di David Vagni
Nel contesto della neurodiversità, la sfida principale per molte persone neurodivergenti e autistiche non è tanto imparare a socializzare, quanto farlo senza tradire la propria identità. Spesso, infatti, le competenze sociali sono apprese implicitamente o esplicitamente come un processo di conformazione ai modelli neurotipici. Tuttavia, esistono strategie che permettono alle persone autistiche di sviluppare e affinare le proprie capacità sociali rispettando il loro modo unico di percepire il mondo.
Comprendere la neurodiversità
Prima di affrontare le strategie, è importante comprendere cosa si intenda per neurodivergenza. Questo concetto si riferisce all’idea che condizioni come l’autismo, l’ADHD e la dislessia non siano “disordini” da curare, ma variazioni naturali della mente umana, siano cioè parte della neurodiversità umana. In questa prospettiva, le differenze nel comportamento e nella percezione sociale delle persone autistiche non sono anomalie, ma semplicemente altre forme di esperienza umana.
La pressione del camuffamento sociale
Uno degli aspetti più difficili per molte persone autistiche è la pressione a “camuffarsi” (camouflaging) o “mascherarsi” (masking) per sembrare neurotipici. Questo comporta l’adozione di comportamenti sociali che non sono naturali o confortevoli, come evitare certi movimenti, modulare l’intonazione della voce o mantenere il contatto visivo costante. Sebbene questo possa permettere loro di evitare situazioni spiacevoli o stigmatizzanti, il camuffamento ha un prezzo: può portare a una crescente ansia, stanchezza e a una perdita di identità. Infatti, diversi studi hanno evidenziato come il camuffamento possa essere un fattore di rischio per l’esaurimento emotivo (burnout) e i disturbi dell’umore nelle persone autistiche.

Sviluppare competenze sociali in modo autentico
Fortunatamente, è possibile migliorare le competenze sociali senza rinunciare all’autenticità. Ecco dieci strategie che possono aiutare le persone autistiche a trovare un equilibrio tra il rispetto delle proprie esigenze e l’interazione con gli altri:
1. Identificare e valorizzare i propri punti di forza
Ogni persona autistica ha punti di forza unici, che possono essere utilizzati per migliorare le capacità sociali. Alcuni autistici, ad esempio, eccellono nella comunicazione scritta, e potrebbero trovare utile esprimersi attraverso email, messaggi o altri canali di comunicazione digitale, riducendo la pressione della conversazione faccia a faccia. Altri, invece, possono avere un talento per gli interessi speciali, che possono fungere da ponte per creare connessioni con chi condivide le stesse passioni. Sfruttare i propri interessi speciali non solo facilita l’interazione, ma permette alle persone autistiche di mostrare la propria autenticità in un contesto che si sentono in controllo.
2. Lavorare sull’assertività
Essere assertivi significa esprimere le proprie esigenze e opinioni in modo chiaro e rispettoso, senza dover necessariamente conformarsi alle aspettative altrui. Questo è particolarmente importante per le persone autistiche, poiché la capacità di difendere i propri confini è cruciale per evitare situazioni sociali che possono risultare opprimenti. Imparare a dire “no” quando necessario, o a chiedere una pausa durante una conversazione, può aiutare a mantenere un senso di controllo e ridurre il sovraccarico sensoriale. Una strategia efficace può essere la pratica di frasi preparate per situazioni sociali comuni, che consentano di esprimere chiaramente le proprie preferenze in modo rispettoso.
3. Creare reti sociali su misura
Le relazioni sociali delle persone autistiche non devono necessariamente seguire il modello neurotipico. Alcuni potrebbero preferire interazioni sociali più brevi o con meno persone alla volta, mentre altri potrebbero prediligere incontri in ambienti silenziosi e familiari. È importante che le persone autistiche costruiscano reti sociali che rispettino le loro preferenze personali, invece di cercare di adattarsi a modelli che causano disagio. Gruppi di supporto per persone neurodivergenti, o comunità online, possono essere ottimi spazi per costruire relazioni autentiche senza pressioni di conformità.
4. Gestire il sovraccarico sensoriale
Il sovraccarico sensoriale è una delle sfide principali nelle interazioni sociali per molte persone autistiche. Ambienti rumorosi, luci forti o un eccesso di stimoli possono rendere difficili le conversazioni e contribuire a un senso di isolamento. Pianificare le proprie attività sociali tenendo conto di questi fattori può essere fondamentale. Ad esempio, partecipare a eventi in luoghi con illuminazione soft, evitare ore di punta nei locali o portare con sé strumenti di riduzione del rumore come cuffie o tappi per le orecchie può fare una grande differenza. Come suggerisce un recente studio sul supporto per le persone autistiche: “Fornire ambienti sensorialmente favorevoli durante le interazioni sociali può migliorare significativamente l’inclusione e il benessere delle persone nello spettro autistico” .
