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Video Intervista: SpazioAsperger incontra Tony Attwood

wolfgangwolfgang SymbolModeratore
modificato June 2012 in Novità e iniziative
Video Intervista: SpazioAsperger incontra Tony Attwood
Asperger e spettro autistico ad alto funzionamento: adolescenti, adulti, differenze di genere e caratteristiche collegate

SpazioAsperger ha intervistato il Dott. Tony Attwood nel corso di una conferenza tenutasi a maggio 2012 ad Oxford. Attwood ci spiega i problemi specifici e collegati che affrontano adolescenti ed adulti Asperger ed autistici ad alto funzionamento, le differenze di presentazione tra uomini e donne, la difficoltà nell´identificarli e le terapie più adatte.

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Leggi l'intervista e guarda il video su SpazioAsperger.it>>
Né scusa né accusa. Addestrare le competenze, insegnare valori, e-ducare l'Uomo dalla Bestia. La Natura non è una scusa.
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Commenti

  • wolfgangwolfgang SymbolModeratore
    modificato June 2012 Pubblicazioni: 10,754
    Post edited by wolfgang on
    Né scusa né accusa. Addestrare le competenze, insegnare valori, e-ducare l'Uomo dalla Bestia. La Natura non è una scusa.
  • Andato_87Andato_87 Andato
    modificato June 2012 Pubblicazioni: 3,049
    Non mi piacciono i video lunghi, ma qui ho fatto un’eccezione: mi sono ritagliato mezz’ora del mio tempo per seguire quest’intervista, anche se ho trovato leggermente fastidioso il dover leggere i sottotitoli, visto che non capisco l’inglese...e alzare il volume quando Davide Moscone faceva le varie domande...
    Ecco cosa ho pensato durante la visione della clip:

