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Quei giorni in cui non ce la fai più....

cameliacamelia Pilastro
modificato March 2015 in Mi sento giù
A volte mi domando se avrò mai una vita normale, la mia convivenza è durata pochissimo, il mio lavoro è stato compromesso dalla mia "asperghità", tutte le molteplici possibilità di far carriera le ho buttate nel cesso per i miei 1000 e 1 problemi, fino ad arrivare ad un vero e proprio burnout autistico che mi ha portato sull'orlo del baratro....Io sono ad un buon punto nel mio percorso di progressiva accettazione, ma ci son giorni in cui ho tanta tristezza nel cuore, ci sn giorni in cui vorrei chiudermi a chiave nella mia stanza e non fare entrare più nemmeno un pezzetto di quel mondo che continua a farmi paura, la stessa paura di quella notte, la ricorderò sempre, avevo 10 anni, e dovevo andare alle scuole medie, e ho detto a me stessa "faresti meglio a stare per sempre in questo letto, perché d'ora in poi sarà dura e tu non ce la farai..."; avevo ragione, purtroppo...
Post edited by yugen on
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Commenti

  • matthewStarmatthewStar Veterano
    modificato November 2013 Pubblicazioni: 415
    @camelia per molte cose mi identifico in quello che scrivi, e non so neanche se "sono asperger" o no. Affrontare ognuno dei temi che hai toccato per me rappresenta una sforzo che a volte sembra gestibile, a volte meno, dipende dal mio stato mentale, e comunque in ogni cosa è molto difficile che io ne tragga qualche soddisfazione. Quello che ho notato è che più ci penso, più mi concentro sulla mia supposta "diversità", e meno risultati ottengo, in tutti gli ambiti. A volte mi sembra che sforzarmi sia inutile in quanto comunque non è quello che io vorrei, altre volte invece capisco che gli sforzi servono comunque a ottenere risultati e questo in ogni caso fa stare meglio, AS o meno. Al momento onestamente sono incerto sul futuro ma una cosa che so è che non mi devo arrendere, e un'altra che sospetto è che a lungo termine più mi sforzo e cerco di fare le "cose giuste" e meglio sarà la situazione. E' difficile bilanciare costantemente le mie esigenze con quelle del mondo esterno ma al momento credo che sia l'unico modo "ragionevole" di affrontare le cose.
    Non posso paragonare la mia situazione alla tua, ma credo che, a prescindere dai casi e problematiche personali, e dalla maggiore o minore percezione delle difficoltà, l'attitudine da tenere non sia molto diversa. Questo è quello che al momento penso io, in realtà non è che abbia un manuale di istruzioni da qualche parte..

    ps. scusami se puoi se il mio modo di scrivere appare insensibile o superficiale, soprattutto agli occhi  e al cuore di un animo gentile, è che fa parte della mia attitudine, per me egoisticamente credo sia un bene.
    Post edited by matthewStar on
  • EuniceEunice SymbolSenatore
    Pubblicazioni: 1,060
    @camelia, non voglio darti consigli inutili. So fin troppo bene come ci si sente nei momenti che descrivi. Quindi cercherò di raccontarti qualcosa che la tua descrizione mi ha fatto venire in mente e che, spero, ti possa far sorridere, almeno un po'.

    In un periodo di quelli in cui avrei solo voluto murarmi in casa, una sera, presa dalla tristezza più pura, sono uscita a passeggiare lungo il Reno (allora abitavo in Germania) e, tra me e me, ho cominciato a parlare con il fiume. Con le lacrime agli occhi, ho chiesto al Reno di poter vivere qualcosa di magico, un cambiamento necessario. Non so perché, ma quando sono molto impaurita o triste, tendo a diventare animista.

