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Eccezionalmente speciale: un´intervista con Francisco A. Violat Bordonau

di David Vagni

Francisco Violat, astrofisico, tra le persone più intelligenti del mondo, scopre a 48 anni di essere Asperger. Genio "incompreso" per tutta la sua vita è stato recentemente diagnosticato da un gruppo di psicologi della Galizia. Ci ha raccontato la sua storia nel corso di uno scambio di email con spazioasperger.



SA: E´ un piacere per noi pubblicare la sua storia, come è entrato in contatto con la Sindrome di Asperger?


FV: Non sapevo neanche che esistesse prima della mia diagnosi, nell´autunno del 2010. Ciò nonostante, da quel momento e fino ad oggi, ho letto numerosi libri, articoli e riviste scientifiche per conosce come siamo, noi persone Asperger.


SA: Come è stata la sua infanzia, come si relazionava alle altre persone?


FV: Da quanto dicono i miei genitori ero un bambino speciale, molto intelligente e anche in qualche modo strano e peculiare, fin dalla nascita: ricordo alcune scene della camera da letto dei miei genitori mentre ero nel lettino (avevo uno o due anni?). Fino ai 9 anni ero molto felice, senza problemi con gli altri bambini, anche se imponenvo sempre i miei giochi e le mie regole. Quando avevo nove anni, nell´agosto del 1972, mia madre è passata a miglior vita e il mio mondo è crollato quando ha iniziato ad essere controllato da un padre triste e arrabbiato, successivamente sono entrato in orfanotrofio, diventando quieto ed introverso.


SA: Ha avuto problemi a scuola?


FV: Si, ho avuto molti problemi con il mio professore nel secondo anno di scuola (1972) quando avevo 9 anni, ma non ricordo le ragioni, quella parte delle mie memorie (come molte altre che riguardano l´anno della morte di mia madre) sono bloccate da un´amnesia post-traumatica. Io posso dire che nel 1971 i miei voti erano estremamente buoni e nel 1972 disastrosi e nel 1973 erano tornati estremamente buoni. Quando ho iniziato il mio trattamento psicologico nel 2010, abbiamo cercato di ripescare alcune memorie di quell´anno, di quel corso, di quel professore, ma le uniche che tornavano alla mente erano estremamente dolorose: poiché ero l´unico ragazzo di quella classe che aveva un orologio, ed avevo imparato da solo a leggerlo, la maestra mi scherniva davanti alla classe dicendo: "potete vedere, bambini, una piccola scimmia con l´orologio". E´ possibile che tendessi a dimostrare di essere più intelligente di lei, che potevo imparare molto velocemente, e che lei avesse molto poco da insegnarmi… suppongo che, senza cattiveria, mi mettessi in mostra e questo la indispettisse: sospesi il corso e dovetti recuperare durante l´estate. Che terribile perdita di tempo!



SA: E nel lavoro?


FV: Non sono mai stato capace di trovare un lavoro, sono sempre stati gli altri a chiamarmi per lavorare con loro: ho lavorato come amministrativo, informatico, professore di informatica, e negli ultimi anni come astronomo e astrofisico.
Durante il mio primo lavoro, essendo straordinariamente efficiente, il Capo mi fermò nei bagni e come in una scena da brokers di New York, ha "attirato la mia attenzione" su quanto fossi efficiente e quanto lo mettessi in evidenza… Più tardi, come astronomo a Granada, uno dei miei colleghi (una persona rude) mi ha abusato verbalmente, e dovette intervenire telefonicamente mia moglie per rimetterlo a posto: alla fine mi hanno licenziato perché "troppo efficiente" (evidentemente non gli serviva un astronomo ma una "scimmia ammaestrata" per lavorare con i telescopi…). Nel mio ultimo lavoro, in Galizia, sempre come astronomo, sono stato abusato da altre persone per essere "troppo efficiente" e alla fine anche gli altri scienziati mi hanno lasciato da solo poiché più "professionale" di quanto ci si sarebbe aspettato da me. Il mio collega di stanza e di lavoro, a cui mi ero affidato, mi ha rubbato la stanza ed il lavoro… un disastro!


SA: Il tuo interesse speciale è l´astrofisica. Quando lo ha scoperto?


FV: Da quando ero bambino lo spazio mi ha sempre affascinato, stavo sempre a guardare le serie ed i film di fantascienza: ricordo che nel 1969 l´Apollo XI atterrò sulla Luna e da quel momento il mio obiettivo fu determinato, essere un astronomo e studiare l´Universo. Penso di aver ottenuto ciò e di averlo raggiunto senza particolari stimoli o aiuti dalle altre persone, ma pur essendo arrivato lontano mi rimane ancora tanto da fare.


SA: Ci parli un po´ delle sue ricerche attuali.


