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Sindrome di Asperger: una descrizione clinica
Parte 2/2

Lorna Wing, dal MRC Unità di Psichiatria Sociale, Istituto della Psichiatria, Londra


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Autismo della prima infanzia

Asperger ammise che c´erano molte somiglianze tra la sua sindrome e l’autismo infantile precoce di Kanner. Ciononostante, lui ritenne che fossero diversi perché considerò l’autismo un processo psicotico, e la propria sindrome come un tratto di una personalità stabile. Fin quando il processo psicotico e il tratto della personalità rimarrà definito empiricamente, poco più potrà essere detto sulla loro distintizione.

Van Krevelen (1971) e Wolff & Barlow (1979) furono d´accordo con Asperger che la sua sindrome doveva essere resa differente dall’autismo. Differiscono nella descrizione delle distinte caratteristiche e l´impressione avuta dalla loro documentazione è che, anche se ci sono delle differenze, le sindromi sono più simili che diverse. Le variazioni potrebbero essere spiegate sulla base della gravità dei danneggiamenti, sebbene gli autori citati sopra non sarebbero d´accordo con questa ipotesi. Così il bambino autistico, almeno quando è giovane, è distante ed indifferente agli altri, mentre il bambino con sindrome di Asperger è passivo o fa approcci unilaterali ed impropri. Il primo è muto o ha un linguaggio differito o anormale, mentre il secondo impara a parlare con buona grammatica e vocabolario (sebbene lui possa, da giovane, invertire i pronomi), ma il contenuto del suo discorso è improprio per il contesto sociale e ha problemi nel capire significati complessi. La comunicazione non-verbale è danneggiata severamente in ambo le condizioni. Nell’autismo, nei primi anni, può non esserci l’uso di gesti per comunicare. Nella sindrome di Asperger tende ad esserci un uso improprio dei gesto per accompagnare il discorso. In ambo le condizioni, è caratteristica l’intonazione vocale monotona o particolare. Il bambino autistico sviluppa routine stereotipate, ripetitive che includono oggetti o persone (per esempio, sistemando giocattoli e oggetti familiari negli specifici modelli astratti, o insistendo che tutti in una stanza dovrebbero incrociare la gamba destra sulla sinistra), mentre la persona con sindrome di Asperger è immersa in astrazioni matematiche, o accumula notizie sui suoi interessi speciali. Risposte anormali al contributo sensorio - incluse l´indifferenza, l´angoscia ed il fascino - sono caratteristiche dell’autismo della prima infanzia e formano la base delle teorie dell´incostanza percettiva posta da Ornitz & Ritvo (1968) e della ultraselettiva attenzione suggerita da Lovaas (1971). Queste caratteristiche sono associate con una maggiore gravità dell’handicap, ed abbassano l’età mentale. Non sono descritte come tipiche della sindrome di Asperger, e sono viste nelle persone autistiche più vecchie con quozienti di intelligenza raramente nella norma.

L´unica area nella quale questo tipo di paragone non sembra applicarsi è lo sviluppo motorio. Tipicamente, i bambini autistici tendono ad essere bravi a fare le scale e bilanciarsi da giovani. Quelli con la sindrome di Asperger, d´altro canto, sono notevolmente scoordinati nella postura, nel portamento e nei gesti. Anche questo non può essere un punto particolarmente utile della differenziazione, i bambini che hanno un autismo tipico da giovani tendono a divenire goffi nei movimenti e molto meno attraenti ed aggraziati nell’aspetto durante l´adolescenza (veda DeMyer, 1976 1979 per una discussione sulle abilità motorie in autismo e nelle condizioni para-autistiche).

Bosch (1962) considerò che la sindrome di Asperger e l’autismo fossero varianti della stessa condizione. Questo autore indicò ciò, anche se Asperger e Van Krevelen (1971) elencarono caratteristiche nella storia precoce che pensarono distinguessero le due condizioni, in pratica queste spesso non confluivano in due gruppi abbastanza da giustificare la differenziazione. Il bambino in Appendice N.ro 6 illustra questo problema (veda anche Everard 1980).

