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  • Febbraio 28, 2022
  • By David Vagni

Parlare della guerra a bambini e adolescenti

Posted In: articoli

Parlare della guerra ai bambini e agli adolescenti

I di oggi non hanno mai conosciuto un mondo in cui non ci fosse un coinvolgimento in guerra. Tuttavia, la maggioranza dei bambini occidentali sono stati lontani dalla e dall’orrore della battaglia.

Molto probabilmente i bambini hanno imparato a conoscere la guerra vedendo il telegiornale o ne hanno parlato a durante le lezioni di . Possono aver sentito parlare di atti di terrorismo avvenuti in altri paesi o ascoltato le conversazioni degli .

Tuttavia, ora la situazione è diversa. Quello che sta succedendo in Ucraina può essere spaventoso sia per i bambini che per gli adulti. La guerra è più vicina sia da un punto di culturale che fisico ed il livello generale di tensione non è mai stato così alto negli ultimi decenni. Mentre le ostilità in Ucraina si intensificano, i bambini possono vedere e sentire sulla crisi, e questo può portare a sentimenti di incertezza, e paura, che i , gli insegnanti ed eventualmente i terapisti devono affrontare.

i bambini potrebbero non comprendere appieno ciò che sta accadendo in Ucraina e potrebbero avere domande sulle immagini, sulle narrazioni e sulle conversazioni a cui sono esposti.

Un bambino piccolo potrebbe non capire i fatti o non rendersi conto di dove si stia effettivamente svolgendo la guerra, l’incertezza può essere terrificante. Anche se cercate di evitare che vostro figlio veda immagini di guerra, in televisione o altrove, dovreste tenere aperte le linee di in quanto potrebbe sentirne parlare ovunque.

Molti bambini possono mostrare segni di emotivo a seguito degli ultimi avvenimenti: perdita di la notte, distrazione, aumento di , domande insistenti che prima non erano presenti o erano meno intense.

Ignorare o evitare l’argomento può portare i bambini a sentirsi isolati, incompresi o non accettati nel loro vissuto ed in definitiva può peggiorare solo il livello di stress riducendo il loro benessere. Per questa ragione è necessario avere conversazioni aperte e oneste con i bambini in modo da aiutarli ad elaborare gli eventi.

Come si spiega un bombardamento che ha ucciso persone innocenti? O come si risponde alle domande sulla possibilità che possa avvenire un attacco nucleare o terroristico vicino casa?

Parlare del perché alcune persone facciano intenzionalmente del male ad altre e di come questo possa portare alla guerra è un argomento complesso e per molti bambini può essere angosciante. Dopo tutto, molti dei concetti sono probabilmente in netto contrasto con i messaggi che avete cercato di insegnare a vostro figlio su gentilezza, rispetto e compassione.

Anche se queste conversazioni possono essere difficili da avere, è importante dare ai bambini informazioni sulla guerra adeguate alla loro età.

Dieci consigli per parlare di guerra con i bambini

 

1. Ascoltate i bambini, non ignorateli

Date ai bambini lo spazio per dirvi cosa sanno, come si sentono e per farvi delle domande. Potrebbero essersi fatti un’immagine completamente diversa della situazione rispetto a voi. Prendetevi il tempo di ascoltare ciò che pensano e ciò che hanno visto o sentito. Non cercate di nascondervi da questa conversazione.

È possibile che vostro figlio abbia sentito delle informazioni e che stia lottando per dare un senso alle cose. Oppure potrebbe aver visto una copertura mediatica che non sapevate stesse guardando. Per avere un’idea di ciò che tuo figlio sa già, fai domande come: “Qualcuno dei tuoi insegnanti ne parla a scuola?” o “Qualcuno dei tuoi amici parla mai di queste cose?

Imparare ciò che vostro figlio già sa può darvi un buon punto di partenza per le vostre conversazioni. Sii un buon ascoltatore e mostra a tuo figlio che sei interessato ad ascoltare ciò che pensa.

È naturale che tuo figlio si senta ansioso, confuso e turbato dalla guerra.

 

I bambini piccoli non sono in grado di verbalizzare il loro stress; quindi, stai attento ai cambiamenti di comportamento come difficoltà a dormire, diventare molto attaccato a voi, tornare a parlare come un bambino più piccolo, succhiare il pollice o bagnare il letto.

I bambini più grandi possono esprimere verbalmente più paure sulla morte o possono riferire pensieri persistenti, intrusivi e terrificanti. Bisogna prestare anche alla preoccupazione per la guerra o il terrorismo. Un bambino che ne parla in continuazione o uno che vuole consumare quante più notizie possibili può essere in difficoltà nel gestire la sua ansia. Tuttavia non dovete ignorare questo suo stato. Offritevi di rispondere, scrivete la risposta e gestite i tempi, assegnando un “tempo per il controllo” o “tempo per la preoccupazione” (ad esempio due volte al giorno per mezz’ora).

