La Sfida del Tempo: Perché le Persone Autistiche Lottano con la sua Gestione

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di David Vagni

La percezione e la gestione del tempo rappresentano una sfida significativa per molte persone nello spettro autistico. La difficoltà nel monitorare il passaggio del tempo, stimare la durata delle attività e organizzare le giornate può influire sulla loro vita quotidiana, creando ansia e frustrazione. La Gestione del Tempo per le Persone Autistiche è legata a meccanismi neurocognitivi che spiegano tali difficoltà, come il deficit temporale e la codifica predittiva, nonché a strategie efficaci per migliorare la gestione del tempo. L’uso di strumenti visivi, routine strutturate e tecniche personalizzate può aiutare a ridurre l’ansia legata alle scadenze e a migliorare la qualità della vita delle persone autistiche.

Aspetti Neurocognitivi della Percezione del Tempo

La percezione del tempo è una funzione cognitiva complessa che coinvolge vari processi neurali, tra cui la capacità di anticipare, monitorare e discriminare la durata degli eventi. Nelle persone autistiche, la percezione del tempo può essere significativamente alterata, il che influisce negativamente sulla loro capacità di organizzare e pianificare attività quotidiane, rispettare scadenze e adattarsi a cambiamenti nel ritmo delle loro routine.

Deficit Temporale

Il deficit temporale è una delle teorie predominanti utilizzate per spiegare le difficoltà che le persone autistiche incontrano nella gestione del tempo. Il deficit temporale si riferisce alla ridotta capacità di percepire e stimare la durata degli eventi. Studi come quello di Allman et al. (2011) hanno dimostrato che le persone autistiche possono avere difficoltà nel discriminare durate temporali, specialmente quando gli intervalli temporali sono più brevi o richiedono un’elaborazione cognitiva più complessa. Questo fenomeno è stato descritto come una “distorsione temporale”, in cui gli individui autistici tendono a sovrastimare o sottostimare il tempo trascorso rispetto ai neurotipici (Allman et al., 2011).

Le difficoltà di discriminazione del tempo possono avere effetti a cascata su altre funzioni cognitive. Ad esempio, le persone autistiche possono avere difficoltà a suddividere i compiti in intervalli temporali gestibili, influenzando la loro capacità di portare a termine le attività nei tempi previsti. La percezione alterata del tempo può anche contribuire alla sensazione di sopraffazione e ansia che molte persone autistiche sperimentano quando devono affrontare scadenze o attività a tempo.

“Quando chiedo a mio figlio di prepararsi per uscire, lui pensa che cinque minuti siano sufficienti, anche se ci mette sempre molto di più. Non riesce a capire quanto tempo passa realmente. Spesso finiamo per essere in ritardo perché per lui il tempo sembra scorrere in modo diverso.”Maria, madre di Matteo, 12 anni, autistico

Uno studio condotto da Poole et al. (2021) ha ulteriormente confermato questa ipotesi, mostrando che i bambini autistici non solo mostrano un’alterata percezione della durata, ma anche un’incapacità di sincronizzarsi con stimoli temporali esterni, come il ritmo di un’attività scolastica. La loro incapacità di “sincronizzare” il loro comportamento con il ritmo delle attività quotidiane può compromettere significativamente la loro partecipazione a contesti sociali o scolastici strutturati (Poole et al., 2021).

Una recente metanalisi (Cassum et al., 2019), tuttavia, ha evidenziato che, nelle prove di generalizzazione temporale, le persone autistiche hanno mostrato un’elevata precisione, similmente ai partecipanti neurotipici. Nonostante qualche lieve discrepanza, non sono state rilevate differenze significative o un’influenza importante del quoziente intellettivo, lo studio conclude quindi che, piuttosto che una difficoltà nel processo di “basso livello”, è probabile che intervengano fattori di livello più alto nel contribuire alle difficoltà sperimentate dalle persone autistiche nella vita di tutti i giorni.

