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S.I.S.L. ANFFAS: Inclusione illusoria?

AndrewAmbientAndrewAmbient Veterano
modificato October 2019 in Studio e lavoro
Ciao a tutti! 
Vorrei condividere con voi (con amara e profonda delusione) la mia esperienza all'interno del circuito ANFFAS mediante il progetto "S.I.S.L." (Servizio per Inclusione Socio-Lavorativa). Amara e profonda delusione nonchè frustrazione perchè questo "percorso di crescita personale" non mi ha portato benefici (o se ne me ne ha portati si contano nelle dita di una mano) perchè ritengo che ancora non ci sia effettivamente l'inclusione socio-lavorativa che noi Asperger desideriamo.

Il progetto funziona nel seguente modo: in poche parole si viene inclusi generalmente per sei mesi in un'azienda con cui loro collaborano (hotel, alberghi, supermercati Conad, cooperative di pulizie e/o di giardinaggio), svolgendo le relative mansioni di cameriere, barista, addetto al rifornimento scaffali, addetto alle pulizie, aiuto giardiniere senza nessuna forma di riconoscimento economico (praticamente lavori gratuitamente) e senza che vi sia alcun rapporto di subordinazione (non si è assunti nè come stagisti e nè come dipendenti a tempo determinato/indeterminato). L'educatore professionale svolge un tot di giorni alla settimana il monitoraggio recandosi in azienda e alla fine del mese viene fissato un incontro con la psicologa per fare il resoconto. 

Fermo restando che le aziende con cui Anffas collabora sono aperte mentalmente, secondo voi si può parlare effettivamente di inclusione socio-lavorativa delle persone asperger? Io ritengo che si possa parlare di inclusione socio-lavorativa quando le aziende ci assumono a tempo determinato/indeterminato senza che vi sia un intermediario come Anffas, no? Il fatto che ci dobbiamo rivolgere a terzi non mi sembra un buon segnale o miglioramento... 
Non per essere pessimista però siamo ancora ben lontani anni luce dalla vera inclusione socio-lavorativa che sogniamo e pretendiamo!

Secondo me, si parla effettivamente di inclusione socio-lavorativa delle persone con disturbo dello spettro autistico quando gli si viene fatto svolgere mansioni complesse e con media responsabilità come un informatico, un chimico, uno scienziato, un ingegnere, volendo anche un fonico (dato il nostro udito assai sviluppato) e/o il dentista (dato che possiamo l'attitudine al dettaglio e alla precisione) e non le solite mansioni semplici nonostante risultino utili come addetto alle pulizie e/o addetto al rifornimento scaffali (come nel mio caso) senza che ci sia l'intermediario (ANFFAS) di mezzo.

Voi come la vedete?


DomitillaValentarondinella61AJDaisy
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Commenti

  • DomitillaDomitilla Senatore
    Pubblicazioni: 3,092
    Attenzione: sarò politicamente scorretta.

    Qui mi sembra che non serva per far "lavorare il disabile" bensì far lavorare l'associazione stessa.
    Nel senso, il lavoro che fa l'assistito serve come attività ricreativa, come potrebbe essere un corso di ricamo. Non si ha davvero l'intenzione di far lavorare davvero, ma di intrattenere con un'occupazione, il "far giocare a lavorare".
    L'intermediazione non è una cattiva idea, ma l'intermediario dovrebbe sparire una volta firmato il contratto (di qualsiasi tipo). Poi se la vede la persona con l'azienda.
    Invece qui mi pare che sia la ditta a fare il favore, l'atto caritatevole all'associazione di "tener lì" uno dei loro assistiti per far vedere quanto sono buoni e inclusivi (facendoli poi lavorare come gli altri, ma aggggratis, quindi vantaggio di immagine ed economico).
    Angel_atierreAndrewAmbientrondinella61
  • Angel_aAngel_a Veterano
    Pubblicazioni: 190
    Saro' "scorretta" anche io :

    sono delle forme di sfruttamento mascherato. In pratica hanno un guadagno le associazioni che fanno queste cose, non la persona in se stessa.
    ValentaDomitillaSoylentGreen
    " Io ne ho viste cose che voi umani non potreste immaginarvi....."
  • NemoNemo Moderatore
    Pubblicazioni: 3,719
    Credo si tratti di valutare attentamente la cosa. Anffas si occupa prevalentemente di disabilità, è naturale che i suoi progetti siano strutturati per le persone con disabilità più o meno grave. E qui si gira sempre intorno alla questione dello spettro: se si ha un autismo che impedisce di avere un normale inserimento lavorativo, per gli "n" motivi che ben conosciamo, allora è corretto l'approccio "disabile", e ci sta che l'associazione giochi un ruolo attivo nella gestione del progetto.

