Nuovo studio: le scuole impongono un doppio carico emotivo agli studenti neurodivergenti.
di Ludmila N. Praslova
traduzione e adattamento italiano a cura di Marco Cadavero
Punti-chiave
- Gli adolescenti neurodivergenti subiscono a scuola un carico emotivo doppio rispetto ai loro coetanei neurotipici.
- Gli studenti con ADHD risultano particolarmente turbati da noia, restrizioni e dal sentirsi non ascoltati.
- Gli studenti autistici sono invece vittime soprattutto di maltrattamenti sociali, interruzioni e sovraccarico sensoriale.
- Il problema è l’ambiente, non lo studente.
introduzione
Apprendere è una delle grandi gioie della mia vita come persona autistica.
Eppure la scuola è stata dolorosa. Dolorosa. Dolorosa.
Questa sofferenza è condivisa da moltissime persone neurodivergenti. Ora, uno studio pionieristico che ha coinvolto oltre 700 adolescenti (11-16 anni) nel Regno Unito aiuta a spiegare il perché — e indica soluzioni che soddisfano la gioia di imparare e la dignità di ogni studente. Gli autori suggeriscono che ridurre i carichi emotivi vissuti a scuola potrebbe prevenire decenni di problemi di salute mentale e, in alcuni casi, salvare la vita di adolescenti e adulti neurodivergenti.
Cosa ha scoperto lo studio
I ricercatori hanno creato un nuovo strumento, il “My Emotions in School Inventory” (MESI), lavorando direttamente con adolescenti neurodivergenti per capire cosa li turba di più a scuola. Hanno scoperto che il carico emotivo — quanto spesso si verificano eventi sconvolgenti e con quanta intensità colpiscono studenti con specifici neurotipi — gioca un ruolo di primo piano in depressione e ansia, in modi che non si spiegano semplicemente con difficoltà di regolazione emotiva.
Tra i risultati-chiave dello studio:
- Tutti gli adolescenti neurodivergenti inclusi nello studio — classificati tramite valutazioni in gruppi autistici, ADHD o entrambi (AuDHD) — hanno sperimentato reazioni emotive significativamente più frequenti e intense agli eventi scolastici rispetto ai pari neurotipici.
- Gli adolescenti neurodivergenti affrontano a scuola un carico emotivo doppio rispetto ai coetanei neurotipici.
- Tipi diversi di eventi risultano particolarmente sconvolgenti per i gruppi autistici e ADHD, con un modello unico per il gruppo AuDHD.
MODELLI SPECIFICI PER NEUROTIPO
Studenti nel gruppo ADHD: ciò che li stressa di più
- Insegnanti che non li ascoltano
- Lezioni o compiti noiosi
- Essere fermati mentre svolgono attività piacevoli
- Sentirsi dire di “impegnarsi di più”
- Essere accusati di cose che non hanno fatto
- Perdere o dimenticare oggetti
Studenti nel gruppo autistico: ciò che li stressa di più
- Compagni che parlano alle loro spalle
- Attese o ritardi imprevisti
- Disagio sensoriale (rumore, luci, consistenze)
- Essere sollecitati a finire il lavoro in fretta
- Non comprendere le situazioni sociali
- Essere sollecitati a passare rapidamente da un compito all’altro
Pattern unici degli studenti AuDHD
Gli studenti che soddisfano i criteri sia per ADHD sia per autismo sperimentano lo stesso livello complessivo di carico emotivo degli altri due gruppi, ma l’AuDHD crea combinazioni e pattern neurologici propri — quindi sommare semplicemente strategie per l’autismo a quelle per l’ADHD non funziona. Non esiste una soluzione “one-size-fit-all”.
Esperienze comuni a tutti gli studenti neurodivergenti
Indipendentemente dal neurotipo, i ragazzi neurodivergenti si turbano più facilmente per:
- Cambiamenti all’ultimo minuto nei piani
- Insegnanti che non li comprendono
- Ambienti di classe caotici
- Divieto di usare strategie di coping preferite
- Impossibilità di portare a termine con successo i compiti
- Bullismo ed esclusione sociale
- Trattamenti ingiusti da parte del personale scolastico
cosa significa: non è colpa del canarino
Come i canarini usati nelle miniere per segnalare gas tossici, gli studenti neurodivergenti reagiscono correttamente a ambienti realmente problematici. Il problema non è che questi ragazzi siano “troppo sensibili”: stanno affrontando fattori di stress pienamente comprensibili che danneggiano il loro benessere e che, in età adulta, possono sfociare in depressione e disturbi d’ansia.