Monotropismo e Concentrazione

Il monotropismo è un concetto che descrive la tendenza delle persone autistiche a concentrarsi intensamente su un numero limitato di interessi o attività, escludendo altre informazioni rilevanti. Questo modello cognitivo può essere visto come una modalità di attenzione ristretta e altamente focalizzata, che consente alle persone autistiche di esplorare profondamente i loro interessi, ma che può anche avere conseguenze negative sulla percezione e gestione del tempo.

Il monotropismo porta spesso a una riduzione della capacità di monitorare il tempo che passa durante l’esecuzione di un’attività. Quando una persona autistica è impegnata in un compito che coinvolge i suoi interessi speciali, può perdere la consapevolezza del passaggio del tempo, il che rende difficile completare le attività entro le scadenze prestabilite (Murray et al., 2005). Questo fenomeno è strettamente correlato al concetto di iperfocalizzazione, in cui l’attenzione diventa così intensamente concentrata su un’attività specifica da escludere quasi completamente la consapevolezza del contesto temporale.

“Quando mi immergo in un progetto che mi appassiona, è come se il resto del mondo svanisse. Non mi accorgo del tempo che passa, e mi capita di rimanere a lavorare per ore senza fare una pausa. Da un lato, è fantastico perché riesco a raggiungere una concentrazione incredibile. Dall’altro, però, mi ritrovo spesso a trascurare altre cose importanti e a dover correre per recuperare il tempo perso.”Simone, 28 anni, autistico

L’iperfocalizzazione, sebbene possa avere vantaggi in termini di produttività e acquisizione di conoscenze su un argomento specifico, può anche essere problematica quando il compito richiede una gestione efficace del tempo. La difficoltà di passare da un’attività all’altra (spostamento dell’attenzione) è uno dei principali problemi legati al monotropismo e può causare ritardi nel completamento di progetti e compiti quotidiani (Murray et al., 2005).

Codifica Predittiva

Un altro aspetto chiave che influenza la percezione del tempo nelle persone autistiche è la codifica predittiva. La codifica predittiva si riferisce alla capacità del cervello di anticipare gli eventi futuri sulla base di informazioni ed esperienze passate. Nei neurotipici, questa capacità consente di costruire una “mappa temporale” degli eventi, che permette di pianificare e adattare il comportamento in risposta a stimoli futuri (Friston, 2010). Tuttavia, nelle persone autistiche, la codifica predittiva sembra avere parametri differenti, portando a difficoltà nell’anticipare eventi e nell’organizzare le attività in funzione del tempo.

La teoria della codifica predittiva suggerisce che il cervello umano opera sulla base di previsioni continue riguardanti il mondo esterno. Quando le previsioni vengono confrontate con gli input sensoriali esterni, il cervello regola il comportamento e l’attenzione correggendo gli errori di previsione.

“Immagina di non sapere mai quanto tempo ti servirà per fare qualcosa. È così che mi sento ogni volta che devo pianificare la mia giornata. Mi butto su un’attività pensando che richiederà solo un po’ di tempo, ma poi mi accorgo di aver sbagliato completamente. Questo mi mette ansia, soprattutto quando ci sono delle scadenze importanti.”Giulia, 32 anni, autistica

In uno studio condotto da Van de Cruys et al. (2014), è stato dimostrato che le persone autistiche hanno una maggiore difficoltà a correggere gli errori predittivi legati al tempo. Questo significa che, anche se riconoscono che il tempo sta trascorrendo, potrebbero non essere in grado di regolare il loro comportamento per adattarsi ai cambiamenti temporali in modo appropriato. Il risultato è che le persone autistiche possono sembrare “fuori sincronia” con gli eventi circostanti, causando frustrazione e difficoltà nelle interazioni sociali e nel lavoro (Van de Cruys et al., 2014). Ciò può contribuire alla difficoltà di mantenere il ritmo o la tempistica corretta durante le attività quotidiane (Palmer et al., 2017).