    Se invece quello che mancano sono le opportunità, o si viene frenati dai propri blocchi personali psicologici, ma si è in grado di affrontare tutti gli stress che un lavoro (qualsiasi) comporta... beh, allora concordo che sia inutile praticare percorsi come quello proposto da Anffas.

    Uh, il lavoro perfetto non esiste.
    SirAlphaexavera68DrMoody
    Memento Mori
  • PimpirinaPimpirina Membro Pro
    Pubblicazioni: 182
    A me non sembra un'esperienza inutile, perché comunque ti stanno insegnando un lavoro e ti assicuro che, di questi tempi, se una persona è priva di esperienza lavorativa, difficilmente potrà trovare lavoro. Le mansioni sono semplici perché per poter svolgere mansioni complesse come quelle che tu hai indicato ci vogliono titoli di studio specifici e, in genere, chi ha già una specializzazione non si rivolge a queste associazioni. Mi sbaglio?
    nory
  • AndrewAmbientAndrewAmbient Veterano
    modificato December 2019 Pubblicazioni: 156
    @Domitilla @Nemo
    Una settimana fa conclusi questa esperienza all'interno di questa catena di supermercati e G.D.O., rilevando le seguenti personali e credo veritiere conclusioni:

    1. Colui che doveva essere il mio tutor non mi ha seguito per niente e si è comportato male:

    - primo nei miei confronti perchè l'ultimo giorno non si è manco degnato di salutarmi nonostante io l'avessi avvisato e lo sapesse da tempo;

    - secondo per il fatto che ha mancato di rispetto anche al personale Anffas comportandosi come nei miei confronti;

    - terzo per il fatto che non mi credette che lavoravo come si doveva lavorare (secondo una certa logica).

    Le uniche due note positive sono il fatto che:
    - i dipendenti del supermercato, chi piú chi meno, sono stati molto collaborativi e gentili nei miei confronti;

    - il personale anffas, nonostante sia stato il caso "alfa", mi ha sempre supportato come poteva ed ora io mi sono affezionato tantissimo a loro come loro si sono affezionati tantissimo a me.

    Il rinnovo nel supermercato mi hanno rassicurato che non ci sará perchè mi collocheranno in una postazione d'ufficio, contando anche che è la prima volta che gli si viene fatta una richiesta di questo tipo.

    Inizialmente, l'equipe non mi "comprese" ma adesso sembra che stiano cambiando "approccio" e stiano risultando piú empatici nei miei confronti.

    Non mi va di andarmene assolutamente da loro in questo momento perchè percepisco che mi stanno aiutando tanto, nonostante io sia per loro un caso "alfa".

    Nonostante sia piú io ad aiutare loro che loro ad aiutare a me, preferisco rimanere con loro, all'interno di questo percorso e con questa equipe. Mi dispiacerebbe e dispiacerebbe molto anche a loro che io me ne vada perchè adesso tra me e l'equipe Anffas è nata una forte e profonda empatia e non sai quanta soddisfazione mi ha dato perchè vuol dire che mi vogliono aiutare "col cuore".
    ValentaNemoMononokeHimeDomitilla
    Post edited by AndrewAmbient on
  • AndrewAmbientAndrewAmbient Veterano
    modificato February 2020 Pubblicazioni: 156
    @Nemo @Domitilla @Valenta
    Mi rimangio e detto ció che ho scritto prima e confermo ció che mi avete detto.

    Mi hanno trovato una postazione d'ufficio ma l'unica mansione e compito era il semplice caricamento dati ripetutamente per 4 ore ogni giorno; compito che se faccio in 30 minuti è molto.