Classificazione

Asperger guardò la sindrome da lui descritta come un disturbo della personalità che poteva essere distinto dagli altri tipi delle anormalità della personalità anche se lui riconobbe delle somiglianze con l’autismo della prima infanzia. Wolff & Barlow (1979) ritennero che dovrebbe essere classificata sotto l´intestazione della personalità schizoide. In appoggio a questa vista, Wolff & Chick (1980) fece una rassegna della letteratura nella quale sono descritte le caratteristiche schizoidi. Come discusso sopra, la sindrome può essere messa in questo gruppo, e sarebbe interessante lavorare ulteriormente in questo campo, ma, al momento, la classificazione sotto questa intestazione non ha implicazioni pratiche ed utili. Anche se Wolff & Chick hanno elencato cinque caratteristiche, operativamente definite, che considerano centrali della personalità schizoide, questo termine come generalmente usato, è così vago e maldefinisce un concetto che copre una larga casistica di ritratti clinici oltre alla sindrome di Asperger. Lo scopo dovrebbe essere non allargare, ma disgiungere sotto-gruppi dalla categoria larga e così aumentare la precisione diagnostica. La parola schizoide fu scelta in origine inoltre, per sottolineare la relazione tra la personalità anormale e la schizofrenia. La seconda può capitare in una persona con sindrome di Asperger, ma, come già discusso, non c´è evidenza fissa di un collegamento particolare tra questa sindrome e la schizofrenia, definita severamente. Incorporare tale assunzione non provata nel nome della condizione genera confusione.

Le ragioni delle variazioni di personalità sono così oscure che classificando la sindrome di Asperger sotto questa intestazione non conduce ad alcuna ipotesi controllabile riguardo alla causa, ai fenomeni clinici, alla patologia o alla gestione. Una più limitata, ma più produttiva, prospettiva del problema è considerarlo come una conseguenza del danneggiamento di certi aspetti dello sviluppo conoscitivo e sociale.

Come menzionato sopra, Wing & Gould (1979) produssero un studio epidemiologico di tutti i bambini fisicamente o mentalmente handicappati di un´area di Londra, in un tentativo di identificare tutti quelli con autismo o condizioni para-autistiche, quale che fosse il loro livello dell´intelligenza. I risultati confermarono l´ipotesi seguente. I problemi che colpiscono presto lo sviluppo del bambino tendono a raggrupparsi insieme: vale a dire, l´assenza o il danneggiamento dell’interazione sociale bilaterale; l´assenza o il danneggiamento della comprensione ed uso della lingua, verbale e non-verbale; e l´assenza o il danneggiamento delle vere, flessibili attività immaginative, con la sostituzione di una serie stretta di ricerche ripetitive, stereotipate. Ogni aspetto di questa triade può avvenire con diverso grado di gravità, e in associazione con tutti i livelli dell´intelligenza come misurato con prove standardizzate.

Quando tutti i bambini con questo grappolo di danneggiamenti furono esaminati, fu trovato che pochi assomigliavano alla descrizione data da Asperger ed alcuni avevano l´autismo di Kanner tipico. Un certo numero poteva, provvisoriamente, essere classificato come avere sindromi descritte da autori come De Sanctis (1906, 1908), Earl (1934), Heller (veda Hulse, 1954) e Mahler (1952), anche se le definizioni date da questi scrittori non erano precise abbastanza per una facile identificazione. Il resto aveva caratteristiche di più di una di queste così definite sindromi e in generale, ma insoddisfacente, capeggiava la psicosi della prima infanzia. La giustificazione al riguardo, come da loro riferito, è che tutte le condizioni nelle quali compare la triade di lingua e danneggiamenti sociali, quale che sia il livello di gravità, sono accompagnate da problemi simili che colpiscono le abilità sociali ed intellettuali. Inoltre, individui con la triade di tutti i sintomi richiedono lo stesso genere di approccio educativo strutturato ed organizzato, anche se gli scopi e i conseguimenti dell’istruzione variavano dalla minima cura di sé stessi ad un livello universitario, in dipendenza dalle abilità della persona trattata.

Questa ipotesi non suggerisce che c´è una comune grande eziologia. Questo non è certamente il caso in cui, cause genetiche o o pre -, intra - o post-natali possono condurre allo stesso ritratto clinico aperto (Wing & Gould, 1979). È più probabile che tutte le condizioni nelle quali compare la triade abbiano in comune il danneggiamento di certi aspetti delle funzioni del cervello che sono presumibilmente necessari per l’adeguata interazione sociale, la comunicazione verbale e non-verbale e lo sviluppo immaginativo. È possibile che queste siano tutte sfaccettature di una capacità di costruzione che è l´abilità attiva nel cercare fuori ed avere il gusto dell’esperienza (Ricks & Wing, 1975). Comprendendo in questo l´abilità innata nel riconoscere gli altri esseri umani come distinti dal resto dell´ambiente e con un’importanza speciale. Se questa abilità di base fosse diminuita o assente, gli effetti sullo sviluppo sarebbero profondi, come è il caso in tutte le psicosi della prima infanzia.

