probabile essere scovati e maltrattati. I bambini AS non sono bravi a capire come pensano le altre persone. La cosa migliore é restare con il vostro amico se ne avete uno o perlomeno in un posto dove ci sia un sacco di gente in giro (p. 151).


La sicurezza sta nei numeri: la protezione sta nell´essere un pesce in un branco accerchiato dagli squali. Il posto migliore per "nascondersi" é in un gruppo di bambini o perlomeno vicino a loro. Di conseguenza, quando il predatore si avvicina a un potenziale obiettivo, é importante che il bambino con Sindrome di Asperger sia accolto all´interno o vicino a un gruppo di compagni. È necessario che quell´accoglimento sia compreso nel codice di condotta della classe di fronte al bullismo. Altre opzioni possono essere fornire attivitá in una classe sorvegliata durante l´intervallo, come un club di scacchi, o la possibilitá durante l´intervallo di incontrarsi nell´area di gioco con un maestro che guida un gruppo di piccoli scienziati, il cui progetto puó essere registrare dati meteorologici o condurre indagini su piante e insetti.


Alcune raccomandazioni riguardano cosa fare quando si é la vittima. Il consiglio di ignorare parole e azioni del bullo non funziona. Ignorare l´atto di bullismo come mezzo per prevenirlo é un mito che gli adulti non devono perpetuare. Il bambino deve rispondere, ma cosa dovrebbe dire o fare? Il consiglio generale per quello con Sindrome di Asperger é di tentare di restare calmo, conservare la stima di sé e rispondere in modo assertivo e costruttivo. Anche se per lui é difficile, per mantenere l´autocontrollo si possono utilizzare strategie di self-talk. È necessario che chi é bersagliato sappia di non essere in torto, di non meritare quei commenti e quelle azioni, e che é chi commette quegli atti a dover cambiare comportamento.


Gray (2004) raccomanda la creazione di una risposta verbale semplice, vera e usata con coerenza. Un esempio puó essere: "Non me lo merito, smettila" o "Non mi piace, smettila".


È consigliabile evitare di raccontare bugie (per esempio "non me ne importa"). Per il bambino con Sindrome di Asperger, noto per la sua riluttanza a mentire e a discutere, farlo sarebbe difficile. Un´altra reazione da evitare é replicare con umorismo. Un bambino con Sindrome di Asperger avrebbe considerevoli difficoltá a essere spiritoso in una situazione del genere. Quando la vittima non é certa se le azioni dell´altro sono amichevoli o no, é necessario che spieghi la propria confusione e le sensazioni che prova. Una risposta puó essere: "Mi stai prendendo in giro da amico oppure no?" e "Quello che fai/dici mi fa sentire (confuso, arrabbiato, ecc.)". È importante che affermi che l´atto di bullismo sará riferito. Il bambino puó essere incoraggiato a provare ad allontanarsi dalla situazione, andando verso un adulto o un gruppo sicuro di compagni.


Esistono anche strategie che possono essere implementate dallo psicologo, consulente scolastico o insegnante di sostegno. La prima fase é analizzare con la vittima perché qualcuno puó commettere un atto di bullismo. Per il bambino con Sindrome di Asperger i pensieri e le motivazioni degli altri non sono ovvi, per difficoltá connaturate alle sue capacitá di Teoria della mente. Puó essere molto confuso su perché qualcuno possa essere cosí sgarbato, perché lui é diventato il bersaglio e cosa ci si aspetta che pensi e faccia. L´autore raccomanda due strategie sviluppate da Gray (1998): le conversazioni a fumetti, che si possono usare per scoprire e spiegare pensieri e sensazioni dei vari partecipanti all´episodio, e le storie sociali, per determinare cosa fare nel caso una circostanza simile si verificasse di nuovo. La conversazione a fumetti consiste nel disegnare un evento o una sequenza di eventi in forma di storyboard (sceneggiatura), con figure stilizzate che raffigurano le varie persone coinvolte e balloon dove rappresentare parole e pensieri dei partecipanti. Il bambino e l´insegnante utilizzano un assortimento di pennarelli colorati, dove ciascun colore rappresenta un´emozione. Man mano che riempiono i balloon, la scelta di colore del bambino indica la sua percezione dell´emozione espressa o intesa. Questo puó fare chiarezza sulla sua intepretazione degli eventi e sulle motivazioni della sua reazione. L´attivitá puó anche aiutarlo a identificare e rettificare eventuali errate percezioni, e a determinare l´effetto di reazioni alternative su pensieri e sensazioni dei partecipanti. Individuate le nuove risposte, il bambino potrá trarre vantaggio dalla capacitá di esercitarsi a utilizzarle attraverso attivitá di gioco di ruolo e dall´essere incoraggiato a riferire quando una particolare strategia si é provata efficace. Puó divertirsi a creare un "album dei vanti" per le nuove reazioni efficaci, specialmente se una gestione riuscita delle situazioni ottiene adeguati encomi e ricompense.


