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Orgoglioso della nostra comunità

wolfgangwolfgang SymbolModeratore
modificato June 2014 in Advocacy e Neurodiversità

Orgoglioso della nostra comunità

Riflessioni sul convegno "Tutti i Colori dello Spettro" nella Giornata Mondiale dell´Orgoglio Autistico


Autore:
David Vagni

Dal 13 al 15 giugno 2014 si è tenuto a Roma il primo Convegno Nazionale di Spazio Asperger ONLUS. È qualche giorno che penso di scrivere delle riflessioni post convegno, ma gli argomenti trattati sono stati talmente tanti che mi risultava difficile capire da dove cominciare. Oggi, 18 giugno 2014, è la giornata mondiale dell´Orgoglio Autistico, “Autistic Pride”, e finalmente so cosa scrivere. Una domanda che spesso mi viene posta è: “Cosa c´è di cui essere orgogliosi nell´Autismo?”.


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Post edited by wolfgang on
Né scusa né accusa. Addestrare le competenze, insegnare valori, e-ducare l'Uomo dalla Bestia. La Natura non è una scusa.
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Commenti

  • anankeananke Senatore
    Pubblicazioni: 1,585
    Molto emozionante:) si vede che è un testo sentito e scritto con un certo "peso".
    Grazie:) speriamo che ognuno di noi possa davvero contribuire a fare qualcosa in questo senso migliorando così l'esistenza di ciascuno, considerato come indispensabile sfumatura all'interno del cosmo.
  • katanekatane Membro
    Pubblicazioni: 16
    Molto intenso David...ogni parola trasuda consapevolezza.

     una casa nel mondo...
  • wolfgangwolfgang SymbolModeratore
    Pubblicazioni: 10,754
    Grazie :)
    Né scusa né accusa. Addestrare le competenze, insegnare valori, e-ducare l'Uomo dalla Bestia. La Natura non è una scusa.
  • Francy75Francy75 Membro Pro
    Pubblicazioni: 405

    Bellissimo David,

    avrei bisogno di partecipare anch'io a un evento del genere, 

    per troppo tempo sono stata aliena di me stessa,

    forse un giorno ci riuscirò.

  • rosi_pomeliarosi_pomelia Colonna
    Pubblicazioni: 331
    Grazie di cuore David. Avrei voluto esserco :-*
  • IndecisoIndeciso Colonna
    Pubblicazioni: 2,754
    chapeau :)
  • PavelyPavely Andato
    modificato June 2014 Pubblicazioni: 3,350
    Grazie, David.

          Mi citi. E sono felice.

          C'è, però, una cosa che non ti ho detto.

          Non ti ho detto quanto io mi sia divertito a tenere il banco dei libri.

          Quanto io sia stato felice di dare una mano, fare i conti, sistemare la bancarella.

          Esserci, relazionarsi con le persone, parlare, tentare di guardare le persone negli occhi.

          Fare. E vivere. Senza farsi tante domande. Sbagliando tante volte. Stando, magari, male, dopo.

          Vedi: mi accorgo di averti ascoltato. Ricordo quanto fosse bello prendere appunti. Interiorizzare gli esercizi. Anche se costavano fatica.

          Sorrido ripensando alla fotografia di quando sono salito, assieme a tutto il gruppo, sul palco. Inziava la febbre, avevo un mal di denti atroce e, pure, c'ero. Ero lì. Per te, per Davide.

          Se mi guardo allo specchio vedo una persona normale. Non ho grandi pregi, né grandi difetti. Ho avuto un passato difficilissimo (che forse, un giorno, scriverò). E quand'ero bambino, David, l'Autismo si vedeva molto.

          E pure: oggi più che mai, te l'ho detto al CNR, mi chiedo perché, paradossalmente, negli anni novanta, nessuno v e d e s s e. David: vedere è importante. Mettere in chiaro, focalizzare lo sguardo, significa dare valore alla vita.

