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Contestualizzando Hans Asperger

riotriot Moderatore
modificato February 2017 in I pionieri
Approfitto del thread di Pavely su Hans Asperger per raccontare qui, senza appesantire quel suo thread, la contestualizzazione storica del periodo nazista in cui Asperger lavorò a Vienna, negli anni '30-40 del secolo scorso.

N.B. Come tutto ciò che riguarda il nazismo, anche questa storia contiene fatti cruenti.

Di recente un autore americano, Steve Silberman, nel un suo libro “Neurotribes”, ripreso poi da due giornalisti che cito in fondo al post (anche loro americani) analizza la teoria secondo cui Hans Asperger fu filo-nazista e un fautore dell'eugenetica, col dubbio che, anziché salvare i bambini Autistici, questi li “vendesse” proprio ai nazisti.

Io attingo per questo thread a vari articoli e allo studio fatto da Baron-Cohen sul testo.

Il libro di Silberman argomenta appassionatamente sulla teoria che la neurodiversità sia un modello che ha dato al mondo studiosi e scienziati notevoli, pur se deficitari nelle abilità sociali, piuttosto che somma di disturbi medici che socialmente sono pensati per essere curati o “normalizzati”.
La società deve accettare le differenza delle persone Autistiche e supportarne le eventuali disabilità che determinate condizioni ambientali fanno emerger.
Il libro è quindi un manifesto per la dignità e i diritti delle persone Autistiche in cui ci possiamo riconoscere appieno.

Al suo interno racconta anche le vicende di Hans Asperger nella fase dei più efferati orrori nazisti.
Il capitolo a lui dedicato s'intitola “Quello che sorella Viktorine sapeva”.
Suor Viktorine è spesso nominata in vari testi in quanto collaboratrice sul piano medico col pediatra Hans Asperger in quella che era considerata l'eccellente Clinica per Bambini presso l'Università di Vienna, durante gli anni '30.

Vienna aveva una grande comunità ebraica che ha dato nomi di illustri studiosi ed artisti.
Al 1920, questa comunità contava circa 200.000 persone (il 10% dell'intera popolazione cittadina), che durante i successivi 20 anni sparirono per deportazione o furono uccisi.

La Clinica per i Bambini era un'istituzione innovativa, fuori del comune e ancora oggi raramente eguagliata. Venne creata un decennio prima dal medico Erwin Lazar, che vedeva i bambini che necessitavano di bisogni speciali educativi non come “malati” ma necessari di differenti metodi d'insegnamento ed apprendimento.
La pedagogia progressista di Lazar si basava sul concetto di educazione terapeutica (Heilpädagogik), e la sua speciale unità educativa era conosciuta come “Heilpädagogische Station”.
Hans Asperger e sorella Viktorine lavoravano utilizzando come mezzi l'arte, il teatro, la musica, la letteratura e gli studi naturali.
Era l'antitesi del sistema di istituzionalizzazione come lo conosciamo ancora oggi (le istituzioni di custodia e cura).
Era un luogo dove bambini ed adolescenti potevano scoprire ed usare i loro potenziali.

Ma proprio nel periodo in cui Asperger pubblicò le sue tesi, nel 1943, Vienna era divenuta il luogo di una irreale brutalità tramite l'importazione pari pari e la messa in atto delle teorie sull'eugenetica e sulla sterilizzazione dei “malati mentali” direttamente dalla "U.S. National Academy of Sciences”, che aveva ospitato la “Second International Congress of Eugenics” nell'ottobre del 1921 a Manhattan, promossa anche da riviste quali Science.

Ed in Germania, nel 1934, furono 62400 le persone con disturbi quali schizofrenia, epilessia, cecità ereditaria ed altre condizioni che venivano classificate come “imperfezioni” umane, che vennero processate davanti al neo-istituito “Tribunale della Salute Genetica” per subire senza appello la sterilizzazione obbligatoria secondo la legge del 1933 per “la Prevenzione della Progenie Geneticamente Malata”.

Il supervisore di tesi di Hans Asperger, il Professor Franz Hamburger ed il suo fidato collega dott. Erwin Jekelius erano intanto divenuti ferventi membri del partito nazista.