Deficit nella Sincronizzazione Temporale

Un’altra area di interesse riguarda la sincronizzazione temporale, cioè la capacità di sincronizzare il proprio comportamento con eventi esterni, come un ritmo musicale o un’attività coordinata. La sincronizzazione temporale è importante non solo per attività pratiche, come camminare al ritmo di una musica, ma anche per interazioni sociali che richiedono una certa sincronia, come le conversazioni (Murat et al., 2022).

Le persone autistiche spesso mostrano difficoltà in compiti che richiedono una sincronizzazione temporale, il che può compromettere la loro capacità di partecipare pienamente a contesti sociali. La difficoltà di allineare il proprio comportamento con il flusso temporale degli eventi esterni può causare una disconnessione nelle interazioni, alimentando l’isolamento sociale e l’incomprensione da parte dei neurotipici (Murat et al., 2022).

Difficoltà nella Gestione del Tempo

La gestione del tempo è una delle sfide più significative per molte persone autistiche, influenzata da una percezione temporale alterata e da difficoltà cognitive che complicano l’organizzazione delle attività quotidiane. Spesso sono presenti difficoltà nel suddividere i compiti, monitorare il tempo trascorso e prevedere quanto tempo richiederà un’attività. Queste difficoltà possono manifestarsi in vari contesti, tra cui l’ambiente lavorativo, scolastico e nella vita sociale, con impatti importanti sull’autonomia e sul benessere psicologico degli individui.

Stima del Tempo

La capacità di stimare correttamente la durata di un’attività è fondamentale per una gestione efficiente del tempo. Tuttavia, molte persone autistiche trovano difficile stimare quanto tempo impiegheranno per completare un determinato compito, il che può portare a difficoltà nella pianificazione e organizzazione delle attività quotidiane. Questa incapacità di stimare accuratamente la durata delle attività influisce non solo sulla gestione del tempo, ma anche sull’efficienza e sul raggiungimento degli obiettivi.

Uno dei problemi principali che le persone autistiche incontrano riguarda la stima inaccurata del tempo necessario per completare attività specifiche. La ricerca di Maister e Plaisted-Grant (2011) ha dimostrato che le persone nello spettro autistico spesso sovrastimano o sottostimano la durata di compiti semplici e complessi. Questo fenomeno è particolarmente problematico nei contesti scolastici e lavorativi, dove le scadenze e le tempistiche giocano un ruolo cruciale. Sovrastimare il tempo necessario per completare un’attività può portare alla procrastinazione, mentre sottostimare la durata di un compito può causare frustrazione quando il lavoro richiede più tempo del previsto (Maister & Plaisted-Grant, 2011).

Un fenomeno simile, detto anche effetto di tendenza centrale è stato osservato anche in uno studio di Karaminis et al. (2016). Questo effetto si manifesta quando gli individui percepiscono la durata di un evento come più vicina alla media percepita delle durate precedenti, il che porta a errori di stima più significativi. Gli autori hanno suggerito che questa difficoltà nella stima temporale sia collegata a differenze nei meccanismi di integrazione sensoriale (aggiornamento della codifica predittiva) e nelle funzioni esecutive che regolano il monitoraggio del tempo (Karaminis et al., 2016). Le persone autistiche, quindi, potrebbero avere difficoltà a integrare in modo coerente le informazioni sensoriali e temporali, influenzando negativamente la loro capacità di stimare il tempo.

“Non ha una percezione chiara del tempo che passa. Se gli chiedo quanto tempo gli ci vorrà per finire un compito, spesso mi dice 10 minuti, ma poi può impiegarci anche un’ora. Non è che voglia mentire, semplicemente non riesce a stimare correttamente il tempo.”Elisa, madre di Sofia, 9 anni, autistica

Secondo Poole et al. (2021), molti individui autistici riportano una gestione inefficace del tempo quotidiano, caratterizzata da una tendenza a sottostimare o sovrastimare il tempo necessario per completare un compito. Questo può portare a situazioni in cui le persone autistiche si trovano a dedicare troppo tempo a un’attività o, al contrario, a non concedersi abbastanza tempo per completarla correttamente (Poole et al., 2021).