I bambini con disturbi dello o quelli che hanno vissuto circostanze traumatiche possono essere particolarmente vulnerabili. Così come i bambini di famiglie di rifugiati o immigrati possono avere maggiori probabilità di sperimentare ansia e angoscia.

Ricordatevi di adattare il discorso alle esigenze specifiche del bambino. Per comprendere temi come la guerra è importante valutare la capacità di astrazione e la maturità emotiva. Alcuni bambini potrebbero avere delle abilità inferiori rispetto ai coetanei oppure avere delle abilità linguistiche molto sviluppate ma non avere ancora la maturità emotiva per affrontare certi temi in modo “adulto”.

Se tuo figlio sembra avere problemi a gestire le immagini che ha visto o le informazioni che ha sentito, parlane con il pediatra e fatti indirizzare da un professionista della salute mentale.

2. Iniziare una conversazione

Come genitore, è tuo compito rassicurarli che sono al sicuro, perché è vitale che un bambino si senta sicuro e protetto. Iniziare una semplice conversazione può anche essere un’opportunità per correggere eventuali malintesi che il tuo bambino può avere in mente.

Se il tuo piccolo non è interessato a parlare della guerra, non c’è bisogno di insistere: potrebbe non esserne ancora preoccupato e i bambini piccoli non dovrebbero essere forzati a esserne consapevoli.

3. Convalidare i loro sentimenti, non ridicolizzateli

È importante che i bambini si sentano sostenuti nella conversazione. Non devono sentirsi giudicati o percepire che le loro preoccupazioni sono ignorate. Quando i bambini hanno la possibilità di avere una conversazione aperta e onesta sulle cose che li turbano, questo genera un senso di e . Non ignorate le domande dei bambini, non ridicolizzatele, non dite assolutamente “non c’è niente da preoccuparsi”, questo serve a togliere a voi l’ansia di dover parlare con i vostri , ma a loro farà del male; si sentiranno ignorati e penseranno che parlare della propria preoccupazione sia un argomento sbagliato o tabù.

 

4. Gestire il proprio stato emotivo

Il vostro bambino imparerà come affrontare gli eventi mondiali guardando come voi gestite i problemi.Quindi siate consapevole di come rispondete allo stress e di come comunicate con gli altri. È normale sentirsi in ansia per la guerra e gli atti di terrorismo. Va bene dire a vostro figlio che vi sentite spaventati, ma non caricatelo troppo delle vostre . Concentratevi invece sui passi che state facendo per affrontare proattivamente i vostri sentimenti in modo sano.

 

5. Adattate la conversazione al bambino, non fornite troppe o troppo poche informazioni

Fate attenzione all’età del bambino mentre parlate con lui. I bambini piccoli potrebbero non capire il significato di conflitto o di guerra e richiedere una spiegazione adeguata alla loro età. Ricordate che in generale prima dei 7-8 anni i bambini possono avere molte difficoltà nel comprendere concetti astratti come pace e guerra e può volerci ancora di più, fino all’, per comprendere idee quali confine, “stato cuscinetto”, escalation o simili. Fate attenzione a non entrare troppo nei dettagli perché questo può rendere i bambini inutilmente ansiosi. I bambini più piccoli possono essere soddisfatti semplicemente capendo che a volte i paesi combattono. I bambini più grandi hanno maggiori probabilità di capire cosa significa la guerra, ma possono comunque trarre beneficio dal parlare con voi della situazione. Infatti, i bambini più grandi saranno spesso più preoccupati quando si parla di guerra perché tendono a capire meglio i pericoli rispetto ai bambini più piccoli.

 

Dalla scuola materna agli 8 anni

A partire da quando un bambino ha circa 4 o 5 anni, è importante essere aperti a discutere i fatti che circondano la guerra se vostro figlio ne parla. Tuttavia, fatelo in un modo che sia appropriato alla sua età.

Per esempio, potreste dire ad un bambino di 4 anni: “Alcune persone in un altro paese non sono d’accordo su ciò che è importante per loro, e a volte la guerra si verifica quando questo accade. La guerra non sta accadendo vicino a noi, e noi non siamo in pericolo”.

Per i bambini piccoli, date informazioni fattuali e con un valore personale. Il messaggio dovrebbe essere breve e chiaro. I messaggi potrebbero includere: “C’è una guerra lontana dove ci sono soldati europei e americani. È un grosso problema, per questo se ne parla molto, ma qui in Italia siamo al sicuro”.

Se segue un’altra domanda, dai la risposta in modo semplice e rafforza ciò che hai detto in precedenza.

