Le donne autistiche nel mondo del lavoro

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di Barb Cook 

traduzione di Marco Cadavero e Francesco Gemignani

In genere, l’autismo è considerato una condizione maschile, con preconcetti stereotipati secondo cui tutti gli autistici devono essere, ad esempio, dei matematici provetti e la loro carriera debba svolgersi prevalentemente nel settore informatico. Sbagliato. In questo articolo, vorrei evidenziare alcune percezioni imprecise sulle persone autistiche, in particolare sulle donne. L’obiettivo è far riflettere sui numerosi vantaggi derivanti dall’inserimento delle donne autistiche nel mondo del lavoro e incoraggiarle a seguire le proprie prospettive di carriera, valorizzando tutto ciò che potrà essere loro utile. Voglio anche sottolineare che, anche se questo articolo si concentra sulle donne autistiche, i consigli e le informazioni che darò sono applicabili a tutti i generi. Alla fine sta a voi decidere cosa sia meglio per la vostra vita.

Cosa devo fare?

La scelta di un percorso di carriera non deve essere immediata e non deve essere scolpita nella pietra. Se avete appena iniziando il vostro percorso lavorativo, chiedetevi cosa vi appassiona e compilate un elenco. Questo elenco non deve essere necessariamente incentrato sul lavoro. Può riguardare anche gli hobby che vi piacciono, i tipi di libri che vi piace leggere, la vostra preferenza tra lo scrivere e il parlare. Vi piace scrivere in modo creativo o con uno stile giornalistico? Siete introversi o estroversi? Molte persone nello spettro autistico sono introverse, ma quando fanno qualcosa che amano, possono anche diventare estroverse.

Dopo aver creato un elenco completo, inizierete a vedere uno schema degli stili e delle preferenze che avete. Spesso non ci rendiamo conto, fino a quando non annotiamo e valutiamo obiettivamente i nostri valori e le nostre passioni, che possono esserci particolari percorsi lavorativi per cui siamo adatti. Questo può riguardare anche con il cibo che mangiamo! Se siete vegani o vegetariani, ad esempio, non potrete certo pensare di lavorare come macellai.

Ma c’è anche un rovescio della medaglia quando si considera attentamente il proprio futuro. Ad esempio, una persona con forti convizioni ambientaliste potrebbe inizialmente pensare di non essere adatta a lavorare nell’industria mineraria. Queste industrie sono spesso viste negativamente in termini ambientali, ma queste stesse industrie hanno standard estremamente elevati e leggi severe da rispettare per ridurre al minimo i danni ambientali al paesaggio circostante. Una persona nello spettro autistico può essere molto apprezzata in una posizione di responsabile della sicurezza ambientale proprio grazie alla sua attenzione ai dettagli, alla sua deontologia nel sostenere le leggi in favore dell’ambiente e nel trovare soluzioni creative con un pensiero “fuori dagli schemi” su come ridurre l’impatto ambientale.

Queste stesse strategie, nel considerare quale sia il lavoro più adatto per voi, funzionano a tutte le età. Se siete alla ricerca di un lavoro o avete lavorato per molti anni senza alcuna soddisfazione, o avete svolto una varietà di lavori che non hanno mai funzionato, mettere in atto questi passaggi per rivalutare i vostri valori e ciò che è importante per voi vi aiuterà a decidere come affrontare il vostro prossimo percorso professionale.

Io stessa, come donna autistica di 50 anni, ho finalmente scoperto la mia passione nel lavorare nel settore dell’occupazione e nel sostenere i miei compagni autistici a trovare soddisfazione attraverso il giusto impiego. Dopo aver vissuto una vita di insuccessi lavorativi e essermi rassegnata al fatto che non avrei mai avuto un lavoro a lungo termine, è stato solo dopo aver ricevuto la diagnosi alla soglia della mezza età, più di 10 anni fa, che ho potuto rivalutare ciò che volevo fare e svolgere un lavoro adatto a me e alla mia neurologia. Di certo non mi aspettavo di conseguire una laurea magistrale in educazione e occupazione nell’autismo all’età di 50 anni, e questo dimostra che quando impariamo a conoscere noi stessi e ciò che funziona per noi, possiamo progredire e avere successo.

Vorrei anche sottolineare che molte donne non ricevono la diagnosi e, più spesso, la diagnosi corretta sopraggiunge alle soglie della mezza età quando sono già a un punto di rottura. Voglio inoltre sottolineare alle donne che si trovano in questa fase, che la situazione migliora con la comprensione di sé stesse e attraverso il supporto di coetanei che possono capirvi. Non si tratta di qualcosa di negativo, ma di un punto di partenza per creare una vita che ora funzioni per voi. Avete l’opportunità di prendere in mano il vostro futuro.

Assumere donne nello spettro autistico. Una mossa intelligente

Le donne autistiche hanno una gran quantità di competenze e di talenti da offrire alle aziende. Alcune di queste competenze sono considerate “competenze trasversali” e sono preziose in ogni luogo di lavoro. Di seguito sono elencate alcune di queste competenze e quanto siano preziose sul posto di lavoro dal punto di vista di una persona nello spettro autistico.

Capacità di leadership

Le donne autistiche hanno una grande capacità di essere delle leader forti ed etiche. Molte donne autistiche sono intrinsecamente empatiche e compassionevoli, hanno valori forti e standard elevati, competenze essenziali per essere dei buoni leader in ruoli manageriali e di supervisione. Unite a standard elevati nei confronti di loro stesse, queste capacità contribuiscono a creare un ambiente di lavoro solidale e inclusivo, non solo per i colleghi autistici, ma per tutti i dipendenti.