FV: Lo scorso 7 febbraio, ho concluso la mia tesi di Master, dal titolo "Studio fotometrico e spettroscopico dell´ammasso aperto Stephenson 1" e conseguentemente ho ricevuto il Master in Astronomia e Astrofisica con il massimo dei voti dall´Università Internazionale Valenziana. In questo lavoro ho determinato molti parametri astronomici di un giovane ammasso ottenendo risultati che estendono e migliorano le teorie attualmente diffuse tra i professionisti. E´ stata anche annunciata la scoperta di due nuove nebulose che ho chiamato "Violat 1" e "Violat 2", sulle quali ho pubblicato sabato scorso un articolo astronomico di 17 pagine. Al momento sono immerso nello studio di venti oggetti astronomici non stellari (probabilmente galassie lontane), che ho identificato all´interno del gruppo di stelle che ho menzionato prima e sul quale non ci sono al momento altri studi. Al di fuori del settore scientifico, pubblicherò prima dell´estate un CD-ROM con 45 delle mie composizioni musicale (musica seria o erudita, barocca) e la seconda parte di un libro di fantascienza il cui protagonista è un giovane asperger, nonché il secondo volume di una serie di brevi storie di fantascienza e del terrore, mi piace molto scrivere.


SA: Pensa che gli "interessi speciali" possano essere usati per incentivare il talento e offrire opportunità lavorative ai giovani Asperger?


FV: Certamente! Le persone con interessi speciali dovrebbero essere incentivati ad usarli per un doppio obiettivo: prima di tutto, e molto importante, per farli sentire persone utili così come ci si sentono gli altri (in molte occasioni possiamo essere anche più utili, più innovativi, ma questo suona come mancanza di modestia) e in secondo luogo per contribuire con il nostro piccolo grano di sabbia alla montagnia di conoscenza dell´Umanità. Se ci aiutiamo, se veniamo stimolati, se non ci si ferma davanti a noi, siamo in grado di contribuire con nuove conoscenze, nuove tecniche, nuove invenzioni e nuovi punti di vista che altrimenti non sarebbero mai stati realizzati. Gli altri non ci devono trattenere ma stimolare. Possiamo contribuire molto alla società e, come dimostra la storia, lo abbiamo fatto, continuiamo a farlo e lo faremo in futuro.


SA: Come ha reagito alla diagnosi?


FV: Nel 2008 un astronomo tedesco mi ha chiamato, in tono sprezzante, "Astronomo Asperger!". Lo fece senza sapere che volesse dire. Quando ho saputo della mia diagnosi ho pensato: "Mio Dio, finalmente so cosa ho! Non sono pazzo, come pensavo, sono semplicemente completamente diverso dagli altri". Ho fatto un sospiro di solievo e sono rimasto calmo scoprendo le informazioni riguardo al perché vedo il mondo in modo differente, perché le persone si preoccupano e disturbano, mentre io guardo alla mia solitudine, al silenzio, al perché lavoro 18 ore al giorno in quello che mi rende felice, rendendo il 200%, senza stancarmi. Perché rimango sordo se molte persone mi parlano contemporaneamente a voce alta o perché non amo il contatto fisico, perché mi danno fastidio le luci forti e certi profumi e perché posso usare solo vestiti di cotone: non sono matto, sono differente! Mi sono sentito libero, e ho tratto un respiro di sollievo a pieni polmoni. L´ho subito comunicato a mia moglie che, pochi mesi dopo, ha divorziato e mi ha lasciato alla mia fortuna… l´ho superato, ma ho pensato molte volte di farla finita, con la mia vita, perché a nulla vale la fatica senza di lei, ma i mei pochi buoni amici mi hanno fatto vedere l´errore: non ci avrei guadagnato nulla a mettere fine alla mia vita, mentre avrei dovuto aiutare gli altri per quanto avessi potuto.
E´ questo che sto facendo dal 2010: sto facendo il volontario in un´associazione di autismo e sindrome di Asperger, do sollievo e aiuto a quelli come me, condividendo le mie povere conoscenze di musica, letteratura, astronomia, fisica, matematica, archeologia e scienza in generale, con la mia capacità d´insegnare ai ragazzi e con l´esperienza della mia vita, i mei errori ed i miei successi. Il resto della mia vita sarà dedicata al prossimo, così come sto già facendo.


SA: Ha partecipato a qualche campagna di sensibilizzazione riguardo lo Spettro Autistico?


FV: Si, certamente: sono membro di diverse associazioni spagnole di autismo o sindrome di Asperger e collaboro con loro come volontario, voglio essere un esempio nel bene o nel male di come una persona autistica o Asperger può diventare se ha volontà e qualcuno che l´aiuti. Siamo in molti ad avere bisogno di aiuto e in molti possiamo aiutare il prossimo con le nostre menti differenti che, comunque, sono utili alla società.


SA: Lei non è solamente Asperger ma anche gifted (plusdotato). Nel mondo anglofono usano il termine 2E, che significa due volte eccezionale, per indicare questo tipo di persone. E´ in grado, scavando nel suo passato, di distinguere quale parte dei suoi problemi e successi sia dovuto all´Asperger e quale alla sua straordinaria intelligenza? Come si sente a riguardo, pensa che siano separabili nel suo caso?