          Tra poco partirai per un progetto importante. Te lo meriti. Sono felicissimo per te. Ma mentre stai per compiere questo passo (e tu mi mancherai, ci mancherai) vorrei dirti questo: tu mi hai permesso di illuminare ciò che non capivo.

          Mi hai permesso di vedermi. E' come - e queste cose non si vogliono, accadono - se tu mi avessi messo davanti ad uno specchio e mi avessi detto: "Non avere paura, rabbia o odio. Non avere tristezza, dolore o ansia. Sei così. Sii felice di essere te stesso".

          David quand'ero bambino, durante TUTTE le ricreazioni, io uscivo nel cortile, mi appoggiavo sul muro portante della scuola e non parlavo con nessuno. Le maestre mi guardavano preoccupate, tante volte hanno parlato con mia madre e tante volte mia madre si è INCAZZATA con me.

          Ma i litigi non potevano portare da nessuna parte. Lei non vedeva, io non vedevo, le maestre non vedevano. Eravamo ciechi in una foresta tropicale. Se mi interrogavano, rispondevo bene. Se mi parlavano, ero molto educato, gentile, "perfetto". Non solo, a scuola ero molto attento. Ma non socializzavo.

          Tutto ciò che interessava gli altri bambini a me non interessava. Ricordo come a 7 anni studiassi georgiano (mi piaceva la scrittura). Gli altri bambini volevano le Lego, il Subbuteo... andare a giocare  a calcio, i motorini, i primi dischi di Jovanotti, degli 883. E io volevo stilografiche, libri antichi, vinile, alcuni spartiti di Pergolesi e così via.

          E la mia famiglia era normale. Non mostravo emozioni, non sorridevo.  Sai quando ho cominciato a rispondere ad un n o m e? In primo superiore. Quando la mia professoressa di italiano iniziò a chiamarmi Pavél. (Un nome che mi è rimasto per tanti anni). Ma non era un nome. Era una safe-word. Una parola-ancora, una parola-boa a cui aggrapparmi quando mi perdevo.

          Sto scrivendo la tesi. E scrivendola ricordo. E nella mia vita, secondo la mia time-line, ci sono stati 4 incontri decisivi, quegli incontri che hanno "fatto la differenza". Il primo incontro è stato con Pianista (Paola). Il secondo con l'amore della mia vita (Dolce Domani). Il terzo con te. Il quarto con Davide e il momento della Diagnosi.

          Non c'è giorno in cui non mi eserciti. In cui non legga qualcosa sulla mia condizione. In cui tenti di immaginare le prossime tappe. In cui cerchi di migliorare.

          Davide: grazie per ciò che fai. Non so cosa ci aspetterà il futuro. So però che hai fatto qualcosa di bello.

          E lo ammiro accanto a te. Spalla a spalla. Tu ed io. E così come mi hai permesso di 'vedere'...

          Io vorrei richiamare tutta la tua attenzione proprio su ciò che hai costruito.

          Perché ciò che hai costruito è bello. Ed è importante saperlo.

          Ti abbraccio. Forza, amico mio...
    Post edited by Pavely on
  • wolfgangwolfgang SymbolModeratore
    Pubblicazioni: 10,754
    Grazie Paolo mi fai sempre commuovere <3
    Né scusa né accusa. Addestrare le competenze, insegnare valori, e-ducare l'Uomo dalla Bestia. La Natura non è una scusa.
  • catwomancatwoman Veterano
    Pubblicazioni: 156
    Quest'articolo stupendo mi ha fatto apprezzare ancora di più il Convegno. Grazie, Wolfgang!
    "I gatti sono cani autistici" Tony Attwood
  • Pubblicazioni: 16
    Pezzo bellissimo, che descrive perfettamente l'intensità di questo convegno, forse il migliore cui sono stato (e lo dico da Aspie educatore). Sto ancora assimilando i materiali innovativi che ho appreso, nella speranza (e la certezza) di farne qualcosa per me ma anche nel mio lavoro, nel mio percorso conoscitivo e di vita. E' stato anche bello conoscere delle persone splendide, Aspie e non. 

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