L’insieme del materiale clinico può essere suddiviso in molti modi diversi, in dipendenza dallo scopo dell´esercizio, ma nessuna classificazione eziologica è ancora possibile. Sottoraggruppare in fattori come livello dell´intelligenza (Bartak & Rutter, 1976) o grado di danneggiamento dell’interazione sociale (DeMyer, 1976; Wing & Gould, 1979) ha implicazioni pratiche e più utili per l’educazione e la gestione che si basa sulle sindromi di eponimo menzionate sopra.

Alla luce di questa scoperta, ci sono tutte le giustificazioni per identificare la sindrome di Asperger come un´entità separata? Fino a che l´eziologia di tali condizioni è conosciuta, il termine è utile per spiegare i problemi di bambini ed adulti che hanno caratteristiche autistiche, ma che parlano grammaticamente corretti e che non sono tenuti  socialmente a distanza Tali persone rendono perplessi genitori, insegnanti e supervisori di lavoro che spesso non possono credere in una diagnosi di autismo che loro associano a un mutismo e a un totale isolamento sociale. L´uso di un termine diagnostico e il riferimento alle descrizioni cliniche di Asperger aiuta a convincere le persone in oggetto che c´è un vero problema che comporta danneggiamenti sottili, ma importanti, intellettuali, ed ha bisogno di una educazione e gestione accurata.

Finalmente, la relazione tra schizofrenia, sindrome di Asperger, autismo e danneggiamenti simili possono essere riconsiderati. Anche se sono dissimili nelle storie familiari, losviluppo dell’infanzia e il ritratto clinico, ambo i gruppi delle condizioni colpiscono linguaggio, interazione sociale e attività immaginative. L’inizio e la natura dei disturbi è diverso, ma ci sono somiglianze negli eventuali cronici stati del difetto che possono prodursi. Non è sorprendente che l’autismo e la schizofrenia, in passato, siano stati confusi. Un progresso è stato fatto nel disgiungerli ed è importante continuare a migliorare la precisione della diagnosi, nonostante le molte difficoltà incontrate nella pratica clinica.

Gestione ed educazione

Non c´è nessun trattamento noto che abbia effetto sui danni di base della sindrome di Asperger fondamentale, ma l’handicap può essere diminuito da una gestione ed educazione adatta.

Bambini ed adulti con questa sindrome, come tutti quelli con danneggiamenti di linguaggio e sociali, rispondono meglio quando c´è una routine regolare, organizzata. È importante per genitori ed insegnanti riconoscere le difficoltà sottili nella comprensione della lingua astratta, così che loro possano comunicare col bambino in modi che lui possa capire. Il discorso ripetitivo e le abitudini motorie non possono essere eliminate, ma, con tempo e pazienza, possono essere cambiati per renderli più utili e socialmente accettabili. Tecniche di modifica del comportamento usate con bambini autistici possono essere utili se applicate con sensibilità. Comunque, Asperger (1979) espresse riserve considerevoli circa l’uso di questi metodi con bambini con la sua sindrome che sono abbastanza brillanti da essere consapevole di , come Asperger disse,´ valutare la loro libertà.´

L’istruzione è di particolare importanza perché può aiutare a sufficientemente a sviluppare interessi speciali e la competenza generale per permettere l´indipendenza nella vita adulta. L´insegnante deve trovare un compromesso fra lasciare che, da una parte, il bambino segua completamente il proprio volere, e, dall´altra, insistere affiché lui si adatti. Deve assicurarsi anche che non sia stuzzicato ed intimorito dal resto della classe. Non c´è nessun tipo di scuola che sia particolarmente appropriata per quelli con la sindrome di Asperger. Alcuni hanno completato bene gli studi in scuole per bambini normali, mentre altri si sono trovati meglio in scuole per vari generi di handicap. Il progresso istruttivo dipende dalla gravità dei danneggiamenti del bambino, ma anche dalla comprensione e dall´abilità dell´insegnante.

La maggior parte delle persone con la sindrome di Asperger che intraprende una libera professione ha lavori con una routine regolare. Hanno anche datori di lavoro comprensivi e colleghi che sono disposti a tollerare le eccentricità. In molti esempi, il lavoro è stato trovato dai genitori che perseverano nell´avvicinarsi ai datori di lavoro, nonostante tutte le difficoltà.

Trovare la sistemazione di vita adatta presenta anch’essa problemi. Vivere con genitori è la soluzione più facile, ma non può durare per sempre. Ostelli o alloggi con un aiuto domestico sono la risposta più solita. Un’ accorta supervisione può essere necessaria per assicurare che le stanze siano tenute pulite ed ordinate e che i vestiti siano cambiati regolarmente.