Ad esempio, se il bambino chiede: “Perché stanno combattendo?”, i genitori possono dire: “Stanno combattendo per chi dovrebbe comandare su una parte dell’Ucraina, ma è lontana da qui”. Se il bambino vuole potete far vedere le distanze su un mappamondo.

È essenziale per i genitori rassicurare i loro figli, ma senza ridicolizzare la loro preoccupazione e mantenendo un aperto.

È utile dire a vostro figlio: “se hai altre domande o sei preoccupato, puoi venirne a parlare con me”.

 

 

Ultimi anni della scuola primaria

In questa fascia di età inizia a svilupparsi meglio il pensiero astratto ed i bambini iniziano a sperimentare le emozioni miste. Le idee di ed equità diventano più forti e complesse ed oltre ad ansia e paura il bambino potrebbe provare altri sentimenti. Le domande possono essere più specifiche e riguardare temi quali la sicurezza o il patriottismo.

Ancora una volta, cercate di mantenere il messaggio semplice e condividete delle informazioni in più. Rassicurate i vostri figli sul fatto che siete una fonte affidabile di informazioni.

 

Scuola media

I genitori dovrebbero iniziare chiedendo ai loro figli di scuola media cosa sanno della guerra. Poi possono affrontare le domande specifiche dei loro figli. Spesso potremmo presumere come si sentono i nostri figli, altrettanto spesso possiamo sbagliare. Fate iniziare loro, chiedetegli cosa sanno e cosa pensano, invece di dire subito cosa voi pensiate che loro pensino.

Fare domande permette ai genitori di spingere i loro figli verso i fatti. In modo delicato potete iniziare ad usare il metodo socratico cercando di farli ragionare sui fatti con domande successive, evitate però di trasformarlo in un interrogatorio. In questo modo potrete correggere idee sbagliate, senza però scatenare un’opposizione.

Scuola superiore

I genitori dovrebbero iniziare chiedendo ai loro adolescenti cosa sanno della guerra in corso, e condividere quante più informazioni concrete possibili con i loro valori. Ma poi dovrebbero chiedere loro come si sentono al riguardo e dove ottengono le loro informazioni.

Se i genitori non sapessero la risposta a qualcosa, dovrebbero cercarla con i loro figli. Questo offre l’ulteriore vantaggio di mostrare ai bambini dove trovare informazioni affidabili e come pensare criticamente sulle fonti.

Per un adolescente è importante sapere cosa pensano i genitori, ma è molto influenzato anche dai propri coetanei e spesso da sociali, magari su , che frequenta in .

I genitori possono aiutare i loro figli adolescenti a pensare criticamente da dove prendono le informazioni. Molti adolescenti possono inoltre esprimere idee forti ma spesso binarie / dicotomiche. Aiutate i ragazzi a comprendere che la realtà è complessa. Spiegategli, se non lo sanno, che non c’è la leva obbligatoria.

 

5. Spiegare lo scopo della guerra

Tuo figlio probabilmente vorrà sapere perché siamo in guerra. Anche in questo caso è necessario adattare la spiegazione all’età e alla capacità di comprensione del ragazzo. Per bambini più piccoli

potreste parlare di come la guerra serve a proteggere certe popolazioni. Mettete in chiaro che la violenza non è un buon modo per risolvere il conflitto, ma a volte i paesi decidono di iniziare una guerra per proteggere una certa popolazione o perché si sentono minacciati. Per i ragazzi più grandi potete, se sono interessati, spiegare la storia e gli che sono dietro i conflitti.

 

6. Trattenersi quando è necessario, evitate l’eccesso di esposizione

In genere, i genitori dovrebbero essere onesti con i loro figli. Tuttavia, questo non significa che dovete sommergere vostro figlio con informazioni inutili.

Mantenete le discussioni adeguate al livello di età e siate prudenti: l’ultima cosa che volete è che vostro figlio esca dal discorso con una paura ancora più elevata della guerra. Non minimizzate la gravità della guerra, ma tenete presente che vostro figlio non ha bisogno di conoscere tutti i dettagli cruenti di ciò che sta accadendo. Attenetevi ai fatti senza parlare troppo della portata dell’impatto. E non lanciatevi in previsioni catastrofiste a meno che non siano portate in tavola dai vostri figli, evitate di parlare di come certi eventi orribili potranno continuare ad accadere in futuro.

Guardate i media insieme a bambini e adolescenti più grandi. È importante limitare la copertura mediatica per i bambini più piccoli. Guardare scene sconvolgenti al telegiornale potrebbe essere piuttosto traumatizzante per i bambini in età prescolare o di scuola primaria. Considerate sempre questo: se fosse un , portereste vostro figlio a vederlo? Se certe scene non sono adatte agli occhi di vostro figlio quando sono finte, possono esserlo quando sono vere?

