Spazio Asperger è attivo anche su Facebook.

Per raggiungere la nostra pagina con gli argomenti più discussi del giorno, news e immagini cercate "spazioasperger.it"

Per un gruppo indirizzato a ricerca e terapia cercate "Ricerca e terapia nello Spettro Autistico"

La mancanza (Autismo)

Mi sono sempre chiesto cosa sia la mancanza, molte volte, visto che sono fuori casa, mi viene ripetuto ''ti manchiamo'', e io non so mai come rispondere, a volte mi viene un sì forzato.

Purtroppo non ho mai avuto mancanza di qualcuno, ad eccezione per il mio gatto e la mia stanza.

Questo mi è capitato anche con i miei nonni, sono stato più male per la morte del mio primo gatto che per la loro.

C'è qualche correlazione tra non avere mancanza ed autismo?

C'è un sinonimo di mancanza? poiché mi sembra cacofonico dire non ho mancanza

Cos'è la mancanza?
giuseppeBlunotteLinnadavid
«1

Commenti

  • giuseppegiuseppe Membro
    Pubblicazioni: 89
    mancanza ad esempio di un amico, mai avuto uno....mancanza di una vita normale, etc.
    Linnamariadimagda
  • betbet Veterano
    Pubblicazioni: 149
    Secondo me ci sono tanto tipi di mancanza (nostalgia forse potrebbe andare come sinonimo): la mancanza di qualcosa ai cui avevi fatto l' abitudine " mi manca prendere il caffè in quel barche ha chiuso" oppure una mancanza di qualcosa che ti faceva stare bene " mi mancano le lunghe chiacchierate con le mie amiche storiche" oppure ti può mancare poter fare una cosa che ti piaceva" mi manca poter andare alle terme" oppure ancora ti può mancare una persona a cui vuoi molto bene e con cui stavi bene e allora ti può mancare tutto anche le cose che non ti piacevano " mi manca la sua voce, lo sguardo anche le litigate" . Insomma la mancanza di qualcosa spesso, anche se non sempre, è data da qualcosa che ti dava piacere e che non c è più nel tuo presente o nella quotidianità. Credo...
    BlunotteLinnagiuseppe
  • vera68vera68 Pilastro
    Pubblicazioni: 2,843
    Secondo me la mancanza è correlata al desiderio, alla passione.
    Se hai passione per... allora hai mancanza di...
    quando non vi è più
    AmOnlyLinna
  • DreamLoopDreamLoop Veterano
    Pubblicazioni: 177

    Da quello che ho capito è uno degli aspetti che può caratterizzare chi fa parte dello spettro autistico, con tutte le differenze tra caso e caso.
    Ricordo quando fui diagnosticato mi venne chiesto espressamente se quando ero più piccolo sentivo la mancanza dei miei amici o di mia madre e la risposta fu no o la sentivo in maniera molto astratta o solo in alcune occasioni, sentivo molto più chiaramente la mancanza dei miei libri o dei miei spazi ma la mancanza delle persone no, esclusi casi particolari insomma le classiche eccezioni che confermano la regola a livello generale. E sembrava proprio che lo psicologo si aspettasse questo genere di risposta..

    Anch'io ero molto legato ai miei gatti e quando sono morti è stata una tragedia, e se mi fermo a riflettere su quell'evento anche ora a distanza di anni rischio di soffrire molto e piangere, forse perché gli animali sono stati i primi esseri viventi ai quali io mi sia avvicinato, i primi esseri viventi che mi hanno fatto capire che esistono bisogni e sentimenti esterni ai miei, e nei loro confronti mi sentivo responsabile, cosa che non avevo mai provato nei confronti delle persone almeno finché ero un ragazzino.

    Ho provato spesso la sensazione che tendevo a simulare ciò che vedevo negli altri, probabilmente per adattamento o imitazizone inconscia, oppure per soddisfare aspettative che io stesso alimentavo magari per non sentirmi così diverso anche se allora non ne ero consapevole, tipo: dovresti soffrire per questa cosa, oppure, dovresti sentirne la mancanza, e quindi spesso provavo la sensazione di artificio, di qualcosa che ero io a riprodurre, evocare, piuttosto che un fluire naturale, indipendente dalla mia volontà.

