Spazio Asperger è attivo anche su Facebook.

Per raggiungere la nostra pagina con gli argomenti più discussi del giorno, news e immagini cercate "spazioasperger.it"

Per un gruppo indirizzato a ricerca e terapia cercate "Ricerca e terapia nello Spettro Autistico"

Sospetto che il mio ragazzo soffra di questa sindrome o simili.

Salve a tutti, sono una ragazza di 20 anni, l’anno scorso ho conosciuto un ragazzo della mia stessa età. Ora ne ha 21. Mi è piaciuto da subito, ma era difficile starli accanto sin dai primi giorni. All’inizio mi sembrava una persona timida, insicura di se stessa, non prendeva mai iniziativa in niente, non mi guardava molto negli occhi, io da ragazza ero abituata ad altri tipi di rapporti e mi aspettavo da un ragazzo un comportamento differente. Inizialmente presi l’iniziativa io in tantissime cose, nonostante anche io sia una persona timida e mi costava tanto. Il nostro rapporto fu strano da subito, aveva crisi di rabbia anche per cose ai miei occhi insensate, mi diceva determinate parole offensive ma quando si calmava tornava ad abbracciarmi come se niente fosse, come se non mi avesse detto niente,mentre quando io dicevo una parola nei suoi confronti se la prendeva a cuore e all’infinito. Ma lui poteva sempre offendere tutti senza rendersene conto (non solo me ma anche sua madre per esempio) inoltre non capiva dei concetti che per me e tutti gli altri con cui ne parlavo erano semplicissimi. Dopo esser arrivati a un certo livello di intimità e di conoscenza mi confessò di non aver mai avuto una ragazza prima, di fatto non aveva nemmeno mai baciato nessuno e mai instaurato rapporti con nessuna, mi diceva che io ero la prima e che “non era in grado di comportarsi” con me per questo motivo. Ma per me non era solo questo. Per me era difficile capirlo perché non mi parlava mai dei suoi sentimenti, delle sue emozioni o di ciò che provava per me. Nemmeno quando glielo chiedevo esplicitamente. (Soltanto una volta e dopo tanto tempo mi disse “ti amo” mentre eravamo a letto, ma in quel caso io non gli avevo chiesto niente, era stato spontaneo.) Tende sempre a toccarmi e giocare con i miei capelli, oppure cercare di togliermi le pellicine delle unghie. Sono sempre io che vado a casa sua e non usciamo mai perché lui sostiene di provare imbarazzo a stare in mezzo ad altre persone. Specialmente con me. L’unica cosa su cui non abbiamo mai avuto problemi è il sesso. Anzi se ne interessa fin troppo. A volte è anche troppo insistente nel volerlo fare. Il culmine dei suoi atteggiamenti strani arrivò una sera in cui dovevo andare a casa sua ma poi abbiamo litigato e mi stavo rifiutando di andare. Allora si arrabbiò molto e mi tirò per lo zaino e per il capuccio del giubbotto per indirizzarmi verso casa sua. Mi tirò con la forza non rendendosi conto di usarla e di conseguenza farmi male. Un altro episodio capitò quando una notte volevo andarmene da casa sua e lui ansioso e arrabbiato voleva che rimanessi, anche in quel caso mi trattenne con la forza lasciandomi dei segni poi si calmò. In generale, quando si arrabbia anche per motivi futili, tende a tirarsi la testa al muro. O prendersi da solo a pugni in testa. Poi quando si calma torna tutto come prima. Tende ad isolarsi e non esternare i suoi sentimenti e ha difficoltà a capire i miei, manca di empatia. Un giorno provai a guardarlo negli occhi intensamente e mi disse “no non guardarmi cosi, i tuoi occhi sono profondi mi parlano” mi guardò negli occhi per qualche minuto bene forse per la prima volta dopo tanti mesi, ma poi distolse lo sguardo. Aggiungo che soffre di iperidrosi eccessiva anche quando deve uscire per cose semplicissime come per esempio andare a tagliarsi i capelli, ma allo stesso tempo ha sempre frequentato locali e delle feste con gli amici (con cui ultimamente non sta più, si è isolato e non esce da tantissimi mesi con loro). Non so come comportarmi, ne a chi rivolgermi, cosa posso fare davvero, mi viene solo da piangere. La mamma minimizza ogni cosa e per lei queste crisi sono solo “momenti di debolezza”. Mi ha confessato che da piccolo aveva dei comportamenti strani, e inoltre mi ha detto che sospettava di essere autistico. Ma mai nessuna visita o diagnosi. A scuola è sempre andato bene, si è diplomato allo scientifico e tutti lo reputano un genio in matematica, infatti è fissato solo con la matematica e capita anche che ci svegliamo a letto la mattina e dal nulla mi parla di cose strane sulla matematica, o inizia ansioso a far calcoli a mente. È capace anche di fare calcoli difficili, e quando a volte ha difficoltà sta in preda all’ansia fin quando non conclude il calcolo. Io lo amo e non voglio lasciarlo, ma quelle crisi a volte mi fanno paura e anche tanto male, perché non si rende conto di quello che mi fa. Per lui è normale. Vorrei dei consigli da voi. Scusate per quanto mi sia dilungata!
AntaresGiadaniel