È importante esaminare la gamma delle risposte di cui il bambino si serve al momento, per rinforzare strategie adatte a scoprire insieme risposte nuove. L´autore ha notato che inizialmente il bambino con Sindrome di Asperger vittima di bullismo puó tentare di ignorare l´episodio (cosa che raramente ne previene altri simili) e poi chiedere ripetutamente all´altro di smettere, senza dare peró alcun segnale della sua crescente agitazione. A volte per lui l´unica alternativa di risposta consiste in un atto di violenza, essendosi reso conto che un´azione del genere é efficace per fare cessare un comportamento negli altri. In ogni caso, il compagno che perpetra ripetuti atti di bullismo puó non percepire i tipici segnali di allarme che avvertono che ci si é spinti troppo in lá, perció quando compie l´azione che é la "goccia che fa traboccare il vaso" potrebbe non essere preparato alla ferocia della reazione. In qualche occasione una risposta del genere é esattamente quello che il bullo cerca, per poter apparire vittima virtuosa o manipolare la situazione a suo vantaggio, per esempio evitando una verifica in classe.


Gli psicologi hanno anche inventato il termine "biblioterapia" per descrivere la strategia del bambino oggetto di bullismo che legge racconti adatti alla sua etá dove il personaggio principale subisce atti del genere e reagisce in modo inteso a fare da esempio per il giovane lettore. L´autore e altri specialisti in Sindrome di Asperger raccomandano un´attenta selezione di tutti i materiali di lettura pertinenti all´argomento, perché alcune strategie proposte nel testo potrebbero non essere conformi all´opinione comune sulla prevenzione del problema. Sulla prevenzione del bullismo nelle scuole sono stati pubblicati numerosi programmi e le attivitá che propongono possono essere utilizzate con il bambino con Sindrome di Asperger, ma ne esistono due nuovi rivolti alla scuola e specificamente scritti per aiutare i bambini con questa Sindrome (Gray, 2004; Heinrichs, 2003). Nel prossimo futuro, i genitori e chi si occupa di bambini con Sindrome di Asperger chiederanno alle scuole di implementarli.


I genitori sono figure fondamentali nell´approccio di squadra al contenimento del bullismo ed é necessario che siano consapevoli delle politiche e dei programmi rilevanti nell´ambiente della prima infanzia e che partecipino attivamente all´incoraggiamento di specifiche strategie di risposta. I genitori hanno un ruolo anche nell´incoraggiare il bambino a trovare la sicurezza e la capacitá di comunicare le proprie esperienze di vittima e di parlare con un amico, insegnante, genitore o psicologo. Alcune amministrazioni didattiche hanno anche creato un "telefono amico" sul bullismo per bambini in etá scolastica in cerca di consigli e sostegno. Il genitore puó valutare di iscrivere il figlio a un corso di arti marziali, come fonte di autoprotezione e deterrente per gli atti di bullismo. L´autore raccomanderebbe tuttavia che tale corso si concentri piú su come restare calmi e divincolarsi da specifiche prese e azioni, che su come ferire o mettere l´altro fuori combattimento. Per i genitori puó anche essere utile sapere che secondo la ricerca un semplice cambio di scuola ha scarsi effetti sulla riduzione della probabilitá che il bambino sia vittima di bullismo (Olweus, 1993).


Le strategie funzionano?


Sappiamo che quando si utilizza un approccio di squadra efficace con i bambini tipici si puó assistere a una riduzione del 50% degli episodi di bullismo (Olweus, 1993). Tuttavia, non disponiamo ancora di alcun dato per stabilire se programmi del genere sopra descritto possano ottenere analoghi risultati con i bambini con Sindrome di Asperger. Non possiamo peró permetterci di aspettare fino a quando ricerche del genere saranno condotte. Per una questione di opportunitá e comprensione, professionisti della prima infanzia, insegnanti e psicologi devono implementare per il bambino con Sindrome di Asperger perlomeno alcune delle strategie note per avere successo con quello tipico.


L´autore é spesso colpito dalla stoicitá e dall´ottimismo di alcuni bambini con Sindrome di Asperger vittime di bullismo cronico. Forse le parole conclusive di questo scritto dovrebbero venire da uno di loro. Un bambino ha detto alla madre:


"Mamma, non riesco a distinguere se mi prendono in giro o sono gentili con me, ma un giorno qualcuno vorrá veramente essere mio amico e io voglio essere disponibile."


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