    Nel mio caso potrebbe anche essere un meccanismo di difesa: se una persona non posso averla fisicamente vicino nel momento in cui è distante per evitare di soffrire l'eventuale mancanza il mio cervello sopprime il desiderio evitando di pensare a lei perché una tale situazione che si protrae nel tempo mi causarebbe un costante accumulo di nervosismo che mi getterebbe in uno stato di perenne tensione che poi si ripercuoterebbe a 360 gradi su tutto il resto.

    p.s. mi sono rifiutato di andare al funerale di mia nonna, anche se le volevo bene, ma sono stanco di andare ai funerali, sono stanco di tutto quello che ai miei occhi sembra un circo dell'orrore che ogni volta si mette in moto, io tali momenti se proprio dovessi viverli lo farei nel raccoglimento, nella pace della solitudine non certo in una celebrazione pubblica dove sembra di vedere messa in scena uno spettacolo teatrale dove è obbligatorio soffrire platealmente, perché è ciò che gli altri si aspettano. Questo per dire che non sono indifferente se voglio bene a una persona, però il fatto che io voglia bene a una persona non mi impedirebbe di non vederla né sentirla per mesi senza che ciò mi turbi in alcun modo, anche se mi rendo conto che l'altra persona non la vivrebbe certo con la mia tranquillità
    MononokeHimeAmOnlyLinnabet
  • mariadimagdamariadimagda Veterano
    modificato 15 May Pubblicazioni: 138
    @bet, sei NT ? Vero ? E' una risposta assolutamente razionale, assolutamente nella 'norma' . @DreamLoop come sempre ci indirizza in nuovi orizzonti, ci fa immaginare i suoi ricordi e sentire le sue emozioni e infine, sentiamo il rumore dei ragionamenti, conditi da flashback. Un grande narratore asperger. Prima i gatti. Poi le persone. L'amore senza visita, il racconto allo psicologo che già immaginava le risposte. Quando ti sei innamorato, dreamloop? E' successo ? Volevi vedere l'oggetto del tuo amore ? E' sempre interessante leggerti. - bet io leggo la mancanza esattamente come te -
    bet
    Post edited by mariadimagda on
  • riotriot Moderatore
    Pubblicazioni: 6,266
    la mancanza, per me, è un sentimento spaventoso e doloroso, legato alla perdita di cose e/o persone importanti.
    la totale incapacità di affrontare possibili cambiamenti drastici e definitivi, che avrebbero comportato la perdita di legami fondamentali nella mia vita, è ciò che mi portò a scoprire ll'Asperger ed in seguito alla diagnosi, che mi hanno aiutato abbastanza a "maneggiare" cò che poi è successo davvero.
    Sniper_OpsbetMononokeHimeLinna

  • MarkovMarkov Pilastro
    Pubblicazioni: 10,752
    mariadimagda ha detto:

    @bet, sei NT ? Vero ? E' una risposta assolutamente razionale, assolutamente nella 'norma' . @DreamLoop come sempre ci indirizza in nuovi orizzonti, ci fa immaginare i suoi ricordi e sentire le sue emozioni e infine, sentiamo il rumore dei ragionamenti, conditi da flashback. Un grande narratore asperger. Prima i gatti. Poi le persone. L'amore senza visita, il racconto allo psicologo che già immaginava le risposte. Quando ti sei innamorato, dreamloop? E' successo ? Volevi vedere l'oggetto del tuo amore ? E' sempre interessante leggerti. - bet io leggo la mancanza esattamente come te -

