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Conversazioni a Fumetti

Comprendere le situazioni sociali illustrando in vignette pensieri, emozioni e intenzioni


Curato da: David Vagni, Autore: Carol Gray


Non sempre le parole bastano, ed è per questo che Larkin – una bambina americana di 10 anni con autismo – ha cominciato, un po´ per gioco, un po´ per necessità, a parlare con la madre attraverso i disegni. Carta, matita e colori per dominare situazioni di stress e confusione: era questo il trucco della bimba. Un trucco che poi sarebbe diventato un metodo, il metodo ideato dalla dottoressa americana Carol Gray.



Creare un´interazione con soggetti con Spettro autistico non è semplice. Un aiuto sostanziale può avvenire mediante una conversazione a fumetti: un dialogo tra una o più persone che prevede l´utilizzo di disegni semplici e chiari. Questi disegni illustrano le dinamiche della comunicazione e forniscono un supporto a chi ha difficoltà a comprendere il rapido scambio di informazioni durante la conversazione. Questo libro vuole essere un punto di riferimento per genitori e professionisti che lavorano con studenti con autismo ed altre difficoltà socio-comunicative o relazionali.
Il metodo di “conversare” attraverso i fumetti è usato, infatti, per fornire supporto a chiunque abbia problemi a comunicare le proprie emozioni (per es. persone con autismo o con disturbi della sfera affettiva).


Ma in cosa consiste? Durante una “Conversazione a fumetti” i partecipanti disegnano mentre parlano. Gli “interlocutori” avranno a disposizione un “Dizionario dei simboli delle conversazioni” e una “Tabella di colori”: il primo contiene 8 simboli, ognuno dei quali rappresenta un concetto base della conversazione (ascoltare, interrompere, pensare, parlare a voce alta o bassa, ecc.). La tabella fornisce, invece, una lista di colori, ognuno dei quali corrisponde a un sentimento (rosso/rabbia; verde/felicità; blu/tristezza, ecc.).


L´obiettivo è quello di creare un linguaggio comune tra il soggetto con difficoltà e i suoi interlocutori, un modo condiviso di “conversare” che renda quanto più chiara la comunicazione e non lasci spazio a paure e incomprensioni.


Carol Gray vanta una ventennale esperienza professionale nel trattamento dei disturbi dello spettro autistico (ASD) nei bambini e negli adolescenti. Direttore del “The Gray Center for Social Learning and Understanding”, attualmente lavora privatamente con studenti, genitori e professionisti in numerosi contesti educativi e formativi in tutto il mondo. L´edizione italiana è stata curata da David Vagni, ricercatore CNR e vicepresidente dell´Associazione Spazio Asperger Onlus, di cui è responsabile della disseminazione scientifica e della moderazione dei gruppi di supporto web.




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All´interno del Libro


  • Prefazione all´edizione italiana [di David Vagni]
  • Che cos´è una Conversazione a Fumetti?
  • Razionale
  • Materiali
  • Procedura
  • Il Dizionario dei Simboli delle Conversazioni a Fumetti
  • Disegnare i convenevoli (Small Talk)
  • Disegnare una situazione in particolare
  • Disegnare un evento futuro
  • Sentimenti e colori
  • Riassumendo
  • Evidenze scientifiche e nuove idee per la versione italiana [di David Vagni]
  • Bibliografia
  • Appendice A: Il dizionario dei simboli delle Conversazioni a Fumetti
  • Appendice B: Simboli di Conversazione e Carte Studio
  • Appendice C: La Tavola dei Colori


Prefazione (di David Vagni)
Nel momento in cui mi accingo a scrivere questa prefazione, sono passati esattamente quattro anni da quando ho iniziato ad interessarmi al mondo dell´Autismo. Questi quattro anni sembrano una eternità, per il numero di cambiamenti che ho vissuto e per la quantità di cose che abbiamo fatto o ci accingiamo a fare attraverso l´Associazione Spazio Asperger ONLUS di cui sono il vicepresidente e cofondatore.


Quattro anni ed ho l´impressione di non essermi mai occupato di altro nella vita: probabilmente è così.


Nel mondo dell´autismo esistono, come in qualsiasi altro ambiente, scuole di pensiero ed interessi. Caratteristica peculiare di questo mondo è la stigma sociale che accompagna i ragazzi e le loro famiglie, così come la disperazione dei genitori che ricevono una diagnosi per il loro, fino a quel momento, sogno. Un sogno che spesso si trasforma in incubo e getta le famiglie nella disperazione riempiendole di sensi di colpa ed angoscia per il futuro.


In preda a forti emozioni spesso i genitori cercano soluzioni miracolose e definitive. Lo stato purtroppo in molti casi non è in grado di offrire le terapie più adatte, così come illustrate dalle Linee Guida dell´Istituto Superiore di Sanità, ed i genitori oltre alla difficoltà affettiva di affrontare questo nuovo mondo devono sobbarcarsi l´onere economico. Altre volte i genitori spaesati si rivolgono a venditori di miracoli che speculano sulla disperazione umana. Un vivo consiglio quindi è quello di informarsi e leggere il più possibile per evitare di perdere inutilmente tempo.