FV: Non conoscevo l´espressione "2E" ma mi piace! Infatti adesso mi chiedo se io sia intelligente quanto sono perché Asperger, come a volte mi dicono, o se lo sia indipendentemente, come pensavo prima di sapere la diagnosi. Non so quale sia il caso, se una si origini dall´altra o siano indipendenti: non lo so, e probabilmente non saremo mai in grado di saperlo. Nel mio caso è accaduto che, oltre all´Astronomia, io abbia preferenze (o ossessioni se si preferisce) per molte altre discipline, sulle quali, così mi dicono, metto molta enfasi: scrivo novelle e storie di fantascienza da quando avevo 14-15 anni, dalla stessa età compongo musica e suono (la tastiera elettronica dai 14 anni e il flauto traverso dai 45 anni), ho pubblicato diversi racconti e li ho inviati a importanti concorsi nazionali (come il "Premio Planeta" ad esempio), ho ricevuto diversi premi per questo. Ma oltre a ciò potete trovare su internet molte mie pubblicazioni di storia antica, archeologia, criptografia, fisica, astronomia, fotografia, un dizionario astronomico bilingue spagnolo-francese… La lista è molto lunga ed invito i lettori a fare un esperimento: in un qualsiasi motore di ricerca scrivete "Francisco Violat Bordonau" e sarete sorpresi dal numero di pagine di risposta. Ho scritto molto, e di molte discipline diverse, sinceramente, non penso di essermela cavata tanto male! Ho lavorato come astrofisico senza avere una laurea, ed in 3 differenti osservatori astronomici, ed ora, quest´anno, ho finito con il massimo dei voti un master in astronomia e astrofisica, che penso dica abbastanza della mia preparazione e capacità. Ho imparato a usare il flauto in due mesi, ritrovandomi al livello degli studenti del secondo anno… Non che, alla mia età (48 anni) questo non costi lavoro, ma io assimilo con molta facilità ed amo la conoscenza, la cultura. Io amo, io ho bisogno, di ammassare conoscenza, la conoscenza è la mia vita, ed inoltre, amo anche trasmettere agli altri il poco che ho appreso.


SA: Le "scuole speciali" in Italia non esistono, e non vengono considerate un´alternativa valida all´inserimento per i bambini nello spettro autistico. Ma per un bambino "due volte speciale" la situazione potrebbe essere differente. Pensa che delle scuole speciali con corsi per bambini "gifted" ma con problemi sociali siano una buona idea? Se dovesse immaginarsele, come dovrebbero essere?


FV: E´ una buona domanda. Ma non so se ho la preparazione per rispondere. Conosco casi di bambini Asperger con "bisogni speciali" e molto intelligenti, che se la passano francamente male in un normale ambiente scolastico, cercando di integrarsi con gli altri. Perché? Semplicemente perché non possono studiare allo stesso passo degli altri: è evidente che devono andare ad una "scuola speciale" ma non in una per bambini "lenti" (se mi consentite l´espressione) ma per "bambini dotati" poiché imparano ad un ritmo più agile, intenso e veloce. Mi è accaduto a scuola: come ho detto prima, intorno al mio ottavo-nono compleanno, che la mia insegnante avesse scoperto che ero "speciale", straordinariamente intelligente (probabilmente in un modo che le dava noia come "rivale intellettuale") e da parte mia questo ha portato alla sospensione del corso; nell´istituto, durante le medie, mi annoiavo in classe: per me l´esperienza fu traumatica perché durante i primi 5-10 minuti in ogni classe, il professore spiegava tutto quello che mi serviva, e agli altri compagni servivano 50-55 minuti per capire quello che il professore cercava di spiegare. Io non riuscivo a capire come fosse possibile che non capissero tutto al volo! Era molto, molto noioso e uno spreco di tempo, ma nei fatti erano loro "normali" e non io: io ero un eccesso per quella classe! Io necessitavo di un altro ritmo, e per questo ho fallito: ho finito la scuola superiore ma poi non ho proseguito, in parte perché nella città dove vivevo non c´era nulla che mi interessasse (medicina, fisica, astronomia) e perché per me andare a Madrid era impossibile, e mio padre non me lo avrebbe consentito. Infine sono comunque riuscito a lavorare nel campo che mi piace ma, con diverse crisi, sono stato 14 mesi senza lavorare e non avrei potuto immaginare quanto a lungo sarei stato in grado di restare senza far nulla: nel mentre, per non annoiarmi, scrivevo novelle, lavori musicali ho imparato l´organo elettronico e continuato le mie investigazioni astronomiche.
Le persone speciali devono ricevere, se possibile, una educazione opportuna al loro livello intellettivo e alle loro necessità: normale per le persone normali, speciale per quelle speciali, più rapida od ampia per alcuni, più lenta per altri a seconda delle proprie necessità. Ma come ho detto, di solito non è questo il caso, e i bambini ne pagano le conseguenze.



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