Già tre settimane dopo l'annessione dell'Austria la prestigiosa Facoltà di Medicina dell'Università viennese venne trasformata nel centro di ricerche per il “miglioramento della razza”.
Venne nominato un nuovo preside che si mosse subito per “arianizzare” la facoltà di medicina: tutti i membri dovevano consegnare il proprio certificato di nascita per confermare la propria discendenza ariana e giurare fedeltà ad Hitler.
E l'ottanta percento dei membri della facoltà vennero di conseguenza destituiti, dal momento che su circa 5000 psicologi praticanti almeno 3200 erano ebrei. Molti di questi vennero trascinati fuori dall'Università da bande di seguaci nazisti e brutalmente umiliati pubblicamente, per finire anche deportati nei campi di concentramento.

Questo era il contesto in cui Hans Asperger diede la lettura pubblica dei suoi studi sull'Autismo e fu proprio durante una lettura, il 3 ottobre 1938, tenuta presso la hall del Ospedale Universitario che fece la sua dichiarazione più storica per cui non tutto ciò che appare strano e anormale dev'essere per forza inferiore.
Basti sapere, per comprendere il clima politico di quei giorni e quanto coraggiosa fu questa dichiarazione, che quella sera stessa si sarebbero recitate le preghiere rituali antecedenti il Giorno dell'Espiazione e per 24 ore gruppi paramilitari aggredirono i quartieri ebrei in Vienna. E ancora, un mese dopo ci fu la “Notte dei Cristalli”, in cui 95 sinagoghe viennesi vennero date alle fiamme e prese a mazzate così come le abitazioni, le scuole, gli ospedali e i negozi, purché fossero ebraici.

Arrivò poi la seconda ondata di violenza sulla scena medica viennese con l'obbligo dell'eutanasia, passo successivo alla sterilizzazione obbligatoria, per quei pazienti considerati “un peso” per la società.
Questa pratica avveniva proprio nel dipartimento in cui lavorava Hans Asperger, e fu il suo collega Jekelius che favorì il piano nazista – segreto - per sterminare i bambini neurodiversi (come diremmo oggi).
Il “paziente zero” ucciso nel nome della medicina fu un bambino, G. K., dichiarato “idiota”, nato cieco, con difficoltà intellettive, malformazioni degli arti, epilettico. Era “il paziente perfetto” per il loro programma di sterminio.
Hitler aveva già offerto copertura legale ai medici per queste pratiche di eutanasia e non aspettava altro che iniziassero. Il povero piccolo fu la vittima che le teorie naziste stavano aspettando di poter avere tra le loro mani (fauci) e fu tal dott. Karl Brandt a comunicare ai neurologi la protezione del Führer  affinché mettessero il bimbo “a dormire”.

Fu così che, mentre i neurologi erano in ferie e le suore in pausa, uno dei loro medici tirocinanti uccidendo il piccolo con un'iniezione letale diede il via alla pratica dell'eutanasia di stato.

Ma era già stato tutto programmato per bene: nell'agosto del 1939 Hitler emise un decreto legge che  richiedeva a medici e levatrici di comunicare la nascita di ogni nato con anormalità congenite ad un'apposita commissione, e pagandoli per sicurezza per ogni caso riportassero alle autorità.
Poco dopo, nell'ottobre del 1939 Hitler creò l'Aktion T-4 Programme (abbreviazione di  “Tiergartenstrasse 4”) che era l'indirizzo, usato ironicamente, del Gemeinnützige Stiftung für Heil- und Anstaltspflege, l'ente pubblico per la salute e l'assistenza sociale, in Berlino.
Col programma Aktion T-4 vennero convertiti ospedali, cliniche ed istituti di cura in vere e proprie fabbriche della morte per coloro che portavano geni delle malattie e disabilità croniche.
Lo stesso Hitler retrodatò il programma di un mese in modo da includervi anche quei  medici, levatrici e nutrici che avevano già in precedenza iniziato ad uccidere i loro pazienti.

Il controllo era totale e l'organizzazione completa per cui ai giovani studenti di medicina veniva insegnato il programma di eutanasia e il T-4, le persone con disabilità annotate come casi “refrattari alle terapie”, la legge per l'eutanasia definita come  metodo di “educazione della popolazione negativa” e l'omicidio (tale in quanto l'eutanasia prevede un consenso) come “assistenza terminale assistita”.