    Questo significa valorizzare gli aspie?
    Questo è tutto ció che Anffas puó fare con il S.I.S.L?
    Questa è l'apertura mentale che le aziende possiedono nei confronti delle persone autistiche?

    Ogni gesto positivo (per loro) per me è in realtà un segno di sottostima e svalutazione delle mie capacità nei miei confronti.
    Non solo, la neuropsichiatra mi voleva prescrivere Risperidone solo perchè possiedo spiccate capacità organizzative e la "psicologa del lavoro" pensava che io non mi stessi dando da fare e inoltre mi disse anche che io costavo all'associazione 500€.

    Lascio a voi i commenti...

    Ecco l'Anffas di Cagliari: il luogo dove i sogni diventano incubi.

    Le uniche cose che mi hanno valorizzato sono il corso breve di pianoforte moderno e il nuoto.

    Non sapete quanto mi senta male adesso!
    NemoDomitillaSoylentGreenrondinella61NewtonValenta
    Post edited by AndrewAmbient on
  • MarkovMarkov Pilastro
    modificato February 2020 Pubblicazioni: 10,755
    Secondo me per un lavoro soddisfacente serve un percorso di studi duraturo e che non ammetta titoli alternativi allo studio stesso (quest'ultimo aspetto è importante per avere la garanzia di escludere chi ci prova con qualifiche più facili e che vuole far leva sulla propria immagine). Tutto il resto viene praticato da persone che improvvisano e trovano quello che resta.
    Post edited by Markov on
  • SoylentGreenSoylentGreen Membro Pro
    Pubblicazioni: 760
    Non capisco perchè  non facciano lavorare gli aspie in settori quale l'arte e l'artigianato anzichè questi  lavori monotoni  es lavori ceramica orificeria a contatto con maesstri artigiani  - lavori retribuiti giustamente io lo farei un lavoro a contatto con l'arte sai che soddisfazione sfogare la creatività ideando un vaso o un tessuto :)
    rondinella61
  • AndrewAmbientAndrewAmbient Veterano
    modificato February 2020 Pubblicazioni: 156
    @SoylentGreen
    I lavori manuali a cui ti riferisci (che sono quelli circolano in questo percorso S.I.S.L. e all'interno di ANFFAS) sono maggiormente adatti e strutturati, come disse giustamente @Nemo, per gli autistici a basso funzionamento; loro trattano e sono abituati con queste realtà.
    Io, dato che sono un autistico ad alto funzionamento, ho bisogno di lavori ancora più stimolanti e piú qualificati come anche un semplice addetto amministrativo al PC ma non con compiti di solo caricamento dati per 4 ore perché ci impiego 30 minuti come massimo.

    Provai la mansione scaffalista per 6 mesi ma ció che i lavoratori assunti normali lo facevano in molto piú tempo io ce ne impiegavo la metá, nonostante fosse fatto bene ed è anche capitato che i lavoratori assunti si siano un pó risentiti della spiccata capacità di lavorare velocemente, precisamente e in breve tempo.

    Attualmente sto componendo musica minimalista per pianoforte componendo e suonando la tastiera dopo aver fatto seguito un corso di pianoforte moderno di 2 mesi e sto raggiungendo risultati abbastanza soddisfacenti e piú stimolanti.
    NemoSoylentGreen
    Post edited by AndrewAmbient on
  • ValentaValenta SymbolPilastro
    modificato February 2020 Pubblicazioni: 10,645
    @AndrewAmbient e provare a fare il servizio civile? Credo che se abiti in un paese sia più facile entrarci e ho sentito diverse persone con disabilita' varie che sono state selezionate.

    Se ci hai già provato, queste esperienze ti daranno una chance in più.

    Certo, non è un vero lavoro, ma dura un anno, è un "tirocinio" quindi non hai le responsabilità di un impiegato, e ti permette se fatto bene di acquisire nuove competenze e/o relazioni importanti.

    Se non sbaglio hai meno di 30 anni..

    Post edited by Valenta on
    Pronomi maschili (egli\lui\gli)- mi piace ricevere feedback ai miei interventi :)
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