    Il non essere giudicanti con gli altri l'ho imparato di recente da esperienze negative sul virtuale, ma la paura di sbagliare ce l’ho da sempre. Mi riconosco nell'emicrania sociale, infatti essere socievoli lo trovo stancante... quando mi verrà naturale? Le donne aspie si adattano meglio alla società, chissà perché... non sarà perché molti atteggiamenti sono più tollerati tra donne che tra uomini? Faccio un esempio stupido; non posso indossare le infradito per strada in inverno, come invece vorrei, mentre alle donne è permesso perché socialmente normale.
    Non voglio essere una persona costruita, e qui sono d’accordo...altrimenti tornerei al discorso dell’emicrania sociale (che nome orrendo, eppure capisco benissimo la sensazione). Verso gli 11 minuti, parte la domanda che mi tornerà utile in un futuro spero vicino. Che lavoro potrei fare? Ancora non l'ho capito. Per le relazioni a lungo termine, poi... sarà per questo che il discorso “lavoro” è così difficile da toccare per me, ma soprattutto per chi mi sta intorno... Riprendo una frase che scrissi sul mio diario personale l’estate scorsa: “Mi piacerebbe tanto fare una cosa per poi dire «è proprio come volevo!»”. Già, “fare una cosa”; ora che rileggo quel diario penso «ma perché non ho scritto “RAGGIUNGERE” e mi è venuto quel “fare” che oggi suona così vago?».
    Sulle donne aspie poi si dice che recitino più facilmente, e che si affezionino facilmente agli animali: io infatti in questo sono una frana...e degli animali non mi importa niente (purtroppo).
    Coi bambini piccoli non ci ho mai saputo fare... chissà come fanno a gestirli, me lo sono chiesto anche sulle donne in generale (anche NT)... l’istinto ancora mi manca in molte cose, ma allo stesso tempo non dò per scontato il fatto che tutte le donne abbiano un istinto materno (i fatti che si sentono oggi mi fanno nutrire qualche ragionevole dubbio, ma questa è un’altra storia...)
    Mi accomuna il non saper giudicare il carattere altrui e quindi ad essere facile preda di sfruttatori, anche morali. Interessante anche la risposta all’ultima domanda, che ho dovuto riascoltare ben due volte perché ero disattento... Non ho capito nulla sulla CBT, ma conosco quella sensazione in cui vedo tutto nero, anche a me dura solo un giorno, o qualche ora... e poi magari mi pento pure di aver pensato o scritto certe cose in quello stato. Ne sono consapevole, per fortuna.
    Ma mi sa che dell’intervista ho capito ben poco poiché durante il video mi son venuti in mente i vaghi ricordi della scuola, di quando venivo sfottuto e non ne capivo il perché... e tanto altro... mentre leggevo i sottotitoli vagavo un po’, spero che la traduzione sia ottima.
    Intanto, ben approdati anche su YouTube! Mi sono iscritto al canale e ho lasciato un commento.
    Caspita quanto ho scritto!
    Post edited by Andato_87 on
  • wolfgangwolfgang SymbolModeratore
    Pubblicazioni: 10,754
    Grazie del commento! :)
    Né scusa né accusa. Addestrare le competenze, insegnare valori, e-ducare l'Uomo dalla Bestia. La Natura non è una scusa.
  • biancabianca Senatore
    Pubblicazioni: 1,380
    Ciao wolf, finalmente in vacanza, anche se per pochi giorni, trovo il tempo per quello che avrei voluto fare da giorni: i complimenti a te e Davide (al quale auguro buona luna di miele!) per la bellissima intervista a Tony Attwood, particolarmente incentrata sulle donne AS. Mi sono riconosciuta così tanto,soprattutto nell'interpretazione di un ruolo, che a tratti è stato - come dire? - emozionante! 
    Ho scoperto poi che quello che credevo essere solo un mio buffo tratto personale - il fatto di tranquillizzarmi se qualcuno mi dice che "Va tutto bene", anche mentre mi sta crollando la casa in testa - è invece un tratto ricorrente nelle donne AS.
    Ho riflettuto molto poi sul discorso se sia positivo o meno (per Attwood e per molte persone non lo è) recitare fino in fondo questo ruolo. Il mio punto di vista è differente: il vantaggio di sentirmi amata dagli altri, rispetto alla frustrazione di essere sola, è superiore al fatto di dover ricacciare certi atteggiamenti che mi verrebbero spontanei. Chissenefrega se mi sforzo di non parlare per 16 ore delle nane bianche (butto lì, l'astronomia non è una delle mie passioni!), se il rischio è quello di essere autentica, ma con il vuoto intorno! Quando scelgo di recitare un ruolo, non è un ruolo casuale, sono sempre io, ma nella mia versione "migliore". Altrimenti torniamo al vecchio discorso: posso comportarmi come cavolo mi pare e non importa se gli altri sono feriti dal mio comportamento, perché io ho il "pezzo di carta". Non credo che alla resa dei conti queste persone "autentiche" siano tanto più felici di me.
    Sono d'accordo con Tsukimi, non devono essere solo gli altri a sopportare il nostro modo di essere. E ho notato che in questo modo gli altri si sforzano di essere a loro volta comprensivi, evitando atteggiamenti che per loro sarebbero normali (che SONO normali!) ma che sanno darmi fastidio. Credo non possa esistere una comprensione che non sia reciproca.
    Complimenti ancora per la bellissima intervista, chissà che non ci incontriamo a Roma a giugno 2013!
  • Andato34Andato34 SymbolAndato
    modificato June 2012 Pubblicazioni: 4,027
    Credo che il discorso del dott. Attwood riguardo all'interpretare un ruolo non condanni le persone asperger che limano i propri difetti per evitare di scontrarsi e dar fastidio alle altre persone, ma punti il dito contro chi addirittura si impone un personaggio in ogni secondo della propria interazione con gli altri, che sono due cose ben diverse.

    Gli esempi che porta bianca per dire che è giusto recitare dimostrano in realtà solamente che è giusto trattenersi dall'avere certi comportamenti fastidiosi, ma non dimostrano che è giusto fingere ogni secondo della propria vita sociale. Non confondiamo il limare i propri difetti con il recitare di continuo.