Suddividere le attività

Un altro elemento cruciale è la difficoltà nel suddividere le attività complesse in sotto-compiti gestibili. La task-analysis, ovvero la capacità di scomporre un compito più ampio in fasi più piccole e gestibili, è spesso compromessa nelle persone autistiche. Questa difficoltà porta a una gestione del tempo inefficace e a una maggiore difficoltà nel rispettare le scadenze. La mancanza di una chiara struttura temporale aggrava il problema, rendendo difficile per le persone autistiche stabilire priorità e completare le attività in modo ordinato (Allman & Meck, 2012).

“A scuola, i compiti più grandi come le ricerche o i progetti sono una sfida. Se non lo aiutiamo a spezzettare il lavoro in piccoli passaggi, si sente subito sopraffatto e non sa da dove cominciare. È come se vedesse un’enorme montagna davanti a sé, e senza aiuto, si blocca.”Anna, madre di Lorenzo, 10 anni, autistico

La task-analysis è essenziale per stimare correttamente il tempo necessario per completare un progetto. Tuttavia, molte persone autistiche trovano difficile segmentare un compito in parti più piccole e attribuire una durata appropriata a ciascuna fase.

“Quando qualcuno mi aiuta a suddividere i compiti, tutto diventa più semplice. Da solo, vedo solo una grande montagna che non so come scalare. Ma se qualcuno mi spiega come affrontare una cosa alla volta, posso procedere passo dopo passo. È come avere una mappa per non perdermi lungo il percorso.”Federico, 24 anni, autistico

Procrastinare

La tendenza a procrastinare è un’altra conseguenza comune delle difficoltà di gestione del tempo. Gli individui autistici possono sentirsi sopraffatti dalla pressione di completare le attività entro un certo lasso di tempo e, di conseguenza, evitare o posticipare l’inizio di compiti che percepiscono come impegnativi o che richiedono una notevole organizzazione. Secondo Maister e Plaisted-Grant (2011), questa procrastinazione ciclica è spesso alimentata dall’ansia legata alla gestione del tempo, poiché le persone autistiche non riescono a prevedere con precisione quanto tempo sarà necessario per completare una determinata attività (Maister & Plaisted-Grant, 2011).

“Le scadenze sono il mio peggior nemico. Ogni volta che ne ho una, sento come un peso sul petto. So che dovrei cominciare a lavorare, ma non riesco. È come se più il tempo passasse, più diventasse difficile cominciare. E quando finalmente inizio, il tempo mi scivola via e mi sento sopraffatto.”Matteo, 35 anni, analista autistico

Cambiare attività

Le  difficoltà nella gestione del tempo sono spesso legate a problemi di flessibilità cognitiva. L’incapacità di passare rapidamente da un’attività all’altra, nota anche come “rigidità cognitiva”, può contribuire a una gestione del tempo inefficace. Le persone autistiche tendono a concentrarsi intensamente su una singola attività, perdendo la consapevolezza del tempo e trovando difficile interrompere il compito per passare ad altro, come confermato da Murray et al. (2005). Questo comportamento può portare a un accumulo di compiti incompleti e a un aumento dello stress (Murray et al., 2005).

Inoltre, la difficoltà di passare da un’attività all’altra può aggravare i problemi legati alla stima del tempo. Quando una persona autistica è profondamente concentrata su un’attività (spesso un interesse speciale), può perdere la consapevolezza del tempo che passa..

Il tempo nella vita sociale

Le difficoltà nella gestione del tempo non si limitano solo alla sfera lavorativa o scolastica, ma hanno un impatto significativo anche nelle relazioni sociali e personali. Le persone autistiche possono avere difficoltà a pianificare appuntamenti o a gestire il tempo in modo adeguato durante la conversazion, il che può portare a incomprensioni o a frustrazioni da parte di amici e familiari. Poole et al. (2021) evidenziano come le difficoltà di stima del tempo possano contribuire all’isolamento sociale delle persone autistiche, poiché queste trovano difficoltà a partecipare ad attività che richiedono un’organizzazione temporale precisa (Poole et al., 2021). Questo può generare una barriera per l’inclusione sociale, rendendo più difficile per gli individui autistici partecipare a eventi o mantenere relazioni interpersonali (Allman et al., 2011).

