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Non ci potrà essere la comprensione degli altri senza l'accettazione di noi stessi.

La discussione aperta da Swift riguardo la comprensione dei neurotipici mi ha fatto molto riflettere. 
Io credo che la comprensione da parte dei cosiddetti neurotipici talvolta può essere un ostacolo verso l’accettazione come asperger, perché non ci potrà essere accettazione senza comprensione e non potremmo mai essere compresi se non ci accettiamo come asperger.
La vera comprensione non ci potrà mai essere finché le persone non verranno considerate per ciò che fanno e non solamente per ciò che sono. Penso che sia inutile (e faticoso) cercare di essere se stessi se non ci facciamo conoscere per i nostri valori e le nostre reali capacità. Siamo un po’ diversi, ma dobbiamo lavorare, studiare, amare come gli altri; assieme agli altri… tutti insieme. Il mondo non è solo dei neurotipici, ma di tutti. 
Il primo passo verso l’accettazione nell’essere asperger, penso che sia smettere di recitare un ruolo che non potrà mai essere il nostro. Tentare di essere neurotipici è solo uno spreco di energie che invece dovrebbero essere sfruttate per mostrare il meglio di noi in quanto “persone asperger” e non solo come asperger. Abbiamo molto da offrire.

Dobbiamo smettere di reprimere i nostri veri sentimenti per paura di essere considerati sbagliati o matti. 
Dobbiamo lasciar libero sfogo ai nostri interessi speciali perché, per quanto strani possano apparire a un occhio esterno, sono quanto di meglio noi possiamo offrire al mondo.
Non accettarsi come asperger è come guidare un auto con il freno a mano tirato. Puoi anche essere una Ferrari, ma arriverai sempre ultimo e rischierai di finire fuori strada. 
La mia paura è di non essere accettata per quello che sono veramente, ma adesso capisco che recitare un ruolo che non mi appartiene è peggio. Se recito male come neurotipica sarò sempre considerata un’anomalia, ma se faccio del mio meglio come asperger, allora potrò essere giudicata per ciò che sono. Forse non piacerò a tutti ma, se darò il meglio di me, potrò sentirmi in pace con me stessa.

Meglio essere un asperger di serie A che un neuropatico di serie B.” Tony Attwood.
Questa frase mi ricorda la poesia di Douglas Malloch, “Il Meglio”.

Se non puoi essere un pino in cima alla collina.
sii un arbusto nella valle, ma sii
il miglior, piccolo arbusto accanto al ruscello;
sii un cespuglio, se non puoi essere un albero.
E se non puoi essere un cespuglio, sii un filo d'erba,
e rendi più lieta la strada;
se non puoi essere un luccio , allora sii solo un pesce persico:
ma il persico più vivace del lago!
Non possiamo essere tutti capitani, dobbiamo essere anche equipaggio.
C'è qualcosa per tutti noi qui,
ci sono grandi compiti da svolgere e ce ne sono anche di più piccoli,
e quello che devi svolgere tu è li, vicino a te.
Se non puoi essere un'autostrada, sii solo un sentiero,
se non puoi essere il sole, sii una stella.
Non e grazie alle dimensioni che vincerai o perderai:
sii il meglio di qualunque cosa tu possa essere.

Non voglio più sprecare tempo e energie per essere una persona che non sono io.
Posso dare il mio contributo alla società anche senza nascondere i miei sentimenti, le mie emozioni e, perché no, anche le mie stranezze.
Capisco che non è facile provare a essere asperger in una società come la nostra, ma dobbiamo solo mettere da parte la paura e tirar fuori un po’ più di coraggio. È un percorso difficile quello dell’accettazione perché ci sono tanti ostacoli, ma gli ostacoli fanno parte del percorso e se non li affrontiamo non arriveremo mai al traguardo.


PhoebeIggyBlueSaturnchandraNemogiovannaValentariotMalinalliEowynalexander_popeUllastro

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Commenti

  • giovannagiovanna Colonna
    Pubblicazioni: 3,905
    E' bellissimo questo pensiero, e vale per tutti.
    E' universale, parla una che ha dentro la paura di essere diversa, di essere considerata matta, da quando ha dovuto assumere un ruolo sociale molto in contrasto con il mio essere, con la mia personalita'.
    Questo ruolo l' ho dovuto identificare e delimitare, verso i quarant' anni.
    Non ho potuto cambiarlo, ho dovuto distinguerlo.

    Quindi ogni mattina, prendo la mia bella maschera e me la metto, non con nonchalance, lo so, poi viene automatico quando varchi la porta.
    La tolgo all' uscita.