    Strano a dirsi, ma sembra che il grande fiume apparentemente placido mi abbia ascoltata. E non sai quanta magia è arrivata: nel giro di pochi mesi ho completamente rivoluzionato la mia vita. Non solo, ho anche scoperto che è possibile vivere senza per forza essere immersi nel terrore. Molto di quello che sono oggi lo devo a quella serata solitaria, lungo le rive di un fiume in apparenza tranquillo ma in realtà pericoloso, che, non so come, mi ha ascoltata e mi ha risposto.
  • cameliacamelia Pilastro
    Pubblicazioni: 3,517
    Mi spiace se ciclicamente tornano i miei post depressivi...mi spiace far affacciare il mio volto triste su questo luogo virtuale, ma per me così reale...ma voi siete meglio di qualunque psicoterapia, e vi ringrazio...
  • Andato34Andato34 SymbolAndato
    Pubblicazioni: 4,027
    @camelia, è giusto che il mondo ti causi tutta questa sofferenza che senti dentro? Se soffri a causa del mondo vuol dire che il mondo ti sta facendo del male. Quello che ti fa soffrire, che siano i giudizi, i pensieri o i comportamenti delle persone, non hanno diritto di esistere perché sono un atto di "fare del male" verso di te. La sofferenza che senti non ha alcun motivo di esistere, perché gli altri non hanno alcun diritto di stare meglio di te, tu hai il diritto di stare tanto bene quanto loro, hai il diritto di prenderti quel benessere che ti meriti. Su questo non ci può essere alcun dubbio. Di conseguenza fai quello che ti fa stare bene, perché ne hai il pieno e assoluto diritto.
    La Sindrome di Asperger è solo uno spunto per conoscere meglio se stessi e gli altri.
  • LadyLazarusLadyLazarus Veterano Pro
    Pubblicazioni: 478
    camelia mi dispiace tanto che tu stia così male. Lo so che è scontato banale e inutile quello che sto per scriverti, ma una delle poche cose che funziona con me quando sono sola e non sono particolarmente felice sono i film d'amore a lieto fine oppure le telenovelas sudamericane in lingua originale e i coccodrillini Haribo. Perché se guardo quei filmetti mentre addento un coccodrillino penso meno alla mia tristezza...
    TI prego non pensare che stia sminuendo il tuo dolore. Io penso tu sia una ragazza intelligente simpatica e ammodo con tutte le carte in regola per riuscire a fare quello che vuole. Eppure capisco che in certi momenti ti si annebbi la vista. Combatti la depressione con le stupidaggini perché non è vero che tu non ce la puoi fare. Devi aiutare quella bimba buona dolce e impaurita che è dentro di te.
  • zisczisc Senatore
    modificato November 2013 Pubblicazioni: 1,603
    camelia mi dispiace tanto che tu stia così male. Lo so che è scontato banale e inutile quello che sto per scriverti, ma una delle poche cose che funziona con me quando sono sola e non sono particolarmente felice sono i film d'amore a lieto fine oppure le telenovelas sudamericane in lingua originale e i coccodrillini Haribo. Perché se guardo quei filmetti mentre addento un coccodrillino penso meno alla mia tristezza...
    TI prego non pensare che stia sminuendo il tuo dolore. Io penso tu sia una ragazza intelligente simpatica e ammodo con tutte le carte in regola per riuscire a fare quello che vuole. Eppure capisco che in certi momenti ti si annebbi la vista. Combatti la depressione con le stupidaggini perché non è vero che tu non ce la puoi fare. Devi aiutare quella bimba buona dolce e impaurita che è dentro di te.
    succede anche a me quando sono  carenza  di affetto,  o contatto umano..... solo che al posto dlle haribo ci sono i cioccolatini e non ci sono le telenovele, ma film  avventura, survivor....  e documentari.

    c'e anche TBBT che mi risistema l'umore (infatti non la guardo mai (tendo a procastinare), gli episodi gia visti sono meno efficenti  cosi' in casi di estrema necessita' ho un rimedio prima mi guardo quelli gia' visti, se non funge uno nuovo o spezzoni di parti piccole che non ho ancora visto o montaggi vari)

    secondo me
    forse non dovrei parlarne perche in ambito lavorativo me la cavo malissimo, ma le asperghita' sono la nostra risorsa, oltre che la nostra condanna.... ci sono sistemi che non le accettano, alcuni le tollerano, e forse alcuni che le apprezzano. ma c'e' anche il fatto di come le poni... non ci ho capito molto, ma se ti giustifichi ti danno addosso, se ti interfacci in maniera legata alle norme ti danno addosso lo stesso, ma se fai presente la cosa in maniera opportuna questa sembra passare in secondo piano....