Ragazza con cellulare

Autismo e ADHD

La relazione tra autismo e ADHD (Disturbo da Deficit di Attenzione e Iperattività) è di crescente interesse nella ricerca scientifica, in quanto queste due condizioni spesso coesistono e condividono vari tratti neurocognitivi. Le persone che presentano entrambe le diagnosi possono sperimentare difficoltà ancora più marcate nella percezione, stima e gestione del tempo rispetto a quelle con solo una delle due condizioni. Il deficit nell’attenzione e nell’autoregolazione cognitiva, tipico dell’ADHD, combinato con i problemi di elaborazione sensoriale e temporale tipici dell’autismo, crea una combinazione complessa di sfide cognitive e comportamentali che influiscono significativamente sulla vita quotidiana.

Percezione del Tempo

Le persone ADHD tendono a sovrastimare o sottostimare la durata degli eventi, spesso perdendo la consapevolezza del tempo che scorre, un fenomeno noto come “time blindness” (Barkley et al., 2008). Quando l’autismo e l’ADHD coesistono, i problemi di percezione del tempo sono amplificati, poiché l’attenzione compromessa tipica dell’ADHD si sovrappone alla difficoltà degli individui autistici nel discriminare le durate temporali e sincronizzare i loro comportamenti con gli eventi esterni (Isaksson et al., 2018).

“Con ADHD e autismo insieme, il tempo è un concetto scivoloso. Un momento sono super concentrato e perdo la nozione del tempo, quello dopo sono distratto e tutto mi sfugge. Non riesco mai a capire davvero quanto tempo mi serve, né a restare su un’attività abbastanza a lungo da farla bene. Mi sento sempre in ritardo o in anticipo, ma mai nel momento giusto.”Marco, 30 anni, persona autistica e ADHD

Studi come quello di Isaksson et al. (2018) hanno evidenziato che i bambini con entrambe le condizioni presentano un deficit temporale maggiore rispetto a quelli con solo autismo o solo ADHD. Questa combinazione di difficoltà compromette ulteriormente la capacità di mantenere il controllo delle attività basate sul tempo, riducendo la flessibilità cognitiva e la capacità di adattamento (Isaksson et al., 2018).

“Avere a che fare con autismo e ADHD insieme è complicato. Mio figlio è sempre o troppo concentrato su un’attività, dimenticando tutto il resto, o non riesce a concentrarsi abbastanza a lungo per finire qualcosa. Non sa mai quanto tempo gli servirà per completare un compito e questo crea confusione nella nostra routine quotidiana.”Marco, padre di Alessio, 11 anni, autistico con ADHD

Stima del Tempo

Le difficoltà di stima del tempo sono comuni sia nell’autismo che nell’ADHD, ma si manifestano in modi leggermente diversi. Le persone con ADHD tendono a sottostimare la durata dei compiti, a causa di una percezione distorta del tempo e di difficoltà nel mantenere l’attenzione su un’attività per periodi prolungati. Nell’autismo, d’altro canto, le difficoltà di stima del tempo possono derivare da problemi di codifica predittiva e da una capacità alterata di integrare le informazioni sensoriali temporali. Quando queste due condizioni coesistono, i problemi di stima temporale possono diventare particolarmente complessi, con individui che tendono a oscillare tra sottostima e sovrastima delle durate (Karaminis et al., 2016). I bambini con autismo e ADHD presentano un’alta variabilità nella stima del tempo, mostrando errori più frequenti rispetto ai bambini con solo una delle due condizioni.

Gestione del Tempo

La gestione del tempo è una delle aree in cui le persone con entrambe le diagnosi di autismo e ADHD sperimentano le maggiori difficoltà. Le persone con ADHD spesso hanno problemi a regolare la loro attenzione e a organizzare il tempo in modo efficace, il che porta a comportamenti come la procrastinazione e l’incapacità di completare i compiti nei tempi previsti (Barkley et al., 2008). D’altra parte, le persone autistiche, a causa della rigidità cognitiva e delle difficoltà di multitasking, possono avere difficoltà a passare da un compito all’altro o a gestire scadenze complesse.

