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Un anno decisamente eccentrico

Il seguente articolo discute argomenti concernenti la sessualità adulta e comprende un linguaggio forte. È consigliata la discrezionalità dei genitori per i minori.
- Nota della Redazione -


di John Holman

Tradotto da Margherita Puletti, redazione David Vagni

Articolo originale: "A Rather Queer Year" su Wrong Planet


“Dovete lasciare la città del vostro conforto, e andare nella foresta della vostra intuizione. Ciò che scoprirete sarà meraviglioso. Ciò che scoprirete è voi stessi.”
– Alan Alda.




Queer – agg. – (kwir)
1: a: che non vale nulla, falso
b: sospetto, questionabile
2: a: che si differenzia in qualche maniera strana da ciò che viene ritenuto normale
b (1): eccentrico, non convenzionale (2): lievemente insano: matto
c: assorbito o interessato in qualcosa ad un livello irragionevole: ossessionato
d (1) spesso denigratorio: omosessuale (2) talvolta offensivo
3: che non sta molto bene


Io sono queer. Dimenticate per un momento Chick–fil–a (è una catena di FastFood americani al centro di una controversia sui matrimoni omosessuali n.d.R.) o quel simpatico personaggio da Modern Family (Modern Family è una serie televisiva statunitense realizzata con la tecnica del falso documentario. Creata da Christopher Lloyd e Steven Levitan e prodotta dalla 20th Century Fox Television, la sitcom racconta le vicende di una famiglia allargata che non corrisponde ai canoni tradizionali e trasmessa in Italia tra il 2010 e il 2013, n.d.R.); focalizzate l´attenzione invece sulla definizione che ho posto sopra. Cosa ha da dire Mr Webster (Il vocabolario Webster è uno dei più famosi vocabolari americani da cui è tratta la definizione n.d.R.)? Quanto vi ci ritrovate? L´atteggiamento queer sembrerebbe sorprendentemente comune.


Siete queer?


Vi sentite mai goffi e falsi quando dovete indossare una maschera sociale… ad un funerale, ad esempio, o ad un primo appuntamento romantico? Avete comportamenti che potrebbero essere visti come leggermente “anormali”, quando siete nella privacy della vostra casa? Avete mai pensato che l´intensità dei vostri interessi fosse un po´, beh, intensa, quasi ossessiva? Vi trovate mai attratti da membri del vostro stesso sesso?


Avete presente quella sensazione di sentirsi uno straniero, un giocattolo nel posto sbagliato, che recita la parte di qualcun altro, giorno dopo giorno? Se vi capita, per l´appunto, sappiate che non siete così particolari- siete tanto queer quanto il resto degli esseri umani! L´umanità è queer: la sessualità è semplicemente un riflesso della nostra bellissima assurdità. L´essere eccentrici e gli interessi ossessivi sono caratteristiche della diagnosi di autismo, ma, sebbene in gradazioni differenti, sono caratteristiche dell´essere umano in generale.


Mentre discutiamo il soggetto dell´ omo… sapiens, dovrei menzionare che io sono anche queer nell´accezione più popolare e cruda del termine – sono un ragazzo e mi piacciono i ragazzi. Se ciò mette in difficoltà vi assicuro che capisco. Ho passato la mia vita bombardato da un assalto giornaliero di immagini eterosessuali; un costante sottolineatura di come fossi socialmente irrilevante. Già, il vostro orientamento sessuale mi mette in difficoltà allo stesso modo.


Il pregiudizio e la pressione sociale hanno portato ad anni in cui ho detestato me stesso e ho mentito a me stesso, in cui ho tentato di mimare comportamenti eterosessuali (definizione queer (1-a): senza valore, falso), non posso più negarlo, sono uscito dal grembo materno praticamente già mettendomi in posa, col sottofondo di Vogue. Posso non essere il più grande queer che ha comperato un album di Judy Garland, ma non c´è modo di negare la natura - io sono queer (definizione (d): omosessuale), frocio, checca, qualsiasi aggettivo mi venga urlato dall´altro lato del bar dal bigotto con la faccia di bronzo che presto imparerà che si piò essere forti anche se si è alti e magri.


Sono anche stato diagnosticato con un disturbo dello spettro autistico un anno fa. Sei mesi dopo la diagnosi ho fatto il coming out. Dopo 25 anni di claustrofobia, non ho più la pazienza di fare la mia uscita quietamente ed in punta di piedi, chiudendo gentilmente le porte dell´armadio dietro di me. Per molti individui della comunità LGBT il coming out è un processo. Magari all´inizio lo dicono ad un amico, o ad un parente di cui si fidano, poi lentamente il sostegno di queste persone gli porta maggior coraggio, e loro iniziano a rivelare il loro orientamento sessuale su scala maggiore, e in modo più casuale.


Beh, io non ho mai rispettato il protocollo sociale convenzionale. Piuttosto di sopportare il tipico, lungo processo, ho scelto di rivelare il mio orientamento sessuale scrivendo un articolo… un articolo che ha ottenuto… uhm…. Un notevole livello di attenzione (bisogna riconoscere la quantità di esposizione mediatica che si riesce ad ottenere attraverso i mezzi sociali). La mia famiglia avrebbe sicuramente preferito di scoprire ciò in maniera più privata e del tempo per accettare la mia rivelazione, ma hey, le dive saranno sempre dive e i ragazzi saranno attraenti, con o senza l´approvazione dei genitori.


