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Reciprocità emozionale

wolfgangwolfgang SymbolModeratore
modificato December 2012 in Esplorare i sentimenti
Reciprocità Emozionale
Come affrontare le emozioni forti ed il dolore nello Spettro


Gavin Bollard

Articolo originale: Emotional Reciprocity


Tradotto da alessiodx


Tutti abbiamo a che fare con emozioni forti come l´amore, la rabbia e il dolore nelle nostre vite. Mia moglie tende ad esprimerle piangendo, mentre io spesso me le tengo dentro e le metabolizzo come stress e comportamenti autolesionistici. Nei bambini queste emozioni possono manifestarsi come crolli nervosi o genericamente con comportamenti distruttivi. Ma ogni tanto non viene a galla nulla di ciò.

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Né scusa né accusa. Addestrare le competenze, insegnare valori, e-ducare l'Uomo dalla Bestia. La Natura non è una scusa.

Commenti

  • LunaLuna Veterano
    Pubblicazioni: 525
    Mi ritrovo molto in quanto scritto nell'articolo, in particolare "possono mancare le espressioni facciali e i toni di voce, ma non mancano loro le emozioni. Di fatto, siamo esseri molto empatici - qualche volta perfino più empatici dei neurotipici per quanto riguarda quello che sentiamo. I nostri problemi riguardano l´interpretazione e la manifestazione dei segnali esteriori" e "Quando sai che c´è qualcosa che probabilmente causerà un´emozione, non c´è alcuna ragione per pensare che il fatto che tu non riesca a rilevarla implichi che l´emozione non sia lì". Voi?
  • anankeananke Senatore
    Pubblicazioni: 1,585
    Sì mi ci ritrovo in parte.
    Come dicevo in un altro topic, relativamente al fatto che mi pareva di percepire la situazione che una ragazza stava vivendo al punto che quasi mi veniva da piangere, (penso si trattasse di questioni di cuore e lì sì che divento empatica:) spesso non è automatico che queste forme di partecipazione silenti vengano percepite dal prossimo:)
    Sarei del tutto e completamente incapace di avvicinarmi ad un essere umano che non conosco più che bene o con il quale non ci sia un'empatia fenomenale e dirgli, dandogli una pacca sulla spalla, cose del tipo: cosa c'è che non va? posso fare qualcosa per te?
    Forse una cosa così riuscirei a farla più facilmente con persone straniere provenienti da zone inquadrate in strutture sociali ed economiche più semplici della nostra (io sono del parere che il capitalismo nel suo stato avanzato tenda a complicare i rapporti umani e anche le forme di comunicazione fra di essi, dunque non è una cosa che mi viene in aiuto).
    Per il resto al limite mentre medito penso anche per te, oppure la prossima volta che ti vedo e ci sei pure tu porto una torta o cose così:)
  • Andato34Andato34 SymbolAndato
    Pubblicazioni: 4,027
    Sono d'accordo con @Luna. Io credo di essere anche più empatico degli altri quando faccio caso alle emozioni altrui. Penso che se a volte non sono empatico sia per una questione di attenzione e non di capacità. Ovvero ad avere cervelli tendenti al mono-tasking si fa più fatica a tenere in considerazione quello che sta pensando/sentendo l'altra persona se al momento sei concentrato su qualcosa. Se invece sei concentrato su quello che pensa l'altra persona magari lo puoi fare meglio degli altri, ma fai fatica a concentrarti sulle altre cose che stai facendo. Per cui chi tende al monotasking se vuole camminare senza inciampare è "costretto" a togliere attenzione al pensiero/emozioni altrui. Poi chiaro che con l'allenamento si può migliorare.
    Amelie
    La Sindrome di Asperger è solo uno spunto per conoscere meglio se stessi e gli altri.
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