“È una battaglia continua. Con l’ADHD, la mia mente salta da una cosa all’altra, ma l’autismo mi fa rimanere incastrata su un singolo compito. A volte mi sembra di essere divisa in due: una parte di me vuole finire tutto il più velocemente possibile, l’altra non riesce a lasciar andare un’attività. È estenuante cercare di bilanciare queste due spinte opposte.”Silvia, 34 anni, autistica e ADHD

Barkley et al. (2008) suggeriscono che il deficit esecutivo comune nelle due condizioni influisce negativamente sulla capacità di pianificazione e sull’organizzazione del lavoro, portando a una gestione del tempo disfunzionale. Questo può avere un impatto negativo sia nella vita lavorativa che scolastica, riducendo la capacità di rispettare le scadenze e completare i compiti in modo efficace.

“Con entrambe le diagnosi, abbiamo dovuto creare un sistema molto strutturato a casa. Senza una routine rigida, si perde nel caos del suo mondo. Tuttavia, anche con la routine, dobbiamo spesso intervenire per aiutarlo a mantenere il ritmo, altrimenti passa ore su una sola cosa o si distrae continuamente.”Sabrina, madre di Pietro, 13 anni, autistico e ADHD

Impatto Psicologico

La difficoltà combinata di percezione, stima e gestione del tempo può generare un forte impatto psicologico nelle persone con entrambe le condizioni. L’ansia legata alla gestione del tempo è più pronunciata quando le persone si rendono conto di non riuscire a rispettare le scadenze o a completare le attività nei tempi previsti. Questo può aumentare i livelli di stress, portando a una spirale negativa di procrastinazione e frustrazione. L’integrazione di strumenti visivi e tecniche di gestione del tempo è fondamentale per aiutare questi individui a migliorare le loro abilità di organizzazione e ridurre l’ansia associata alle scadenze (Poole et al., 2021).

Strategie per Migliorare la Gestione del Tempo

La gestione del tempo è una delle sfide più comuni per le persone nello spettro autistico, a causa delle difficoltà intrinseche legate alla percezione temporale, alla codifica predittiva e alla concentrazione. Tuttavia, esistono numerose strategie che possono essere adottate per migliorare queste abilità, favorendo una maggiore autonomia e riducendo l’ansia legata alla gestione delle scadenze. Le strategie spaziano dall’uso di strumenti visivi e tecnologici, alla creazione di routine strutturate, fino a tecniche cognitive più avanzate come la gestione di attività “filler” per sfruttare al meglio il tempo non utilizzato.

Strumenti Visivi

Gli strumenti visivi sono tra le tecniche più efficaci per aiutare le persone autistiche a gestire il tempo.

Questi strumenti, come calendari, timer, orologi e agende, o schede come quelle presenti nel CAT-kit, offrono rappresentazioni concrete del passaggio del tempo, che possono facilitare la pianificazione e ridurre l’ansia legata all’incertezza temporale. Gli strumenti visivi aiutino le persone autistiche a suddividere le attività in blocchi di tempo gestibili, migliorando la loro capacità di completare i compiti entro i tempi stabiliti.

Il CAT.kit

“Abbiamo iniziato a usare un calendario visivo a casa, e questo ha davvero aiutato. Ogni giorno, mio figlio può vedere cosa deve fare e quanto tempo ha per completare ogni attività. Questo gli dà un senso di controllo e lo aiuta a sentirsi meno ansioso riguardo alle sue giornate.”Francesca, madre di Matteo, 10 anni, autistico

I timer visivi sono particolarmente utili per suddividere le attività in fasi temporali. Ad esempio, un timer che visualizza il passare del tempo in modo grafico può aiutare a mantenere il focus su un compito per una determinata durata, permettendo alla persona di comprendere meglio quanto tempo resta per completarlo. Questo tipo di feedback visivo riduce il rischio di procrastinazione e consente di monitorare il tempo in modo più efficiente (Allman & Meck, 2012).