Commenti

  • riotriot Moderatore
    modificato May 2019 Pubblicazioni: 6,266
    gloria1998 ha detto:

    manca di empatia. Un giorno provai a guardarlo negli occhi intensamente e mi disse “no non guardarmi cosi, i tuoi occhi sono profondi mi parlano”

    questa frase contraddice quella mancanza di empatia che pensi abbia: le persone Autistiche (ammesso poi che lo sia, ma questo può dirlo solo uno specialista in Autismo) differiscono dalle neurotipiche in quanto hanno meno empatia emotiva e molta cognitiva.
    significa che si deve ragionare su un evento per comprenderne il senso.

    e ragionarci insieme aiuta a migliorare nelle relazioni. è questo che puoi fare: portarlo ad un livello di consapevolezza che ora gli manca.
    se non ci riesci tu, puoi cercare di convincerlo a farsi aiutare da uno specialista, come detto sopra, che sia esperto in Autismo.

    Kurama
    Post edited by riot on

  • AntaresAntares Veterano Pro
    modificato May 2019 Pubblicazioni: 700
    gloria1998 ha detto:

    Salve a tutti, sono una ragazza di 20 anni, l’anno scorso ho conosciuto un ragazzo della mia stessa età. Ora ne ha 21. Mi è piaciuto da subito, ma era difficile starli accanto sin dai primi giorni. All’inizio mi sembrava una persona timida, insicura di se stessa, non prendeva mai iniziativa in niente, non mi guardava molto negli occhi, io da ragazza ero abituata ad altri tipi di rapporti e mi aspettavo da un ragazzo un comportamento differente. Inizialmente presi l’iniziativa io in tantissime cose, nonostante anche io sia una persona timida e mi costava tanto. Il nostro rapporto fu strano da subito, aveva crisi di rabbia anche per cose ai miei occhi insensate, mi diceva determinate parole offensive ma quando si calmava tornava ad abbracciarmi come se niente fosse, come se non mi avesse detto niente,mentre quando io dicevo una parola nei suoi confronti se la prendeva a cuore e all’infinito. Ma lui poteva sempre offendere tutti senza rendersene conto (non solo me ma anche sua madre per esempio) inoltre non capiva dei concetti che per me e tutti gli altri con cui ne parlavo erano semplicissimi. Dopo esser arrivati a un certo livello di intimità e di conoscenza mi confessò di non aver mai avuto una ragazza prima, di fatto non aveva nemmeno mai baciato nessuno e mai instaurato rapporti con nessuna, mi diceva che io ero la prima e che “non era in grado di comportarsi” con me per questo motivo. Ma per me non era solo questo. Per me era difficile capirlo perché non mi parlava mai dei suoi sentimenti, delle sue emozioni o di ciò che provava per me. Nemmeno quando glielo chiedevo esplicitamente. (Soltanto una volta e dopo tanto tempo mi disse “ti amo” mentre eravamo a letto, ma in quel caso io non gli avevo chiesto niente, era stato spontaneo.) Tende sempre a toccarmi e giocare con i miei capelli, oppure cercare di togliermi le pellicine delle unghie. Sono sempre io che vado a casa sua e non usciamo mai perché lui sostiene di provare imbarazzo a stare in mezzo ad altre persone. Specialmente con me. L’unica cosa su cui non abbiamo mai avuto problemi è il sesso. Anzi se ne interessa fin troppo. A volte è anche troppo insistente nel volerlo fare. Il culmine dei suoi atteggiamenti strani arrivò una sera in cui dovevo andare a casa sua ma poi abbiamo litigato e mi stavo rifiutando di andare. Allora si arrabbiò molto e mi tirò per lo zaino e per il capuccio del giubbotto per indirizzarmi verso casa sua. Mi tirò con la forza non rendendosi conto di usarla e di conseguenza farmi male. Un altro episodio capitò quando una notte volevo andarmene da casa sua e lui ansioso e arrabbiato voleva che rimanessi, anche in quel caso mi trattenne con la forza lasciandomi dei segni poi si calmò. In generale, quando si arrabbia anche per motivi futili, tende a tirarsi la testa al muro. O prendersi da solo a pugni in testa. Poi quando si calma torna tutto come prima. Tende ad isolarsi e non esternare i suoi sentimenti e ha difficoltà a capire i miei, manca di empatia. Un giorno provai a guardarlo negli occhi intensamente e mi disse “no non guardarmi cosi, i tuoi occhi sono profondi mi parlano” mi guardò negli occhi per qualche minuto bene forse per la prima volta dopo tanti mesi, ma poi distolse lo sguardo. Aggiungo che soffre di iperidrosi eccessiva anche quando deve uscire per cose semplicissime come per esempio andare a tagliarsi i capelli, ma allo stesso tempo ha sempre frequentato locali e delle feste con gli amici (con cui ultimamente non sta più, si è isolato e non esce da tantissimi mesi con loro). Non so come comportarmi, ne a chi rivolgermi, cosa posso fare davvero, mi viene solo da piangere. La mamma minimizza ogni cosa e per lei queste crisi sono solo “momenti di debolezza”. Mi ha confessato che da piccolo aveva dei comportamenti strani, e inoltre mi ha detto che sospettava di essere autistico. Ma mai nessuna visita o diagnosi. A scuola è sempre andato bene, si è diplomato allo scientifico e tutti lo reputano un genio in matematica, infatti è fissato solo con la matematica e capita anche che ci svegliamo a letto la mattina e dal nulla mi parla di cose strane sulla matematica, o inizia ansioso a far calcoli a mente. È capace anche di fare calcoli difficili, e quando a volte ha difficoltà sta in preda all’ansia fin quando non conclude il calcolo. Io lo amo e non voglio lasciarlo, ma quelle crisi a volte mi fanno paura e anche tanto male, perché non si rende conto di quello che mi fa. Per lui è normale. Vorrei dei consigli da voi. Scusate per quanto mi sia dilungata!