    per il resto credo che forse convenga coltivare i nostri talenti a dispetto del vedere comune, non accettare compromessi svantaggiosi e avere un atteggiamento da uomo che sopravvive in ambiente ostile... ovvero una cosa alla volta, non affidarsi troppo a compromessi per la nostra indipendenza ma a vincoli solidi e  cercare cose persone che ci fanno stare bene. so come ti senti, e il detto chiusa una porta si apre un portone sembra una presa in giro nell'accezione comune), perche' se proprio si dovesse riformulare in quei termini potrebbe essere chiusa una porta (in piena faccia o altro posto dove fa tanto male  con un forte urto ( grande accellerazione A e massa della porta M)) si apre un portone (anche quello preso in piena faccia, o altro posto dove fa tanto male con un forte urto ( grande accellerazione B e massa del portone P)) dove molto spesso AM<BP. pero' e' anche vero che se impari ad ammortizzare i colpi assorbi l'urto senza danneggiarti, qundi conviene imparare da subito prima che i colpi diventino troppo forti.

    so precisamente come ti senti... io non cerco piu' una vita normale, ma una piacevole, e faccio le cose in modo naturale, e mi approccio come credo sia giusto (nei limiti del possibile)  quasi  sempre e' una fregatura, ma una fregatura minore...
    Post edited by zisc on
  • DubstepDubstep Membro
    Pubblicazioni: 81
    camelia Il tuo modo di vedere le cose non è poco comune e per quanto possa essere triste da digerire se in questo mondo non possiamo fuggire ci dobbiamo adattare, ti racconto un aneddoto della mia vita che ho vissuto poco fa, magari strappandoti un sorriso. Ogni volta a settimana da un anno a questa parte vado a fare musica. Da poco mi ha messo a suonare in coppia con un ragazzo davvero brillante che suona chitarra da due mesi. Io con questo professore non ho dei buoni rapporti. Ogni volta che mi viene un dubbio musicale e glielo propongo lui mi dice di non preoccuparmi e non mi risponde, ogni cosa che non capisco me la rispiega nello stesso modo e quindi non la capisco ancora e devo richiedergliela, facendo la figura del tonto davanti all'altro ragazzo. Questo professore è una persona davvero saccente, pensa di saperle solo lui le cose, per esempio è da poco che ha imparato ad usare il computer e dato che sta scoprendo quel vasto mondo che è l'informatica ce ne parla mentre suoniamo, però, se gli do un consiglio che sia il minimo, se vado contro la sua opinione o se lo aiuto a capire meglio come funziona il computer lui se ne strafrega mi blocca a metà frase e va avanti con la lezione. La cosa che mi ha fatto davvero incazzare è che a questo ragazzo gli permettera di fare sia il cantato che la parte musicale più difficile della canzone che canta mentre a me fa fare l'accompagnamento semplice per lui e quindi senza il cantato. Da quel momento mi sono sentito offeso per i tutti i privilegi che gli ha lasciato, gli ho chiesto se potevo fare un accompagnamento più spinto, magari con qualche variazione e lui ha detto che mi devo preoccupare di fare l'accompagnamento così com'è (come per dire "sei tonto e non saprai mai fare di meglio") . Dopo 10 minuti è arrivato il ragazzino dell'ora dopo e il professore gli ha chiesto se voleva partecipare all'accompagnamento e dopo che il ragazzino ha accettato gli ha fatto suonare la mia stessa parte. Non sai che rabbia! volevo andarmene via e non tornare più a suonare, però ho continuato, ho accettato le sue direttive e poi, appena abbiamo finito la lezione, ne ho parlato con il ragazzo con cui suono in coppia... gli ho detto che quello mi sta sulle palle e altri discorsi da adolescenze arrabbiato... strano a dirsi ma mi ha dato ragione. Quel professore mi sta antipatico in un modo che neanche lui si immagina, però cerco di moderare i toni quando ci parlo, tanto qualsiasi cosa gli dico lui mi risponderà con tono saccente e qualunquista, cosa ci litigo a fare con una persona così? questo è il suo modo di ringraziare dopo un anno di musica, dopo tutte le fatiche e gli insegnamenti mi fa fare una sciocchezza che saprei ripetere a occhi chiusi e per dimostrare il suo menefreghismo la fa fare a un ragazzino all'ultimo secondo che ha la metà dei miei anni. scusa lo sfogo... tornando in tema i tuoi "post depressivi" per quanto tu li possa vedere come una cosa negativa sono invece molto interessanti, profondi, che fanno riflettere e credo che questa opinione sia largamente condivisa ;) un buon modo per vivere la propria vita è quello di avere pazienza. pensa di più al tuo benessere che a quello degli altri, i problemi fanno parte di te come di chiunque, anche i milionari hanno i loro problemi e sta sicura che non sono tanto diversi dai tuoi. Se non puoi sconfiggere un problema cerca di conviverci, perché rimarrà finché gli darai importanza.
    L'amore è una forma di pregiudizio. Si ama quello di cui si ha bisogno, quello che ci fa star bene, quello che ci fa comodo. Come fai a dire che ami una persona, quando al mondo ci sono migliaia di persone che potresti amare di più, se solo le incontrassi? Il fatto è che non le incontri. - Charles Bukowski

