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  • Dicembre 19, 2011
  • By David Vagni

Camminare sulle punte dei piedi

Posted In: Caratteristiche

David Vagni

Qual´è la causa?

Camminare sulle punte ha uno spettro di origini differenti. Può avere un´origine precisa come legamenti troppo corti o avere un´origine idiopatica, senza causa evidente, e di solito viene chiamato “abituale”. Con questa la causa ultima è sconosciuta.

Una diagnosi di toe walking idiopatico è fatta dopo avere esclusso qualsiasi origine di tipo neuromuscolare o ortopedico (ad esempio problemi nella dorsiflessione del piede o legamenti corti). Origini come la paralisi celebrale (danni celebrali alla nascita), danni alla colonna vertebrale o malattie paralitico-muscolari come, tra le altre, la distrofia muscolare.

Feet of Caucasian toddler boy with magnets in front of refrigerator.

Una volta che queste diagnosi sono state escluse rimane solo l´origine “sconosciuta” o idiopatica.

Il camminare sulle punte fa la sua prima apparizione quando il bambino impara a camminare. Spesso il bambino è in grado di camminare sulla pianta del piede se incentivato a farlo attraverso prompt (avvisi) verbali. Ma quando il bambino non sa di essere osservato o è distratto ritorna alla sua postura abituale.


Un bambino con toe walking idiopatico può farlo per motivi di iper o ipo sensibilità tattile. Al bambino può non piacere la sensazione delle differenti superfici sotto i suoi piedi nudi causando l´alzamento del tallone in modo da ridurre la superficie della pianta del piede esposta al pavimento. In questo caso potete vedere che il bambino non ama i vestiti stretti, camminare sulla sabbia o sull´erba, non ama certe trame dei cibi e/o non ama gli input (azioni) vestibolari (relative all´equilibrio) come saltare, dondolare, etc..

Il toe walking idiopatico è spesso famigliare.


Un´altra possibilità è una disfunzione nel sistema vestibolare (senso dell´equilibrio) e/o visivo/vestibolare. Il sistema vestibolare fornisce al il feedback relativo alla posizione e al del , il toe walking può quindi derivare da un tentativo di integrazione, o da una risposta sbagliata, da parte di questi .

Molte volte il camminare sulle punte è associato a ritardi del o ad alcune forme di .

E´ quindi importante controllare se il bambino ha ritardi di tipo socio-comunicativo o altri tipi di ritardo nella coordinazione motoria grossa e fine (allacciarsi bottoni, vestirsi, disegnare, etc..). In questo caso è necessario provvedere ad accertare la diagnosi più appropriata.


Alcuni dottori possono voler condurre un´analisi più approfondita attraverso una elettromiografia (EMG). Durante questo esame un piccolo ago con un elettrodo è inserito nel muscolo della gamba. L´elettrodo registra l´attività nervosa dei muscoli. In altri casi, in cui si sospetti un´origine neurologica è possibile che sia richiesto un elettroencefalogramma () o una funzionale (fNMR o RMN).

Quali trattamenti?

L´abitudine a camminare sulle punte può risultare in una riduzione della motilità dell´anca e in una riduzine del tendine di Achille. Questo risulta nella necessità di un ulteriore sotto forma di tutori da portare durante la notte e/o il giorno. Questi tutori spesso includono un supporto removibile che abbraccia caviglia e tallone, spesso di plastica leggera, e che serve a mantenere il piede ad un angolo di 90 gradi. A seconda dei casi può applicarsi un tutore più rigido (nei casi in cui c´è un ritiro del tendine) attraverso una tecnica denominata serial casting in cui gradualmente si porta il piede nella posizione desiderata.

Nei casi più estremi può essere richiesto un intervento chirurgico per allungare il tendine di Achille.


In casi più lievi un effetto simile può essere ottenuto attraverso scarponcini o simili imbottiti che riducano la sensibilità tattile e al contempo non permettano di arrivare sulle punte dei piedi e/o a terapie di tipo fisico e al giusto supporto educativo.


Come ogni abitudine, più a lungo viene portata avanti, più è difficile cambiarla. Per questo motivo è importante che il bambino venga valutato il più precocemente possibile ed inizi subito una fisica.

La terapia fisica per questa problematica inizia con esercizi di stretching e rafforzamento, per poi continuare con esercizi di postura, bilanciamento e se necessario di integrazione sensoriale per ridurre le iper-ipo sensibilità.

La terapia è spesso abinata a un programma educativo casalingo con esercizi ed attività che possono essere integrate in programmi di tipo comportamentale o per ridurre il toe walking.

Attività generali a carattere di terapia fisica

  1. Rafforzamento di tronco e addome: addominali con i piedi tenuti fermi a terra
  2. Attività propriocettive e di bilanciamento:
    1. inizia mettendo 10 biglie per terra o altri pezzettini di materiali diversi e 10 contenitori. Il bambino deve cercare di afferrarli con i piedi ed mettereli nei contenitori stessi. Prima con un piede, poi con l´altro.
    2. Sostituite la sedia per le attività da fare al tavolino con un pallone elastico o cuscino, facendo in modo che il bambino debba tenere a terra la pianta dei piedi per una maggiore stabilità.
  3. Stretching: Fate mettere il bambino in piedi sull´ultimo gradino delle scale con la sola punta poggiata sul gradino (talloni sporgenti). Un piede per volta fate spostare il peso in modo che il movimento finale sia il contrario di quello usato per andare sulle punte. 30 secondi a piede e ripetere.

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