Malattie psichiatriche sovrapposte, se esistono, dovrebbero essere trattate appropriatamente. L´angoscia emotiva negli adolescenti ed nei giovani adulti dovuta alla percezione parziale può essere ridotta nell’entità attraverso i consigli di qualcuno che abbia una piena comprensione della sindrome. Tale consiglio consiste principalmente nel chiarimento, la riassicurazione e la discussione di paure e preoccupazioni. Il consigliere deve adottare un semplice e concreto approccio per stare all´interno dei limiti della comprensione del cliente. La psicoanalisi che dipende dall´interpretazione delle associazioni simboliche e complesse non è utile in questa condizione.

I genitori, nei primi anni del loro bambino, di solito sono confusi ed angosciati dal suo comportamento strano. Hanno bisogno di un chiarimento particolareggiato della natura dei suoi problemi per capire ed accettare che lui è handicappato.

Appendice

Casi di studio

Come menzionato sopra, i casi di studio seguenti sono quelli di persone che si sono rivolte a servizi psichiatrici. L´alto successo menzionato da Asperger (1944) non è rappresentato.

Caso l

Questo è un esempio tipico della sindrome.

K.N. prima presentato come un paziente non psichiatrico quando aveva 28 anni, lamentava nervosismo e ombrosità.

Da bambino era sempre placido e sorridente e raramente piangeva. Giaceva nella sua carrozzina per ore, mentre rideva alle foglie sugli alberi. Sua madre ricordava che lui non le indicava le cose da guardare, al contrario di sua sorella. Continuò ad essere quieto e contento come un bambino ai primi passi. Se gli altri bambini prendevano i suoi giocattoli lui non protestava. Iniziò a camminare piuttosto tardi ed era lento nell´acquisire le abilità nella cura personale, sebbene non abbastanza da preoccupare i suoi genitori.

Cominciò a parlare a circa un anno di età. Aveva a questo punto molte parole, ma, dopo aver visto e sentito un incidente automobilistico che lo spaventò, smise di parlare e non ricominciò di nuovo finché non ebbe tre anni. I suoi genitori pensavano che la sua comprensione del discorso fosse normale. K. sviluppò una buon grammatica, sebbene si riferisse a sé stesso nella terza persona fino a 4-5 anni. Lui non è stato mai comunicativo. Anche da adulto lui dà informazioni solamente se è interrogato e poi risponde il più brevemente possibile. La sua espressione facciale e i gesti sono limitati, e la sua voce è monotona.

Da bambino fu legato a sua madre, non si fece mai amici, e fu molto stuzzicato a scuola. Rimane una persona timida e socialmente isolata sebbene gradirebbe essere capace di avere contatti sociali.

K. non aveva movimenti stereotipati, ma è stato sempre mal-coordinato e molto scarso nei giochi. Non penzola le braccia quando cammina. Frequentò una scuola privata e andava bene nelle materie che hanno bisogno di una buona memoria, come storia ed il latino ma sbattè la testa al muro quando divenne necessaria la comprensione delle idee astratte. Fu nell´esercito per un po´ di tempo, ma non gli fu permesso di prendere parte a marce e parate a causa della sua goffaggine e l´inabilità di fare la cosa corretta per la durata corretta. Fu dimesso a causa di queste particolarità.

K. non obiettò a cambiamenti imposti da altri, ma lui era, ed ancora è, ordinato nella sua routine quotidiana e nel sistemare le proprie cose.

Gli piacquero presto in vita sua giocattoli come  autobus, macchine e treni. Ammassò una grande raccolta e subito notava se un solo articolo era andato disperso. Costruiva anche modelli in scatola di montaggio. Da solo, giocò con tali giocattoli finché gli fu permesso di continuare. Non aveva altro gioco e mai con gli altri bambini. L´interesse nel significato del trasporto è rimasto in lui. Nel tempo libero legge libri che riguardano tale soggetto, guarda macchine e treni e viaggia per vedere treni con gli individui entusiasti dei treni. Non ha interesse nella narrativa o alcun altro tipo di non-narrativa.

K. è stato impiegato per molti anni in lavoro di routine ecclesiastico. E’ contento del suo lavoro e del suo hobby, ma è molto triste ed ansioso perché è consapevole della sua inettitudine sociale e gli piacerebbe avere amici e sposarsi. Scrive molte lettere alle rubriche di consigli dei periodici, sperando in un aiuto a questi problemi. La sua preoccupazione su quello che lui chiama la sua ´ombrosità´ finalmente lo fece chiedere aiuto ad uno psichiatra.