Routine Strutturate

Le routine strutturate sono un’altra strategia cruciale per migliorare la gestione del tempo nelle persone autistiche. Le routine offrono una struttura prevedibile che può ridurre l’ansia legata all’incertezza temporale e migliorare la capacità di organizzazione. Creare una routine ben definita, che includa momenti specifici per ciascuna attività quotidiana, aiuta le persone a sapere cosa aspettarsi e a prepararsi per il compito successivo.

“Per me, la routine è tutto. Se ho una routine ben definita, so esattamente cosa aspettarmi e questo mi calma. Non ci sono sorprese, non devo improvvisare. Questo mi dà una sensazione di sicurezza, come se avessi un piano chiaro e un controllo sulla mia giornata.”Francesco, 26 anni, autistico

Secondo Allman et al. (2011), le routine giornaliere strutturate forniscono una mappa temporale che può guidare il comportamento delle persone autistiche, facilitando il rispetto delle scadenze. Le routine sono particolarmente utili in ambienti scolastici o lavorativi, dove il rispetto delle tempistiche è essenziale per il successo. Ad esempio, una routine ben strutturata può includere orari fissi per studiare, lavorare, fare pause e riposarsi, garantendo così che le attività siano completate in modo organizzato e senza fretta (Allman et al., 2011).

Storie Sociali e Script

Le storie sociali e gli script sono strumenti educativi utilizzati per insegnare alle persone autistiche come affrontare situazioni temporali complesse.

Le storie sociali sono brevi racconti che descrivono scenari quotidiani e spiegano come comportarsi in determinate situazioni legate al tempo, come rispettare una scadenza o pianificare una giornata. Queste storie sono particolarmente utili per insegnare abilità legate alla gestione del tempo in modo sistematico (Gray, 2016).

Gli script supportano le funzioni esecutive, fornendo un modello passo-passo su come svolgere attività specifiche, come completare un progetto scolastico o prepararsi per una riunione di lavoro. Gli script aiutano a ridurre l’ansia legata alla gestione del tempo, poiché forniscono una struttura chiara e prevedibile su come affrontare compiti che potrebbero altrimenti risultare stressanti e trovare soluzioni agli imprevisti (Cannon et al., 2023).

L’utilizzo di storie sociali e script può aiutare a migliorare la consapevolezza temporale, facilitando la transizione tra compiti e promuovendo una maggiore indipendenza.

Allocare Tempi Maggiori e Attività Filler

Una delle strategie più utili per migliorare la gestione del tempo è allocare più tempo di quanto si pensi necessario per un compito specifico. Questa strategia permette di gestire in modo più efficace eventuali imprevisti o difficoltà che potrebbero sorgere durante lo svolgimento di un’attività. Allocare tempi maggiori riduce l’ansia legata alla paura di non riuscire a finire in tempo e consente di mantenere un ritmo di lavoro più rilassato e produttivo.

“Ho imparato a concedermi più tempo del necessario per ogni attività. Prima mi preoccupavo sempre di essere in ritardo, ora mi lascio dei margini. E se finisco prima del previsto, ho i miei audiolibri per riempire quel tempo. Non mi sento più sotto pressione, e posso lavorare in modo più efficiente.”Valeria, 31 anni, autistica

Un aspetto importante di questa strategia è l’inclusione di attività filler, ovvero piccole attività che possono essere svolte nel tempo “extra” eventualmente disponibile se un compito viene completato prima del previsto. Queste attività possono includere compiti semplici come leggere, fare esercizi di respirazione, organizzare il proprio spazio di lavoro o fare una breve passeggiata. L’inserimento di attività filler è particolarmente utile per evitare l’ansia associata al “tempo vuoto” e garantire che ogni momento sia utilizzato in modo produttivo o rilassante, a seconda delle necessità.