    NemoEowynchandraalexander_popeIggyBlueSaturnEstherDonnelly
    Sono quella che ha creduto sempre che fosse la chioma di un albero al tramonto e invece era un orso
  • alexander_popealexander_pope Veterano Pro
    Pubblicazioni: 503
    fatti piccoli, non parole grandi. ci piace. grazie.
    chandraEstherDonnelly
  • UllastroUllastro Veterano
    modificato December 2015 Pubblicazioni: 2,753
    Sono d'accordo.
    Aggiungo che l'accettazione di se stessi non deve essere limitata alle caratteristiche AS ma deve estendersi al pacchetto completo, includendo ogni sfumatura della propria persona. Anzi: l'autoapposizione dell'etichetta AS potrebbe essere inutile o dannosa, in quanto ognuno è individuo unico e in quanto tale differente da tutti gli altri. Non mi interessa sapere se alcune mie caratteristiche siano attribuibili a fantasie genetiche, a sgambetti dell'esperienza, alla bizzarria del caso, alla beffardia del destino o se siano passibili di un tag (come per l'appunto AS, ND o HF). Il punto di partenza corretto secondo me è "io sono così". Le persone non cambieranno se un giorno la ricerca dovesse stravolgere le ipotesi oggi ritenute plausibili.
    Personalmente non ho grosse difficoltà a non essere accettato. Penso che non si possa piacere a tutti e sono perplesso di fronte al desiderio di piacere per forza alle persone. Ma - forse - la cosa peggiore di tutte (che ritengo essere un calpestamento della propria dignità) è essere accettati dagli altri per ciò che si finge di essere.


    giovannaIggyBlueSaturnaspirinachandraNemoalexander_popeEstherDonnellyAJDaisy
    Post edited by Ullastro on
    Ogni calcio nel culo ti fa fare un passo avanti
  • giovannagiovanna Colonna
    Pubblicazioni: 3,905
    Io penso che nell' ambiente dove vado abbiano necessita' della mia maschera, ne hanno bisogno, non sono maturi come voi.
    Intendiamoci, da sotto strabordano le verita', il mio pubblico di ragazzetti si accorge se mi tremano le mani, sono esposta, e che gli rispondi?
    non gli puoi mica dire che li vorresti strozzare, gli faresti del l male.:)
    E io non voglio.
    Quello lo riservi all' analista, al marito e ai figli che ti conoscono e si fidano e ti vogliono bene senza bisogno di maschere, non sono impauriti da te.:)
    IggyBlueSaturnaspirinachandraalexander_pope
    Sono quella che ha creduto sempre che fosse la chioma di un albero al tramonto e invece era un orso
  • giovannagiovanna Colonna
    Pubblicazioni: 3,905
    Quello che e' importante capire e' che dietro cio' che appare, c' e' una persona, e spesso, specie quando sei calato in un ruolo sociale, in una situazione, in una funzione, per altri sei poco piu' di un numero, un cognome, un manichino semovente, un robot.
    Io ce n' ho di esempi, soprattutto tra i Dirigenti, che non riescono in alcun modo ad accorgersi di determinate persone, non le vedono proprio, altro che Asperger.
    Gli Aspie vedono anche troppo.
    alexander_popeEowyn
    Sono quella che ha creduto sempre che fosse la chioma di un albero al tramonto e invece era un orso
  • UllastroUllastro Veterano
    Pubblicazioni: 2,753
    giovanna ha detto:

    Io penso che nell' ambiente dove vado abbiano necessita' della mia maschera, ne hanno bisogno, non sono maturi come voi.
    Intendiamoci, da sotto strabordano le verita', il mio pubblico di ragazzetti si accorge se mi tremano le mani, sono esposta, e che gli rispondi?
    non gli puoi mica dire che li vorresti strozzare, gli faresti del l male.:)
    E io non voglio.
    Quello lo riservi all' analista, al marito e ai figli che ti conoscono e si fidano e ti vogliono bene senza bisogno di maschere, non sono impauriti da te.:)

    @Giovanna: mi riferivo alla vita privata.
    La vita professionale richiede necessariamente di indossare una maschera e la prima che si indossa è l'abito contestualizzato all'ambiente.
    Sul lavoro non mi interessa l'accettazione personale, ma quella professionale. Per perseguire i propri interessi è necessario fingere, mentire, sorridere (o almeno provarci), mostrarsi ciò che non si è. Questo vale per tutti indistintamente, non solo per i "non NT".
    Scrivere sul forum e scrivere un verbale richiedono due stili del tutto differenti. L'impostazione della voce in una telefonata con un amico o con un cliente non è la stessa. Stessa cosa per l'abbigliamento, la rasatura e per mille altri dettagli. Privato e professionale sono due campi da gioco differenti. Sarà proprio perchè "fingere" sul lavoro mi succhia troppe energie che nel privato pretendo di essere me stesso con tutte le mie brutture.
    Inoltre l'accettazione "personale" sul posto di lavoro è quasi sempre fasulla, una specie di gioco sociale a cui bisogna adattarsi che non significa un accidente ma che può avere risvolti positivi. Perchè rinunciare al gioco?