Il WAIS diede a K. un IQ nella serie normale ed ottusa, con risultati verbali e non-verbali simili. Lui era particolarmente carente nelle-prove in cui necessiti la comprensione di una sequenza di eventi.

Caso 2

Il secondo caso di studio è anch’esso tipico, ma complicato da depressione severa con inizio nella prima vita adulta.

Mr L.P. fu ammesso ad un ospedale psichiatrico all’età di 24 anni a causa di un tentativo di suicidio. Nacque quattro settimane prematuro ed aveva problemi di alimentazione nella prima settimana o due. Era un facile, placido, piuttosto apatico bambino che raramente pianse. Acquisì le abilità motorie e la cura di sé stesso, ma i suoi genitori compresero più tardi che passò più lentamente di sua sorella queste pietre miliari, sebbene allora non si preoccupassero. Suo padre aveva una premonizione vaga che c´era qualche cosa di storto in L. ma non abbastanza per cercare consiglio.

Non cominciò a parlare finché non aveva tre anni, ma questo fu attribuito al fatto che la famiglia era bilingue. Comunque, al momento in cui  andò a scuola parlava a lungo, comprendendo frasi saccenti che suonavano come se fossero venute dai libri. Tese ad interpretare parole in modo strano. Per esempio, quando sentiva qualcuno descritto come´ indipendente´ lui pensava che questo volesse dire saltare nella profondità (deep end) della piscina. Ancora prende molto seriamente gli scherzi. Faceva più e più volte le stesse domande, nonostante le risposte che gli erano date. Non iniziava o si univa in conversazioni eccetto che per domande ripetitive.

L. rimase placido ed obbediente in tutta la sua infanzia. Iniziava raramente qualche attività, ma aspettava che gli fosse detto cosa fare. Come un bambino piccolo si cullava quando non era occupato. Non aveva fantasia. Andò a scuola normalmente, ma non si univa agli altri bambini e non aveva amici finché non ebbe 14 anni. Poi cominciò a menzionare uno o due compagni e si riferì a loro come amici, ma ha perso i contatti da allora.

Fu intimorito a scuola e lo ricorda come un tempo infelice.

L. ha concepito sempre che le sue cose dovevano essere ordinate e che la routine quotidiana doveva essere seguita precisamente.

Non è bravo nei giochi che hanno bisogno di abilità motorie e nei compiti che richiedono coordinazione mano-occhio. La sua postura e il portamento sono marcatamente strani. La sua faccia ha un´espressione debolmente sconcertata che raramente cambia. Usa grandi, a scatti, impropri gesti per accompagnare il discorso. L´impressione strana che lui ha è esacerbata dal suo vecchio stile nella scelta del vestiario.

L. ha memoria eccellente e questo l’aiutò a superare gli esami in materie che possono essere imparate a memoria. E’ un giocatore molto buono del gioco degli scacchi e gode a partecipare agli incontri. Può leggere bene e può amare libri sulla fisica e la chimica, afferrando che ha memorizzato un gran numero di fatti. E’ interessato particolarmente agli orari. Porta due orologi, uno impostato sull’ora di Greenwich ed uno soll’ora locale, anche quando queste sono le stessei.

Il suo problema notevole è la sua inettitudine sociale. Lui vorrebbe, per esempio continuare a parlare dei suoi soggetti preferiti nonostante i segnali più ovvi di noia nel suo pubblico. Fa commenti impropri spesso piuttosto irrilevanti, in società ed appare goffo ed infantile. E’ dolorosamente consapevole delle sue deficienze, ma non è capace di acquisire le abilità necessarie per l’interazione sociale. Ciononostante, lui è buono e gentile e, se comprende che qualcuno è malato o infelice, è molto comprensivo e fà del suo meglio per aiutare.

Fin da quando ha lasciato la scuola ha avuto un lavoro come impiegato di archivio, e vive in un ostello.

