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Le 4 fasi dell'amicizia Asperger

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Commenti

  • PavelyPavely Andato
    Pubblicazioni: 3,350
    @iie l'Asperger credo sia uno "spettro di condizioni" molto varie.

    Pure, credo che il nostro "tipo" sia molto simile.



    Io penso che Attwood avrebbe dovuto scrivere che - in alcuni casi, come quello mio e di @iie - non c'è un "vero" passaggio alle fasi 2, 3 e 4.



    Amiamo.

    Ma l'amicizia rimane qualcosa sullo sfondo.

    Come un diorama...

  • PavelyPavely Andato
    Pubblicazioni: 3,350
    poke ha detto:

    :-)
    @Pavely
    Vedi, anch'io ho difficoltà con la parola amicizia. Credimi l'ho usata rarissime volte, come descrivi tu, in me può esserci un "sentimento" di affettuosa comprensione, a cui ho dato nome amicizia.
    Purtroppo nel linguaggio comune, se usi termini come: affetto, voler bene, vieni frainteso, e per una donna le conseguenze sono fraintendimenti spiacevoli.
    Io a tutt'oggi posso dire che ho avuto due amici, uno l'uomo che sposai e l'altro una persona con cui ho anche una relazione.
    Ma ignoro come si possa essere amici ad esempio di una donna. Ci sono contraddizioni che seppur capisco si scontrano implacabilmente come la mia concezione di reciproca dimostrazione di affetto e lealtà.
    A me pare che non si analizzino i sentimenti delle persone asperger, è come se ci si soffermasse a vedere come appaiono.
    Per esempio lealtà, accidenti per me è un valore portante, così come mi è difficile accettare la promiscuità nelle relazioni di amicizia.
    E comprensione.
    Capirsi con uno sguardo.
    Io sento che quando mi avvicino alla ricerca di amicizia vengo tradita e ferita. Non sembrano sentire i nt, quel desiderio di intimo silenzio. Sembra che non sentano il dialogo silenzioso dei pensieri. Non sentono il piacere di avere un solo amico, boh... loro si avvicinano e poi si allontanano e procedono verso la confusione dove tutto si mescola in un caos dove non c'è più il sentire l'altro. D'altra parte far amicizia con un simile è possibile? No, perché senti le sue inquietudini in modo troppo violento e quel misero equilibrio che ti illudi di aver raggiunto inizia a vacillare.
    Quindi mi sembra che l'amicizia, smozzicata ed incompleta sia più semplice con quelle persone nt, forse un pochino superficiali che riescono ad essere incuriosite da comportamenti insoliti (di dedizione). In quel caso ci si sente come due puzzle che si incastrano gli si offre un ascolto profondo, una comprensione leale, siamo il loro ridugio dal frastuono.

    Grazie @poke .

    Anche per me, ancora oggi, chiamare "amico" una persona del mio stesso sesso biologico appare qualcosa di "strano" e di "innaturale"... Assurdo, a dir poco.



    A questo tuo post, ho messo come reaction un cuore.

    In modo bellissimo, hai spiegato ciò che provo anch'io.

    E davvero vorrei ringraziarti...
  • wolfgangwolfgang SymbolModeratore
    Pubblicazioni: 10,754
    @Pavely io penso che l'articolo descriva molto bene le fasi dell'amicizia negli asperger "in generale", alcuni con ritardi anche maggiori, altri ancora bloccati magari più tempo a stadi precedenti. Poi si, ci sono diversi asperger per cui l'amicizia ha realmente poco senso, tra parentesi l'amicizia è una parola relativamente vuota anche per me. Sicuramente non è assolutamente un sentimento per me. 
    PavelyLibellulaAJDaisyNemo
    Né scusa né accusa. Addestrare le competenze, insegnare valori, e-ducare l'Uomo dalla Bestia. La Natura non è una scusa.
  • MarkovMarkov Pilastro
    Pubblicazioni: 10,665
    Avevo capito che alcuni aspetti vengono da condizioni più profonde. Ma a maggior ragione mi stupisce come da condizioni più profonde sia possibile passare dalla fase 3 alla fase 4. Quadra che nell'ultima fase si parla di latitudini delle spettro superficiali? Al punto da vivere al liceo esperienze vicine a quelle del neurotipico medio, ma con qualche svantaggio in più?