Lavoro di squadra

Spesso si stigmatizza il fatto che le persone nello spettro autistico non possano lavorare in gruppo. Si tratta di una falsa credenza. Molte donne autistiche lavorano bene in un team di gruppo quando l’ambiente è inclusivo e di supporto per tutti i membri. Può sembrare che la persona autistica stia lavorando in modo indipendente, ma a un’osservazione più attenta, potrebbe più semplicemente aver bisogno di un ambiente tranquillo per lavorare in modo efficace e per ridurre lo stress sensoriale. Ciò le consentirà di riunirsi al team in momenti specifici per collaborare e presentare il lavoro svolto in un ambiente favorevole alle sue esigenze specifiche.

Capacità di comunicazione

Un’altra idea sbagliata è che le persone nello spettro autistico siano poco comunicative. Ancora una volta, con i giusti supporti e l’impiego di una varietà di metodi di comunicazione, le persone autistiche possono, infatti, divenire dei comunicatori molto efficaci. Le donne autistiche sono inclini a sostenere e aiutare i colleghi in difficoltà e si rivolgono a loro. Poiché un’elevata percentuale di donne autistiche ha incontrato difficoltà all’interno della cultura lavorativa, esse possono essere un’enorme risorsa per supportare i nuovi dipendenti e aiutarli a orientarsi tra le molteplici sfumature e le aspettative presenti nei luoghi di lavoro. Avere un mentore comprensivo all’interno dell’ambiente di lavoro, che ti capisca intuitivamente, può ridurre significativamente l’ansia e l’isolamento.

Etica del lavoro

Le donne autistiche hanno un’etica del lavoro che è tra le più elevate e che deve essere accolta come elemento cruciale di un dipendente devoto e leale. Le persone nello spettro autistico sono validi dipendenti a lungo termine, poiché si impegnano a svolgere bene il proprio lavoro e, se supportate sul posto di lavoro per dare il meglio di loro stesse, saranno spesso i dipendenti che dureranno più a lungo. Rispettare il dipendente autistico per il valore e il merito che apporta, insieme a comunicazioni, feedback e supporti regolari, garantisce il successo non solo dell’azienda, ma costruisce un futuro di successo e significativo per il dipendente. Si tratta di una vittoria per tutti.

Adattamenti sul posto di lavoro

Fornire e accedere agli accomodamenti [ragionevoli, N.d.R.] all’interno del luogo di lavoro è un elemento essenziale per creare un ambiente di lavoro realmente inclusivo. I datori di lavoro devono essere aperti e impegnarsi attivamente per raggiungere i migliori risultati attraverso la fornitura di supporti adeguati per tutti i dipendenti. I dipendenti devono anche avere l’opportunità di comunicare in modo efficace i propri bisogni, ed avere supporti che li aiutino a lavorare in modo efficiente, oltre a mettere in atto tutti i supporti, le strategie e gli strumenti che hanno acquisito per migliorare il loro ambiente di lavoro. La gestione di questi adattamenti è una strada a doppio senso e non deve essere considerata una partnership 50:50. Questi supporti variano a seconda delle esigenze individuali della persona.

Ad esempio, per lavorare in modo efficace può essere sufficiente disporre di cuffie antirumore. Queste soluzioni possono essere attuate dal dipendente, senza la necessità del supporto del datore di lavoro [in questo caso si tratta di strategie di gestione personale da parte del lavoratore, N.d.R].

In alternativa, se la scrivania del dipendente è posizionata in una situazione sensoriale problematica, ad esempio sotto luci intense o vicino a una stanza del personale rumorosa, è responsabilità del datore di lavoro collaborare con il dipendente per trovare una posizione migliore o soluzioni per ridurre il sovraccarico sensoriale [in questo caso si tratta di un adattamento ambientale o di un accomodamento ragionevole, responsabilità diretta del datore di lavoro, come previsto dalla Convenzione ONU sui Diritti delle Persone con Disabilità (L. 18/2009) e dalla normativa italiana sul collocamento mirato (L.68/1999 e s.m.), N.d.R.]. In sostanza, una comunicazione aperta tra datore di lavoro e dipendente porterà a risultati positivi e produttivi.

Opportunità di crescita

Con la crescente consapevolezza e maturazione nell’accogliere la neurodiversità all’interno del mondo del lavoro, le pratiche inclusive si stanno rafforzando, favorendo un più ampio spettro di pensiero e generando una crescita positiva all’interno delle aziende. Le donne autistiche portano con sé una forza unica, una grande empatia e un’elevata etica del lavoro, che devono essere valorizzate, creando un ambiente che permetta loro di svilupparsi pienamente. Quando ricevono il giusto supporto e hanno l’opportunità di esprimere il loro potenziale, queste donne diventano modelli di impegno e lealtà, rappresentando futuri leader compassionevoli e guidati da principi etici. Possono essere pioniere di un nuovo modo di pensare ed evolvere insieme, portando benefici non solo alle persone autistiche, ma a tutti i lavoratori, contribuendo alla creazione di una cultura aziendale autenticamente inclusiva.

Link all’articolo originale: https://barbcook.com.au/2019/11/15/autistic-women-in-the-workplace-by-barb-cook/