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Illustrazione di una donna in cucina circondata da diverse fonti di odore: caffè, cibo, fiori, un cane, profumo, detergenti e spazzatura. Scie colorate rappresentano visivamente gli odori che arrivano contemporaneamente nell’ambiente.

Autismo e sensorialità. Parte 4: l’olfatto

L’olfatto nell’autismo può funzionare in modi molto diversi: rilevare un odore, identificarlo, percepirne l’intensità, trovarlo piacevole o insopportabile e riuscire a lasciarlo sullo sfondo sono aspetti distinti. Esploriamo che cosa dice la ricerca, come gli odori possono influenzare corpo, attenzione, memoria, emozioni e alimentazione e quali strategie possono aiutarci a conoscere e gestire la nostra mappa olfattiva.

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Ragazza in stile anime realistico esplora con la mano la consistenza di un tessuto, illuminata dalla luce calda del sole.

Autismo e sensorialità. Parte 3: il tatto

Il tatto comprende pressione, movimento, texture, vibrazione, temperatura, zona del corpo, durata e prevedibilità. Esploriamo come queste dimensioni possono essere vissute nell’autismo, dalla pelle alla consistenza dei cibi, dal contatto con le persone alle strategie quotidiane, per costruire la propria mappa sensoriale e riconoscere ciò che aiuta, regola e dà piacere.

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Ragazzo dai capelli lunghi seduto in una stanza, circondato da onde luminose che rappresentano i diversi suoni presenti nell’ambiente.

Autismo e sensorialità. Parte 2: l’udito

L’udito è molto più del volume. Il cervello seleziona, separa, riconosce e organizza continuamente i suoni che ci circondano. Nell’autismo questo processo può assumere configurazioni molto diverse: alcuni suoni emergono con forza, altri vengono cercati, il parlato nel rumore può richiedere molte risorse e tolleranza, attenzione e piacere cambiano da persona a persona e nel tempo. Conoscere il proprio profilo uditivo aiuta a capire ciò che affatica, ciò che sostiene e anche ciò che ci piace ascoltare.

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Illustrazione artistica di un profilo umano visto di lato, con il cervello rappresentato in modo stilizzato e colorato, pieno di connessioni luminose e ramificate. Attorno alla figura compaiono parole chiave come pensiero ampio, dettagli, connessioni e fatica reale. L’immagine rappresenta il funzionamento complesso dell’autismo e dell’alto potenziale cognitivo.

Autismo e Alto Potenziale Cognitivo

Quando alto potenziale e autismo si intrecciano, il funzionamento diventa meno lineare e più difficile da leggere. Alcune aree sono molto sviluppate, altre richiedono più supporto. Anche l’identità può diventare meno chiara, perché parti diverse del funzionamento faticano a stare insieme. Questo articolo esplora caratteristiche, criticità e strategie per rendere il funzionamento più comprensibile e gestibile.

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Illustrazione in stile anime realistico di un ragazzo con casco da cantiere che osserva un grande cervello in costruzione, con operai e impalcature al lavoro: rappresentazione della ristrutturazione cognitiva come processo attivo e concreto.

Autismo e ristrutturazione cognitiva

La ristrutturazione cognitiva è una tecnica efficace per riconoscere pensieri automatici e distorsioni cognitive. Tuttavia, nell’autismo molti pensieri non nascono solo da errori di interpretazione, ma da uno stato di attivazione del sistema nervoso. Quando il corpo è in allarme, il cervello produce pensieri coerenti con quell’allarme, rendendoli difficili da modificare. In questi casi è necessario intervenire prima sulla regolazione del sistema nervoso e solo dopo lavorare sui pensieri.

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Illustrazione in stile anime realistico di un ragazzo androgino con capelli lunghi scuri che solleva una maschera bianca sorridente, simbolo del masking e del passaggio verso strategie di coping nell’autismo.

Autismo: passare dal masking al coping

Molte persone autistiche imparano presto il masking: adattare il comportamento per risultare socialmente leggibili. Il coping segue una direzione diversa: costruire strategie che aiutano il proprio sistema a funzionare e restare in equilibrio. In questo articolo esploriamo come funzionano imitazione e apprendimento osservativo, perché masking e coping vengono spesso confusi e come passare dalla maschera agli strumenti.

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Scrivania vista dall’alto con agenda colorata, mappa mentale, lista minimal, timer e cuffie antirumore: diverse modalità di organizzazione convivono nello stesso spazio.

Autismo e strategie

Nell’autismo le strategie sono strumenti di autonomia.
Ogni sistema nervoso funziona in modo diverso e richiede soluzioni personalizzate. In questo articolo trovi una guida pratica per comprendere perché usare strategie può risultare faticoso, come costruirle a partire dal tuo profilo e come renderle sostenibili nel tempo, tra funzioni esecutive, energia fluttuante e regolazione quotidiana.

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