I genitori di L. non cercarono aiuto psichiatrico quando lui era un bambino, ma è stato in contatto con servizi psichiatrici fin dall´adolescenza. Nella prima occasione era agitato a causa delle preoccupazioni sul sesso. Nella seconda era ansioso e soffriva di insonnia a causa di ogni minimo cambiamento nella sua routine di lavoro. Alla terza fu ammesso come degente a seguito di un tentato suicidio, in cui era precipitato a causa della possibilità di una riorganizazzione dell´ufficio dove lavorava. Tentò di affogarsi, ma fallì perché era un buon nuotatore. Tentò poi di strangolarsi, senza successo. Facendo commenti su questo disse ´Il guaio è che non sono una persona molto pratica.´ Al ricovero aveva un aspetto scapigliato, profondamente angosciato e triste. Il suo linguaggio era dolorosamente lento con pause lunghe tra le frasi. Il contenuto era aderente, anche se, nelle risposte alle domande, L. tese ad aggiungere informazioni che erano corrette, e attinenti al soggetto, ma non rilevanti nel contesto. Per esempio, quando gli fu chiesto sulla relazione con suo padre L. disse ´Mio padre ed io andiamo d’accordo. Lui è un uomo a cui piace il giardinaggio.´

L. si biasimò per tutti i suoi problemi, descrivendosi come una persona sgradevole che non poteva piacere e che non poteva maneggiare la propria vita. Disse che aveva sentito persone dire di lui cose come ´L. è stupido´, ´L. è una cattiva persona´, ´L. è un fanatico della chimica.´ Un accurata indagine e la susseguente osservazione mostrò che questi erano malintesi di conversazioni udite per caso e mai capitatete quando L. era da solo. Per i primi due ricoveri, l´agenzia di riferimento diagnosticò un stato di ansia, e per il terzo, schizofrenia. La diagnosi finale era sindrome di Asperger complicata da ansia e depressione (non schizofrenia).

L. ebbe un punteggio medio nella serie WAIS, essendo il suo il suo linguaggio migliore del risultato della sua prestazione, principalmente a causa del suo grande vocabolario.

Caso 3

Il terzo caso di studio è quello di un ragazzo dove l´anormalità fu riconosciuta dall´infanzia.

B.H. ha 10 anni. Nacque con forcipe ed aveva difficoltà respiratorie e cianosi dopo la nascita, rimanendo in cura speciale per due settimane. Era un grande, placido bambino che giaceva senza muoversi per lunghi periodi. Non era ansioso di usare gesti, applaudire o dire ciao. Sua madre era preoccupata per lui dall´inizio, in parte a causa della nascita difficile ed in parte a causa del suo comportamento.

I suoi genitori erano sicuri che rispose ´Sì´ in modo adeguato alle domande a 11 mesi. A circa 14 mesi cominciò a parlare in una scorrevole, ma incomprensibile propria ´lingua´.

Non fece nessuno sforzo per gattonare, ma un giorno, a 17 mesi, si alzò e camminò. Imparò a gattonare dopo.

Trattenne la propria lingua fino a tre anni, quando iniziò chiaramente copiare parole che sentiva, e poi seguitò a sviluppare un discorso comprensibile. La sua comprensione della lingua era sempre nascosta dietro la sua espressione. Dall´età di quattro anni era capace di leggere. I suoi genitori dissero  di non averglielo insegnato loro- presumibilmente lo imparò dalla televisione. All´età di cinque anni sapeva leggere come un bambino di nove anni, ma la sua comprensione era povera.

Nei suoi primi anni, B. rimase quieto e passivo, mostrando poca emozione per ogni cosa. Sembrava preferire una routine regolare, ma non reagì a tutti i cambiamenti. Non stava chiedendo e non diede guai.

B. non sviluppò fantasia e immaginazione all´età solita. All´età di approssimativamente sei anni fu affascinato dal significato di trasporto, lesse tutto su questo ed imparò tutti i termini tecnici. Attuava azioni che coinvolgono macchine, aeroplani e così via, ma mai con gli altri bambini.

Appare goffo e mal-coordinato, ha problemi con bottoni e lacci, e ha paura di salire le scale.

B. frequenta una scuola speciale. Quando fu ammesso inizalmente ignorò gli altri bambini e continuò con le sue preoccupazioni solite. Apparve sbalordito quando l´insegnante indicò che doveva rispettare le sue istruzioni e doveva seguire il resto della classe. Gradualmente cominciò ad andare bene ed a fare approcci sociali ed attivi, sebbene in una maniera ingenua ed impropria. Ha difficoltà nel seguire le regole di qualsiasi gioco.

Parla con uno stile saccente, un accento completamente diverso da quello del suo ambiente locale. Per esempio, si riferì ad un buco nel suo calzino come ´una perdita provvisoria del lavoro a maglia.´ Molte delle sue frasi, come questa, sono citazioni adattate in modo inappropriato dalla televisione o da libri.

B. ora è consapevole e sensibile alla critica di altre persone, ma sembra incapace di imparare le regole dell’interazione sociale.

Quando fu esaminato all´età di sette anni, aveva un´età di riconoscimento della parola di 12 anni, calcolata al suo livello di età su prove, ma era bene al di sotto di questa su prove che hanno bisogno del richiamo e della comprensione della lingua.

