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Empatia, cecità mentale e teoria della mente

Davvero le persone autistiche sono prive di empatia?


Autore: Lynne Soraya

Articolo originale: Empathy, Mindblindness, and Theory of Mind: Do people with autism truly lack empathy?


Tradotto da Elettra


Quando penso alla Teoria della Mente, penso ad una divertente, ma davvero poco accurata credenza, che avevo da bambina. Quando facevo giochi come nascondino, di solito pensavo “Se io non posso vedere loro, loro non possono vedere me”. Ovviamente, ho imparato velocemente che non era vero.




In una rivista di ricerca del 2001, Simon Baron-Cohen descrive la Teoria della Mente come “l´essere capaci di dedurre la gamma competa degli stati mentali (credenze, desideri, intenzioni, immaginazione, emozioni, etc) che causano le azioni. In breve, avere la teoria della mente consiste nell´essere capaci di riflettere sul contenuto della propria mente e su quello degli altri.”


Per tutti quelli con autismo o Asperger, la cecità mentale, o mancanza della Teoria della Mente, crea le maggiori barriere nella comunicazione e nei rapporti più stretti. Queste barriere spesso portano coloro che sono più vicini, alla caratteristica sensazione, sia essa reale o percepita, di una mancanza di empatia da parte dell´individuo.


Quando penso alla Teoria della Mente, penso ad una divertente. ma davvero poco accurata credenza, che avevo da bambino. Quando facevo giochi come nascondino, di solito pensavo “Se io non posso vedere loro, loro non possono vedere me”. Ovviamente, ho imparato velocemente che non era vero. Comunque, la cecità mentale degli individui con autismo o Asperger può essere simile a “Se io non lo provo/non lo percepisco o non ci riesco, allora loro non lo provano/non lo percepiscono o non ci riescono” (e viceversa).


Prendete il prossimo esempio, tipicamente usato per testare l´abilità dei bambini nella Teoria della Mente:


Coloro che hanno una piena padronanza della Teoria della Mente, immediatamente sapranno che Sally guarderà dove ha lasciato la palla l´ultima volta. Lei non sa che la palla è stata spostata. Una persona con una scarsa Teoria della Mente, crederà che Sally andrà a cercare la palla nella scatola, perché non comprenderà appieno che Sally non può sapere cosa ha fatto Ann.


Mentre alcuni professionisti diranno, come sostiene Stephen Edelson PH. D., “...molti individui autistici non comprendono che le altre persone hanno i loro progetti, le loro idee, e i loro punti di vista”, io penso che sia troppo semplicistico. Per me stessa, posso dire che io comprendo perfettamente che le persone hanno i loro progetti, le loro idee, e i loro punti di vista – ma quei progetti, quelle idee, e quei punti di vista per me sono spesso un mistero.


Esplorando le possibili cause, comincio a chiedermi – è possibile che la cecità mentale sia parzialmente dovuta alla differenza tra i processi mentali autistici e quelli non-autistici? Non so, ma mi sembra logico. So che mi sento più a mio agio, più “sulla stessa lunghezza d´onda” con persone simili a me.


Quindi, qui si tratta de – la parola con la “E” – empatia. Sul muro di una delle classi della mia infanzia c´era una copia di un dipinto di Norman Rockwell, “La regola d´oro”. Guardavo fisso quelle parole, giorno dopo giorno, quando stavamo in fila all´ingresso – “Fai agli altri quello che vorresti che gli altri facessero a te”. Mi si impresse dentro.


Sin dalla giovane età, ho incorporato quell´assioma nella mia struttura di convinzioni. Ma qua arriva il problema – ciò che io avrei voluto “che venisse fatto a me” era completamente differente da quello che un altro avrebbe voluto. Allo stesso modo, “mettermi nei panni di un´altra persona” mi avrebbe fatto fare qualcosa di davvero diverso rispetto a ciò che quell´altra persona avrebbe previsto di fare in una situazione simile. Quindi la logica è erronea.


Ma – l´incapacità di cogliere appieno le differenze individuali è davvero così inusuale? Se così fosse, allora perché abbiamo così tanti libri per agevolare le proprie relazioni come “Gli uomini vengono da Marte: le donne vengono da Venere” o “Le cinque lingue dell´amore”, per aiutarci a decodificare i segnali e i processi mentali degli altri? Se la popolazione in generale è così brava a leggere nel pensiero, perché le persone hanno così bisogno di suggerimenti per andare incontro ai bisogni degli altri?


La realtà della questione è che tutte le persone sono diverse nei loro bisogni, e anche le persone “normali” (o come noi preferiamo chiamarli, i neurotipici) sembrano affaticarsi a comprendere tutte queste differenze. Quindi, dov´è la linea tra la “normale” fatica e la “cecità mentale”?


Tutte questa difficoltà nella comprensione delle idee e delle reazioni degli altri porta molti a dire che alle persone con autismo o Asperger manchi l´empatia. Ma, è davvero così? E´ davvero una mancanza di empatia, o una mancanza di comprensione?


Considero me stesso una persona dal cuore davvero tenero. Quando un personaggio in un film o in un programma televisivo è imbarazzato, mi sento imbarazzato anche io per lui. Quando attorno a me qualcuno piange, o sta provando un forte dolore emotivo, io spesso ho voglia di piangere con lui, per confortarlo. Molte persone con autismo e Asperger hanno un rapporto parecchio stretto con i loro animali domestici, li curano molto e sono davvero empatici nei loro confronti. Potrebbe essere che la convinzione che le persone autistiche manchino di empatia, è davvero una mancanza di comprensione di ciò che la gente con autismo e Asperger comprende degli stati mentali altrui?


L´articolo di Zosia Zaks “Il mito: le persone autistiche mancano di empatia”, esplora questa ipotesi, usando il film “Rain Man” come esempio. La tipica interpretazione del film è che il personaggio autistico, Raymond, fa cose che potrebbero essere caratterizzate da una mancanza di empatia. Ma l´articolo di Zaks rigira quest´interpretazione chiedendosi se, forse, non è Raymond che manca di empatia, ma il personaggio non autistico, Charlie.


Nel suo articolo “A chi importa? O: la verità a proposito dell´empatia negli individui dello spettro autistico”, la ricercatrice Isabel Dziobek descrive i suoi studi sull´empatia. Attraverso il corso dello studio, più di 50 soggetti nello spettro sono stati valutati in confronto ai neurotipici. I risultati? Per citare Ms. Dziobek – “Parlando molto in generale, i nostri dati mostrano che le persone con la sindrome di Asperger hanno ridotte abilità a leggere i segnali sociali delle altre persone (come le espressioni facciali o il linguaggio del corpo) ma una volta messi al corrente delle circostanze e dei sentimenti dell´altro, hanno mostrato lo stesso grado di compassione di chiunque altro”.


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