5. Praticare l’ascolto attivo senza pressioni eccessive
Molte persone autistiche possono trovare difficile mantenere la concentrazione su una conversazione verbale, soprattutto in ambienti pieni di stimoli sensoriali. Tuttavia, l’ascolto attivo può essere sviluppato con metodi che non richiedono un cambiamento radicale del proprio stile di comunicazione. Utilizzare pause consapevoli, fare domande per chiarire e dare spazio all’interlocutore senza sentirsi obbligati a rispondere immediatamente sono tecniche che favoriscono la comprensione reciproca senza mettere pressione su chi si trova nello spettro autistico.
6. Usare il linguaggio del corpo in modo consapevole
Non è necessario conformarsi completamente ai modelli neurotipici di comunicazione non verbale, ma essere consapevoli del linguaggio del corpo può aiutare a ridurre fraintendimenti. Alcuni segnali corporei, come il sorriso o il mantenimento di una postura aperta, possono facilitare l’interazione senza richiedere un grande sforzo. Anche qui, l’importante è trovare un equilibrio: capire quali gesti o movimenti possono essere utili in certe situazioni, senza forzarsi a utilizzarli costantemente.
7. Accettare la possibilità di pause sociali
Le pause sono essenziali per molte persone autistiche che possono sentirsi sopraffatte durante lunghe interazioni. Imparare a prendere pause quando necessario, magari allontanandosi da un ambiente troppo stimolante per un breve periodo, è una strategia importante. Non c’è nulla di male nel prendersi il tempo per ricaricarsi, e comunicare apertamente la necessità di una pausa può migliorare la qualità delle relazioni sociali senza compromettere il proprio benessere.
8. Creare script per situazioni sociali complesse
Molti autistici trovano utile creare degli “script” per affrontare situazioni sociali che altrimenti risulterebbero difficili o stressanti. Ad esempio, preparare frasi per presentarsi o per rispondere a domande comuni può alleviare l’ansia legata a interazioni inaspettate. Questi script non devono essere rigidi, ma possono fungere da base su cui costruire conversazioni, lasciando spazio alla spontaneità quando ci si sente a proprio agio.
9. Riconoscere e gestire le emozioni durante le interazioni
Imparare a riconoscere e gestire le proprie emozioni durante le interazioni sociali è fondamentale. Molte persone autistiche possono sperimentare un’intensa risposta emotiva durante le conversazioni, come frustrazione, ansia o confusione. Tecniche come la mindfulness o la respirazione profonda possono aiutare a rimanere concentrati e calmi. Riconoscere quando le emozioni diventano travolgenti e prendersi una pausa è un modo per rispettare se stessi e mantenere l’autenticità.
10. Sfruttare la tecnologia per facilitare la comunicazione
La tecnologia può essere uno strumento potente per migliorare le competenze sociali. Ad esempio, molte persone autistiche trovano più facile comunicare attraverso messaggistica o email, piuttosto che nelle interazioni faccia a faccia. Le piattaforme digitali offrono uno spazio in cui si può riflettere sulle risposte e comunicare secondo i propri tempi. In questo modo, è possibile partecipare attivamente alle conversazioni senza subire la pressione delle dinamiche sociali immediate.

Equilibrio tra autenticità e adattamento
Un punto cruciale da sottolineare è che migliorare le competenze sociali non significa necessariamente rinunciare all’autenticità. Spesso, ciò che rende difficile per le persone autistiche navigare nei contesti sociali è l’idea che debbano completamente adattarsi agli standard neurotipici. Tuttavia, molte persone autistiche possono trovare un equilibrio tra essere autentiche e sviluppare competenze che facilitino le interazioni senza compromettere la loro identità.
Ad esempio, imparare tecniche di comunicazione non verbale, come la lettura delle espressioni facciali o dei segnali corporei, può essere utile, ma non deve essere visto come una necessità assoluta. Al contrario, si tratta di strumenti che le persone autistiche possono scegliere di usare quando lo trovano utile, mantenendo la libertà di esprimersi nei modi che trovano più naturali.
Conclusioni
Per le persone autistiche, migliorare le competenze sociali non significa abbandonare la propria autenticità, ma trovare strategie che permettano loro di interagire con gli altri nel rispetto delle proprie peculiarità. Identificare i propri punti di forza, imparare a essere assertivi, creare reti sociali su misura e gestire il sovraccarico sensoriale sono solo alcune delle tattiche che possono aiutare. In ultima analisi, è fondamentale che la società continui a valorizzare la neurodiversità, offrendo spazi sociali inclusivi in cui tutti, indipendentemente dalle proprie differenze neurologiche, possano sentirsi accettati e compresi.
Il vero successo non sta nel diventare neurotipici, ma nel riuscire a essere se stessi, migliorando nel contempo le capacità che permettono di vivere in un mondo sociale complesso. Questo è l’obiettivo: migliorare le competenze sociali senza mai tradire sé stessi.
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