I bambini furono le prime vittime dell'eutanasia. Le cliniche in cui veniva applicata erano chiamate Kinderfachabteilungen (reparti specialistici per bambini).
Venne appurato che Jekelius da solo uccise 789 bambini nella clinica per bambini “Am Spiegelgrund” sempre in Vienna. Molti di loro oggi avrebbero una diagnosi di Autismo, ma ai tempi erano descritti come “menti deboli” o epilettici o schizofrenici.
Centinaia dei loro cervelli vennero raccolti ed immagazzinati nei depositi della Clinica per i Bambini, per essere poi utilizzati per le ricerche mediche subito dopo la guerra.
Forni crematori vennero costruiti adiacenti agli ospedali, alle cliniche e alle scuole, dotati di nastri trasportatori per inviare i corpi nei forni direttamente.
In totale  più di 200.000 bambini ed adulti disabili furono uccisi durante il T-4 ed il programma per l'eutanasia infantile.

Hans Asperger aveva coniato il termine Autistische Psychopathen o Autismus quale sintesi descrittiva dei suoi piccoli pazienti dell'unità educativa modello.
In loro vedeva bambini dalle menti geniali, eccentrici, ossessionati dai loro interessi speciali e dalle loro routine, alcuni dalla memoria prodigiosa capace di richiamare gli itinerari dei tram viennesi, altri capaci di immediati calcoli matematici, ed altri con difficoltà di apprendimento.
Quando pubblicò la sua tesi descrivendo questi bambini, nel 1943, argomentò che molti di loro erano naturalmente inclini alle scienze, come quello che descrisse “ossessionato” dal compiere esperimenti di chimica in casa.
Ne vedeva le potenzialità di innovatori, capaci di osservare il mondo da una nuova, differente, prospettiva, chiamandoli “piccoli professori”, e suggerendo ai propri superiori che quei “piccoli professori” potevano diventare i futuri decifratori di codici segreti per il Reich.
Soprattutto, egli riconobbe quanto ampio fosse lo spettro Autistico, enfatizzandone i talenti piuttosto che le le “degenerate disabilità”.

Per queste sue posizioni, per le diagnosi che assegnava, Hans Asperger fu la salvezza per molti bambini dalla certa fine che il nazismo stava riservandogli. Questa è la conclusione di Silberman.

Ma c'è, per finire, una controversia dolorosa: questa conclusione è contestata da Herwig Czech, docente presso l'Università di Medicina di Vienna e ricercatore presso il Centro di Documentazione della Resistenza Austriaca. Egli fornisce importanti nuove prove tratte dal libro “In a different Key: The Story of Autism” di John Donvan e Caren Zucker, che Hans Asperger abbia partecipato all'invio di bambini presso la clinica “Am Spiegelgrund”, riconosciuta come struttura per l'eutanasia.
Si riaprirebbe così il dibattito sui segreti di Hans Asperger che "suor Viktorine sapeva".

Devo precisare che questo libro riporta, sulla base di documenti d'archivio ancora segreti, che la firma di Hans Asperger appare in documenti dai quali emerge che bambini gravemente disabili venivano da lui “curati” nel suddetto ospedale, e che i piccoli disabili erano sottoposti a regimi punitivi e alla somministrazione di droghe che li conducevano a una morte precoce.
Nessuno prima dei due americani autori del libro era mai venuto in possesso di questi documenti e, per quanto è dato di immaginare, il loro potrebbe essere un vero e proprio scoop.

Io, lo dico come mia modesta ipotesi, vorrei che quei documenti fossero stati solo un passaggio di carte per proteggere i piccoli.

Ma quale sia la verità, l'importante è che tutto questo non ha nulla a che vedere con la Sindrome di Asperger e con l'Autismo di per se stessi: è la storia delle persone vissute e contestualizzate in quell'epoca.

P.S. Ogni precisazione e contributo coerenti e fondati sono ben accetti.

AmelieSophiaNewtonpixie_queendavidPavelyGrizliShadowLinemandragola77rondinella61SirAlphaexa
Post edited by riot on
La vita è troppo breve per ignorare le incomprensioni. 

Commenti

  • PavelyPavely Andato
    Pubblicazioni: 3,350
    Ho cliccato "emozionante".

    Vorrei precisare, però, alcune cose...