La ricerca convalida ciò che molti advocate neurodivergenti affermano da tempo: il loro disagio non è un difetto di carattere né un’incapacità di resistere, ma una risposta naturale a contesti non progettati per il loro neurotipo. Da qui derivano diverse implicazioni.
Per genitori e insegnanti:
- Valorizzare l’individualità di ogni studente invece di glorificare la conformità a aspettative normalizzanti e one-size-fit-all.
- Trattare tutti gli studenti con dignità o, più specificamente con neurodignità, riconoscendo che cervelli diversi hanno bisogni diversi.
- Concentrarsi sul cambiare ambienti tossici anziché pretendere che gli studenti li sopportino.
- Insegnare solo la regolazione emotiva può non bastare se è l’ambiente stesso a generare carichi aggiuntivi.
- Servono accomodamenti mirati sia al neurotipo sia al singolo studente.
- Prendere sul serio bullismo e trattamenti poco rispettosi: non si tratta di esperienze che fortificano, ma di esperienze che creano danni reali.
Strategie di supporto:
- Gli studenti che sperimentano soprattutto uno stress riconducibile all’ADHD traggono beneficio da una maggiore flessibilità nel modo in cui possono dimostrare ciò che hanno appreso, dal rispetto dei loro interessi e dei livelli naturali di energia, oltre che dal supporto e dalle risorse fornite agli insegnanti per creare lezioni più coinvolgenti e comunicazioni più chiare.
- Gli studenti che vivono prevalentemente uno stress di tipo autistico, necessitano di accomodamenti sensoriali, di un preavviso adeguato rispetto ai cambiamenti, di sostegno nella navigazione sociale, di tempi extra per le transizioni e, soprattutto, di una protezione efficace dalla crudeltà sociale—meglio ancora, di una prevenzione attiva di tali episodi anziché considerarli un “rito di passaggio”.
Uno sguardo più ampio: dignità e comprensione
Questo studio sposta ulteriormente la domanda da “Cosa c’è che non va in questo studente?” a “Cosa c’è che non va in questo ambiente?”.
Principi chiave:
- Rispetto della neurodiversità: i cervelli processano il mondo in modi diversi e ciò è una ricchezza per l’umanità.
- Ambienti inclusivi: le scuole dovrebbero garantire flessibilità per bisogni di apprendimento e sensoriali diversi come prassi standard, sostenendo anche gli insegnanti neurodivergenti.
- Affrontare le cause profonde: bullismo, sovraccarico sensoriale, curricoli rigidi ed esclusione sociale sono “tossine ambientali”, non debolezze studentesche.
- Valorizzare i punti di forza individuali: ogni studente neurodivergente offre prospettive e abilità uniche che meritano riconoscimento.
Comprendendo cosa intacca l’equilibrio emotivo dei vari studenti neurodivergenti, possiamo creare contesti in cui possano stare bene e avere successo. Ciò richiede un trattamento fondato su dignità e inclusione emotiva, riconoscendo che reagire a un ambiente malsano non è una questione di cattiva condotta.
Costringere gli studenti neurodivergenti in un formato d’istruzione standard li danneggia e priva il mondo dei loro talenti. Creiamo un’istruzione che funzioni per l’intera umanità, con flessibilità e cura.
bibliografia
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nota
L’articolo originale usa il person-first language, mentre nel presente testo si adotta l’identity-first language per l’autismo, in linea con le preferenze della comunità e l’auto-identificazione degli autori. Per l’ADHD si alternano entrambe le forme, dato che il consenso è meno definito.
Link all’articolo originale: https://www.psychologytoday.com/us/blog/positively-different/202507/why-autistic-adhd-and-audhd-students-are-stressed-at-school