Task Analysis e Scomposizione delle Attività

Un’altra strategia fondamentale per migliorare la gestione del tempo è la task analysis, o scomposizione delle attività in sotto-compiti più piccoli e gestibili. Molte persone autistiche trovano difficile completare compiti complessi se non sono chiaramente suddivisi in fasi più semplici. La task analysis consente di stabilire un ordine logico per il completamento di ogni fase, facilitando il monitoraggio del tempo e riducendo lo stress legato a compiti troppo ampi o mal strutturati (Maister & Plaisted-Grant, 2011).

“L’unico modo per aiutarlo con i compiti a casa è fare una lista di tutti i passaggi. Se lo lasciamo da solo, non riesce a capire da dove cominciare o cosa fare dopo. Ma quando spezzettiamo tutto, riesce a gestirli molto meglio e si sente più sicuro.”Lorenzo, padre di Luca, 15 anni, autistico

Quando un’attività viene scomposta in piccoli passaggi, diventa più facile attribuire a ciascuno di essi una durata specifica. Questo non solo migliora la stima del tempo necessario, ma aiuta anche a mantenere un controllo maggiore sul processo, riducendo il rischio di procrastinazione o di blocco mentale. L’uso della task analysis è particolarmente efficace per le persone che trovano difficile completare compiti multi-step, come progetti scolastici o attività lavorative complesse (Maister & Plaisted-Grant, 2011).

Strumenti Tecnologici

Gli strumenti tecnologici, come le applicazioni di gestione del tempo e i promemoria digitali, possono offrire un grande supporto per la gestione delle scadenze e delle attività quotidiane. Esistono molte app progettate per aiutare le persone a tenere traccia delle attività giornaliere, a impostare promemoria regolari e a monitorare i progressi nel tempo. Queste app possono inviare notifiche visive o sonore che avvisano l’utente quando è ora di iniziare una nuova attività o di concluderne una già avviata (Barkley et al., 2008).

L’utilizzo di timer digitali e strumenti di time-blocking, che suddividono la giornata in blocchi di tempo dedicati a compiti specifici, può migliorare la produttività e ridurre l’ansia legata alla gestione del tempo. Le persone autistiche possono trarre grande beneficio dal poter vedere chiaramente quali attività sono programmate per la giornata e quanto tempo è disponibile per ciascuna di esse. Questo riduce l’incertezza e aiuta a mantenere il focus sulle attività importanti (Barkley et al., 2008).

Conclusione

La percezione e la gestione del tempo nelle persone autistiche rappresentano una sfida complessa, influenzata da una combinazione di fattori neurocognitivi e comportamentali. Il deficit temporale in alcune persone autistiche, le difficoltà nell’aggiornamento codifica predittiva e il monotropismo contribuiscono a una percezione del tempo alterata, che rende difficile stimare accuratamente la durata delle attività e pianificare eventi futuri. Questo influisce negativamente sulla capacità di suddividere compiti complessi e gestire scadenze, portando a procrastinazione e ansia legata al tempo.

Le difficoltà nella gestione del tempo sono accentuate dalla coesistenza con l’ADHD, dove i deficit nell’attenzione e nell’autoregolazione aumentano le difficoltà di stima e monitoraggio temporale. Le persone che convivono con entrambe le condizioni sperimentano difficoltà maggiori nell’organizzazione delle attività, con impatti significativi sul benessere psicologico e sulla qualità della vita.

Tuttavia, esistono strategie pratiche ed efficaci per affrontare queste sfide. L’uso di strumenti visivi, routine strutturate, storie sociali e script offre supporti concreti per migliorare la gestione del tempo. Le tecnologie digitali, come timer e applicazioni di gestione del tempo, facilitano il monitoraggio e l’organizzazione delle attività quotidiane. Strategie come la task analysis e l’allocazione di tempi maggiori per le attività, con l’aggiunta di attività filler, possono ridurre l’ansia e migliorare la produttività.

Imparare a gestire il tempo non significa solo organizzare meglio le attività, ma offrire alle persone autistiche gli strumenti per vivere con maggiore serenità, autonomia e fiducia secondo il proprio ritmo.

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