    Richard e Lena, i genitori di G.K., quando portarono il loro bambino all'Università di Lipsia per "addormentarlo" si videro replicare dal direttore di Neurologia, Werner Catel che in Germania - ASSOLUTAMENTE - l'eutanasia di bambino disabile non era possibile.
    Perché andarono da questo medico? Andarono da lui perché in un suo libro "Grenzsituation des Lebens" (estreme situazioni di vita) aveva scritto alcuni passaggi che lasciavano "sperare" in un suo aiuto.
    Ovviamente, come ogni medico tedesco Catel si rifiutò di aiutare questi genitori e consiglio loro di scrivere a Hitler.

    Hitler, effettivamente, rispose alla loro lettera e mandò uno dei suoi MEDICI personali, Karl Brandt a verificare quanto stava accadendo.
    Brandt lesse la cartella di G., visitò scrupolosamente il bambino e disse a Catel che, se lui avesse voluto, avrebbe potuto "addormentare" il bambino. Nel conseguente processo che sarebbe nato, Hitler sarebbe intervenuto con una Grazia personale. 

    OVVIAMENTE, Catel non lo fece mai. Per un medico tedesco, andare anche solo in Tribunale, sarebbe stato umiliante. Andò "strategicamente" in vacanza e un suo assistente uccise il bambino (non si seppe mai il nome).

    I medici di Lipsia informarono Brandt che l'"eutanasia" dei bambini moribondi o gravissimi ricoverati era una "norma".
    In verità: si uccidevano i bambini ricoverati perché in fin di vita. Un progetto coerente di "eutanasia" non esisteva ancora.
    I medici tedeschi furono estremamente responsabili fino al 1940.

    Durante la guerra, fu emanato l'Aktion T-4.
    Va precisato, però, che questa "aberrazione" riguardava in modo principale i disabili adulti.
    In verità, moltissimi medici - applicando la fede luterana - si rifiutarono categoricamente di uccidere i bambini e se lo fecero fu solo per un "effetto Lucifero" prodotto dalla Guerra.

    Occorre precisare che l'unico paese al mondo ad aver avuto leggi razziste e pratiche di eugenetica per un tempo minore assoluto fu proprio la Germania e questo soprattutto durante il Nazismo.

    Non va dimenticato che - praticamente - in tutto il mondo gli esponenti della MIGLIORE SCIENZA MONDIALE uccidevano o castravano gli adolescenti disabili da anni. E contro questa mostruosità, si schierarono apertamente quasi tutti i medici tedeschi.

    Intendo dire: l'ultima castrazione di un paziente con disabilità in Svezia, ad esempio, è degli anni ottanta.

    E il premio nobel Alva Myrdal, ad esempio, considerava la cosa assolutamente normale.

    OVVIAMENTE, in Germania, dopo la Guerra, si smise immediatamente di applicare la bestialità eugenetica.

    §

    Non è un caso che Hans Asperger fosse nato in un'area di cultura tedesca. Proprio i tedeschi furono gli ultimi ad applicare l'eugenetica e i primi ad abolirla. Non lo dimentichiamo.

    Per me, era importante dirlo.
    riotmandragola77rondinella61pixie_queenGrizliSophiawolfgangSwift
  • ShadowLineShadowLine Veterano
    Pubblicazioni: 371

    A proposito del contesto storico in cui questi fatti sono accaduti a me era piaciuta molto la narrazione di Marco Paolini "Ausmerzen".

    Magari la conoscete già - io l'ho rivista volentieri - magari qualcuno non la conosce, in ogni caso ve la segnalo e consiglio caldamente.

    Ovviamente la tematica è terrificante e gli spunti di riflessione infiniti.


    SirAlphaexaPavelyriot
  • Simone85Simone85 Veterano Pro
    Pubblicazioni: 2,787
    È bene sapere che i presupposti che hanno poi dato il via al T4 risalgono prima del nazismo.
    Durante la prima guerra mondiale, in Germania, morirono circa 72,000 pazienti.
    riot
  • riotriot Moderatore
    Pubblicazioni: 4,480
    grazie @ShadowLine il pezzo di Paolini è molto interessante per le altre precisazioni che contiene
    ShadowLineMarkov
    La vita è troppo breve per ignorare le incomprensioni. 
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