    Potrebbe anch'essere una differenza di lessico utilizzato, non è possibile risalire alla percezione personale dal modo in cui uno scrive.
    bet
  • betbet Veterano
    Pubblicazioni: 149
    @mariadimagda sì io sono nt o meglio non sono aspie, perché comunque ho delle importanti neurodiversita' ma nel mio caso credo siano delle patologie vere e proprie. Come ho già detto soffro di depressione e ansia pur essendo una persona molto ottimista e solare...
  • DreamLoopDreamLoop Veterano
    Pubblicazioni: 177
    @DreamLoop come sempre ci indirizza in nuovi orizzonti, ci fa immaginare i suoi ricordi e sentire le sue emozioni e infine, sentiamo il rumore dei ragionamenti, conditi da flashback. Un grande narratore asperger. Prima i gatti. Poi le persone. L'amore senza visita, il racconto allo psicologo che già immaginava le risposte. Quando ti sei innamorato, dreamloop? E' successo ? Volevi vedere l'oggetto del tuo amore 
    Cercherò di rispondere in maniera più chiara e semplice possibile ma si tratta di un tema complesso che non riesco ad affrontare facilmente. Quando tento di rispondervi non so nemmeno quanto vi scrivo perché voglio esservi utile e quanto invece sia frutto di una mia necessità inconscia di esibizione con relativo apprezzamento.

    @Mariadimagda mi sono chiesto più di una volta se io mi sia mai innamorato in vita mia di qualcuno.
    In passato durante e dopo la fine dell'unica relazione stabile della mia vita (durata più o meno 3 anni) ero convinto di essermi innamorato, però il punto è che mancavo di esperienza, non avevo modo di poter fare confronti e costruire una scala di valore personale. Quindi, come facevo a dire di essermi innamorato? Se devo essere sincero non saprei nemmeno definire cosa comporti effettivamente l'essere innamorato.
    Non lo sapevo all'ora e non penso di saperlo adesso.

    Prima di allora, esclusi gli animali, non riuscivo proprio a capire le altre persone, compreso il mio migliore amico. L'amore era una parola come tante altre, una parola che esisteva perché era stata scritta e definita dentro un vocabolario, e se penso al me stesso di allora mi viene in mente la scena del film Good Will Hunting quando lo psicologo gli dice questo:

    Se ti chiedessi sull'arte probabilmente mi citeresti tutti i libri di arte mai scritti...Michelangelo. Sai tante cose su di lui: le sue opere, le aspirazioni politiche, lui e il papa, le sue tendenze sessuali, tutto quanto vero? Ma scommetto che non sai dirmi che odore c'è nella Cappella Sistina. Non sei mai stato lì con la testa rivolta verso quel bellissimo soffitto.. mai visto. Se ti chiedessi sulle donne, probabilmente mi faresti un compendio sulle tue preferenze, potrai perfino aver scopato qualche volta ma non sai dirmi che cosa si prova a risvegliarsi accanto a una donna e sentirsi veramente felici. Sei uno tosto. E se ti chiedessi sulla guerra probabilmente mi getteresti Shakespeare in faccia eh? Ancora una volta sulla breccia cari amici??.... ma non ne hai mai sfiorata una. Non hai mai tenuto in grembo la testa del tuo migliore amico vedendolo esalare l'ultimo respiro mentre con lo sguardo chiede aiuto.se ti chiedessi sull'amore probabilmente mi diresti un sonetto. Ma guardando una donna non sei mai stato del tutto vulnerabile...non ne conosci una che ti risollevi con gli occhi, sentendo che Dio ha mandato un angelo sulla terra solo per te, per salvarti dagli abissi dell'inferno. Non sai cosa si prova ad essere il suo angelo, avere tanto amore per lei, vicino a lei per sempre, in ogni circostanza, incluso il cancro. Non sai cosa si prova a dormire su una sedia d'ospedale per due mesi tenendole la mano, perché i dottori vedano nei tuoi occhi che il termine "orario delle visite" non si applica a te. Non sai cos'è la vera perdita, perché; questa si verifica solo quando ami qualcosa più di te stesso: dubito che tu abbia mai osato amare qualcuno a tal punto.