    Probabilmente poi in tutti i passaggi di fase è previsto un alleggerimento dei tratti, solo che la fase 4 mi sembra un qualcosa che si compensa più difficilmente :)
  • AJDaisyAJDaisy Pilastro
    Pubblicazioni: 11,221
    Le fasi 1-2-3 le riconosco perfettamente, in seguito ho ricevuto una delusione così forte in ambito amicizia, da farmi passare ad una "fase 5", dove amicizia è frequentazione sporadica ed abbastanza superficiale di persone che mi vanno a genio dal punto di vista culturale e di gusti, ma senza grande condivisione e nessun sentimento "forte".
    89mattcvLibellula
  • MakairaMakaira Membro Pro
    modificato September 2017 Pubblicazioni: 41
    Io purtroppo in questo momento ho una concezione un po' superficiale di amicizia. In realtà reputo i miei amici di adesso più dei conoscenti. Per me sono persone con cui passare il tempo, ma che non possono capirmi e quindi non vado mai in profondità con loro. Sanno di me quasi quanto sanno di un estraneo, non sono mai venuti a casa mia se non autoinvitati. Purtroppo io faccio fatica ad apprezzare le persone, ho sempre qualcosa da ridire su tutti. Per questo vengo considerata un po' snob e selettiva, ma io dico di essere riservata, il che è vero quando mi chiedono di aprirmi perché è una cosa che detesto. 
    Le uniche volte in cui ho trovato qualcuno con cui mi sono sentita a mio agio e sono stata me stessa, ho provato una sorta di feeling proprio al primo sguardo. Mi è capitato di vedere persone sconosciute e sapere subito che mi ci sarei trovata bene. Con una ragazza siamo amiche da 9 anni, un'altra l'ho appena conosciuta ma credo ci sia qualcosa di più dell'amicizia. Sarà stata anche l'altra una cotta, e di conseguenza ciò significa che riesco ad aprirmi solo con chi mi piace sentimentalmente? Perché in entrambi i casi, anche quando sono accadute o ho scoperto cose che con altri mi avrebbero dato fastidio, con loro mi sono andate bene comunque. Sembra che l'unico modo in cui io possa reggere a lungo la presenza di qualcun altro sia quando sono talmente accecata dall'amore, da non avere mai nulla da ridire. O quando sono degli animali al di fuori degli umani, in quel caso mi stanno simpatici a prescindere. 
    rondinella61neonero
    Post edited by Makaira on
  • OndivagoOndivago Neofita
    Pubblicazioni: 4
    Articolo interessantissimo, questo di Attwood, da leggere e rileggere...
    E' incredibile constatare come, in alcuni (o anche molti) passaggi tra le varie fasi, ci si possa riconoscere... anche se son passati anni ed anni.
    Se solo se ne fosse avuta un minimo di contezza all'epoca... o anche solo una buona guida.
  • Johnnygang80Johnnygang80 Andato
    Pubblicazioni: 217
    Mi trovo molto in sintonia con le acute riflessioni di Pavely, anche se amicizia è un sostantivo/sentimento rientrante nello spettro dell'amore. Io ho difficoltà estrema a leggermi dentro (il mio tasso alessitimico è talmente elevato da rendermi praticamente impossibile inquadrare i miei sentimenti nella maggior parte delle situazioni), per cui mi piace e affascina la possibilità che ciò che provo e do alle persone a cui tengo di più sia puro amore, a volte infantile, spesso squilibrato, ma in ogni caso qualcosa di estremamente inaccessibile e profondo.