Caso 4

Nell´esempio seguente della sindrome, la diagnosi è complicata da una storia di malattia e stress psicologico nella fase iniziale della vita, e da danneggiamento visuale.

La Signorina F.G. ha 26 anni. Gravidanza e parto erano stati normali, ma F. aveva avuto una serie di malattie ed operazioni, inclusa un´emorragia subdurale di eziologia ignota e correzione di strabismo all´età di tre anni. Ha poca vista e deve sbirciare molto da vicino per vedere, ma può leggere, può scrivere e può dattilografare.

F. parlò correntemente nella prima età, ed aveva un grande vocabolario. I suoi genitori pensarono che lei stesse sviluppando normalmente fino all´operazione agli occhi a 2 anni e mezzo. Per questo motivo fu isolata socialmente per molti mesi. Non si è potuta ottenere nessuna descrizione particolareggiata, ma sua madre era piuttosto sicura che c´era un cambio segnato nel comportamento. Nonostante i problemi di interazione sociale, il linguaggio di F. rimase chiaro, con buon vocabolario e grammatica. Aveva una memoria straordinaria per qualsiasi cosa che sentiva o leggeva, incluse alcune informazioni statistiche. F. gradualmente divenne più amichevole e, approssimativamente a tre anni di età, aveva approcci sociali con i suoi genitori ed altri nella famiglia. Comunque, non interagì molto con gli altri bambini. Copiò le attività di sua madre in piccolo, ma non sviluppò normali giochi di fantasia o giochi sociali.

I suoi interessi principali da bambina erano disegnare e, più tardi, leggere. Raccolse anche bambole in costume che sistemò in file che non devono essere disturbate.

F. andò ad una scuola normale. Amò la storia e la geografia, e memorizzava agevolmente fatti su questi soggetti, ma il suo insegnante riferì che lei non avrebbe fatto alcun lavoro su materie che non l´interessavano, come matematica.

Lei fu accettata a scuola ma riconosciuta come strana. La sua conversazione conteneva spesso molte citazioni lunghe da libri e lei spesso faceva commenti irrilevanti.

F. non era mai buona nei compiti pratici. I suoi genitori tesero a fare le cose per lei. Trovavano che, se le chiedevano di fare un compito, lei cominciava, ma presto si fermava e si rivolgeva alla propria attività preferita - di solito leggere un libro.

Dopo avere lasciato la scuola ottenne lavoro come dattilografa. Lei si dimostrò una eccellente dattilografa ed era eccezionalmente accurata nella sillabazione. Non si fece amici tra gli altri membri del personale. Dopo quattro anni la pressione di lavoro aumentò. F. fu angosciata ed incapace di affrontarlo. Lasciò il lavoro ed è disoccupata da tre anni. Durante questo periodo è stata ansiosa ed agitata ed incapace di fare qualsiasi cosa da sola. Passa il suo tempo leggendo e ammassando fatti. Tende ad avere collere di tipo infantile se è contrastato in qualche modo.

Il WAIS mostrò che F. aveva un risultato verbale nella norma, ma nelle prestazioni erano molto più basso, avendo un lieve ritardo nella scala. Le abilità verbali dipendevano dal suo buon vocabolario. Lei svolgeva male ogni compito dove gli elementi dovevano essere organizzati in un intero coerente.

Caso 5

Questa è la storia di un giovane che mostrò le caratteristiche della sindrome di Asperger, ma che era ritardato mentalmente e non diventò indipendente da adulto.

J. G. ha 24 anni e frequenta un centro di addestramento per adulti mentalmente ritardati. J. era un quieto, bambino apatico. Cominciò a dire alcune parole all´età di due anni, ma non camminò fino ai 2 anni e mezzo. Dapprima echeggiò, frasi usate ripetitivamente ed aveva una pronuncia povera. Imparò a leggere all´età di 5 anni e1/2 e aveva buoni risultati nelle prove di lettura, sebbene la sua comprensione fosse scarsa. Conobbe molte parole insolite o tecniche, come ´aeronautico´ e ´pterodattilo´ ma era confuso da quelle familiari come ´ieri.´

Non era distante, ma gentile e passivo, tendeva a stare in piedi e guardare gli altri bambini, volendo unirsi a loro ma non sapendo come. Era molto affettuoso verso la propria famiglia. All´età di 24 anni è ancora incapace di interagire socialmente, sebbene sia felice di essere un membro passivo di un gruppo.