Spegnete la TV quando vostro figlio è nei paraggi. Tenete presente che i bambini piccoli spesso guardano o sentono la TV anche quando pensate che siano occupati a fare altro.

Gli adolescenti probabilmente vedranno la copertura mediatica, spesso anche attraverso i social media, non importa quanto cerchiate di limitarne l’esposizione, è una battaglia persa. Vedranno la prima pagina del giornale o vedranno le notizie sui loro tablet e smartphone.

Voi sapete meglio di chiunque altro quanto è maturo vostro figlio e quante informazioni può gestire. Se però vuole vedere il telegiornale o un film ambientato in tempo di guerra, e pensate che possa gestirlo, guardatelo insieme.

Incoraggiatela a fare domande e, se non sapete la risposta, ditele che la scoprirete insieme.

 

 

7. Evitare stereotipi dannosi e condividete le opinioni in modo rispettoso

Parlare di un certo gruppo di persone o di un paese specifico potrebbe portare vostro figlio a sviluppare pregiudizi. Quindi siate cauti con le affermazioni che usate quando parlate di guerra e terrorismo. Mantenete l’attenzione sull’essere informati ed educati, invece che sulla vendetta. Non date mai la responsabilità ad un popolo nel suo insieme, ad esempio evitate di dire “i russi hanno attaccato l’ucraina, ben gli sta per le sanzioni”, vostro figlio potrebbe avere l’idea che la colpa sia di tutti i russi e che voi siate contenti che tutti i russi soffrano.

Se avete intenzione di condividere le vostre opinioni, parlate di come vi sentite riguardo alla guerra in generale. C’è la possibilità che non siate d’accordo con lo scopo della guerra o con l’atto dell’ militare. Potete condividerlo con i vostri figli, in particolare se ritenete che la logica dietro le vostre convinzioni faccia parte dei valori della vostra .

Tuttavia, una volta che vostro figlio entra nell’adolescenza, potrebbe iniziare a condividere le proprie opinionisulla guerra e non si sa mai se saranno in linea con le vostre idee.

Cercate di rispettare le opinioni di vostro figlio, anche se siete in netto disaccordo, e astenetevi dal discuterne o dall’esprimere le vostre opinioni in modo arrabbiato.

 

8. Rassicurartelo sul fatto che si sta lavorando duramente per risolvere la situazione.

Ricordare ai bambini che questo non è un loro problema da risolvere. Non devono sentirsi in colpa per giocare, vedere i loro amici e fare le cose che li rendono felici. Rimanete calmi quando affrontate la conversazione. I bambini spesso copiano i sentimenti di chi si prende di loro: se voi siete a disagio per la situazione, è probabile che anche vostro figlio sia a disagio.

 

9. Incoraggiare la compassione

Parlate a vostro figlio dei rifugiati che fuggono dalla guerra in un altro paese, di come molte persone, anche negli stati che iniziano o partecipano ad una guerra, non vogliono la guerra. Sottolineate gli sforzi che altri Paesi ed altre persone stanno facendo per aiutare chi soffre a causa della guerra, indipendentemente dallo schieramento. Se escono notizie di atti di compassione (ad esempio di militari che lasciano fuggire i civili), potete riportarli come gesti di umanità.

Anche se gli atti di terrorismo e di guerra sono terribili, si possono sempre trovare brave persone che lavorano duramente per aiutare gli altri. Indicate questi atti di servizio e di gentilezza ai vostri figli in modo che si ricordino che anche se ci sono molte più persone gentili e compassionevoli nel mondo.

Potreste trovare alcuni esempi storici di momenti in cui le persone si sono aiutate a vicenda. Ci sono molte persone che hanno voluto aiutare i soccorsi dopo l’11 settembre, per esempio. E diversi eserciti hanno stabilito delle tregue in momenti particolari.  Ci sono anche molti esempi di persone che hanno aiutato persone di paesi devastati dalla guerra.

Puoi anche far notare che ci sono molti professionisti che lavorano duramente per prendersi cura degli altri. Militari, funzionari governativi, agenti di polizia, medici e infermieri di organizzazioni non governative, sono solo alcune delle persone che aiutano gli altri durante la guerra.

 

10. Date loro un modo pratico per aiutare

I bambini spesso si sentono più sicuri e fiduciosi quando sanno che c’è qualcosa che possono fare per aiutare.

Anche un piccolo gesto, come donare spiccioli a un ente di beneficenza che aiuta i bambini nei paesi in guerra, può fare molto per aiutare tuo figlio a sentirsi in grado di fare la differenza.

Sostenete i bambini che vogliono aiutare. I bambini che hanno l’opportunità di aiutare le persone colpite dal conflitto possono sentirsi parte della soluzione. I bambini possono creare raccolte di fondi, inviare lettere ai decisori locali o creare disegni che invocano la pace.

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