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L´Autismo mi ha resa libera di essere me stessa


La sedicenne Rosie King é coraggiosa, impertinente e Asperger.


Autore: Rosie King
Traduzione: Eleonora Brembilla
Revisione: Niccoló Porcellato


Articolo originale ripreso da TED: How Autism freed me to be myself


Le persone sono cosí spaventate dalla diversitá che cercano di far entrare ogni cosa nella loro piccola scatola dandogli una specifica etichetta. Quello che vuole sapere é: perché sono tutti cosí preoccupati di essere normali? Lancia un appello a tutti i bambini, genitori, insegnanti e persone per celebrare l´unicitá. E´ un sentito testamento per il potenziale della diversitá umana.



Non l´ho detto a tante persone, ma nella mia mente, ci sono migliaia di mondi segreti che si muovono tutti insieme. Sono anche autistica.


Si tende a diagnosticare l´autismo con descrizioni molto specifiche, ma in realtá é molto diverso da come siamo davvero. Per esempio, il mio fratellino, é gravemente autistico. Non parla. Non parla per niente. Io invece adoro parlare.



Rosie King di Horbury, Wakefield, con suo fratello Lenny. Foto: Jonathan Gawthorpe


Le persone spesso associano l´autismo con doti per la matematica e la scienza e nient´altro, ma io conosco tante persone autistiche che amano essere creative. Ma quello é uno stereotipo, e gli stereotipi delle cose spesso, se non sempre, sono sbagliati. Per esempio, molte persone pensano all´autismo e pensano immediatamente a "Rain Man". é una credenza comune che tutte le persone autistiche siano Dustin Hoffman, e non é cosí.


Ma non accade solo alle persone autistiche. L´ho visto anche con persone LGBTQ, con le donne, con le persone di colore. Le persone hanno cosí paura della varietá che cercano di far rientrare tutto in una scatolina con etichette molto specifiche.


Questa é una cosa che mi é capitata davvero nella vita reale: Ho cercato su Google: "le persone autistiche sono ..." e vengono fuori i suggerimenti di cosa stai per cercare. Ho cercato: "le persone autistiche sono..." e il primo risultato é stato "demoni". é questa la prima cosa a cui pensano le persone quando pensano all´autismo. Loro sanno.


Una delle cose che posso fare perché sono autistica — é un´abilitá piuttosto che una disabilitá — é che ho un´immaginazione molto fervida. Lasciate che ve lo spieghi meglio. é come se camminassi in due mondi per la maggior parte del tempo. C´é il mondo reale, quello che tutti noi vediamo, e poi c´é il mondo nella mia mente, e il mondo della mia mente spesso é molto piú reale del mondo reale. Per esempio, é molto facile lasciar divagare la mia mente perché non cerco di rientrare in una scatolina. Questa é una delle cose piú belle dell´essere autistici. Non si sente il bisogno di farlo. Se si trova quello che si vuole fare, si trova un modo di farlo, e si comincia a farlo. Se invece cercassi di etichettarmi, non sarei qui, non avrei ottenuto metá delle cose che ho ora. Ci sono dei problemi, peró.


Ci sono problemi con l´autismo, e ci sono problemi con la troppa immaginazione. La scuola puó essere un problema in generale ma lo é anche dover spiegare a un´insegnante ogni giorno che la lezione risulta inspiegabilmente noiosa e che in segreto si sta trovando rifugio in un mondo mentale in cui non si é presenti a quella lezione; anche questo é un problema.


Inoltre, quando la mia immaginazione prende il sopravvento, il mio corpo prende vita, a sé. Quando qualcosa di davvero emozionante accade nel mio mondo interiore, mi viene da correre. Devo dondolare avanti e indietro, o urlare a volte. Questo mi carica di tanta energia e devo trovare un modo per scaricare questa energia. Ma l´ho sempre fatto, da quando ero bambina, piccola e carina. I miei genitori lo trovavano carino e non me l´hanno detto. Ma quando sono arrivata a scuola, non lo trovavano molto carino.


Potrebbe essere che la gente non vuole essere amica di una ragazza che inizia a urlare durante la lezione di algebra. Questo non succede normalmente ai giorni nostri. Ma puó essere che qualcuno non voglia essere amico della bambina autistica. Puó essere che qualcuno non voglia aver a che fare con una persona che non vuole o che non puó etichettarsi come "normale". Questo mi va bene, perché separa il buono dal cattivo e mi permette di capire chi davvero é sincero e genuino. E posso scegliere tra questi i miei amici.


Ma se ci pensiamo, che cos´é normale? Che cosa significa? Immaginate se il piú bel complimento che avete ricevuto é: "Wow, sei davvero normale". (Risate) Ma i complimenti sono: "Sei fantastica" o "sei diversa dagli altri" oppure "sei straordinaria". Ma se la gente vuole essere queste cose perché tutta questa gente vuole essere "normale"? Perché questa gente vuole versare la propria luce unica in uno stampino? La gente é cosí spaventata dalla diversitá che cerca di obbligare anche quelli che non voglio, o non possono, a diventare "normali". Ci sono strutture per le persone LGBTQ o autistiche dove cercano di farli diventare "normali". Ed é terribile che qualcuno voglia fare queste cose al giorno d´oggi.


Detto ció, non rinuncerei al mio autismo e immaginazione per nulla al mondo. Grazie al mio autismo, ho presentato dei documentari per la BBC, sto scrivendo un libro, sono qui a TED, questo é meraviglioso e una delle cose piú belle che ho realizzato, o che considero di aver realizzato, é aver trovato dei modi per comunicare con i miei fratelli minori, che come vi ho detto sono non-verbali, cioé non possono parlare.



Rosie King con i fratelli minori


C´é la tendenza a rottamare una persona che non parla, ma questo é stupido perché il mio fratellino e la mia sorellina sono i migliori fratelli che possiate mai avere. Sono semplicemente i migliori e voglio loro davvero bene. Tengo a loro piú che a qualsiasi altra cosa.


Vi lasceró con una domanda: Se non riusciamo a leggere la mente, che sia di un autistico o meno, invece di punire tutto ció che non é normale, perché non celebriamo l´unicitá e siamo felici ogni volta che qualcuno libera la propria immaginazione?



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