    Ricordo che da piccolo cercavo spesso la compagnia degli adulti, soprattutto quelli che avevano interessi bizzarri o particolarmente ossessivi. Nell'adolescenza (soprattutto nella fase tardiva) ho iniziato a frequentare gente più piccola di me, tanto che, le persone a me care (famiglia a parte) hanno almeno 4 anni meno di me. Oggi abbraccio un range di frequentazioni (scarsissime a livello di frequenza) che spaziano dai 17 ai 40 anni. Ipersintesemplificando, oggi tendo a essere protettivo/inflessibile/assente coi più giovani e geloso/burbero/assente con gli altri.
  • RonnyRonny Neofita
    Pubblicazioni: 1,420
    Io l'amicizia è un tipo di legame che non riesco a definire, forse perché questo per i neurotipici è un termine ombrello che racchiude in sé uno spettro di rapporti che va dalla conoscenze alle persone care (famigliari e partner). Io i rapporti che ho definiti sono:
    1)familiari, ossia persone, parenti e non, con cui ho un forte legame fin dall'infanzia. Devono essere persone però che sono state molto significative e rispettose nei miei confronti. I miei zii e i miei cugini non li considero dei famigliari perché li ho visti così poco che sono solamente degli estranei con cui pranzo a Natale, così come persone che conosco da una vita non li considero familiari ma... Come dire... Persone con cui passare il tempo ogni tanto perché sono state $t®0nx€ con me.
    Sono le persone che ti vogliono bene incondizionatamente, che sono sempre pronte a sostenerti nella vita e non ti giudicano. Puoi sempre contare su di loro.
    2)partner sentimentali. Non ne ho mai avuti fino ad ora, ma immagino come dovrebbe essere. Persona con cui ti scambi affettuosità, hai rapporti sessuali e vi sostenete quando dovete affrontare delle piccole difficoltà.
    Le amicizie che ho non sono dei legami profondi. Le classificherei più come "conoscenze":
    1) persone con cui mi trovo bene e mi rispettano. Mi piace passarci il tempo assieme e li frequento
    2) persone con cui sono indifferente. Le frequento e ci parlo quando capita
    3) persone che mi stanno antipatiche e mi trattano male. Le evito, tranne quando sono costretto a vederle o quando non ho niente da fare per divertirmi e sono costretto a uscire con loro
  • Barbara06Barbara06 Neofita
    Pubblicazioni: 1
    Sono la mamma di una ragazza Aspie di 24 anni. Riguardo all'amicizia, qualcuno di voi da dirmi
    se un attaccamento quasi morboso ad un’amica, definita come amica del cuore,
    sia possibile, o ne abbia esperienza? Mia figlia ha avuto moltissime forti
    delusioni nelle poche amicizie che ha avuto nella vita, con forti esperienze di
    “gosthing” che l’hanno fatta stare molto male, fino ad arrivare a forme gravi
    di depressione e chiusura totale verso gli altri. Questa fase l’ha
    apparentemente superata con l’aiuto di una psicoterapeuta. Oggi ha un’amica
    molto intima, a ltre amicizie che lei definisce solo “conosacenze”, ma
     mostra nei confronti dell’amica del cuore un
    attaccamento quasi morboso. Si sente rifiutata se lei non le scrive per due ore,
    o se esce con altri amici e non le dice quello che fa. E questo provoca episodi
    di meltdown. Si preoccupa per lei in maniera eccessiva, mette in atto quasi un
    meccanismo di controllo sulle sue azioni quotidiane, ha bisogno di contatti
    costanti che la rassicurino sul suo affetto. Ha il terrore che anche questa
    persona sparisca come hanno fatto altre prima. E’ capitato che alcune persone a
    cui lei teneva e con cui pensava di aver instaurato un rapporto importante
    sparissero, dall’oggi al domani, e talvolta questa sparizione è stata
    accompagnata da atti di cyberbullismo verso mia figlia. Ancora oggi lei non
    riesce a capire il perché lo abbiano fatto, ed è stato un dramma che ha
    provocato fortissimi episodi di
    meltdown.
      

    Chiedo il vostro aiuto
    per tentare di capire e poter meglio aiutare mia figlia.

    rondinella61Autistico
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