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Focalizzarsi sui maschi nasconde le femmine

wolfgangwolfgang SymbolModeratore
modificato November 2015 in Aspie al femminile

Una prospettiva focalizzata sui maschi puó aver alterato la stima sulla proporzione maschi/femmine nello Spettro Autistico


I medici specialisti potrebbero dover andare oltre le “maschere” per scovare l´autismo nelle donne.


Autore: Francesca Happé

Traduzione: Olga Fatica



Articolo originale: Male slant to research may skew autism´s reported sex ratio
.


Gli studi basati sui soli casi clinici corrono il rischio di portare solo conferme laddove esistano giá stereotipi e pregiudizi nel processo di diagnosi, in quanto strumenti tarati attraverso maschi nello spettro potrebbero rilevare facilmente solo i maschi.




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yugenAndato47Nemoale82
Post edited by wolfgang on
Né scusa né accusa. Addestrare le competenze, insegnare valori, e-ducare l'Uomo dalla Bestia. La Natura non è una scusa.

Commenti

  • wolfgangwolfgang SymbolModeratore
    Pubblicazioni: 10,754
    Francesca Happé, autrice dell'articolo è tra le 10 ricercatrici più influenti (e forse la ricercatrice donna più influente) nel campo dell'autismo. In questo articolo richiama un concetto importante che si sta facendo strada con sempre più forza per spiegare la disparità di diagnosi tra maschi e femmine per quanto riguarda l'autismo (ci sono clinici che a tutt'oggi NON fanno diagnosi nelle donne perché pensano addirittura che possa esserci solo negli uomini...).
    L'autismo potrebbe manifestarsi differentemente in maschi e femmine.
    Lai et al. l'anno scorso ha avanzato una proposta interessante a mio avviso: perché le norme devono essere uguali in uomini e donne? Perché non creare norme diverse nei due sessi?
    Io personalmente concordo e lo dico da tempo, ma so che è un discorso che potrebbe risultare "politicamente scorretto", eppure le abilità di uomini e donne differiscono fin dalla prima infanzia ed il gruppo dei pari è sensibile al genere così come la socializzazione successiva.
    Se ad esempio definiamo atipica una differenza di 2 deviazioni standard nella capacità di socializzazione, ha realmente senso definirla rispetto alla media totale della popolazione? Non avrebbe più senso confrontare una bambina con la media delle bambine e un bambino con la media dei bambini?
    Personalmente sono convinto che così facendo passeremmo facilmente da 10 maschi per ogni femmina a 2-3 maschi per ogni femmina nell'autismo ad alto funzionamento. E non lo dico solo da scienziato, ma anche da padre di un bambino e una bambina molto più abile socialmente del fratello ma con molti più problemi, perché mentre il fratellino insieme agli amici maschi gioca ancora prevalentemente in modo fisico, lei vive già da tempo in un mondo sociale di sotterfugi e chiacchiere di cortesia.
    osurEowynMalinallirondinella61Eunicekripstyalexander_popeyugenKolymaAmeliesilvia78
    Né scusa né accusa. Addestrare le competenze, insegnare valori, e-ducare l'Uomo dalla Bestia. La Natura non è una scusa.
  • PavelyPavely Andato
    Pubblicazioni: 3,350
    Io vorrei dirti la mia opinione personalissima.

    Cerco di dirla nel modo più cortese possibile, sottovoce, sperando di non essere frainteso... chiaramente è un'opinione...

    Vorrei dirti, @wolfgang che ho notato una cosa ben specifica delle persone autistiche: cioè che, in media, i maschi si trovano a loro agio tra le ragazze e, di certo, non socializzano con le persone neurotipiche di corpo maschile con facilità.

    Io vorrei consigliarti di fare un'analisi dei "percorsi di socializzazione": una socializzazione verso i maschi, una socializzazione verso le femmine.

    Non mi vengono in mente articoli scientifici che abbiano percorso questa strada... cioè che teorizzino il modello della "doppia socialità": due schemi che sono parimenti importanti.

    Se esistano, ovviamente, solo tu puoi saperlo.

    Se questo modello teorico ha senso (per me ne ha) io IPOTIZZO che ti potrai accorgere di come l'autismo possa darti valori differenti e, soprattutto, significativi.

    Tento di spiegarmi: le ragazze sono sottostimate perché la "socializzazione femminile" - una socialità basata su "gridolini", fantasia, colore, accudimento - ha un legame statistico con l'autismo.