Il suo portamento e la sua postura sono goffi ed è lento nelle prove di destrezza di manuale. I suoi interessi speciali sono musica e macchine. Può riconoscere ogni marca di macchina, anche se gli viene mostrata solamente una piccola parte del veicolo intero.

Frequentò una scuola speciale per bambini mentalmente ritardati. Fu descritto dal suo insegnante come ´ mostrante.nessuna iniziativa´. Fu messo in un centro di addestramento adulto vicino alla sua casa, dove si è stabilito felicemente.

Il suo punteggio WAIS all´età di 17 anni era sulla linea di demarcazione tra ritardo mite e severo, con il livello verbale lievemente migliore di quello prestazionale. La sua età di lettura era ancora avanzata rispetto a tutte le altre abilità.

Caso 6

Il caso di studio seguente è di un ragazzo che prima era classicamente autistico e più tardi sviluppò le caratteristiche della sindrome di Asperger.

C.B. ha 13 anni. Sua madre fa risalire i problemi di C. all´età di sei mesi quando la sua testa fu ferita accidentalmente. Da quella volta lui divenne socialmente distante ed isolato, e passò la maggior parte del suo tempo a guardare fisso le sue mani che lmuoveva in modelli complicati di fronte alla sua faccia. Ad un anno cominciò a guardare il traffico, ma ancora ignorava le persone. Continuò ad essere remoto, con pochi contatti visivi fino a cinque anni di età. Passò le sue pietre miliari motorie all’età usuale e, non appena ne fu fisicamente capace, passò ore correndo in cerchio con un oggetto nella mano, e gridava se venivano fatti tentativi per fermarlo. All´età di tre anni cominciò ad essere capace di riconoscere le lettere dell´alfabeto e rapidamente acquisì la capacità di disegnare. Disegnò poi la saliera, copiando correttamente i nomi scritti su questa, più e più volte. Per un certo tempo questa era la sua sola l´attività. Continuando fu affascinato dai piloni e dagli edifici alti, li fissava da tutti gli angoli e li disegnava.

Non parlò fino all´età di quattro anni, poi per molto tempo usò parole singole. Dopo questo, acquisì frasi ripetitive e pronomi invertiti. C. aveva molti movimenti stereotipati da bambino, incluso saltare, agitare le braccia e muovere le mani in cerchi.

Dopo i cinque anni, il discorso ed il contatto sociale di C. migliorarono marcatamente. Frequentò una scuola speciale fino a 11 anni, dove tollerarono una serie di routine bizzarre, ripetitive. Ad un certo punto, per esempio, lui insistè, che tutta la sua classe e l´insegnante dovessero portare gli orologi di plastilina che lui aveva fatto prima che potessero cominciare le lezioni. Nonostante tutti i problemi, diede prova di avere una memoria eccellente, assorbì tutto ciò che gli fu insegnato, e poteva riprodurre alla lettera i fatti quando richiesto. C. fu trasferito ad una scuola normale all´età di 12 anni - Ha buona grammatica ed un grande vocabolario, sebbene il suo discorso sia ingenuo ed immaturo e principalmente relativo ai suoi interessi speciali. Ha imparato a non fare commenti imbarazzanti sugli aspetti delle altre persone, ma ancora tende a fare domande ripetitive. Non è isolato socialmente, ma preferisce la società degli adulti a quella dei bambini della sua età, trovando difficile capire le regole non scritte di interazione sociale. Disse di sé,´ho paura, patisco la non sportività´ Si diverte per semplici scherzi ma non può capire l’umorismo più sottile. E’ spesso stuzzicato dai suoi compagni di classe.

Il suo interesse principale è in mappe e segnali stradali. Lui ha una memoria prodigiosa per percorsi di instradamento e può disegnarli rapidamente ed accuratamente. Estende anche le grandi, complicate forme astratte di alcun materiale che viene a dare, e mostra molta ingegnosità nell´assicurare che loro contengono insieme. Lui non ha avuto mai drammi immaginario ma è legato profondamente al suo panda giocattolo col quale parla come se fosse un adulto quando ha bisogno di conforto.

La sua destrezza di dita è buona, ma è goffo e mal-coordinato nei grandi movimenti e perciò non è mai scelto dagli altri bambini per sport e giochi di squadra.

C. è d´intelligenza media per il WISC, con migliori abilità verbali che prestazionali. Svolge bene i compiti che devono essere imparati a memoria, ma i suoi insegnanti sono confusi profondamente per la sua scarsa comprensione delle idee astratte e la sua ingenuità sociale. Loro lo trovano attraente ma malinconicamente vulnerabile neagli azzardi della vita di ogni giorno.

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