    Oggi vorrei solo un po’ di dolcezza per cancellare il sapore amaro di queste continue delusioni - Anton Vanligt, Mai troppo Folle.

    Un uomo famoso una volta disse: “Noi creiamo i nostri demoni”. Chi l’ha detto, che cosa voglio dire? Non importa, io lo dico perché l’ha detto lui… perciò lui era famoso, e avendolo menzionato due uomini molto conosciuti io non... Ricominciamo. Prendiamo la cosa dall’inizio. - Robert Downey Jr, Iron Man 3
  • JimJim Membro
    Pubblicazioni: 787
    Fai bene a scrivere dei tuoi periodi bui, @camelia. Trovo molto significative le parole di matthewStar e di Eunice :)
    Pensa fortemente a quello che vorresti per essere felice, a quello che ti manca.
    Io dico che Gesù ascolta le nostre preghiere, e le esaudisce nel migliore dei modi.
    Non mollare mai! >:D<
    Pongo un limite alla mia felicità, per porre una fine alla tua sofferenza. Questo è amore, secondo me.
    Rinunciare a un piccolo "me" per un piu' grande "Noi".
  • SecletSeclet Membro
    Pubblicazioni: 112

    Tra di noi cara Camelia quello che scrivi è una cosa abbastanza comune, vorrei avere una soluzione a portata di mano ma credo che non esista. Mi ricordo di un altro post che si intitolava "come fare ad andare avanti?", l'unico modo è l'autoaccettazione. Anche io sono stufo di non essere in grado di "socializzare", di non essere importante per nessuno, di avere relazioni brevissime e tormentate, spesso a causa mia. Ognuno ha i propri metodi per sfuggire a tutto questo, io faccio lunghissime passeggiate o se il tempo lo permette grandi giri in bicicletta. In alcuni periodi arrivavo a fare 30 km al giorno tutti giorni pur di stare da solo con la musica nelle orecchie, risultato? Muscoli sovraccaricati e dolorose contratture ai quadricipiti!

    Con il tuo problema dovrai conviverci fino a quando non riuscirai ad accettarlo, per quel che può valere, ti siamo vicini, sappiamo come ti senti. Forza, saremo solo dei contatti virtuali ma non sei sola.
  • AndatoJAndatoJ Veterano
    modificato November 2013 Pubblicazioni: 147
    @ camelia
    Conosco perfettamente la sensazione. Da anni torna e aggredisce ciclicamente per mesi, sempre più forte.
    Sto pensando da tempo di togliermi il dubbio della diagnosi ma ho una paura fottuta del dopo, sia in caso positivo che negativo, essendo un periodo in cui anche io sento di aver buttato tutto nel cesso, e quasi sarei tentata di buttarmici anch'io.
    Come si evince dall'alto tasso depressivo delle mie parole, non sono in grado di dirti nulla che possa aiutarti, ma solo farti sentire la vicinanza nel dolore. La vicinanza nella sensazione di non riuscire mai in nulla... mi pare d'essere un criceto nella ruota, corre, corre, corre, e rimane sempre nello stesso punto. Con l'affanno, peraltro.

    @alessiodx
    Avendo sempre avuto grande timore dei giudizi altrui, con il tempo lo sto superando razionalizzando in maniera molto simile a quanto dici tu:
    Quello
    che ti fa soffrire, che siano i giudizi, i pensieri o i comportamenti
    delle persone, non hanno diritto di esistere perché sono un atto di
    "fare del male" verso di te.

    Ma come reagire quando a farci male non sono gli altri, ma semplicemente la sensazione di solitudine devastante?
    Post edited by AndatoJ on
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