    ciao, potrebbe essere che non ci siano motivazioni per dispiacerti eccessivamente della situazione, pensaci bene:

    - ti viene da piangere perchè non cogli normalità, omologazione nel tuo ragazzo? io penso possa trovarsi meglio così che in un contesto di normalità apparente, quindi lascialo libero di esprimere la reale personalità. le sue anomalie danneggiano concretamente te e/o lui? se il pensiero è solo "questo ragazzo non è normale" (nel senso: è poco ortodosso), non dovresti preoccupartene, il peso sociale e "di cosa fanno comunemente gli altri" non ha ragione di esistere.
    - piangi perchè ti struggi a trovare un modo per "etichettare" (lo dico in senso buono e non discriminatorio, non fraintendermi) il tuo ragazzo che esprima definizionalmente il suo differenziarsi dalla massa? allora sì, potrebbe trattarsi di sindrome di Asperger (secondo me lo è, i crismi orientativi per una diagnosi ci sono tutti: contatto visivo atipico e disagevole, meltdown con tendenze autolesionistiche, passioni inusuali e piuttosto invasive, doti mentali non comuni), ma ripeto, si può essere atipici e trovare il proprio posto nel mondo anche senza auto-categorizzarsi in senso diagnostico.

    Se invece ti preoccupi per il suo stato di salute generale, ritenendo dannoso alla lunga sia per lui che per te questo modo di essere, dovreste discutere (con la confidenza reciproca che spero abbiate) dell'aspetto emotivo della relazione. Cerca di trasmettergli fiducia, fagli capire che un chiarimento, anche profondo ed esaustivo, non è il pretesto per comunicare decisioni divisive (certi discorsi profondi tirati fuori dal nulla possono sembrare un "ti devo parlare" pre-rottura meno esplicito, quindi ti consiglierei anche gradualità nel concentrarsi sugli aspetti più introspettivi).

    In ogni caso (se può tranquillizzarti) quegli atteggiamenti "violenti" da parte sua non sono il preludio a violenze complesse, nella stragrande maggioranza dei casi un Asperger manifesta con l'indelicatezza un certo disagio, non con una violenza meditata un certo odio. Lui non ce l'ha con te e, sono certo, mai ce l'avrà. Chi ha un disordine dello spettro autistico (in cui ricade l'Asperger) è estremamente indelicato e per nulla violento, di solito. C'è una grande distinzione, sia perchè all'atto pratico non scadrà mai in caratteristiche tipiche di una vera e propria "violenza", sia perchè non è animato da cattive intenzioni nei tuoi confronti.

    Io, da ragazzo Asperger di 21 anni, correggerei una parte della tua frase conclusiva: non credo lui non si renda conto di quello che fa, piuttosto si rende conto di fare cose che - se le facessero dei non-Asperger - sarebbero frutto di un raptus irrazionale. Il modo (anche sconvolgente, ti capisco in pieno) di esprimere i suoi sentimenti è razionalizzato, per nulla incattivito. C'è animosità, ma non c'è violenza. C'è pulsione, ma non c'è perversione. C'è tormento (spesso passeggero, per fortuna, ci scommetterei), ma non c'è sadismo. Soprattutto: c'è "distruttività", ma non c'è pericolosità.

    Tranquillìzzati, e se ti può servire, sappi che ti sono in un certo senso "vicino". :)
    Post edited by Antares on
  • RobKRobK Colonna
    Pubblicazioni: 1,267
    Asperger o no, uno che ti trattiene con la forza lasciandoti dei segni non è una persona che ti merita... Pensaci
    DomenicoGiadaniel
  • GiadanielGiadaniel Veterano Pro
    Pubblicazioni: 382
    Assolutamente d'accordo con @RobK. L'asperger o autismo non possono giustificare l'uso della forza fisica... Ti direi, se vuoi aiutarlo, cerca di fargli avere una diagnosi e, soprattutto, tutto quello che ne consegue per fargli spicciare il cervello, ma so per esperienza personale che finché non si è pronti in prima persona c'è poco da fare... Pensa tu quello che vuoi fare per te stessa... In primis
Accedi oppure Registrati per commentare.
Un pizzico di autismo? Ma quale? Aiutaci a scoprirlo con la ricerca online