Molti studi mostrano tratti comuni tra anoressia ed autismo
Autore: Louise Karjalainen
Traduttore: Elena Offerente
Articolo divulgativo originale: Do autism and anorexia nervosa have any eating behaviours in common?
Sin dagli anni 80, l’anoressia nervosa e l’autismo sono stati spesso associati tra loro non solo per la similarità di alcune capacità cognitive, ma anche per alcune tipologie di comportamenti manifesti. Per esempio, molti studi hanno dimostrato che l’anoressia nervosa e l’autismo possono coinvolgere dei malfunzionamenti a carico di alcune funzioni neuropsicologiche, quali la flessibilità e la coerenza centrale.

Cosa sappiamo sugli altri comportamenti? I disturbi della condotta alimentare sono ovviamente associati a cambiamenti nei comportamenti alimentari. Amici e parenti di individui autistici spesso tendono ad osservare in questi soggetti strani comportamenti alimentari – ma quali sono a conti fatti le somiglianze e le differenze tra autismo ed anoressia nervosa in questo contesto? Studi sulle condotte alimentari effettuati su adolescenti e giovani adulti nello spettro autistico, indicano che le loro difficoltà con il cibo – e con il mangiare in generale – hanno meno a che fare con la preoccupazione per la propria immagine corporea e con l’ossessione per il peso, tipiche dei disturbi della condotta alimentare; i loro problemi col cibo sembrerebbero essere invece maggiormente associati alla (mancanza di) abilità di svolgere più cose contemporaneamente, e ad una scarsa consapevolezza dei rituali sociali dei pasti.
Osservando le difficoltà tipiche dei soggetti autistici condivise dai soggetti con anoressia nervosa, bisogna anche considerare la significativa perdita di peso e la deprivazione di cibo, tipicamente associate all’anoressia nervosa. Il cervello ed il corpo vengono influenzati dalla perdita di peso, e la condotta alimentare nei soggetti affetti da disturbo dello spettro autistico, deve anche essere confrontata con quella di individui normopeso. In generale, il comportamento alimentare nell’anoressia nervosa migliora un anno dopo l’inizio di un trattamento terapeutico, e, sempre dopo un anno, il peso corporeo tende generalmente a tornare nella norma. Nonostante ciò, alcuni problemi persistono, principalmente gli stessi condivisi anche dai soggetti autistici, ossia la difficoltà ad eseguire più cose contemporaneamente (es. tagliare e masticare simultaneamente), e la conoscenza degli aspetti sociali che ruotano attorno ai pasti.
I clinici ed i professionisti sono raramente informati sulla potenziale sovrapposizione tra queste due condizioni patologiche, ciò spesso implica che la maggior parte dei pazienti tenda a ricevere un piano di trattamento standardizzato. Ogni qual volta un paziente non risponde positivamente al trattamento, ciascun clinico dovrebbe valutare attentamente quali problemi possano incidere nel percorso terapeutico, e come essi possano essere correttamente affrontati. Ad esempio, in molti casi di anoressia nervosa, possono essere presenti dei tratti autistici sottostanti che necessitano di una differente strategia di trattamento. Considerando che le condotte alimentari “tipiche dell’autismo” sembrano permanere ed essere condivise da individui affetti da anoressia nervosa anche dopo che hanno normalizzato il proprio peso, occorre valutare l’intero processo terapeutico in ogni sua componente, anche dopo il recupero di peso corporeo.
Quindi l’autismo e l’anoressia nervosa condividono alcuni comportamenti alimentari? Sì, assolutamente. Vi sono sia somiglianze che differenze, ma i comportamenti frequentemente osservati nello spettro autistico sono generalmente condivisi nei soggetti affetti da anoressia nervosa molto più di quanto si pensi, e tali aspetti problematici permangono anche a seguito di un recupero del peso. Occorre inoltre ricordare che, nonostante le varie difficoltà della condotta alimentare possano essere associate a cause scatenanti e significati differenti per ciascun individuo, esse comunque impattano in modo ingombrante e negativo sulla vita di tutti i giorni. Attualmente, siamo molto più consci del fatto che una tale consapevolezza ci consenta di creare ed avviare un trattamento personalizzato più efficace e dagli esiti estremamente più validi.