    Sicuramente, c'è un legame tra educazione maschile e autismo: e l'educazione maschile, i schemi di socialità maschile, a g g r a v a n o la vita della persona autistica.

    §

    Così, @wolfgang te lo chiedo.

    Esistono persone, psicologi, psichiatri che hanno messo in correlazione la socialità femminile o la socialità maschile (come se fossero due strade) all'autismo?
    wolfgangNemoale82
  • wolfgangwolfgang SymbolModeratore
    Pubblicazioni: 10,754
    Né scusa né accusa. Addestrare le competenze, insegnare valori, e-ducare l'Uomo dalla Bestia. La Natura non è una scusa.
  • PavelyPavely Andato
    Pubblicazioni: 3,350
    :)

    Grazie!

  • giovannagiovanna Colonna
    Pubblicazioni: 3,905
    wolfgang ha detto:

    Francesca Happé, autrice dell'articolo è tra le 10 ricercatrici più influenti (e forse la ricercatrice donna più influente) nel campo dell'autismo. In questo articolo richiama un concetto importante che si sta facendo strada con sempre più forza per spiegare la disparità di diagnosi tra maschi e femmine per quanto riguarda l'autismo (ci sono clinici che a tutt'oggi NON fanno diagnosi nelle donne perché pensano addirittura che possa esserci solo negli uomini...).
    L'autismo potrebbe manifestarsi differentemente in maschi e femmine.
    Lai et al. l'anno scorso ha avanzato una proposta interessante a mio avviso: perché le norme devono essere uguali in uomini e donne? Perché non creare norme diverse nei due sessi?
    Io personalmente concordo e lo dico da tempo, ma so che è un discorso che potrebbe risultare "politicamente scorretto", eppure le abilità di uomini e donne differiscono fin dalla prima infanzia ed il gruppo dei pari è sensibile al genere così come la socializzazione successiva.
    Se ad esempio definiamo atipica una differenza di 2 deviazioni standard nella capacità di socializzazione, ha realmente senso definirla rispetto alla media totale della popolazione? Non avrebbe più senso confrontare una bambina con la media delle bambine e un bambino con la media dei bambini?
    Personalmente sono convinto che così facendo passeremmo facilmente da 10 maschi per ogni femmina a 2-3 maschi per ogni femmina nell'autismo ad alto funzionamento. E non lo dico solo da scienziato, ma anche da padre di un bambino e una bambina molto più abile socialmente del fratello ma con molti più problemi, perché mentre il fratellino insieme agli amici maschi gioca ancora prevalentemente in modo fisico, lei vive già da tempo in un mondo sociale di sotterfugi e chiacchiere di cortesia.




    Ti e' sembrato che qui, ad esempio, dove vigono leggi abbastanza rigide di netiquette che hanno a che vedere molto con le chiacchiere di cortesia, le femmine si trovino in maggiore difficolta'?

    Io credo di si', ma vedo che la capacita' di adattamento e' notevole.
    E' pieno di sotterfugi.
    wolfgang
    Sono quella che ha creduto sempre che fosse la chioma di un albero al tramonto e invece era un orso
  • giovannagiovanna Colonna
    modificato November 2015 Pubblicazioni: 3,905
    Per me l' adattamento sociale e' in sostanza repressione dell' autenticita' dell' individuo, cio' che ti insegnano a non manifestare per non nuocere agli altri.
    Quindi e' ipocrisia, regole, educazione, disciplina di se stessi, a volte violenza alla propria natura.
    Le femmine vi sono maggiormente sottoposte, in quanto esseri piu' deboli fisicamente e costrette quindi ad affinare altre armi, seduzione, finto cuore, finta gentilezza.
    Certo se una donna e' veramente Aspie, paradossalmente dovrebbe avere meno problemi, e non di piu'.

    Voglio dire che secondo me essere autistici aiuta, in se', cio' che frega e' quando stabilisci molti contatti emotivi, e quindi sei indifeso.

    Nella societa' passi indenne tutto sommato, se vivi in un tuo mondo.

    Il vantaggio di essere autistici, nessuno lo rammenta mai.

    Io penso che una donna aspie sia molto rara, le scienziate e basta, le razionali matematiche iperdotate sono aspie, cioe' sono maschi mancati.
    Il contrario, un' inversione di tendenza.
    bloody81udale82
    Post edited by giovanna on
    Sono quella che ha creduto sempre che fosse la chioma di un albero al tramonto e invece era un orso
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