    E concordo con lui, sarebbe valsa la stessa cosa per me perché ho vissuto molto più dentro la mia testa che nel mondo dove vivevano le altre persone, e l'amore, come tanti altri elementi della nostra esistenza, per me era un tema astratto che avrei potuto descrivere/esprimere in tanti modi, un piacevole passatempo sul quale riflettere per il puro piacere di farlo, un piacere intellettuale, lo spettacolo della bellezza, formale e concettuale, colta nella sua esibizione solitaria, un soliloquio, il monologo di un individuo che ha se stesso come unico spettatore.
    Il mio cervello è sempre stato come un trita tutto, non importa quale sia l'argomento puoi dargli in pasto qualsiasi cosa e lui lo triturerà, la analizzerà e sminuzzerà riducendolo ai minimi termini, e questo accade anche quando io non voglio farlo, anche quando vorrei dedicarmi ad altro, riuscire a fermarlo può essere molto difficile.


    Riflettendo, ho capito molte cose in maniera retrospettiva, oserei dire che tutta la conoscenza è retrospettiva: nasce dallo sguardo che riflette sul passato, passato da 5 minuti o 50 o 5000 anni. Di solito finché sei protagonista di un evento difficilmente hai la calma, la lucidità, il necessario distacco, per analizzare in maniera approfondita e coerente.
    Ho capito che spesso, non essendo in grado di cogliere l'interiorità altrui, ciò che mi piaceva negli altri erano parti di me. Le altre persone erano come uno specchio che rifletteva parti di me che io attribuivo a loro ma in realtà erano solo dei riflessi appunto. Quindi se la persona era brava a cogliere e riflettere allora mi affascinava e ne venivo attratto, ma in realtà era un solipsismo, un egotismo, un gioco di contemplazione del tutto autoreferenziale. 
    Non ero nemmeno consapevole di ciò e quando l'incantesimo finiva, perché era solo questione di tempo, e vedevo la persona per quello che era, ovvero senza tutte le mistificazioni o comunque le attribuzioni che io stesso le avevo messo addosso, finivo con l'essere deluso, e tale delusione principalmente era causata dalla mia incapacità di individuare e apprezzare le caratteristiche della persona e quindi una volta che cadevano quelle illusorie che io avevo proiettato non ne rimanevano altre, ma non ne rimanevano altre non perché non ce ne fossero altre ma perché non ero stato in grado io di coglierle.
    E probabilmente la mia difficoltà era relativa anche al fatto che io ho sempre oscillato tra gli estremi, tuta la mia vita è stata una oscillazione da un estremo all'altro, e anche le emozioni le ho sempre vissute in maniera molto molto intensa quindi quelle altrui se non erano altrettanto intense (o comunque non erano espresse in maniera intensa) passavano inosservate o comunque non ero in grado di riconoscerle o le vedevo in maniera superficiale, blanda, come un aspetto trascurabile che non lasciava impressioni comprensibili che fossero percepite come un valore duraturo, importante.

    Un altro elemento che trovo importante, e potrebbe aver contribuito a confondermi, è relativo al fatto che per me non esisteva differenza comprensibile: coccolare il mio gatto, leggere un passaggio particolarmente interessante/emozionante di un libro, contemplare un paesaggio naturale, per me avevano la stessa radice. Magari era amore senza una finalità e una forma precisa, esternato a 360 gradi e quindi in grado di esistere senza avere come oggetto le persone, i rapporti interpersonali. Ho sempre provato delle emozioni così intense, così importanti, nei confronti di tutto quello che mi circondava che l'eventuale "amore" nei confronti di qualcuno era "UN tipo" in mezzo a molti non "IL tipo" principale che definisce e fa da scala di valore per tutto il resto.
    betMononokeHimemariadimagdaLinna
  • betbet Veterano
    Pubblicazioni: 149
    @DreamLoop che meraviglia leggerti... è un piacere immenso. Io credo che quello che dici tu valga un po' per tutti solo che tu lo vedi chiaro e noi no, rimaniamo più in superficie.
    Linna
Accedi oppure Registrati per commentare.
Un pizzico di autismo? Ma quale? Aiutaci a scoprirlo con la ricerca online