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Ragazza in stile anime realistico esplora con la mano la consistenza di un tessuto, illuminata dalla luce calda del sole.

Autismo e sensorialità. Parte 3: il tatto

Il tatto comprende pressione, movimento, texture, vibrazione, temperatura, zona del corpo, durata e prevedibilità. Esploriamo come queste dimensioni possono essere vissute nell’autismo, dalla pelle alla consistenza dei cibi, dal contatto con le persone alle strategie quotidiane, per costruire la propria mappa sensoriale e riconoscere ciò che aiuta, regola e dà piacere.

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Ragazzo dai capelli lunghi seduto in una stanza, circondato da onde luminose che rappresentano i diversi suoni presenti nell’ambiente.

Autismo e sensorialità. Parte 2: l’udito

L’udito è molto più del volume. Il cervello seleziona, separa, riconosce e organizza continuamente i suoni che ci circondano. Nell’autismo questo processo può assumere configurazioni molto diverse: alcuni suoni emergono con forza, altri vengono cercati, il parlato nel rumore può richiedere molte risorse e tolleranza, attenzione e piacere cambiano da persona a persona e nel tempo. Conoscere il proprio profilo uditivo aiuta a capire ciò che affatica, ciò che sostiene e anche ciò che ci piace ascoltare.

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Illustrazione in stile anime realistico di un'aula scolastica vista dall'alto. Gli studenti sono riuniti in piccoli gruppi mentre un ragazzo dai capelli lunghi e scuri siede da solo vicino alla finestra, osservando la classe. L'immagine rappresenta il senso di isolamento sociale e il tema del bullismo nell'autismo.

Autismo e bullismo

Autismo e bullismo sono strettamente collegati. Le persone autistiche hanno un rischio maggiore di subire bullismo e le conseguenze possono accompagnarle anche per molti anni. In questo articolo esploriamo perché accade, come funziona il bullismo, quali effetti lascia sul cervello e sulle relazioni e cosa possiamo fare, sia come vittime sia come spettatori o aggressori, per interrompere queste dinamiche.

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Persone con stili di vita diversi condividono lo stesso spazio: una donna incinta, un genitore con una bambina e una persona che legge con il proprio cane.

Autismo e genitorialità

Per molte persone la genitorialità viene considerata una tappa naturale della vita adulta. Per molte persone autistiche la domanda prende spesso una forma diversa: avere un figlio è compatibile con il mio modo di funzionare, le mie energie, i miei desideri e la vita che voglio costruire? In questo articolo esploriamo maternità, paternità, ereditarietà, sovraccarico, qualità della vita e scelta di avere o non avere figli, attraverso le esperienze e le riflessioni che emergono nei gruppi di adulti autistici.

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Invecchiare nello spettro autistico: cosa emerge dalla ricerca più recente

Un anno fa, su queste pagine, abbiamo pubblicato la traduzione di un articolo di Gavin Stewart che faceva il punto su cosa sappiamo (e non sappiamo) su autismo e invecchiamento. La questione che emergeva era netta: meno dell'1% della ricerca sull'autismo si è occupata di persone autistiche di mezza età o anziane, lasciando milioni di adulti senza risposte sui propri bisogni di salute lungo il corso della vita.

A febbraio 2026 Nature ha dedicato al tema un'inchiesta a firma di Miryam Naddaf ("Ageing with autism", vol. 650, pp. 538–540) che riprende la questione e la aggiorna con i dati pubblicati nell'ultimo biennio. È un'occasione utile per tornare sull'argomento, perché nel frattempo la ricerca si è mossa — anche se non quanto servirebbe — e perché alcune nuove evidenze meritano di essere rese note alla comunità autistica italiana che resta, in larga parte, ancora estranea a questo dibattito.

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Illustrazione artistica di un profilo umano visto di lato, con il cervello rappresentato in modo stilizzato e colorato, pieno di connessioni luminose e ramificate. Attorno alla figura compaiono parole chiave come pensiero ampio, dettagli, connessioni e fatica reale. L’immagine rappresenta il funzionamento complesso dell’autismo e dell’alto potenziale cognitivo.

Autismo e Alto Potenziale Cognitivo

Quando alto potenziale e autismo si intrecciano, il funzionamento diventa meno lineare e più difficile da leggere. Alcune aree sono molto sviluppate, altre richiedono più supporto. Anche l’identità può diventare meno chiara, perché parti diverse del funzionamento faticano a stare insieme. Questo articolo esplora caratteristiche, criticità e strategie per rendere il funzionamento più comprensibile e gestibile.

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