Oltre ad essere gay sono anche Asperger. Insolito? Governato da interessi non convenzionali che richiedono tutta la mia attenzione ( definizione (c): assorbito o interessato ad un livello estremo o irragionevole: ossessionato)? Non condizionato dai costumi sociali, dalle mode, e dagli eventi (definizione (2-a): che differisce in qualche maniera particolare da ciò che è solito o normale)? Eh si, l´autismo è una condizione decisamente queer.


Un enorme quantitativo di evidenza aneddotica suggerisce che la quantità di persone LGBT (gay, lesbiche, bisessuali, transessuali) presenti tra la popolazione autistica è insolitamente alta, ma pochi studi hanno cercato di trovare il possibile legame (anche se ovviamente il numero di eterosessuali nello Spettro rimane comunque maggiore di quello LGBT n.d.R.). C´è una correlazione tra la misteriosa e unica condizione neurologica che genera l´autismo e un´ orientamento sessuale alternativo? O semplicemente, gli autistici come noi, non si interessano delle aspettative sociali, sono semplicemente più a loro agio esplorando e trovando il loro posto all´interno dello spettro sessuale. E´ inutile negarlo, la sessualità non è lontanamente così bianca o nera come alcuni vogliano che sia.


Un amico una volta mi disse, “C´è un po´ di Bi in ogni ragazzo”. Da quando sono divenuto familiare con la diagnosi autistica mi sono reso conto che c´è anche una componente un po´ autistica in ogni persona. Non riesco a pensare a nessuno che non abbia almeno una caratteristica autistica. Ciò non smette mai di farmi sorridere. E´ già - vi piaccia o meno, “normale” è un concetto che sta sparendo, le cui radici sono in una mitologia sociale che sta morendo. Siamo tutti un po´ queer (def. b-1: eccentrici)!


Ciò mi è apparso ancor più chiaramente qualche giorno fa, quando sono andato in uno degli appuntamenti più insoliti della mia vita! Un ragazzo molto dolce e sexy è arrivato in tempo per portarmi a cena fuori. Comune abbastanza come cosa, no? Non troppo…


Il ragazzo ha controllato come fossi vestito, ha annuito approvando le mie scelte e mi ha detto che saremmo andati a mangiare al buffet vicino al Casinò. Poi ha aumentato il volume e sono inorridito nel sentire l´ultimo CD di Weird Al Yancovich. Abbiamo ascoltato il CD finchè non siamo arrivati a destinazione. Per fortuna la strada da fare era poca. Tra una canzone e l´altra ha parlato quasi per tutto il tempo del suo ultimo controllo dentale.


Durante la nostra cena, durante la quale ho avuto difficoltà nel decidere cosa scegliere vista la vasta selezione, egli mi ha informato che si era recentemente diplomato della più famosa scuola di magia della nazione. Si, ero al Casinò con un mago al suo terzo mese di trattamenti per curare un sovramorso!


Dopo averlo guardato mangiare abbastanza cibo da mandare Michale Moore in un torpore apocalittico, siamo andati in città e abbiamo cominciato a passeggiare senza meta ammirando le luci. In qualche modo la nostra passeggiata ci ha portato tra la folla per il concerto al Montgomery Center. Omosessuale o no, ho comunque urlato le parole di ogni singola canzone nonostante fossi circondato da “rednecks” (cafoni – termine spregiativo per indicare i contadini del sud degli Stati Uniti, n.d.R.), non c´è stato un singolo insulto. Siamo solo rimasti per qualche canzone, prima di tornare lungo il percorso per cui eravamo venuti.


“Sai”, mi ha detto, “Quando ero un bambino , pensavano avessi qualcosa come te. Magari ce l´ho. In entrambi i casi, mi piace chi sono e come vivo”


Sono finito in ginocchio ridendo come un matto e più che lievemente sollevato. “Grazie a Dio la pensi così!” ho risposto. “ Ho cercato di non farti una diagnosi per tutta la sera!”


Alcune persone trovano un conforto nell´avere una diagnosi, un´etichetta. Altre no. Gay? Eterosessuale? Autistico? Neurotipico? Caucasico? Disabile? ADHD? Una cosa è certa; tutte le etichette saranno completamente inutili nell´eventualità di un´apocalisse degli zombie, un olocausto nucleare, l´elezione di Mitt Romney o qualche altra catastrofe di proporzioni epiche. Un´educazione nelle arti magiche però può risultare comoda.


Dr. Seuss, il più saggio dei filosofi contemporanei, una volta disse, “Siamo tutti un po´ strani, e la vita è un po´ strana, e se troviamo qualcuno la cui stranezza è compatibile con la nostra, ci uniamo con loro e chiamiamo questa mutua stranezza amore”.


Quando ricevetti la mia diagnosi ho fatto una promessa – sarei stato onesto con me stesso indipendentemente dal costo. Non avevo idea di quale incredibile viaggio questa promessa mi avrebbe portato ad affrontare. Né avrei potuto stimare il valore della ricompensa.


Nonostante la mia vita sia stata completamente trasformata da due etichette, non voglio essere definito né dal mio autismo né dalla mia omosessualità. Posso ringraziare solo la natura per la mia eccentricità e preferirei essere notato per i miei risultati personali e professionali, accettando i risultati con orgoglio genuino, un sentimento che si guadagna, non si eredita.


Ciò non implica che io esiti nel rivelare un qualsiasi aspetto della mia identità. I sono me stesso, senza scuse, e cerco di vivere secondo la regola d´oro e di richiedere agli altri niente altro che comune cortesia e rispetto.


Ad ogni modo, concordo con il Dr. Seuss. Abbracciate la vostra stranezza e amate gli altri senza colpa. Se non riuscite a fare ciò. Potreste corrispondere al primo punto nella definizione di queer secondo Il Webster.



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