In questo libello non troverete la descrizione di una terapia specifica, l´autrice, Carol Gray, con la semplicità che la contraddistingue ha formalizzato un semplice metodo di conversazione. Intuitivo, rapido, economi- co. Non una terapia in sé, ma un modo di conversare, e aiutare i ragazzi a comprendere, due aspetti spesso trascurati da molte, seppur valide e necessarie terapie: emozioni e pensieri.


Consiglio a tutti, genitori e professionisti, di leggere questo libro e prenderne liberamente spunto. Anche se le basi teoriche di queste linee guida affondano nella tradizione cognitivo comportamentale (CBT), e in particolare di quel filone che va sotto il nome di Educazione Cognitivo Affettiva, potrete trarne beneficio indipendentemente dalla terapia che segue il ragazzo.


Da bambino ero solito disegnare solo oggetti inanimati: mappe, cartine, palazzi, piante, macchine, robot, astronavi. Le rare persone che disegnavo erano molto stilizzate e soprattutto non usavo mai i colori. Le emozioni erano un mondo sconosciuto, un territorio inesplorato e spaventoso, dal quale volevo ben tenermi alla larga. Crescendo ho diretto il mio sguardo verso il rassicurante e interessante mondo delle cose e della natura e ho messo a frutto la mia capacità di vedere e risolvere intuitivamente schemi complessi nel campo della fisica. Già dai tempi dell´università, e in parte prima ancora dalle superiori, mi sono reso che se volevo “capire il mondo”, dovevo trovare un modo per capire anche il comportamento delle persone e le motivazioni che lo regolano. Iniziai a studiare la comunicazione umana e a comprendere come funzionava il mondo sociale. In fondo la società non è sempre un sistema?


Durante gli anni dell´università incontrai però Margherita, mia moglie e madre dei miei due splendidi figli. Quello che aveva iniziato a tirar fuori Margherita, esplose con la nascita della mia prima bambina. Come potevo essere padre senza capire le emozioni ed i sentimenti? Lo studio della natura e del comportamento non erano più sufficienti, per allevare un figlio serviva anche altro. Così iniziai ad affrontare ossessivamente il più terribile dei miei mostri: il mondo delle emozioni.


Nel corso della mia esplorazione ho avuto il piacere di confrontar- mi con migliaia di persone: genitori, professionisti, persone adulte nello Spettro Autistico (prevalentemente Asperger) e la storia di queste persone ha portato fascino e ricchezza nel mio mondo.


In particolare devo ricordare due persone. La prima, Davide Moscone, che mi ha parlato per la prima volta della sua idea di “Spazio Asperger” e che si era prefisso l´obiettivo di portare in Italia l´Educazione Cognitivo Affettiva (CAT-kit).


La seconda, Paolo. Una persona eccezionale, una di quelle persone che permetterebbe di cambiare idea anche al più accanito sostenitore del pregiudizio secondo il quale le persone autistiche non provano emozioni.


Paolo ha difficoltà a gestire le sue emozioni e a verbalizzarle, ma conosce un metodo incredibile per esprimerle. Migliaia di colori diversi. Non credo di aver mai conosciuto una persona che nella sua mente abbia una tavolozza così ampia. Quando descrive un suo stato d´animo, ti parla di un´emozione e si esprime nel seguente modo: “color Oliva; bianco Mille-raggi; marrone ghiaccio; blu di Prussia; verde Areca”. Puoi sentire quelle emozioni con tutti i sensi del corpo, la difficoltà nel trasformare le emozioni in parole, a volte, può derivare anche da un eccesso di ric- chezza ed intensità, o semplicemente da un modo diverso di conoscere il mondo.


Alcuni dei contenuti di questo libro potrebbero sembrare banali. Non lo sono. Mi ha molto colpito in appendice la scritta sotto la nuvoletta del pensiero: “Pensieri: parole e immagini nella mente. Io ho pensieri. Le altre persone hanno pensieri”. In un periodo semplice e banale, quante idee! In primis i pensieri sono sia parole che immagini, molti ragazzi nello Spettro Autistico pensano per immagini e non sanno che le altre persone pensano per parole. Alcuni ragazzi non sono neanche convinti che le altre persone pensino, in fondo i pensieri non si vedono. Infine “Io ho un pensiero” non “io penso”. Abbiamo tantissimi pensieri ogni giorno, pensieri più belli e pensieri inquietanti, avere un pensiero è fisicamente come osservare le nuvole passare nel cielo. A volte ci limitiamo a vederle passare a volte le inseguiamo, ma i nostri “pensieri” non sono “noi”.


Dare un nome ai sentimenti significa portare le emozioni sotto il controllo del più potente strumento che l´evoluzione ha regalato alla nostra specie: il linguaggio. Esplicitare i pensieri significa portare l´interazio- ne sociale sotto il controllo del secondo strumento specifico della nostra specie: la capacità di assumere la prospettiva altrui, di usare una cornice relazionale per provare ciò che gli altri provano, comprendere i desideri e le motivazioni e regolare il nostro comportamento di conseguenza. È in questo che consiste la forza e l´utilità delle Conversazioni a Fumetti. Non si tratta di abilitare alla semplice comunicazione di bisogni, ma di abilitare i ragazzi alla conversazione e quindi, in definitiva, consentirgli di pensare un mondo che non avevano mai potuto pensare.

Roma, novembre 2013.



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