    aspirinagiovannaalexander_poperondinella61
    Ogni calcio nel culo ti fa fare un passo avanti
  • giovannagiovanna Colonna
    Pubblicazioni: 3,905
    Riflettendo, anche nel privato bisogna distinguere vari livelli di autenticita', se ci penso non posso mai del tutto essere me stessa, non nelle brutture almeno, quando lo sono, litigo o faccio soffrire nei momenti brutti.
    Quel che e' possibile confina con i limiti di sopportazione dei familiari.

    Anche in casa si deve essere gentili, sedersi a tavola, dividersi due poltrone e un divano, chiamarsi e chiedersi dei favori, ecc.
    Altrimenti non possono accettarci.

    Non la trovi una persona che ti prende con le brutture, il massimo dell' accettazione che ho ricevuto, e l' apprezzo, e': " non ti capisco, te la prendi con la persona piu' vicina,naturalmente"
    alexander_popechandra
    Sono quella che ha creduto sempre che fosse la chioma di un albero al tramonto e invece era un orso
  • veronica88veronica88 Membro Pro
    modificato December 2015 Pubblicazioni: 398
    Nella pagina principale di questo sito, c'è la testimonianza di una ragazza asperger che spiega che talvolta è necessario fingersi neurotipici

    Ci sono aspetti della vita in cui bisogna fare delle scelte e talvolta delle rinunce. Come avete scritto, @giovanna e @Ullastro  , alcune volte bisogna comunque indossare una maschera. 
    Facendo una metafora, come la ragazza di cui sopra, se dovessi andare a vivere in Giappone, vorrei continuare a usare le mie tradizioni italiane, ma dovrò per forza imparare il giapponese, altrimenti avrei difficoltà anche a comprare un panino!
    Per accettarsi come asperger, bisogna anche saper riconoscere le situazioni sociali in cui non è possibile essere se stessi e avere il coraggio di fingere, e anche bene. Dobbiamo anche trovare il coraggio, di mostrare il meglio di noi, quella parte di noi che nascondiamo per farci accettare. Certe volte, questa parte nascosta contiene un tesoro ed è giusto condividerlo con gli altri. Se poi non lo apprezzano, beh... peggio per loro!

    Eowyn
    Post edited by veronica88 on

  • PavelyPavely Andato
    Pubblicazioni: 3,350
    (Wow...)

    Volevo dirti che hai scritto delle cose bellissime.
    EstherDonnelly
  • angelikaangelika Veterano
    Pubblicazioni: 143

    Ullastro ha detto:

    Sono d'accordo.

    Aggiungo che l'accettazione di se stessi non deve essere limitata alle caratteristiche AS ma deve estendersi al pacchetto completo, includendo ogni sfumatura della propria persona. 

    Non credo che bisogna accettare sé stessi in tutto e per tutto. 
    Mi spiego meglio: a prescindere dall'essere diversi, se ci si rende conto di avere qualcosa di dannoso per sé stessi - e gli altri - a quel punto bisogna cambiarlo. Io per esempio ero un'aggressiva di prima categoria che picchiava tutti se dicevano qualcosa che non mi stava bene e volgevo la rabbia anche contro di me quando ero triste, ho adocchiato questo lato del mio carattere a 16 anni e mi son detta "Ok, è ora di cambiare perché se continui così farai cose di cui ti pentirai" e l'ho modificato.
    La mia non è una recita, ormai sono cambiata e so domare l'istinto di mettere le mani in faccia a qualcuno, anche se a volte è capitato che se attaccata pesantemente sono partita di mani tanto che han dovuto reggermi in due-tre, ma se una volta capitava tutti i santi giorni ora non capita più dal 2011.

    Personalmente non ho mai avuto problemi ad accettare me stessa, casomai ho sempre avuto problemi ad accettare gli altri, specialmente le donne. Sono poco tollerante e selettiva al massimo, ma ormai vale anche per gli uomini.
    MalinalliNemoamigdalaalexander_pope
    I want out--to live my life alone
    I want out--leave me be 
    I want out--to do things on my own 
    I want out--to live my life and to be free
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