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Un grande studio mostra che la prevalenza dell’autismo aumenta con l’età

La prevalenza dell’autismo in Danimarca aumenta all’aumentare dell’età delle persone.


Autore: David Vagni


Articoli Originale, studio danese: Schendel DE, Thorsteinsson E. Cumulative Incidence of Autism Into Adulthood for Birth Cohorts in Denmark, 1980-2012. JAMA. 2018;320(17):1811–1813.


Articolo Originale, studio svedese: Why ESSENCE is essential Gillberg's Blog, post di David Eberhard 25 Settembre 2018



Uno studio epidemiologico su tutte le persone nate in Danimarca negli ultimi 32 anni (2 milioni) ha trovato che la prevalenza dello Spettro Autistico non solo sta aumentando nel tempo, ma aumenta anche con la crescita delle persone. Nei bambini di 10 anni la prevalenza è di 1 su 60, a 16 anni è di 1 su 36. Nelle persone che oggi hanno 26 anni la prevalenza è di 1 su 78, ma oltre la metà di queste persone ha ricevuto la diagnosi in adolescenza o in età adulta.
In Svezia, la metà degli adulti che si rivolgono ai servizi di psichiatria per la prima volta, riportano problemi ascrivibili all'ADHD o allo Spettro Autistico. Questo pone delle nuove sfide per i servizi di psichiatria.


Il grande studio Danese


Lo studio tiene conto di ogni diagnosi fatta in Danimarca nei passati 32 anni ed ha rilevato una prevalenza di autismo dell'1,65% nei bambini di 10 anni in Danimarca nel 2016. Questo corrisponde in gran parte alle stime degli studi negli Stati Uniti.

Tuttavia, a differenze di qualsiasi studio epidemiologico fatto in precedenza, questo è il primo studio su larga scala che cerca di stimare la prevalenza a diverse età. I ricercatori hanno rintracciato le persone fino all'età adulta ed hanno scoperto che la prevalenza dello Spettro Autistico sembra aumentare con l'età.

Secondo Diana Schendel, docente di epidemiologia psichiatrica presso l'Università di Aarhus in Danimarca, che ha guidato il lavoro, questo potrebbe essere in parte perché ad un numero sempre crescente di adolescenti ed adulti viene diagnosticata la condizione dopo la prima infanzia.

I risultati evidenziano la necessità di espandere il supporto e i servizi per gli adulti con questa condizione.

Il team di Schendel ha estratto dai registri psichiatrici e nazionali danesi i pazienti per ogni diagnosi di Spettro Autistico nelle persone nate dal 1980 al 2012; hanno seguito questi individui fino al 2016.

Durante questo periodo, in Danimarca sono nate 2.055.928 persone, 31.961 delle quali hanno ricevuto una diagnosi di autismo.

Come in studi precedenti fatti in altre nazioni, i dati nel tempo (per diverse coorti di nascita) mostrano un aumento delle diagnosi per ogni fascia di età. Ma questo è il primo studio a rilevare un secondo fenomeno: un aumento della probabilità di una diagnosi con l’età della persona.

A causa della combinazione di questi due fenomeni, aumento delle diagnosi nel tempo ed aumento delle diagnosi con l’età), lo studio ha riscontrato la più alta prevalenza nelle persone nate dal 2000 al 2001; Il 2,8% dei sedicenni ha una diagnosi di spettro autistico (questo gruppo ha avuto una diagnosi di autismo entro il 2016) - il 3,89% dei ragazzi e l'1,66% delle ragazze.

Circa lo 0,5% delle persone nate in Danimarca dal 1990 al 1991 ha ricevuto una diagnosi di autismo entro 10 anni. Ma nel momento in cui questi individui hanno 26, la prevalenza sale a circa 1,3%. Ciò suggerisce che più del doppio delle diagnosi viene fatta tra i 10 e i 26 anni di età.

All’aumentare dell’età si riduce anche il rapporto tra maschi e femmine diagnosticati. La differenza tra i sessi è più ampia in età giovanile ma si assottiglia nell'adolescenza. Questo è probabilmente dovuto alla difficoltà ancora presente nel diagnosticare le ragazze in età precoce.

Sulla popolazione totale studiata dai danesi infatti il rapporto è di 2,3 maschi per ogni ragazza - rispetto al solito rapporto 4 a 1.


Il cambiamento della psichiatria in Svezia


David Eberhard, primario di psichiatria a Stoccolma (Svezia), a riportato in questi giorni di uno studio che sta conducendo.

Negli ultimi anni ha lavorato ad un progetto di ricerca in cui hanno diagnosticato e esaminato circa 150 giovani adulti che si sono rivolti a servizi psichiatrici per la prima volta. Come previsto, ovviamente avevano molti diversi tipi di problemi. Tuttavia, circa la metà dei partecipanti aveva problemi derivanti da una condizione dello Spettro Autistico, ADHD o entrambe, mai diagnosticata in precedenza.

Eberhard afferma che chi lavora nei servizi psichiatrici per adulti è stato preso completamente alla sprovvista dai diversi disturbi originariamente descritti dai neuropsichiatri infantili. Questi sono problemi che insorgono nell'infanzia e che spiegano molto di ciò che uno psichiatra vede nei suoi pazienti adulti. Tuttavia, in precedenza, erano inquadrati solo in termini di altre sindromi psichiatriche.

Queste diagnosi, possono in molti casi essere valide, ma per comprenderne il significato ed aiutare al meglio i pazienti, è necessario tenere conto della base su cui si sono innestate. Molti pazienti che arrivano da adulti, non hanno (solo) “nuove” condizioni, ma sono persone che hanno dovuto cavarsela per tutta l’infanzia senza ricevere alcun aiuto.

I disturbi del neurosviluppo sono così vasti che devono essere un territorio familiare per chiunque lavori nei servizi psichiatrici. C'è ovviamente bisogno di unità specializzate, perché le cliniche ambulatoriali tipiche non hanno abbastanza personale specializzato per eseguire tutti gli esami richiesti.

Questo non è ovviamente vero solo per i giovani adulti. Data la precedente struttura dei servizi psichiatrici, è più probabile il contrario, afferma Eberhard.

Le questioni neuropsichiatriche potrebbero essere ancora più sovrarappresentate tra gli anziani. È solo negli ultimi anni che diversi tipi di condizioni del neurosviluppo hanno iniziato a guadagnare attenzione, il che significa che molte persone con potenziali problemi ora dovranno avere diagnosi che non hanno mai avuto da bambini o giovani adulti.

A volte queste persone cercano terapie, ma in molti casi vogliono solo sapere cosa li ha tormentati o li hanno fatti sentire diversi per tutta la loro vita.



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