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Il rifiuto dell´autismo - Einstein non ha parlato fino ai 4 anni

Il punto di vista di un padre


di Stuart Duncan

Tradotto da Elettra

Articolo originale: Autism Denial – Einstein Didn´t Talk Until He Was Four

Nella mia esperienza, la persona più portata tra i due genitori a negare che un figlio possa essere autistico è principalmente il padre. Comunque, nel caso della mia famiglia, mia moglie ed io non lo abbiamo negato neanche per un momento, cosa che invece hanno fatto tutti gli altri!.




All´inizio la nostra famiglia, cercando di sostenerci, diceva che alcuni bambini erano così, alcuni bambini erano bizzarri, altri bambini semplicemente non parlavano fino a che non crescevano. Quando si osserva ogni singolo “segno” , non c´è nulla di sbagliato. Ogni segno di un bambino autistico può essere visto semplicemente come una cosa bizzarra che qualche bambino fa, quando le guardi individualmente. Ma quando raggruppi tutti i segni insieme per dare forma ad una diagnosi, realizzi che non sono solo bizzarrie.


Sfortunatamente, nessuno passa tanto tempo con Cameron quanto noi, quindi nessuno comprende davvero. Negare è una questione di convenienza per alcuni, perché vorrebbe dire sostenerci e allo stesso tempo aiutarci a farci sentire che non c´è niente che non va. Benché apprezziamo tutto ciò, non è quello di cui abbiamo bisogno come genitori. Ciò di cui abbiamo più bisogno è informazione. “Consapevolezza” significa molto di più che sapere che esiste.


Il successivo caso di negazione viene dalla più improbabile delle fonti, il nostro medico di famiglia. E´ un medico estremamente intelligente e dotato e ha una vasta conoscenza in diverse aree, siamo fortunati ad averlo trovato. Ma quando abbiamo usato la parola Autismo con lui, l´ha immediatamente scartata, rassicurandoci che le sue bizzarrie e il ritardo del linguaggio andavano bene...aveva ancora un sacco di tempo per “recuperare”.


Lo sapevate che Einstein non parlò fino ai quattro anni? Lo sapevate che non costruì una frase completa fino ai nove? E lui era a posto! Era intelligentissimo!


Forse, ma azzardo la supposizione, se Einstein fosse stato un bambino oggi, sarebbe stato diagnosticato come Autistico. Ma il problema dell´Autismo è che non ci sono due bambini uguali. Forse eliminò i suoi problemi e andò avanti, diventando un uomo eccezionale, ma ovviamente questo non vale per tutti. Dirmi che Einstein aveva un ritardo nel linguaggio non mi dà sollievo quando guardo mio figlio che a due anni e mezzo che non è ancora capace di parlare.


Alla fine ci siamo inseriti in un laboratorio, abbiamo ottenuto una terapia del linguaggio per Cameron, abbiamo imparato tutti i nuovi metodi di insegnamento, e altro ancora, e per quando Cameron ha compiuto 3 anni, ha assimilato un vocabolario piuttosto esteso. Ora si sta avvicinando ai cinque anni e al momento in cui inizierà a scrivere, ed è in grado di parlare bene come gli altri bambini di cinque anni.


La ragione per cui vi racconto ciò è che stiamo ancora affrontando il rifiuto della nostra famiglia e dei nostri amici che ora quando ci avvicinano ci dicono “e´ così intelligente, sembra un bambino perfettamente normale...siete sicuri che fosse davvero autistico?”


Fa un po´ male, vedere persone che accantonano i due anni di durissimo lavoro che abbiamo svolto...dicendo che alla fine era tutto a posto. Ma è anche un complimento davvero lusinghiero e bellissimo lo stesso. Dopo tutto, cosa può esserci di meglio del fatto che le persone pensino che un bambino Autistico non ha problemi? Quelli che sono abbastanza vicini a noi da spendere una decente quantità di tempo con Cameron sanno la verità. La vedono. Realizzano l´ampiezza di cosa può fare quando un bambino è nella fase peggiore.


Tutto ciò che posso dire è, se sospettate l´Autismo, o conoscete qualcuno che lo sospetta nei propri figli...non negatelo. Non date il vostro appoggio paragonando i loro bambini ad Einstein. Piuttosto, aiutateli a trovare le informazioni di cui hanno bisogno, per avere maggiori certezze. Forse, con il vostro aiuto, daranno ai loro figli tutto l´aiuto di cui hanno bisogno tanto che in due anni gli altri chiederanno loro “ma siete sicuri che fossero mai stati Autistici?”
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