    Penso che la felicità data dall'essere accettati recitando di continuo un ruolo sia illusoria e anche un po' ingenua in quanto la persona che viene accettata non sei tu, ma è il personaggio che interpreti.

    Aggiungo un'altra cosa che riassume quello che sto cercando di dire: se fingi con una persona allora non sei in sua compagnia, ma sei solo. Chi finge per essere in compagnia ottiene una compagnia soltanto illusoria perché non sei "con" quelle persone, non stabilisci un vero contatto con esse, non è un rapporto autentico, loro sono con il personaggio che interpreti, non sono con te, e tu sei nella completa solitudine.
    Post edited by Andato34 on
    La Sindrome di Asperger è solo uno spunto per conoscere meglio se stessi e gli altri.
  • TsukimiTsukimi Senatore
    Pubblicazioni: 3,827
    Credo che il discorso del dott. Attwood riguardo all'interpretare un ruolo non condanni le persone asperger che limano i propri difetti per evitare di scontrarsi e dar fastidio alle altre persone, ma punti il dito contro chi addirittura si impone un personaggio in ogni secondo della propria interazione con gli altri, che sono due cose ben diverse.

    Gli esempi che porta bianca per dire che è giusto recitare dimostrano in realtà solamente che è giusto trattenersi dall'avere certi comportamenti fastidiosi, ma non dimostrano che è giusto fingere ogni secondo della propria vita sociale. Non confondiamo il limare i propri difetti con il recitare di continuo.

    Penso che la felicità data dall'essere accettati recitando di continuo un ruolo sia illusoria e anche un po' ingenua in quanto la persona che viene accettata non sei tu, ma è il personaggio che interpreti.

    Aggiungo un'altra cosa che riassume quello che sto cercando di dire: se fingi con una persona allora non sei in sua compagnia, ma sei solo. Chi finge per essere in compagnia ottiene una compagnia soltanto illusoria perché non sei "con" quelle persone, non stabilisci un vero contatto con esse, non è un rapporto autentico, loro sono con il personaggio che interpreti, non sono con te, e tu sei nella completa solitudine.
    Questo. Parlare tutto il giorno delle nane bianche a uno cui non frega niente non è sbagliato perché è strano ma perché rompe, come se a noi parlassero tutto il giorno di gossip. Per fingere intendo es spacciarmi per un'amante delle feste o nascondere il fatto di avere opinioni mie, ma non la considero una base per vere amicizie. Invece tener conto degli altri é una regola buona per tutti.
    "The Enlightened Take Things Lightly" - Principia Discordia
  • Andato34Andato34 SymbolAndato
    Pubblicazioni: 4,027
    In realtà a me piace avere una voce femminile in sottofondo che mi parla di qualsiasi cosa. L'importante è che sia calma, che non mi faccia domande, e che non pretenda che poi le faccia il riassunto ;-)
    La Sindrome di Asperger è solo uno spunto per conoscere meglio se stessi e gli altri.
  • TsukimiTsukimi Senatore
    Pubblicazioni: 3,827
    Eh ma allora nel tuo caso va bene. Per quelli dico di tenere conto dell'altro. Anche a me fa piacere "sentirmi la conferenza" ogni tanto, specie se non ho voglia di fare conversazione...
    "The Enlightened Take Things Lightly" - Principia Discordia
  • Andato34Andato34 SymbolAndato
    Pubblicazioni: 4,027
    Ma tu vedi lo stesso grado di rispetto da parte di persone nt verso di te? Tengono conto di quello che ti da fastidio tanto quanto lo fai tu? Io sinceramente non lo vedo, pur avendo spiegato più volte a queste persone cosa mi da fastidio.
    La Sindrome di Asperger è solo uno spunto per conoscere meglio se stessi e gli altri.
  • TsukimiTsukimi Senatore
    Pubblicazioni: 3,827
    Dipende dalle persone. Alcune sono rispettose, la maggioranza no, ma io parlavo di un principio giusto di per sé.
    "The Enlightened Take Things Lightly" - Principia Discordia
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