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Autismo e sensorialità. Parte 4: l’olfatto
L’olfatto nell’autismo può funzionare in modi molto diversi: rilevare un odore, identificarlo, percepirne l’intensità, trovarlo piacevole o insopportabile e riuscire a lasciarlo sullo sfondo sono aspetti distinti. Esploriamo che cosa dice la ricerca, come gli odori possono influenzare corpo, attenzione, memoria, emozioni e alimentazione e quali strategie possono aiutarci a conoscere e gestire la nostra mappa olfattiva.

Autismo e sensorialità. Parte 3: il tatto
Il tatto comprende pressione, movimento, texture, vibrazione, temperatura, zona del corpo, durata e prevedibilità. Esploriamo come queste dimensioni possono essere vissute nell’autismo, dalla pelle alla consistenza dei cibi, dal contatto con le persone alle strategie quotidiane, per costruire la propria mappa sensoriale e riconoscere ciò che aiuta, regola e dà piacere.

Autismo e sensorialità. Parte 2: l’udito
L’udito è molto più del volume. Il cervello seleziona, separa, riconosce e organizza continuamente i suoni che ci circondano. Nell’autismo questo processo può assumere configurazioni molto diverse: alcuni suoni emergono con forza, altri vengono cercati, il parlato nel rumore può richiedere molte risorse e tolleranza, attenzione e piacere cambiano da persona a persona e nel tempo. Conoscere il proprio profilo uditivo aiuta a capire ciò che affatica, ciò che sostiene e anche ciò che ci piace ascoltare.

Autismo e sensorialità. Parte 1: la vista
La sensorialità visiva nell'autismo va oltre la sensibilità alla luce. Movimento, colori, pattern, riflessi, spazio e volti possono cambiare il modo di vedere, il carico percettivo e il benessere. Un viaggio nella percezione visiva autistica, tra sovraccarico, ricerca sensoriale e strategie personali.

Il peso del camaleonte: Quando l’adattamento sociale diventa una trappola funzionale nell’autismo e ADHD
All’esterno appaiono come le persone più adattabili, disponibili e “a bassa manutenzione” che conosciate. Ma dietro quel sorriso accomodante si nasconde spesso un meccanismo di sopravvivenza costoso e logorante. In questo articolo esploriamo il “Peso del Camaleonte”: l’intersezione tra Masking autistico, people-pleasing nell’ADHD e la risposta da trauma nota come “Fawn” (compiacere). Analizzeremo come quello che sembra un “buon carattere” sia in realtà una forma di pliance generalizzata — ovvero un comportamento governato da regole che seguiamo per evitare punizioni o ottenere approvazione sociale, piuttosto che per utilità reale — e tracceremo la strada per passare dalla sopravvivenza forzata alla libertà di essere se stessi. Il paper argomenta che burnout, depressione e solitudine nel neurodivergente non sono difetti, ma il prezzo metabolico di un sistema di sicurezza sociale iperattivo che nessuno ha mai spento.

Il “Rumore di Fondo”: Quando il Mondo Interno ed Esterno si Toccano
Uno studio rivela che nell'Autismo e nell'ADHD le reti cerebrali del mondo interno ed esterno restano iper-connesse. Questo 'ingorgo' neurale può spiegare biologicamente il sovraccarico sensoriale e la difficoltà nello spostare l'attenzione per alcune persone.

AUTISMO E TRAUMA
Nell'autismo il trauma è spesso presente e si lega più al CPTSD (Disturbo Post-Traumatico da Stress Complesso) che al PTSD (Disturbo Post-Traumatico da Stress). Ma non va confuso con il burnout autistico: capirne le differenze è essenziale per non restare invisibili.

Shutdown Autistico: Quando il Mondo Diventa Troppo e il Sistema si Spegne
Di fronte a un sovraccarico che percepisce come insostenibile e ineluttabile, il sistema nervoso di una persona autistica può attivare un meccanismo di protezione estremo: "spegnersi".

Autismo e il potere sovversivo della routine
Per le persone autistiche, la routine non è fissazione ma orientamento.
Un elogio alla ripetizione consapevole, che salva energia e tiene insieme quando il mondo gira troppo in fretta.

Meltdown Autistico: Anatomia di un’Esplosione Involontaria
Il meltdown è una delle risposte più visibili, e spesso più fraintese. Non è un capriccio. Non è un atto manipolatorio. È una reazione neurofisiologica estrema, un'esplosione involontaria che segnala il collasso temporaneo delle capacità di regolazione e di interazione sociale.

Sovraccarico Autistico: Comprendere la Tempesta Prima della Tempesta
Immaginate che la nostra capacità di processare stimoli sia una caraffa. Ogni stimolo — un rumore, una luce, un'emozione, un compito da svolgere — è acqua che viene versata dentro. In una persona neurotipica, la caraffa ha un rubinetto efficiente che permette di svuotarla man mano che si riempie. Nelle persone autistiche, questo rubinetto può essere più lento o bloccarsi. Quando l'acqua versata supera la capacità di svuotamento, la caraffa trabocca. Quello è il sovraccarico.

120 strategie facili da insegnare ai bambini per calmarsi
I bambini, proprio come gli adulti, affrontano sfide emotive e situazioni che possono generare ansia, stress o frustrazione. Tuttavia, a differenza degli adulti, spesso mancano degli strumenti necessari per riconoscere e gestire efficacemente queste emozioni. Questo documento offre una raccolta di tecniche calmanti, suddivise in categorie, per aiutare genitori, insegnanti e professionisti a supportare i bambini nel loro percorso di autoregolazione emotiva.
Le tecniche presentate sono progettate per essere facilmente applicabili in diversi contesti: a casa, in classe, durante attività educative o ricreative e in momenti di difficoltà. Ogni tecnica è accompagnata da una spiegazione dettagliata, suggerimenti pratici per la sua implementazione e indicazioni su come adattarla alle diverse età e capacità dei bambini.

